Lady Anna

Di

Editore: Sellerio (Il gioco delle parti ; 15)

3.8
(92)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 489 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8838918813 | Isbn-13: 9788838918810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rossella Cazzullo ; Prefazione: Remo Ceserani

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Rosa

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Descrizione del libro
Instancabile narratore, sia per il numero di romanzi scritti (quarantasette), sia per la loro mole, sia per la preferenza riservata ai cicli di famiglie e di città in cui intrecciare avventure ricchissime di particolari, Anthony Trollope è, assieme a Tackeray e a Dickens, un classico dell'età vittoriana. A differenza di gran parte della sua opera, Lady Anna non si colloca entro un ciclo. Lui lo considerava «il milgiore romanzo che io abbia mai scritto! Molto migliore di tutti gli altri», eppure non ebbe il successo degli altri tra il pubblico dei contemporanei, per la ragione che lo rende a noi più interessante. Racconta di un intricato processo per il riconoscimento di un lascito ereditario e di un titolo nobiliare a una giovine, intorno al quale si accumulano vicende e peripezie di ogni tipo, e dietro il quale si cela e si muove in realtà una contesa ideologica: quella tra i diritti della nobiltà di nascita e le pretese del merito borghese. Un tema scabroso che i bravi vittoriani non amavano dover dibattere.
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  • 3

    Inghilterra, inizio 800: un padre rozzo, da sempre assente, muore lasciando un'eredità contesa tra la prima moglie siciliana, la figlia della seconda e il nipote nobile. Appurato che la prima era pazz ...continua

    Inghilterra, inizio 800: un padre rozzo, da sempre assente, muore lasciando un'eredità contesa tra la prima moglie siciliana, la figlia della seconda e il nipote nobile. Appurato che la prima era pazza, che la seconda moglie non è bigama, inizia una lunga battaglia giudiziaria, che potrebbe concludersi con una transazione: la figlia Anna potrebbe sposare il cugino, ma la ragazza è innamorata del figlio del sarto. Sua madre non accetta il fidanzamento, fa di tutto perchè conosca la famiglia del cugino, si lega a lui, ma la promessa che ha fatto al giovane e i sentimenti che prova per lui gridano troppo forte. La madre la rinnega, ma non si lascia convincere. Un romanzo forse troppo lungo e con scarsi colpi di scena.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Abbandonata dal nobile marito, e costretta a lottare per dimostrare la legittimità della propria bimba,la contessa Josephine Murray ha come scopo della propria esistenza far di sua figlia una signora. ...continua

