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Lamb

The Gospel according to Biff, Christ's childhood pal

By

Publisher: Orbit

4.1
(2252)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Polish , Italian , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 1841494526 | Isbn-13: 9781841494524 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Leather Bound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Religion & Spirituality

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Book Description
The birth of Jesus has been well chronicled, as have his glorious teachings, acts, and divine sacrifice after his thirtieth birthday. But no one knows about the early life of the Son of God, the missing years - except Biff, the Messiah's best bud, who has been resurrected to tell the story in this divinely hilarious, yet heartfelt work 'reminiscent of Vonnegut and Douglas Adams' (Philadelphia Inquirer). Verily, the story Biff has to tell is a miraculous one, filled with remarkable journeys, magic, healings, kung fu, corpse reanimations, demons, and hot babes, Even the considerable wiles and devotion of the Saviour's pal may not be enough to divert Joshua from his tragic destiny. But there's no one who loves Josh more - except maybe 'Maggie,' Mary of Magdala - and Biff isn't about to let his extraordinary pal suffer and ascend without a fight.
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  • 0

    Una bella storia

    Come sarebbe stato sentire la storia di Gesù raccontata direttamente dal suo migliore amico? E' il punto cardine del romanzo (sottolineato più volte) di Christopher Moore, che presenta la versione di ...continue

    Come sarebbe stato sentire la storia di Gesù raccontata direttamente dal suo migliore amico? E' il punto cardine del romanzo (sottolineato più volte) di Christopher Moore, che presenta la versione di Levi detto Biff, vissuto a fianco del Messia a partire da quando ne fa conoscenza a sei anni (con un Figlio di Dio intento a giocare a riportare in vita le lucertole uccise dai suoi fratellini) fino alla sua tragica morte sulla croce.

    Personalmente penso che, come sempre, quando si tratta di temi per i più "delicati" come quello delle figure religiose, si possa correre il rischio scontato del cadere tanto nel banale e nel volgare (andando ad urtare la sensibilità di una parte di persone) quanto del produrre un qualcosa che, per usare un eufemismo, viaggia "chiappe strette e spalle al muro" con una narrativa forzatamente indirizzata al voler salvare capra e cavoli. Moore presenta il suo libro come un testo umoristico, facendolo aprire da una ben articolata prefazione in cui sceglie di giocare a carte scoperte con il lettore, proprio per non precludersi nulla e rimarcando il fermo intento a voler proseguire su una strada che vada esattamente in mezzo ai due confini sopra menzionati.

    La storia è una bella storia, raccontata da una persona che si è documentata per scriverla e capace di dipingere un mondo così lontano dal nostro immaginario in una maniera ironica ma anche molto molto toccante. Ci ho visto un po' di Saramago e del suo "Vangelo secondo Gesù Cristo" nel personaggio di un Messia alla ricerca del suo destino, con la consapevolezza sì dell'essere il Figlio di Dio ma con l'altrettanto banale ma efficace domanda che si pone "E quindi? Che dovrei fare?".

    Gesù e Biff viaggiano, affrontano avventure con meravigliose iperboli che da un lato fanno sorridere nella loro sfacciata semplicità, dall'altro fanno riflettere e (almeno a me) interrogare il lettore. La ricerca della consapevolezza attraverso tre grandi saggi, il venire a contatto con filosofie, religioni e pensieri diversi: questa è la formazione che il giovane Gesù si carica sulle spalle nel suo cammino, potendo contare sulla battuta pronta di Biff, che si definisce l'inventore stesso del concetto di "sarcasmo".

    Non si tratta della storia delle religioni, non si tratta di avere dei preconcetti dietro al prendere in mano una storia che si apre con un Biff incazzato nero con l'angelo Reziel che lo resuscita e lo obbliga a scrivere un vangelo. Si tratta semplicemente dell'accettare l'idea di lasciarsi raccontare una favola, secondo me una favola, che contiene tanti spunti interessanti e cose buone nei messaggi che lascia.

