Lady sings the blues

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4.0
(354)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 210 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Spanish , English , French , Italian , Portuguese , Czech

Isbn-10: 3894011106 | Isbn-13: 9783894011109 | Publish date: 

Category: Biography , History , Music

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Che storia... che vita! Pare che la narrazione sia stata un po' "esagerata", resa volutamente più cruda e toccante, ma amo troppo la sua voce, il suo stile. Unendo ogni cosa di lei, ci sta che la si d ...weiter

    Che storia... che vita! Pare che la narrazione sia stata un po' "esagerata", resa volutamente più cruda e toccante, ma amo troppo la sua voce, il suo stile. Unendo ogni cosa di lei, ci sta che la si definisca e la si ricordi come una Donna (tragicamente) leggendaria.

    gesagt am 

  • 3

    Sul jazz ma non solo....

    “Nessuno canta la parola ‘fame’ e la parola ‘amore’, come le canto io”.
    La biografia di Billy Holiday scritta in prima persona,un testo spietato come è stata la vita di una delle più importanti cantat ...weiter

    “Nessuno canta la parola ‘fame’ e la parola ‘amore’, come le canto io”.
    La biografia di Billy Holiday scritta in prima persona,un testo spietato come è stata la vita di una delle più importanti cantati blues americane. Alla fine della lettura rimane una sensazione di amarezza e di dolore che neppure le note delle canzoni possono cancellare. Strange Fruit e All of Me sono i brani che amo di più. Lady Day parla di se stessa con una scrittura cruda e diretta, un libro che è anche un documento e un affresco inesorabile sul razzismo americano e sulla condizione dei neri negli anni ' 30- '40.
    Interessante post-fazione del critico musicale Luciano Federighi, che arricchisce l'asciutta biografia di note e di informazioni musicali.

    gesagt am 

  • 4

    Il fatto che si tratti di una biografia forse più verosimile che veritiera nulla toglie alla forza della storia, che condensa in pochi anni materiale su cui gente come Faulkner, Gordon, Cheever, Ellro ...weiter

    Il fatto che si tratti di una biografia forse più verosimile che veritiera nulla toglie alla forza della storia, che condensa in pochi anni materiale su cui gente come Faulkner, Gordon, Cheever, Ellroy avrebbero potuto scrivere diversi romanzi. Prostituzione, razzismo, prigioni, jet-set, droga, agenti corrotti, c'è tutto.
    Lettura piacevolissima e sorprendentemente attuale, malgrado alcune espressioni ("sciampagna"...) che oggi possono fare sorridere.

    gesagt am 

  • 4

    Lady sing the blues

    Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves You, Porgy”, perché ogni volta che lei cantava “non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde” potevi praticamente sentire ...weiter

    Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves You, Porgy”, perché ogni volta che lei cantava “non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde” potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui cantava era magnifico e triste. Tutti quanti Amavano Billie
    (Miles Davis).
    Una voce triste e malinconica dalla forza struggente e profonda che racconta il dolore e la solitudine di una donna presa a schiaffi dalla vita tra prostituzione, stupri, uomini sbagliati, droga e alcool, una voce che arriva direttamente dall’anima. "Un suono che è insieme il gusto del ricordo e il dolore del rimpianto, il colore del giorno che si stempera nella notte, l’inizio e la fine di ogni cosa. Blue. A metà tra la luce e l’oscurità". Solo con il fango in faccia puoi essere blues.
    "La gente mi chiede qual è il mio stile, da cosa è derivato…ma io non so mai cosa dire… Quando ti capita una melodia con dentro qualche cosa non c’è bisogno di seguire tanti stili, lo senti e basta, e mentre tu la canti anche gli altri sentono qualcosa" (Billie Holiday).

    gesagt am 

  • 5

    Da questa autobiografia, semplice dal punto di vista del linguaggio e molto schietta, autentica, vengono fuori due ritratti, il primo: quello di Billie Holiday, dietro ogni gran talento c'è sempre una ...weiter

    Da questa autobiografia, semplice dal punto di vista del linguaggio e molto schietta, autentica, vengono fuori due ritratti, il primo: quello di Billie Holiday, dietro ogni gran talento c'è sempre una dote naturale, una predisposizione, tanta sofferenza, una grande forza, una sensibilità fuori dal comune e un vissuto come nessun altro. Il secondo, l'America: quel concentrato del peggio, un paese profondamente fascista e meschino, che, ahimè, non è cambiato molto dalla sua fondazione ad oggi.

    gesagt am 

  • 0

    te 'on tu sai he gliè l'amore

    la ragazza di sanfrediano

    io non lo so se è un caso o se per trasferire lo slang della Holiday nella versione italiana han pensato che il toscano funzionava, ma quando a pagina 59 lei dice a Lester Yo ...weiter

    la ragazza di sanfrediano

    io non lo so se è un caso o se per trasferire lo slang della Holiday nella versione italiana han pensato che il toscano funzionava, ma quando a pagina 59 lei dice a Lester Young "Perdiana, dobbiamo proprio passare da grulli?" io giuro son svenuta.

    gesagt am 

  • 5

    evitare il film se non volete rovinarvi il libro

    Come sempre il libro è più reale di un film e soprattutto Billie si racconta... che donna! La metto sullo stesso piano di Frida Kahlo, sofferenza, dolore, anima...musica...Jazz puro!

    gesagt am 

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