    Abbandonata dal nobile marito, e costretta a lottare per dimostrare la legittimità della propria bimba,la contessa Josephine Murray ha come scopo della propria esistenza far di sua figlia una signora. Quando però l'amore tra sua figlia e un giovane sarto, rischia di mandare a monte i suoi piani, la donna tenta il tutto per tutto... Per Anthony Trollope, Lady Anna era, tra i suoi romanzi, il più riuscito, ma i lettori vittoriani, sfortunatamente non si trovarono d'accordo con lui. Quale fu la ragione? I riferimenti a bigamia o avventure extra-coniugali? No, bensì qualcosa di molto più irritante per il rispettabile pubblico del tempo" ovvero la critica al malcostume (allora molto diffuso) del matrimonio d'interesse, e all'attitudine di molti rispettabili genitori, di decretare in modo inappellabile, il destino delle loro inconsapevoli ed impotenti figlie. Ma qui, inaspettatamente, la figlia in questione, benchë lontana anni luce dall'essere un'indomita eroina, ha il coraggio di fare qualcosa che difficilmente le si può perdonare: ribellarsi all'autorità materna, affermare la propria personalità e agire secondo la propria coscienza. In un mondo dove la donna era poco più che una bambola decorativa, tale vicenda doveva risultare davvero scandalosa! Trollope, in questo romanzo, narra una storia semplice, avvalendosi di figure che, invece di rispettare i tipici cliché, hanno tutte le caratteristiche degli esseri umani. Anna è una protagonista con cui è difficile non simpatizzare: è impaurita, incerta, timida, soggetta all'influenza materna, ma come si può essere duri nei suoi riguardi? Inesperta com'è, è facile comprenderne i dubbi e le debolezze. Il personaggio a cui, però, mi sono sentita più vicina, è Daniel: un ragazzo di modeste origini, ma decisamente intelligente e colto. Daniel è sinceramente innamorato e pronto a dare tutto sè stesso per la donna che ama... Solo una cosa non è disposto a fare: rinunciare alla propria dignità. Daniel non vuole amare un oggetto: desidera una donna che ricambi veramente il suo amore, e se Anna non è in grado di apprezzare ciò che lui le offre, allora non sa proprio cosa farsene di averla per moglie (come non condividere?). Ciò che ho amato di Daniel è la sua integrità, la sua decisione, il suo essere così convinto dei propri sentimenti, e, perché no?, anche il suo essere altrettanto esigente nei confronti del prossimo. E' vero: ha molti difetti, sa essere molto duro, è un po'orso, ed è spesso preda di pregiudizi... Ma i suoi pregi compensano ampiamente tutto ciò.
    Il personaggio meno gradevole, senza ombra di dubbio, è la Contessa Josephine: insensibile, accecata dall'avidità e dal proprio bieco materialismo, incapace di mettersi in discussione, e ingrata verso l'unica persona che le sia stata amica. Tra l'altro, ella è del tutto certa di aver ragione: non la sfiora neppure per un attimo il dubbio che la causa delle proprie disgrazie, sia proprio quella stessa avidità e quella stessa ambizione che ha incessantemente cercato d'instillare anche nell'animo della figlia, e infatti non impara nulla dall'esperienza. Al di là degli ottimi protagonisti, perfettamente caratterizzati sotto il profilo psicologico, Trollope dà vita anche a dei meravigliosi personaggi secondari, brillanti, originali e non lontani, nonostante le dovute differenze, da alcune delle più riuscite creature dickensiane. Trollope ha una penna leggera e ironica, mai pungente, e la sua osservazione dell'umanità e della società vittoriana, sebbene sccurata, non risulta mai noiosa o stancante. Ciò che colpisce in particolar modo, è la bravura nel conferire spessore e interesse ad un avicenda di per sè semplice e tutt'altro che romanzesca. Lady Anna è un romanzo intelligente, romantico e piacevole, ma è nello stesso tempo un romanzo che offre molteplici spunti di riflessione su tematiche purtroppo sempre attuali e irrisolte. Per quanto riguarda l'epilogo, devo ammettere che in un certo senso, più che un classico lieto fine, è un finale dolce-amaro, ma la cosa non sorprende, perché Trollope non è un autore di fiabe, bensì un osservatore della realtà... Nonostante ciò, a me il finale è piaciuto molto, e l'ho trovato perfettamente in linea con lo spirito del racconto. Del resto anche gli "happy ending" talvolta possono avere diverse sfumature... Credo si sia capita la mia opinione: davvero un ottimo romanzo! Trollope non è molto conosciuto ed è un peccato, perché i suoi romanzi sono davvero dei gioiellini.

    ha scritto il 

  • 4

    Al nostro secondo incontro non posso che confermare quanto Trollope fosse un ottimo scrittore nonché un grande intrattenitore. I suoi intrecci hanno una costante nell'aspetto giudiziario, forse nell'i ...continua

    Al nostro secondo incontro non posso che confermare quanto Trollope fosse un ottimo scrittore nonché un grande intrattenitore. I suoi intrecci hanno una costante nell'aspetto giudiziario, forse nell'immaginario collettivo possono risultare ostici e spaventare il lettore ma non c'è niente di più lontano dalla verità perchè le trame create dall'autore inglese sono sempre verosimilmente originali e fresche.

