L'altalena del respiro

Voto medio di 250
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Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza rumeno-tedesca nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leopold Auberg, partito per il Lager ... Continua
Ha scritto il 25/07/16
Quale vita dopo il lager?
Una scrittura non facile, non immediata. Non l'ho apprezzato tanto mentre lo leggevo. Solo dopo che l'ho terminato si è sedimentato dentro di me e si è svelato nella sua pienezza. Immagini potenti che restano dentro. Nessun altro libro su questa ..." Continua...
Ha scritto il 08/06/16
Al termine della seconda guerra mondiale, la comunità tedesca della Romania subì una serie di deportazioni da parte dei sovietici: di una di queste è vittima l’adolescente Leo, che sul momento considera il trasferimento in Ucraina come una ..." Continua...
Ha scritto il 23/02/16
La vita nel lager, accanto alla morte. Le cicatrici di chi è sopravvissuto. Per Leopold Auberg, l'io narrante del romanzo, anche il solo ricordo toglie il fiato: “L'altalena del respiro incalza, non posso fare a meno di ansimare”. Un libro ..." Continua...
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Ha scritto il 13/06/15
...ho il lager e il lager ha me.
Con una prosa scarna e aspra, il romanzo narra la gli anni vissuti da Leo Ausberg il un campo di lavoro forzato dell'Ucraina, la violazione della dignità' umana, la quotidiana paura della morte, il massacrante lavoro, la fame feroce, il gelo ..." Continua...
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Ha scritto il 01/02/15
So che ritornerai
Non è proprio una facile lettura, però nonostante una prosa un pò macchinosa -a tratti ossessiva nel dettaglio- è una scrittura franca e rappresenta molto bene la realtà del Lager e il mondo degli spodestati: freddo, fame, violenza e solitudine.
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Ha scritto il Oct 09, 2010, 12:04
Il mio ritorno a casa è una felicità storpiata, sempre riconoscente, una trottola della sopravvivenza che a ogni sciocchezza si mette a girare.
Pag. 247
Ha scritto il Oct 09, 2010, 12:03
La felicità della mente può avere gli occhi bagnati, il collo torto o le dita tremanti. Ma strepita in ogni caso nella fronte, come una rana in una scatola di latta. L'ultimissima felicità e fortuna è ungocciodifelicitàditroppo. Viene al ... Continua...
Pag. 208
Ha scritto il Oct 09, 2010, 12:00
Le cose durevoli non si consumano, non hanno bisogno d'altro che di un'unica, sempre uguale relazione con il mondo. La relazione della steppa con il mondo è l'agguato, la relazione della luna il far luce, la relazione dei cani della steppa la fuga, ... Continua...
Pag. 166
Ha scritto il Oct 09, 2010, 11:58
Mi ripeto sempre che ho poco sentimento. Se prendo a cuore qualcosa, mi tocca solo fino a un certo punto. Non piango quasi mai. Non sono più forte di quelli con gli occhi bagnati, ma più debole. Loro hanno coraggio. Quando sei soltanto pelleossa, ... Continua...
Pag. 159
Ha scritto il Oct 09, 2010, 11:55
La fame è il telaio di un letto, quando un affamato osserva gli altri affamati. Ma è un inganno e dentro di me lo sento, la fame entra e si distende in noi. Noi siamo il telaio per la fame. Mangiamo tutti a occhi chiusi. Per l'intera nottata la ... Continua...
Pag. 72

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