Lady Sings the Blues

Memorias

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Publisher: Tusquets

4.0
(342)

Language: Español | Number of Pages: 228 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Portuguese , German , Czech

Isbn-10: 8483105802 | Isbn-13: 9788483105801 | Publish date: 

Category: Biography , History , Music

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Book Description
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  • 4

    Lady sing the blues

    Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves You, Porgy”, perché ogni volta che lei cantava “non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde” potevi praticamente sentire ...continue

    Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves You, Porgy”, perché ogni volta che lei cantava “non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde” potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui cantava era magnifico e triste. Tutti quanti Amavano Billie
    (Miles Davis).
    Una voce triste e malinconica dalla forza struggente e profonda che racconta il dolore e la solitudine di una donna presa a schiaffi dalla vita tra prostituzione, stupri, uomini sbagliati, droga e alcool, una voce che arriva direttamente dall’anima. "Un suono che è insieme il gusto del ricordo e il dolore del rimpianto, il colore del giorno che si stempera nella notte, l’inizio e la fine di ogni cosa. Blue. A metà tra la luce e l’oscurità". Solo con il fango in faccia puoi essere blues.
    "La gente mi chiede qual è il mio stile, da cosa è derivato…ma io non so mai cosa dire… Quando ti capita una melodia con dentro qualche cosa non c’è bisogno di seguire tanti stili, lo senti e basta, e mentre tu la canti anche gli altri sentono qualcosa" (Billie Holiday).

    said on 

  • 5

    Da questa autobiografia, semplice dal punto di vista del linguaggio e molto schietta, autentica, vengono fuori due ritratti, il primo: quello di Billie Holiday, dietro ogni gran talento c'è sempre una ...continue

    Da questa autobiografia, semplice dal punto di vista del linguaggio e molto schietta, autentica, vengono fuori due ritratti, il primo: quello di Billie Holiday, dietro ogni gran talento c'è sempre una dote naturale, una predisposizione, tanta sofferenza, una grande forza, una sensibilità fuori dal comune e un vissuto come nessun altro. Il secondo, l'America: quel concentrato del peggio, un paese profondamente fascista e meschino, che, ahimè, non è cambiato molto dalla sua fondazione ad oggi.

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  • 0

    te 'on tu sai he gliè l'amore

    la ragazza di sanfrediano

    io non lo so se è un caso o se per trasferire lo slang della Holiday nella versione italiana han pensato che il toscano funzionava, ma quando a pagina 59 lei dice a Lester Yo ...continue

    la ragazza di sanfrediano

    io non lo so se è un caso o se per trasferire lo slang della Holiday nella versione italiana han pensato che il toscano funzionava, ma quando a pagina 59 lei dice a Lester Young "Perdiana, dobbiamo proprio passare da grulli?" io giuro son svenuta.

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  • 5

    evitare il film se non volete rovinarvi il libro

    Come sempre il libro è più reale di un film e soprattutto Billie si racconta... che donna! La metto sullo stesso piano di Frida Kahlo, sofferenza, dolore, anima...musica...Jazz puro!

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  • 3

    [Testo da leggere per l'Università] L'autobiografia di Billie Holiday è stata utile per comprendere meglio le difficoltà esistenziali di una delle voci più importanti della storia della musica e sopra ...continue

    [Testo da leggere per l'Università] L'autobiografia di Billie Holiday è stata utile per comprendere meglio le difficoltà esistenziali di una delle voci più importanti della storia della musica e soprattutto del jazz. Non senza fiutare quanto nel suo immenso genio, la dolce-amara Billie non è affatto parca di un certo vittimismo e sentimento di rivalsa verso la vita e le persone che in vita la fecero tanto soffrire. Una storia lucida e senza fronzoli che sa raccontarsi con tristezza e coraggio, due qualità proprie di un'artista malinconica e bellissima com'era lei.

    said on 

  • 4

    Perché uno dei motivi per cui vale la pena vivere è ascoltare Lady Day che canta Body and soul: ed è lei nel 1957 con la sua voce e con il sassofono di Ben Webster, ma è anche la tua donna che te lo s ...continue

    Perché uno dei motivi per cui vale la pena vivere è ascoltare Lady Day che canta Body and soul: ed è lei nel 1957 con la sua voce e con il sassofono di Ben Webster, ma è anche la tua donna che te lo sussurra all'orecchio; e tu le credi, per una volta con cieca fiducia.

    said on 

  • 3

    "auto"-biografia che si legge scorrevolmente, nonostante salti temporali, omissioni (si parla tanto della droga ma non si sa da dove abbia iniziato) e caos generalizzato. tutto quello che uno si aspet ...continue

    "auto"-biografia che si legge scorrevolmente, nonostante salti temporali, omissioni (si parla tanto della droga ma non si sa da dove abbia iniziato) e caos generalizzato. tutto quello che uno si aspetterebbe da una reale autobiografia di un non scrittore. situazioni dette a metà, episodi nascosti, commenti non richiesti. alla fine si percepisce abbastanza bene l'ambiente che ha circondato lady day (corrotti e corruttori, truffe, paghe da fame e costi non solo economici da pagare). una buona lettura.

    said on 

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