    Penso che quando un libro riesce a farti porre delle domande e riesce a farlo con un sorriso, beh, non ci sia altro da aggiungere se non "chapeau".

    "Che c'è" chiese lui. "Cosa?", "Maestro, tu stai camminando sull'acqua" disse Pietro. "Ho appena mangiato" rispose il Messia. "Bisogna aspettare un'ora prima di entrare. Potrebbero venirmi i crampi. Che c'è, nessuno di voi ha una madre?"

    said on 

  • 5

    Libro indimenticabile, tra i più belli che io abbia mai letto fino ad ora. Non dimenticherò mai Biff e la sua profondata umanità, Maddi e il suo amore sincero e disinteressato, e tutti i personaggi ch ...continue

    Libro indimenticabile, tra i più belli che io abbia mai letto fino ad ora. Non dimenticherò mai Biff e la sua profondata umanità, Maddi e il suo amore sincero e disinteressato, e tutti i personaggi che si incontrano nella narrazione. E non potrò mai dimenticare Gesù, e mi viene naturale pensare che sarebbe stato bello se durante le lezioni di religione a scuola ci avessero parlato di Lui, che prima ancora di essere stato il Messia, era un bambino. Sarebbe bello che "Il Vangelo secondo Biff" venisse riconosciuto come un vero Vangelo, perché io ho imparato più di quanto abbia mai fatto al catechismo o le poche domeniche in Chiesa. Grazie Christopher Moore, per aver regalato un capolavoro, intriso di magia. Anche se rimane frutto dell'immaginazione, voglio credere che un fondo di verità ci sia.

    "E loro erano cattivi?"
    "Lo sono tutti gli uomini. E' appunto di questo che stavo parlando con mio padre".
    "E lui cosa ha detto?"
    "Di mantarli a farsi fottere"
    "Davvero?"
    "Sì"
    "Almeno ti ha risposto"
    "Ho avuto la sensazione che pensi che sia un mio problema, adesso".

    said on 

  • 5

    E' senz'altro il miglior libro dell'estate 2015, anzi, è uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi anni. Fa morire dal ridere ma offre anche moltissimi spunti di riflessione sulle religioni. ...continue

    E' senz'altro il miglior libro dell'estate 2015, anzi, è uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi anni. Fa morire dal ridere ma offre anche moltissimi spunti di riflessione sulle religioni. Intelligente, ironico, accurato e un po' dissacrante.

    said on 

  • 4

    san arcimboldo

    Adolescenza e giovinezza, non facciamo che parlare e riparlare di quelle esperienze di noi, che mantengono vivo il nostro presente.
    Ai tempi di Gesù non esistevano queste età di mezzo, si passava dire ...continue

    Adolescenza e giovinezza, non facciamo che parlare e riparlare di quelle esperienze di noi, che mantengono vivo il nostro presente.
    Ai tempi di Gesù non esistevano queste età di mezzo, si passava direttamente da bambino ad adulto a maturo.
    Ecco, è il Gesù adulto che ci manca completamente negli scritti, come se si fosse nascosto nella vita modesta di apprendista falegname, trattenuto negli affetti con una Magdì del paese, e tenuto in disparte dalla vita sociale del villaggio.
    Moore non lo crede.
    Il carattere forte e spigoloso che di Gesù emerge dai Vangeli non nasce all'improvviso come il singhiozzo.
    La risposta alle nostre curiosità viene attraverso la fedele amicizia di Biff, detto Levi, un coetaneo che con le armi del sarcasmo e dell'ironia ne proteggerà l'evoluzione fino al compimento del volere divino.
    Biff accompagnerà Gesù in un viaggio iniziatico, mistico e materiale, a vivere l'esperienza diretta delle religioni già praticate.
    Anche se Gesù è promosso a pieni voti all'Università dei Profeti, con progetti Erasmus e Socrates. a non tutte le domande è facile dare risposta:
    ai poveri viene promesso il paradiso,
    ai beati?
    un cesto di frutta

    said on 

  • 5

    Dalla penna di Christopher Moore, autore satirico statunitense da milioni di copie, questo romanzo è divertentissimo ma malinconico.
    A duemila anni dalla morte di Gesù un angelo riporta in vita il suo ...continue