    Dicevo, un grande intrattenitore, certamente. Forse è l'aspetto che più apprezzo di Trollope perchè con le sue sempre tante pagine non annoia mai, intrattiene e fa sorridere, non ci scordiamo infatti che un'altra costante è la sua vena ironica. Con questo però non voglio far intendere che sia un autore superficiale tutt'altro perchè tra le sue parole, in questo romanzo, si cela una dura critica alla società vittoriana rivolta in particolare a quelle classi sociali che peccavano di superbia, punto focale infatti è proprio la differenza, diciamo anche la lotta, tra l'aristocrazia, quella classe sociale che nasce ricca e non fa nulla per meritarsi la propria nobiltà, e la nuova borghesia, quegli uomini che se la guadagnano con il lavoro.
    Perchè questo è il vero motivo del raccontare una vicenda come questa: un'intricata vicenda giudiziaria che vede protagonista (la contessa Lovel) Josephine Murrey che si batte per più di vent'anni per una causa giusta, il riconoscimento del titolo nobiliare per se stessa e per la figlia (lady) Anna e la conseguente eredità. Ma le cose non saranno semplici perchè a battersi contro di loro ci saranno la famiglia del vecchio Conte con il giovane cugino Conte Lovel; la questione che all'inizio sembrava semplice per i Lovel subirà delle brusche frenate ma ci sarà ancora speranza, la luce in fondo al tunnel sembra essere un possibile matrimonio, quello tra il giovane Conte e lady Anna...cosa potrebbe andare storto ora?!Forse il fatto che Anna celi un segreto inconfessabile, è già promessa al figlio di un sarto...
    Questa è, in parole poverissime, la vicenda che muove i fili, i risvolti li lascio preda della vostra curiosità.

    Quando all'inizio ho detto ottimo scrittore dicevo il vero perchè un altro aspetto che apprezzo di Trollope sono i suoi ritratti, sa tratteggiare in maniera splendida ogni personaggio di rilievo delle sue opere, la sua indagine psicologica non è mai superficiale anzi sempre molto accurata.
    Anna è una ragazza che mi ha resa compassionevole: è cresciuta sotto l'ala protettrice della madre, ad eccezione del vecchio sarto e del di lui figlio non ha mai ricevuto e dato amore, presa in giro da tutti gli altri bambini perchè doveva essere chiamata "lady", è così succube di una madre dal carattere forte mentre lei si fa abbindolare o influenzare facilmente tanto quanto è risoluta nel voler mantenere la parola data. Non sono riuscita a capire bene del tutto il vero pensiero e i veri desideri di questa ragazza fino a praticamente le ultime pagine, è piena di pregi ma bisogna ammettere che è anche vittima di innamoramenti facili.
    Non ne ho ancora parlato fino ad adesso ma Daniel Thwaite è colui che rappresenta la pietra dello scandalo: è il figlio del sarto che per vent'anni ha aiutato madre e figlia, economicamente e non, a vivere una vita semplice ma dignitosa ed è colui che si è conquistato l'amore della povera Anna. A dispetto di tutte le cattiverie che verranno dette dalla famiglia Lovel e dalla contessa, Daniel è un ragazzo colto, a modo e volenteroso, con principi e valori morali ben saldi però di certo non è l'uomo perfetto; è spesso duro e diffidente per non parlare dei pregiudizi che rivolge alla classe sociale avversa che reputa fannullona ma il su amore disinteressato per lady Anna è sicuramente l'aspetto che più convince.
    In tema di pregiudizi non si può scordare la contessa Josephine: nonostante parta con tutte le buone intenzioni e, bisogna renderglielo, per amore della figlia, con il passare del tempo si trasforma in una persona sgradevole. E' una donna dura e ambiziosa, ma l'aspetto che più colpisce è la profonda ingratitudine che dimostra nei confronti di Thomas Thwaite, il sarto che per vent'anni l'ha aiutata, che l'ha ospitata e difesa contro il suo stesso interesse, che ha sperperato tutti i propri risparmi per finanziare la vicenda legale e la cui colpa, secondo l'amabile donna, è quella di avere un figlio che si è approfittato della debole fanciulla e che ne vuole ricavare un guadagno. Perchè purtroppo per la cara Anna non c'è persona al mondo che la contessa odi più di Daniel, un odio spropositato e ingiustificato, un sentimento tra l'altro che la porterà alla deriva.
    Se questi sono i personaggi principali, devo dire perfetti personaggi vittoriani, però non si possono scordare altre figure secondarie su cui l'ironia dello scrittore si accentua, sto parlando di Sir William, l'avvocato che invece di cercare ogni possibile soluzione per il proprio cliente sembra sempre pronto a risolvere i guai delle due clienti avversarie, per non parlare del fatto che comprenda e reputi giusto il comportamento di Daniel e alla fine faccia il tifo per la coppia portatrice di scandalo, e come scordare il caro rettore Lovel sempre burbero e scontroso che non cede mai davanti all'indubbia gentilezza di Anna.

