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Laberinto de muerte

By Philip K. Dick

(63)

| Paperback | 9788401540998

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Book Description

65 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Matrix era già nascosta tra le pagine di questo romanzo...

    Un giallo-thriller con risvolti filosofici e gnostici.

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    Lacus Somniorum said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Siamo a tornati ai grandi fasti, o meglio, essendo già stato scritto, sono io che sono tornato a leggere un romanzo del mio amato (ed odiato) Dick che mi ha smosso come non avveniva da tempo. Come in alcuni dei suoi libri che preferisco, qui siamo al ...(continue)

    Siamo a tornati ai grandi fasti, o meglio, essendo già stato scritto, sono io che sono tornato a leggere un romanzo del mio amato (ed odiato) Dick che mi ha smosso come non avveniva da tempo. Come in alcuni dei suoi libri che preferisco, qui siamo alle prese con un romanzo in cui l’allucinazione mentale ed il sospetto si rafforzano a danno della lucidità e del senso della realtà. Siamo all’interno di un dramma psicologico, di un thriller fantascientifico che non ha avuto la fortuna di altri lavori creati dal genio immaginario di Dick, ma risulta essere un ottimo prodotto sotto molti punti di vista. Grazie alla teologia artificiale, mischia sacro con profano, scienza con religione, e lo fa alla sua maniera, ovvero sviscerando un tema e proiettandolo in un futuro dove la personalità umana è debole e stremata. E lo fa con una vena ironica, ma senza esagerare: il testo sacro di riferimento ha come improbabile titolo “Come sono risorto da morte nel mio tempo libero e come potete farlo anche voi” e la tecnologia utilizzata potrebbe far sorride per come è descritta. Eppure la trama è seria, da non sottovalutare, e con elementi di tutto rispetto. Il ritmo è alto ed il lettore non riesce a seguire la logica di un ambiente psichedelico per quel che riguarda le emozioni scaturite dai personaggi. Paure, angosce, follie. Ci sarebbe stato da stringergli la mano. Grazie, Dick.

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    Old_Glory said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dick dovrebbe essere obbligatorio a scuola. Dovrebbe essere preso ad esempio per come si serve di fantascienza, horror e soprannaturale per raccontare gli orrori generati dagli errori dell’uomo. Perdita di individualità, ipertecnologicizzazione, paur ...(continue)

    Dick dovrebbe essere obbligatorio a scuola. Dovrebbe essere preso ad esempio per come si serve di fantascienza, horror e soprannaturale per raccontare gli orrori generati dagli errori dell’uomo. Perdita di individualità, ipertecnologicizzazione, paura del “diverso” e del futuro, guerre globali frutto di un’ambizione che non si ferma mai: storicamente parlando, non c'è un momento fondamentale nella storia dell'umanità che egli non abbia affrontato. Fra quelli che ha potuto vivere o studiare, naturalmente. “Labirinto di morte” è uno di quei romanzi con un finale a sorpresa che ti fa rimettere tutto in discussione. Uno di quei romanzi che sfruttano il lato oscuro dell'uomo, i suoi istinti primordiali, la sua incapacità di far fruttare la razionalità quando si trova di fronte all'emergenza di sopravvivere. All’urgenza di avere la meglio sul destino. O sulle minacce di altri uomini. Dick ha una vera e propria passione per l’uomo in quanto “umano”, cioè debole, imperfetto e ricordi contraddizioni. Contraddizioni che “Labirinto di morte” esplora nella fauna umana di un romanzo corale, in cui quattordici personaggi che solo un autore del calibro di Dick prendono vita in poche righe. Intuiamo il loro destino, anticipiamo le loro decisioni, condividiamo le loro paure. Come sempre, non dico nulla sulla trama per non rovinare l'esperienza della lettura di questo romanzo a chi ancora non vi si sia accostato. Mi limito a dirvi: leggetelo.

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    Chiara said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Claustrofobico

    Tutto sommato un buon romanzo. Sebbene abbia scoperto che la prima parte del romanzo sia del tutto simile ad uno storico scritto di Agatha Christie, non mi è parsa particolarmente esaltante. Ottima la conclusione.

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    Giovane Holden said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Siamo sempre condannati. E' l'essenza della vita.

    Geniale! Non saprei come altro definire questo libro. Inizia come un giallo, 14 persone si ritrovano sul pianeta Delmak-O, non sanno perchè sono stati mandati li. Da subito le cose non vanno bene, caratterialmente non legano, la colonizzazione riserv ...(continue)

    Geniale! Non saprei come altro definire questo libro. Inizia come un giallo, 14 persone si ritrovano sul pianeta Delmak-O, non sanno perchè sono stati mandati li. Da subito le cose non vanno bene, caratterialmente non legano, la colonizzazione riserva loro delle brutte sorprese, ma soprattutto uno dopo l'altro vengono uccisi....

    Se non fosse perchè è stato scritto nel '70 la trama potrebbe sembrare simile a tante altre, e invece Dick è un precursore, un visionario. Il romanzo è incentrato sulla psicologia dei personaggi, ne analizza paure, manie, religiosità. Il finale sorprende, anche quando ad un certo punto tutto sembra chiaro.

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    Mari said on Feb 18, 2014 | Add your feedback

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