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Ladra di sangue

Di

Editore: Tre60

3.5
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8867020102 | Isbn-13: 9788867020102 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
A Raylene Pendle non piace essere una vampira e, soprattutto, lei non vuole avere niente a che fare con i suoi simili. Ecco perché i suoi clienti sono esclusivamente esseri umani, sebbene si tratti sempre di personaggi poco limpidi. Raylene, infatti, è una ladra professionista: su commissione, ruba opere d’arte d’inestimabile valore e rarissimi gioielli antichi. Il giorno in cui viene contatta da Ian Scott, un vampiro, Raylene è quindi molto diffidente. E i suoi dubbi si moltiplicano quando Ian le racconta di essere stato la cavia di un progetto segreto finanziato dal governo per scoprire l’origine dei poteri dei vampiri e sfruttarli in ambito militare. Purtroppo gli esperimenti a cui è stato sottoposto lo hanno reso cieco e ora, grazie all’aiuto di Raylene, lui si vuole vendicare, recuperando alcuni documenti che proverebbero i crimini commessi dal responsabile del progetto, il maggiore Bruner. Non appena accetta l’incarico, però, la vampira entra nel mirino di spietati agenti speciali, disposti a tutto pur di fermarla. E anche il dottor Keene, il medico che ha preso in cura Ian dopo la fuga dal laboratorio dell’esercito, sembra nascondere troppi segreti: capire di chi si può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi l’unico modo per restare in vita…
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  • 3

    Non posso proprio dire...

    ... che la protagonista sia un *mostro* di simpatia - a mio avviso raramente le protagoniste dei romanzi narrati in 1à persona lo sono (Stephanie Plum esclusa, s'intende) - ma di sicuro non è né prevedibile né banale.


    Ad ogni modo, l'unico motivo per cui leggerò sicuramente il seguito di q ...continua

    ... che la protagonista sia un *mostro* di simpatia - a mio avviso raramente le protagoniste dei romanzi narrati in 1à persona lo sono (Stephanie Plum esclusa, s'intende) - ma di sicuro non è né prevedibile né banale.

    Ad ogni modo, l'unico motivo per cui leggerò sicuramente il seguito di questo romanzo si fa chiamare Adrian di giorno e Sister Rose di notte... in pratica un metro e novanta di muscoli e paillettes! *_*

    ha scritto il 

  • 0

    A me questo libro e' piaciuto davvero; Raylene e' una tipa tosta intrigante, e mi ha fatto davvero sorridere mentre descriveva le sue nevrosi e paure. Se non si è capito male e' il primo libro di una serie, per cui la confusione iniziale e' giustificata; anche i personaggi secondari mi sembrano ...continua

    A me questo libro e' piaciuto davvero; Raylene e' una tipa tosta intrigante, e mi ha fatto davvero sorridere mentre descriveva le sue nevrosi e paure. Se non si è capito male e' il primo libro di una serie, per cui la confusione iniziale e' giustificata; anche i personaggi secondari mi sembrano molto promettenti e la storia della drag queen ha fatto centro ! Un bel mix di azione sentimenti e suspance , continuero sicuramente nella lettura se verrà pubblicato il seguito...........

    ha scritto il 

  • 0

    Non vi è nulla da dire: le autrici americane si sono appropriate di un genere, l' Urban Fantasy, e ne rimangono le esponenti più prolifiche; c’è anche da sottolineare che, ogni tanto, alcune tra loro riescono ad emergere e staccarsi dal gruppo delle colleghe per doti e originalità. Ed è proprio l ...continua

    Non vi è nulla da dire: le autrici americane si sono appropriate di un genere, l' Urban Fantasy, e ne rimangono le esponenti più prolifiche; c’è anche da sottolineare che, ogni tanto, alcune tra loro riescono ad emergere e staccarsi dal gruppo delle colleghe per doti e originalità. Ed è proprio l’originalità la qualità di maggior spicco nel libro di Cherie Priest “Ladra di sangue” – dubbia scelta di traduzione del titolo originale, Bloodshot, che sarebbe invece risultato più appropriato, se mantenuto, poiché nome del progetto militare segreto su cui indaga la protagonista in questo capitolo –, primo libro di una serie che promette di essere una ventata di aria fresca in un genere che, alla lunga, sa un po’ di stantio.
    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/09/recensione-ladra-di-sangue-di-cherie.html

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro delle somiglianze

    Primo volume di una serie urban fantasy (e quando mai?), questo libro racconta la storia di una donna a metà tra Anita Blake, Hitomi Kisugi (per chi non lo sapesse è la bellona di Occhi di gatto) e Sydney Bristol (per chi non lo sapesse è l'agente della CIA di Alias) con una sola cosa che la diff ...continua