    Lady Anna, personalmente, mi è piaciuto ancora di più de L'amministratore, il primo libro che lessi di questo autore.
    Se la mole in questo caso è quello che più spaventa, per quello che mi riguarda il numero delle pagine mai si è fatto sentire: lo stile di Trollope coinvolge il lettore, spesso rivolgendosi proprio allo stesso, e la storia scorre piacevolmente, la solita accurata indagine psicologica e la stessa analisi della società rendono il romanzo ottimo dal punto di vista letterario, l'ironia poi non fa che rendere più piacevole e divertente la lettura e la vicenda, nonostante un intreccio semplice, ordinario e non esime da ripetizioni, cattura il lettore dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo incontro con Trollope: rassicurante come sa essere la letteratura vittoriana in generale, dove si sa che la trama si muoverà secondo cardini precisi e che i personaggi compieranno delle scelte f ...continua

    Primo incontro con Trollope: rassicurante come sa essere la letteratura vittoriana in generale, dove si sa che la trama si muoverà secondo cardini precisi e che i personaggi compieranno delle scelte frutto di un fine equilibrio tra la propria personalità, le convenzioni dell’epoca e la passione più o meno marcata da parte dell’autore per il colpo di scena e l’imprevisto. Ciò non vuol dire però che tutto sia piatto ed identico a se stesso perché, se il modo di raccontare una storia può seguire dei punti fermi, a rendere la storia in sé interessante è la scoperta di come i vari personaggi riusciranno ad interagire con il mondo circostante.
    Volendo sprecare due parole per la protagonista, Lady Anna, direi che la si possa definire una ragazza ostinata e decisa, forse un po’ incline al facile innamoramento, ma altrettanto refrattaria alla persuasione. L’intera storia ruota intorno all’andamento del processo che mira ad attestare la validità del titolo nobiliare di Anna, in quanto figlia ed erede legittima della fortuna dello spregevole conte Lovel. Le lungaggini relative al processo, con l’intervento di un numero spropositato di esponenti del foro è l’unico difetto che mi sento di imputare al romanzo, e non è un difetto da poco se si pensa che le prime cento pagine che precedono la comparsa della protagonista non riportano altro che il parere del tale vice procuratore generale e del tal’altro avvocato di prima classe, il tutto ripetuto fino alla nausea, facendomi addirittura rimpiangere i tempi infiniti del memorabile processo Jarndyce contro Jarndyce.
    Superato questo primo ostacolo, la lettura si fa piacevole ed interessante perché non manca uno sguardo critico nei confronti di un modello sociale che non prevede alcun mezzo in grado di appianare le differenze di ceto, e dove non c’è dote intellettuale né ricchezza materiale capace di fare di un sarto un gentiluomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Anthony Trollope & William Shakespeare - "Non e' mai troppo tardi"

    Quanto ho iniziato presto, molto presto, a frequentare il Bardo cosi' ho tardato molto, moltissimo, a leggere Anthony Trollope:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Trollope
    Scrittore di riferimento ...continua

