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L'amante

By Abraham Yehoshua, Arno Baehr (Translator)

(1945)

| Paperback | 9788806173616

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Book Description

Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenariode L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autoresi affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, aidesideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietarContinue

Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenariode L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autoresi affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, aidesideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario di unagrande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenneinsonne e ribelle; i sogni della moglie Asya, intellettuale precocementeingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti dellanovantenne Vaduccia; e infine il resoconto stupefatto di Gabriel, l'amantescomparso. Mondi lontani, a dispetto dell'amore; voci tanto vicine quantodiverse siglano l'impossibilità di conoscere veramente chi ci vive accanto.

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    Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenario de L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario d ... (continue)

    Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenario de L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario di una grande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenne insonne e ribelle; i sogni della moglie Asya, intellettuale precocemente ingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti della novantenne Vaduccia; e infine il resoconto stupefatto di Gabriel, l'amante scomparso. Mondi lontani, a dispetto dell'amore; voci tanto vicine quanto diverse siglano l'impossibilità di conoscere veramente chi ci vive accanto.

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    Lauretta said on Feb 8, 2011 | Add your feedback

  • Storia d'amore, guerra e morte, scritta in modo poetico, sublime. Sembra che la conclusione sia che se ci si conosce davvero ci si apprezza ed ama. Il razzismo e l'intolleranza sono solo figli dell'ignoranza. Da non perdere

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    Robertabe said on Jan 13, 2012 | Add your feedback

  • Classici, per cominciare un nuovo anno - 01 gen 12

    Il primo romanzo scritto da Yehoshua che finalmente riesco a leggere in questa parentesi estiva tra i due freddi. Altro avevo letto, ma niente mi aveva riportato al bellissimo signor Mani. Ora, questo è sicuramente migliore dell’ultimo (quello del responsabile delle risorse umane, per intenderci), m ... (continue)

    Il primo romanzo scritto da Yehoshua che finalmente riesco a leggere in questa parentesi estiva tra i due freddi. Altro avevo letto, ma niente mi aveva riportato al bellissimo signor Mani. Ora, questo è sicuramente migliore dell’ultimo (quello del responsabile delle risorse umane, per intenderci), ma continuo ad avere difficoltà a leggere gli autori israeliani. A parte Oz, che è l’unico che si fa leggere, anche con i pugni allo stomaco che ti tira ad ogni pagina. Certo, questo è pieno del sentimento nazionale successivo alla guerra del Kippur (anche se scritto 4 anni dopo) e tra le pagine c’è ancora la sensazione che una convivenza sia possibile. Ma non è questo il fulcro del romanzo, che, benché sempre politicizzato tra le righe, è più attento ai versanti privati. Alle storie di Adam, di sua moglie Asya, di sua figlia Dafi, del giovane arabo Na’im e di Gabriel, l’amante del titolo. E ruota tutto intorno alla ricerca di Gabriel, che prima dell’inizio della storia, proprio durante la guerra, misteriosamente scompare. La scrittura di Yehoshua si affida, come spesso gli accade, al racconto corale, al passare da una soggettiva all’altra dei vari personaggi. Ed attraverso queste diverse soggettive ricostruiamo la storia di Adam e di Asya, del loro amore, e dell’evolversi del loro matrimonio, fino alla stanchezza attuale, fino al rendersi conto, da parte di Adam, che vuol bene ad Asya, e che vuole che stia bene, anche a costo di far finta di non capire che Gabriel è diventato il suo amante. Ma Adam è solo un ricco possidente di un’officina di automobili, anche se da giovane andava a scuola con Asya. Mentre Asya ora è insegnante e continua a professare parole di libertà e di opposizione allo statu quo, anche se il tempo passa e lei sembra inaridirsi. Mentre è proprio questo amore che la fa rinascere, che la fa tornare ai passati splendori. Ed è Adam che guida questa ricerca di Gabriel, che farà di tutto per ritrovarlo. Da contraltare alle storie delle persone mature, ci vengono incontro la freschezza dei giovani. Dafi, studentessa, piena di difficoltà nell’accettare la propria crescita, ma anche piena di slanci e di curiosità. E Na’im, il palestinese che va a lavorare da Adam perché costretto dal padre, mentre lui vorrebbe studiare. Ed è forse proprio Na’im la figura che meglio riesce all’autore. Già pieno di contraddizioni, di amore – odio verso gli ebrei, di ricerca di un suo spazio nel mondo. Spazio che trova nell’affetto di Adam, che trova il modo anche di aiutarlo in diverse situazioni (e non diciamo tutto, no?). Come non narriamo l’evolversi della storia, se Gabriel verrà ritrovato o meno. Le pennellate di Yehoshua comporranno comunque alla fine un bell’affresco psichico, sentimentale e politico di questo mondo di convivenza che si aggira per la città di Haifa. Che è la città dove l’autore vive, e che ci restituisce in queste pagine dove le voci, seppur vicine, sono tanto diverse, quasi a sottolineare l’impossibilità di conoscere che ci sta accanto. E non è un caso che le voci che meglio risaltano siano quelle maschili, di Adam e di Na’im. Una notazione finale sulla traduzione. Possibile che non si possa tradurre “Tavola reale” con “Backgammon”? A pagina 348, non si gioca a Tavola reale, ma, come in molto Medio Oriente ed in Egitto, si gioca a Backgammon. Ed è quello che fa anche “strano” perché i soldati israeliani che attendono l’attacco egiziano, giocano ad un gioco popolare in Egitto. In conclusione, comunque, un libro da leggere senz’altro, se non lo avete già fatto.
    “Anch’io sto cambiando, non si può rimanere eternamente giovani…” (93)

