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L'allieva

By Alessia Gazzola

(1547)

| Hardcover | 9788830429970

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Book Description

Alice Allievi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario Continue

Alice Allievi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa di più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perchè stavolta conosce la vittima.

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    Alice, la Bridget Jones italiana

    Ero in spiaggia e, ovunque mi girassi, tutti avevano in mano il romanzo di questa Alessia Gazzola. Romanzo dal quale, finora, mi ero volutamente tenuta lontana, un po’ influenzata da parecchie recensioni negative, un po’ perché presagivo un debole ro ...(continue)

    Ero in spiaggia e, ovunque mi girassi, tutti avevano in mano il romanzo di questa Alessia Gazzola. Romanzo dal quale, finora, mi ero volutamente tenuta lontana, un po’ influenzata da parecchie recensioni negative, un po’ perché presagivo un debole romanzetto rosa di cui il giallo sarebbe stato solo il pretesto all’acquisto. Quando una vorace lettrice conosciuta proprio in spiaggia me l’ha consigliato, sono tornata a casa e mi sono decisa ad assaggiarlo. Ero preparata al peggio, a qualcosa che fosse tutto tranne un giallo...
    Ebbene forse queste critiche negative (a mio parere comunque esagerate) hanno fatto sì che le mie aspettative non fossero elevate e ho letto il libro per quello che è: non sarà un lavoro memorabile della letteratura mondiale, ma è comunque una leggera lettura che mescola ironia e pennellate di nero e sinceramente posso dire di aver letto di molto, molto peggio.
    La protagonista di “L’allieva” è Alice, giovane specializzanda in medicina legale, una ragazza carina (le dicono che assomiglia a Sophie Marceau!) e a suo modo piena di passione per il suo lavoro, ma terribilmente e perennemente sbadata e sfortunata. Tant’è che nell’Istituto in cui lavora è quotidianamente vittima di soprusi da parte dei colleghi, che la considerano come l’ultima ruota del carro. Insomma, è la classica figura, tragicomica, della Bridget Jones sfigata. Ebbene, quando Alice è chiamata a fare un sopralluogo sulla scena del crimine e riconosce, nel cadavere, la bella ragazza conosciuta in un negozio il giorno prima, si fa risucchiare nel caso con testardaggine autoconvincendosi (grazie al suo sesto senso) che la ragazza non è morta per un incidente ma che è stata uccisa. Ovviamente nessuno le crede. Nel frattempo le sua sfighe quotidiane, (e con lei questo termine grossolano si addice a perfezione), a livello lavorativo e non, proseguono, fino a quando conosce Arthur, giornalista trentenne affascinante, intelligente e single (d’altronde siamo in un romanzo) e si butta a capofitto anche in questa relazione, con la passione e l’entusiasmo di un’adolescente.
    Luciana Littizzetto in copertina scrive che il romanzo “fa morire dal ridere”: a dire il vero, più che ridere (esclusa la scena del cadavere trafugato in obitorio causa sbadataggine di Alice), il romanzo fa sorridere in un misto di ironia, freschezza e leggero senso di humour. La parte gialla è deboluccia, l’indagine quasi del tutto assente, però, nonostante frequenti accenni e passaggi relativi alla vita privata della protagonista inframmezzati al resto, l’attenzione sul delitto e sul “caso” viene sempre mantenuta, e questo aiuta a non annoiarsi durante la lettura. Non così scontato il colpevole, ma scontato il riscatto finale di Alice, che dimostra ai colleghi (e al suo uomo) quanto vale come medico legale (e come donna).
    Insomma, prima di aprirlo sappiate che non vi troverete fra le mani il thriller dei thriller, ma un romanzo che vi terrà piacevolmente compagnia, senza grosse pretese. E così, magari, potrete anche apprezzarlo.

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    Dolceluna said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Se la vita è un campo da golf i lunedì sono le buche di sabbia. Dopo un fine settimana di totale relax, tornare al lavoro il lunedì ha un effetto che definirei devastante"

    "Tutto cambia e bisogna adattarsi per non morire. E' anche in questo che, pe ...(continue)

    "Se la vita è un campo da golf i lunedì sono le buche di sabbia. Dopo un fine settimana di totale relax, tornare al lavoro il lunedì ha un effetto che definirei devastante"

    "Tutto cambia e bisogna adattarsi per non morire. E' anche in questo che, per definizione, si concretizza l'intelligenza: nello spirito di adattamento, oltre che nella capacità di trovare soluzioni. Forse, la mia soluzione è lasciarmi tutto alle spalle. Bisogna imparare l'arte di dire addio alle cose e alle persone. Imparare l'arte. Domani, magari."

