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L'altra Ester

By Magda Szabó

(93)

| Hardcover

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Book Description

58 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non all'altezza della "La Porta " e "La ballata di Iza", ma comunque un libro intenso . Un pò difficile all'inizio entrare nelle vicende e nella psiche di Eszter, ma man mano che si procede nella lettura, il libro scorre molto piacevolmente.

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    Ornella Mancin said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Eszter non è mai stata la protagonista, nonostante sia un'attrice affermata: non è mai stata la protagonista della sua stessa vita, ha sempre avuto un posto in seconda fila, tenuta in disparte dal totalizzante amore dei suoi genitori l'una per l'altr ...(continue)

    Eszter non è mai stata la protagonista, nonostante sia un'attrice affermata: non è mai stata la protagonista della sua stessa vita, ha sempre avuto un posto in seconda fila, tenuta in disparte dal totalizzante amore dei suoi genitori l'una per l'altro, dalla povertà della sua famiglia che la costringeva a tagliare la punta alle scarpe, a ingannare gli altri per guadagnare qualche soldo.. E poi c'è Angéla, c'è sempre stata Angéla ad incarnare tutto ciò che Eszter non ha mai avuto: la ricchezza, l'affetto, una vita facile, qualcuno che facesse le cose al suo posto, che si occupasse di lei.

    E' del marito di Angéla che Eszter si innamora, del marito di Angéla che Eszter diventa l'amante: neanche in amore ha il ruolo da protagonista, anche in amore è seconda a qualcuno. E' a lui che Eszter si rivolge, raccontando la sua infanzia, i vuoti della sua anima, la sua invidia, la sua sofferenza.
    Non c'è felicità per Eszter, non c'è serenità, pace; la sua gelosia ci scava dentro, fa emergere i nostri lati oscuri, la nostra compassione per la bambina che era e la comprensione per la donna che è diventata, e a cui in qualcosa di noi assomiglia.

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    Sognodime said on Oct 19, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    In un monologo immaginario, Ester si racconta, bambina e donna, al suo uomo che non c’è più. E si apre totalmente, mettendo in luce soprattutto il peggio di sé, il suo essere “cattiva, scontrosa, irritabile e invidiosa”. Ne esce, in effetti, u ...(continue)

    In un monologo immaginario, Ester si racconta, bambina e donna, al suo uomo che non c’è più. E si apre totalmente, mettendo in luce soprattutto il peggio di sé, il suo essere “cattiva, scontrosa, irritabile e invidiosa”. Ne esce, in effetti, un ritratto odioso. Ma Ester… sarà davvero così? Qualche dubbio è lecito, perché lei stessa avverte: “Quand’ero bambina, ho taciuto per tanti anni, e poi è stato troppo tardi per imparare a parlare: so soltanto mentire o tacere. La mia biografia è una menzogna.” E un altro grosso dubbio viene dal fatto che è una grande attrice, Ester Encsy, in perenne recita: “Io non ho neanche una faccia, non ho lineamenti, tutto in me è confuso quando non sono truccata. Io ho solo delle maschere.” E allora… qual è la vera Ester? E quale “l’altra”?
    Domande senza risposta. Quello che di certo arriva al lettore è un clima pesante, che persiste pagina dopo pagina, legato in parte alla costruzione del romanzo in sé, complessa anche per il transito veloce di molteplici personaggi; ma dovuto soprattutto all’imperante cattiveria odiosa della donna che narra: una protagonista - sincera o menzognera, poco importa - che non si vede l’ora di abbandonare.

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    Frabe said on Jul 5, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Siamo andati a camminare sulla passeggiata dei bastioni lasciavo che mi precedessi d’un passo per poterti fare smorfie e linguacce mentre sgambettavo dietro a te come Puck. Ti odiavo.

    Appartiene alla schiera dei libri anomali e furiosi in cui un personaggio senza rèquie avvelena l’esistenza agli altri e a se stessa. Eszter è un donna implacabile, sgradevole, esasperata. Sdegnata col mondo, non si sente amata, sa che l’unica cosa p ...(continue)

    Appartiene alla schiera dei libri anomali e furiosi in cui un personaggio senza rèquie avvelena l’esistenza agli altri e a se stessa. Eszter è un donna implacabile, sgradevole, esasperata. Sdegnata col mondo, non si sente amata, sa che l’unica cosa per la quale l’apprezzano è la recitazione (diventerà attrice di teatro). Sdegnata con i suoi genitori che si amano troppo e il loro amore non arriva a lei, con Angela la sua compagna di classe bella e gentile e sdegnata in modo furibondo col suo amato Lorinc che sposerà proprio Angela. Nonostante Eszter sappia che già prima di sposarsi Lorinc prova una forte attrazione per lei non è affatto contenta, vorrebbe che Angela non esistesse, vorrebbe che le persone buone e caritatevoli come Angela non fossero al mondo.
    “Ho odiato Angela dal primo istante in cui l’ho vista, e non ho mai smesso, la odio mentre dormo, la odio da sveglia, la odierò sempre persino quando sarò morta, ammesso che qualcosa esista dopo la morte”.

    “Che senso ha insegnare a scuola fesserie del tipo «chi ha bene agito s’aspetti il bene»? Magari qualcuno prende la frase sul serio, compie sforzi, nutre speranze, ma poi non capita nulla”.

    Quando Lorinc e Angela saranno sposati lei continuerà la relazione clandestina con Lorinc, facendolo ingelosire, facendo capire ad Angela che lui ama lei. Arriva a pensare che anche se Lorinc dovesse lasciare sua moglie per lei lo rifiuterebbe finché non ci sarà l’oblio della mente, perché Lorinc ha conosciuto Angela e si adoperato per la gentilezza di lei. Eszter è un personaggio inquietante, causa la fuga del capriolo che Angela aveva in casa, capriolo che finirà sotto un’auto, spia il suo primo ragazzo mentre parla di lei con un suo amico e rimedierà calci e pugni. Spacca le tazze in cui Angela beve il tè. Sarà artefice delle disavventure di Lorinc fino ad un epilogo che non racconto. Tuttavia è un personaggio capace di dire e fare cose ammalianti. Recita per lui a teatro e recita nella vita.
    “Quando sei venuto a prendermi, in quella sera di pioggia, dicendomi che volevi mostrarmi le colline avvolte dalla nebbia, e siamo andati a camminare sulla passeggiata dei bastioni lasciavo che mi precedessi d’un passo per poterti fare smorfie e linguacce mentre sgambettavo dietro a te come Puck. Ti odiavo”.

    “Ti amavo più di mia madre. Ti amavo persino più di mio padre”.

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    Domenico Fina said on Feb 26, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    È il romanzo dell'invidia assoluta,totale di una ragazzina,poi donna verso una compagna.Libro difficile e scostante,ma la Szabo,come al solito,e' fine conoscitrici dell'animo umano

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    Rosispri said on Jan 10, 2013 | 2 feedbacks

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