    Quanto ho iniziato presto, molto presto, a frequentare il Bardo cosi' ho tardato molto, moltissimo, a leggere Anthony Trollope:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Trollope
    Scrittore di riferimento nell'Eta' Vittoriana, a livello dei maggiori, ma meno conosciuto/pubblicato in Italia.
    -
    Bellissimo questo "Lady Anna", per come scritto, per la storia con in sottofondo l'Inghilterra dei primi decenni dell'800.
    -
    Ho accumunato Trollope e Shakespeare per due ragioni: la prima perche' personaggi/frasi dai lavori di Shakespeare vengono citati spesso da Trollope in questo libro, la seconda perche' la vicenda del libro, i suoi risvolti, i drammi, quel senso dell'humor che pervade i tratti di tragedia, il "clima", fanno ricordare, seppur vagamente, Shakespeare.
    Mentre scrivo cerco su Google:
    Trollope Shakespeare
    e trovo:
    https://books.google.it/books?id=rJPfp_BDsNQC&pg=PT64&lpg=PT64&dq=trollope+shakespeare&source=bl&ots=yBN8qipkDi&sig=iVFIclHe18G9jaqGxM7hhgzpI2Y&hl=it&sa=X&ved=0CDMQ6AEwAmoVChMI04bS5MCVxwIVhm4UCh0pMgGe#v=onepage&q=trollope%20shakespeare&f=false
    Molto interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Nonostante sia apparentemente più compatto (i.e. più breve) in realtà questo secondo romanzo è narrativamente più sfilacciato di Orley Farm (altro libro non in serie di Trollope) nella conduzione dell ...continua

    Nonostante sia apparentemente più compatto (i.e. più breve) in realtà questo secondo romanzo è narrativamente più sfilacciato di Orley Farm (altro libro non in serie di Trollope) nella conduzione della trama nel suo complesso. L'organizzazione a puntate si sente maggiormente, in alcuni punti, per esempio, e ovviamente ne risente un approccio di lettura integrale come quello odierno. Le ragioni sono probabilmente dovute anche al fatto che Lady Anna non nasce per essere un unicum, ma la prima parte di una serie. In realtà, nonostante l'autore lo amasse molto, l'accoglienza ambigua del pubblico determinerà la scelta di abbandonare l'ipotesi di un seguito - ciò che dona al romanzo un finale originale e suo modo sospeso. Una sospensione che in realtà ben si adatta alla natura socio-morale dell'argomento: la (ri)conquista di un'eredità, ma soprattutto di un rango, da parte di due donne, Lady Lovel e la figlia, appunto Lady Anna, sui cui diritti (legati alla legittimità del matrimonio della prima con un conte) spetta alla corte pronunciarsi. Nel mezzo, l'altra metà degli attori in causa (nella persona del legittimo erede al titolo di conte, e di tutti i suoi parenti, una delle famiglie più nobili e antiche di Inghilterra) e una girandola dei soliti, tipicamente inglesi e ottocenteschi, personaggi secondari. Spiccano i due aiutanti delle due donne durante il lungo periodo (venti anni) di pretesa a titoli e ricchezza, il sarto di Keswick e suo figlio, radicali progressisti, fieramente avversi all'organizzazione inglese delle classi, eppure feroci cultori di quell'altra divinità inglese che è il diritto, e proprio per questo disposti a sacrificare ogni cosa a favore delle due donne, perché alla fine sia "la giustizia" a trionfare.
    Trollope, come nota giustamente Remo Ceserani nella postfazione, in tutto questo non prende una posizione assiologicamente chiara; parteggia, ma non troppo. Se si eccettua il cattivo conte pazzo (ma opportunamente morto prima dell'inizio della vicenda) che ha dato origine al garbuglio - una specie di Barbablù (del resto, sua figlia si chiama Anna) descritto con tratti mescolati da fiaba e da romanzo gotico - ogni altro personaggio possiede sfumature di senso del dovere, di ragione e di istinto che ne determinano in maniera che potrebbe essere condivisa, e in ogni caso plausibile, le scelte morali.
    E' il motivo per il quale, nonostante la causa sia pervasiva, in ogni parte del romanzo, e termini legali e avvocati si avvicendino nella storia continuamente, Lady Anna è un libro assai meno giudiziario di quanto sia comunemente detto, perché - là dove il gotico e la fiaba arrivano nel romanzo sociale e realista (oppure, fuori dai generi: là dove la riflessione socio-morale si fa di necessità acuta e problematica) - prevale il modo melodrammatico; ma (siamo pur sempre dentro Trollope) declinato già con il piglio riflessivo sulla società che lo caratterizza, e vi sono prese di posizioni (sulla natura della piramide sociale e delle classi, soprattutto) che non si possono risolvere in tribunale.
    E' quello che sembra pensare il vice-procuratore Sir William, personaggio secondario che assume sempre di più il ruolo di portavoce della visione autoriale nel romanzo, il quale, agendo progressivamente in maniera sempre più irrituale rispetto al suo mandato giuridico, riuscirà a proporsi come deus-ex-machina, sciogliendo non già il groviglio socio-morale, irresolubile, ma almeno, nel piccolo, le singole vicende evenemenziali dei personaggi in causa, arrivando a inventare, tessere e mettere in atto un plausibile scioglimento della trama.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle meno meno. Il romanzo è estremamente interessante , ma parecchio ripetitivo. Una settantina di pagine in meno e sarebbe stato perfetto. Una intricata vicenda giudiziaria, una storia di amore ...continua