    Primo volume di una serie urban fantasy (e quando mai?), questo libro racconta la storia di una donna a metà tra Anita Blake, Hitomi Kisugi (per chi non lo sapesse è la bellona di Occhi di gatto) e Sydney Bristol (per chi non lo sapesse è l'agente della CIA di Alias) con una sola cosa che la differenzia da loro: è una vampira. L'idea, nonostante per l'appunto richiami caratteristiche di altri personaggi femminili di libri, manga e serie televisive già esistenti, non è affatto male e, devo ammetterlo, è anche abbastanza ben sviluppata. Buona dose di mistero, di suspance, di lotta, di credibilità della trama e delle situazioni. Ma allora, cosa non ha funzionato? Un po' di roba, in verità. Innanzi tutto la finta simpatia della protagonista. Basta, non se ne può più di protagoniste femminili che devono essere o necessariamente belle e simpatiche o, quando manca la bellezza, delle dure ragazzacce un po' sboccate. Raylene non è bella, pare sia anche un po' androgina (azzarderei dicendo che è un cesso) e quindi deve necessariamente essere una tipa che sa dannatamente fare a botte (ogni tanto sembra quasi che stia lì a dirti "hey, quello sciocco non sapeva mica con chi aveva a che fare, con la più super tosta vampirla in circolazione che con uno starnuto gli rompe tutti i denti") e che cerca anche di fare la simpatica con il lettore. Perché, perché? Questi sono stratagemmi che non solo non capisco ma che temo rimarrano oscuri alla mia mente finché avrò vita. Se l'autrice avesse sprecato meno tempo a cercare di convincere il lettore che Raylene è una bad girl e che come fa a botte lei non fa a botte nessuno, ma proprio nessuno ti giuro guarda che non scherzo, la scorrevolezza delle vicende ne avrebbe certamente guadagnato. Spesso, infatti, la tensione viene smorzata da frasette inutili e fintamente sarcastiche che non donano nulla, ma davvero nulla, in più alla trama. Quindi, perché sprecare caratteri e rendere Reylene una persona sgradevole? Altra cosa che non mi ha sconfinferato per niente sono le ripetizioni. Perché dire ogni volta che se ne ha l'occasione che a Reylene non piace andare sui tetti se poi, ogni due minuti e mezzo sta correndo su un tetto?! Perché ripetere, di continuo, che a lei non piacciono gli "schiavetti", non piacciono le Casate e blabla? D'accordo, abbiamo capito, siamo ancora giovani e quindi riusciamo a ricordare cosa hai scritto quattro pagine fa, non è necessario ripeterlo!
    Interessante, invece, la trovata del progetto militare finanziato dal governo che utilizza le creature sovrannaturali come cavie. Farà anche un po' Maximum Ride di James Patterson (sì, questo libro sembra il libro della somiglianze), ma questo tipo di "spionaggio" non mi è mai dispiaciuto. Comprerò certamente il secondo volume della serie, nonostante i piccoli difetti la Priest è riuscita a incuriosirmi abbastanza.

    Mini recensione presa dal mio blog: http://librangoloacuto.blogspot.it/2012/11/recensione-ladra-di-sangue.html

    ha scritto il 

  • 0

    Non vi è nulla da dire: le autrici americane si sono appropriate di un genere, lo Urban Fantasy, e ne rimangono le esponenti più prolifiche; c’è anche da sottolineare che, ogni tanto, alcune tra loro riescono ad emergere e staccarsi dal gruppo delle colleghe per doti e origin ...continua

    Non vi è nulla da dire: le autrici americane si sono appropriate di un genere, lo Urban Fantasy, e ne rimangono le esponenti più prolifiche; c’è anche da sottolineare che, ogni tanto, alcune tra loro riescono ad emergere e staccarsi dal gruppo delle colleghe per doti e originalità. Ed è proprio l’originalità la qualità di maggior spicco nel libro di Cherie Priest “Ladra di sangue” – dubbia scelta di traduzione del titolo originale, "Bloodshot", che sarebbe invece risultato più appropriato, se mantenuto, poiché nome del progetto militare segreto su cui indaga la protagonista in questo capitolo –, primo libro di una serie che promette di essere una ventata di aria fresca in un genere che, alla lunga, sa un po’ di stantio.

    In barba alle bellissime protagoniste piene di complessi e insicurezze che si trasformano in magnifici cigni dai canini aguzzi, trasudando bellezza e sex appeal, “Ladra di sangue” è narrato in prima persona dalla frizzante Raylene, vampira con manie ossessivo-compulsive e ottime doti di ladra, tanto da farne la sua professione. Non una bomba sexy ma una protagonista androgina, che può giocare con le caratteristiche della sua figura e, all’occorrenza, spacciarsi per un uomo. Guidati dalla sua spregiudicata visione del mondo, non vivremo storie d’amore travagliate o scontri all’ultimo sangue, ma un’avventura di spionaggio in piena regola, in cui la natura paranormale della protagonista le fornirà ben pochi vantaggi. Spalleggiata da un ex-soldato/drag queen, Raylene si troverà ad indagare su oscuri progetti militari che hanno coinvolto da vicino la sua specie, muovendosi più come una spia che come una ladra.

    Una lettura sostenuta dalla frizzante simpatia della protagonista che, nonostante perda un po’ di verve nel corso della narrazione e non possa vantare momenti di intenso coinvolgimento, riesce a risultare sempre piacevole, fluida e appagante. La Priest gioca con le caratteristiche più insolite dei suoi personaggi e li prende in giro con ben dosata ironia, creando quasi delle piccole macchiette teatrali e non carismatici protagonisti sempre al centro della scena; mischia elementi seri e sarcasmo creando una miscela pungente e scoppiettante.

    La Priest getta quindi, in questo suo primo capitolo, delle buone basi per la sua serie, intavolando elementi che rischiano di rivelarsi un’arma a doppio taglio e che, a seconda di come verranno gestiti, rischiano di far scadere nella banalità il futuro della serie. Sperando che l’autrice riesca a mantenere inalterata l’atmosfera briosa e vivace di “Ladra di sangue”, non resta che attendere il secondo capitolo della serie.

    Potete trovare questa recensione anche qui:
    http://www.diariodipensieripersi.com/2012/09/recensione-ladra-di-sangue-di-cherie.html

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha davvero intrigato non è il solito libro dove la protagonista incontra "L'amore della sua vita" è decisamente NUOVO lo consiglio a chi piacciono i vampiri ma anche le storie movimentate

    ha scritto il