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    Giogio53 said on Jan 2, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • VALDUCCIA
    "Ma se è un essere umano quello che giace nel letto e se sono esseri umani quelli che passano e guardano, allora perché dovrebbe tacere. Che dica qualcosa. Bisogna parlare, e davvero comincia a parlare continuamente sente la propria voce, voce dolce voce incrinata, mormorio di una vecchia ... (continue)

    VALDUCCIA
    "Ma se è un essere umano quello che giace nel letto e se sono esseri umani quelli che passano e guardano, allora perché dovrebbe tacere. Che dica qualcosa. Bisogna parlare, e davvero comincia a parlare continuamente sente la propria voce, voce dolce voce incrinata, mormorio di una vecchia che parla e parla forse le viene una qualche idea. Perché ha un gran dolore ha perso molto ma forse ritrova un poco. Intorno sorridono, ma non capiscono. Spostano il cuscino mettono a posto la coperta voltano e rivoltano dicono andrà tutto bene. Ancora un pò di pazienza. Dormi un pò. Ma se bisogna dormire tanto vale morire e quello continua a girare. Uno caro, conosciuto, importante. Va e viene, si ferma e sparisce. Dov'è quello. Portatemi quello. Fatemelo vedere, ho tanta voglia. Quello, quello, grido nel cuscino la bocca duole tanto grido.
    E d'un tratto quello viene, d'un tratto va via, d'un tratto c'è, d'un tratto sparisce. Guarda imbronciato, ha sempre fretta, le mani in tasca è notte.
    Lui aveva una parola per rovesciare il mondo, ma il mondo sta con le mani in tasca, passano indifferenti, dimenticano tutto, non vogliono far niente.
    Stelle alla finestra. Quello bisbiglia. Sputa parola, getta la coperta, scalcia via il cuscino, rotola in terra si alza cade striscia si alza cammina rotola, apre porta, altra porta, incontro a cielo campo aranceto. Sterpi sotto i piedi freddo alla testa, scansa rami cade in terra scava per cercare parola che schiuda tutto."

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    amisaba said on Dec 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1945)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 436 Pages
  • ISBN-10: 8806173618
  • ISBN-13: 9788806173616
  • Publisher: Einaudi
  • Pub date: Jan 01, 2005
  • Also available as: Mass Market Paperback, Hardcover and Others
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