    4 stelle meno meno. Il romanzo è estremamente interessante , ma parecchio ripetitivo. Una settantina di pagine in meno e sarebbe stato perfetto. Una intricata vicenda giudiziaria, una storia di amore e di soprusi, ma soprattutto uno spaccato della società vittoriana e della sua divisione in classi sociali, più separate delle caste in India. Ma che humour, ci sono personaggi impagabili.,tra tutti il vecchio zio pastore e il saggissimo avvocato.

    ha scritto il 

  • 4

    Meno ironico dei primi due libri che ho letto del ciclo del Barset, Lady Anna è un romanzo indipendente (non appartiene a nessuna serie, poichè il seguito che l'autore si era ripromesso di scrivere no ...continua

    Meno ironico dei primi due libri che ho letto del ciclo del Barset, Lady Anna è un romanzo indipendente (non appartiene a nessuna serie, poichè il seguito che l'autore si era ripromesso di scrivere non fu mai realizzato) ancor più degli altri incentrato su una vicenda giudiziaria: un perfido conte sposa una ragazza per poi rivelarle che il matrimonio non è valido, poichè lui ha già una moglie in Italia. La donna trascorrerà allora i successivi 20 anni a combattere affinchè la figlia nata dal presunto matrimonio (la Lady Anna del titolo) sia riconosciuta quale figlia legittima del conte(nel frattempo morto) e unica erede dei suoi averi.

    Nonostante una certa ripetitività della trama (all'ennesima discussione degli avvocati sul caso non ne potevo più xD) e la mancanza di un'analisi completa dei sentimenti di alcuni personaggi a vantaggio dell'aspetto giudiziario della faccenda, Lady Anna è un bel romanzo, molto moderno sia per i temi trattati (la superiorità degli uomini che lavorano onestamente, anche se poveri, sugli indolenti aristocratici) sia per i personaggi dalle mille sfaccettature, davvero molto umani e verosimili (forse con l’eccezione del diabolico conte, personaggio che sembra uscito da un manuale sul perfetto Cattivo e come abbia fatto la madre di Lady Anna ad innamorarsene resta un mistero insoluto xD) Per il primo approccio all'autore tuttavia consiglio "L'amministratore" più fresco e vivace ^^

    ha scritto il