    "Tutti abbiamo un prezzo. Il tuo peggior nemico è chi può permettersi di pagarlo"

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    Sary 1981 said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il momento delle ferie è sempre difficile per un lettore. Bisogna scegliere con cura cosa portarsi dietro, quali romanzi - che hanno fatto la muffa per anni - devono finalmente uscire dallo scaffale e quali servono per compensare le eventuali delusio ...(continue)

    Il momento delle ferie è sempre difficile per un lettore. Bisogna scegliere con cura cosa portarsi dietro, quali romanzi - che hanno fatto la muffa per anni - devono finalmente uscire dallo scaffale e quali servono per compensare le eventuali delusioni. Bisogna sempre abbondare e diversificare.
    Per me, che spesso leggo su commissione o a scadenza, le vacanze sono sinonimo di libertà: libertà di scegliere cosa leggere, libertà di prendermi il mio tempo e libertà di godermi un romanzo senza il pensiero fisso di doverci fare un commento (a volte pesa, anche se non sembra).
    Quest'anno ero partita con un progetto che si è perso per strada. La mia idea iniziale era di portarmi solamente l'ebook reader e niente - niente - cartacei. Era un'idea idiota, adesso me ne rendo conto, che infatti è durata pochi giorni. Oltre alla svalangata di ebook che mi ero preparata - di cui ne ho letti solo due e solamente uno mi è piaciuto - ho preso ben due romanzi che erano fermi nella mia libreria da un po' e una sola scelta dalla biblioteca comunale. Tutto sommato le mie scelte sono state vincenti.
    In particolare quella della biblioteca, presa a caso e per sentito dire, è stata quella che ha avuto più successo proprio perché non conoscevo l'autrice né la serie.
    Quindi immaginatevi me, spalmata sul lettino sotto l'ombrellone, con tre litri di potrezione 50, occhialoni da sole riflettenti e cornetto in mano. Cosa mai avrò potuto voler leggere, se non un medical thriller chick lit? Detto così sembra un genere tremendo - e forse lo è - ma per passare due giornate senza pensieri, sopportando una nipote che mi lanciava la sabbia e vicini d'ombrellone molesti, la Gazzola è stata perfetta.
    L'allieva, ovvero Alice Allevi, mi ha conquistata alle prime pagine quando, per evitare la serata di gala, snocciola nella sua testa una serie di scuse tra le quali la mia preferita: ho la salmonellosi ed è finita la scorta di Imodium. Alice ha passione, dicono, per la medicina legale ma è pigra. E' l'ultima ruota del carro tra i specializzandi e subisce con filosofia i commenti cattivi dei colleghi e dei superiori. Goffa, insicura, timida, Alice sembra essere troppo passiva per fare la differenza anche se, a dirla tutta, riesce dove i suoi colleghi falliscono miseramente. Alice usa il cervello ma anche il cuore e, in una materia gelida come la medicia legale, riesce a cogliere sfumature che, con gli occhi cinici e calcolatori dei suoi colleghi, vanno perse.
    Ironica e buffa, Alice fa tenerezza e riesce ad essere ridiola e dolce, brillante e insignificante, speciale e totalmente normale. Potrebbe essere una di noi, presa a caso dalla schiera di povere lavoratrici che subiscono l'arroganza dei superiori e la fame di successo dei colleghi, con quel tocco di magia che solo la letteratura riesce a donare a chi, di base, magico non lo è per niente.
    Così Alice vive una love story degna di un film con il fascinoso e irrequieto giornalista Arthur e, in linea con il suo lavoro, segue (un po' morbosamente un po' grazie alla sua forza di volontà) il caso di un apparente suicidio.
    Ho apprezzato che la Gazzola non si sia dilungata nei dettagli anatomici o tecnici, semplificando l'aspetto medico legale attraverso l'approccio non convenzionale di Alice, fatto di intuito e sentimenti più che di virtuosismi dell'anatomopatologia; anche perché - diciamocelo - come argomento da trattare il medical o si avvicina al thriller pesante (un po' CSI un po' Kay Scarpetta) altrimenti è meglio sdrammatizzarlo, mischiandolo selvaggiamente con altri generi in un crossover sregolato.
    L'allieva è un esempio di come più generi si uniscano, più il risultato ha un brio e un'unicità che altrimenti non avrebbe mai avuto. E' un romanzo che ha la giusta dose di tecnicismi per rendere la storia realistica e un'iniezione di leggerezza - fatta in parti uguali di amore e di ironia - che lascia il sorriso sulle labbra.
    Alcune hanno paragonato questa serie a quella di Stephanie Plum della Evanovich e devo dire che non hanno per niente torto: è un'ottima alternativa se seguite quella serie e state invecchiando tra un'uscita e l'altra. Da parte mia ho già messo in richiesta in biblioteca i due seguiti, in modo da scatenarmi durante le prossime vacanze.

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    Miraphora said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

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    Santa Pazienza!! Libro rifilato dalla bibliotecaria (me la pagherà ;-) ). Una cosa a metà strada tra un Harmony e una rivista femminile di inserti pubblicitari. Utile da leggere in bagno.
    O come storia a puntate sulle riviste di cucina...

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    smith said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

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    Ha svolto il suo compito: mi ha divertita e fatta ridere.

    Probabilmente siamo lontani dall'ironia puramente british che possiamo ritrovare in altri romanzi sullo stesso genere però Alice è così piacevolmente negata che saprà farvi trascorrere spensi ...(continue)

    Ha svolto il suo compito: mi ha divertita e fatta ridere.

    Probabilmente siamo lontani dall'ironia puramente british che possiamo ritrovare in altri romanzi sullo stesso genere però Alice è così piacevolmente negata che saprà farvi trascorrere spensieratamente qualche ora.

    E' vero, spesso i discorsi tra i personaggi sono banali e un po' forzati (soprattutto quelli con Claudio). Insomma, non ci troviamo davanti ad un caso letterario ma ad una lettura leggera e frizzante. In definitiva, non vedo l'ora di leggere il prossimo libro!

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    Sybelle said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

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