    Dalla penna di Christopher Moore, autore satirico statunitense da milioni di copie, questo romanzo è divertentissimo ma malinconico.
    A duemila anni dalla morte di Gesù un angelo riporta in vita il suo migliore amico, Levi detto Biff, affinchè scriva un nuovo Vangelo in cui si riporti tutto ciò che è accaduto dalla nascita ai trent'anni del Cristo, periodo che i Vangeli Canonici tralasciano.
    Si tratta di un viaggio in Oriente alla ricerca dei magi e della ricetta per diventare il Messia, un viaggio tra demoni, concubine cinesi, monaci tibetani, kung fu, santoni indiani ed elefanti che fanno yoga.
    Vale lo stesso avvertimento che va fatto a proposito di tutti i libri che rivedono la vita di Gesù, sopratutto quelli satirici: se siete estremamente religiosi e non avete né senso critico né senso dell'umorismo lasciate perdere.
    Se invece la figura di Gesù vi affascina leggetelo pure. Tanto il Cristo esce benissimo da questo romanzo.
    E' Biff l'uomo inferiore, quello che ha un'insana passione per il sesso, quello che uccide e trama.
    Così descritto Biff sembrerebbe incarnare il peggio dell'umanità, e invece no, perché in realtà Biff è il meglio dell'umanità.
    Un personaggio straordinario che dà vita a un romanzo che, più che di Gesù, parla dell'amicizia.
    Insomma, quanti di voi se il vostro migliore amico d'infanzia vi avesse detto: "Credo di essere il Messia ma non so come si fa" lo avrebbero accompagnato in Oriente per anni, alla ricerca dei Magi, sottoponendosi a duri allenamenti ascetici?
    E se fosse stati il miglire amico di Gesù, come vi sareste comportati con Giuda?
    Questo romanzo è divertentissimo nelle prime parti, poi vira decisamente verso la malinconia (e infatti, dopo averlo divorato, ho dovuto abbandonarlo per un giorno perché sapevo in che direzione si stava avviando. Del resto, non è un mistero la fine di Gesù).
    Profondo e consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    In questo libro si ride. Tutto è scritto con grande ironia, e la lingua tagliente di Biff, unita con la stupidità tipicamente umana sua e di molti dei personaggi che incontreranno, ci strapperanno fio ...continue

    In questo libro si ride. Tutto è scritto con grande ironia, e la lingua tagliente di Biff, unita con la stupidità tipicamente umana sua e di molti dei personaggi che incontreranno, ci strapperanno fior di sorrisi quando non aperte risate. Si ride, ma anche si pensa, grazie a spunti filosofici notevoli. Non sembra così improbabile che la formazione di Gesù sia stata davvero simile a quella raccontata qui. E non è neppure minimamente blasfemo, almeno non sembra.

    said on 

  • 3

    Lamb mi è sempre stato presentato come il capolavoro di Christopher Moore. Ho amato Bloodsucking Fiends e seguiti, ma sapevo che mi stavo tenendo da parte il meglio, che quello che trovavo di suo già ...continue

    Lamb mi è sempre stato presentato come il capolavoro di Christopher Moore. Ho amato Bloodsucking Fiends e seguiti, ma sapevo che mi stavo tenendo da parte il meglio, che quello che trovavo di suo già grandioso non era che la punta dell'iceberg.
    Sapevo già che avrei amato Lamb. Mi sbagliavo.

    Per quanto trovi Moore sempre molto divertente, questa versione della storia di Gesù non è riuscita a conquistarmi. Le ragioni sono diverse:
    - A volte lo stacco tra l'umorismo e i momenti drammatici è troppo netto, specie perché in certi punti si sfiora il demenziale — di conseguenza non si sa mai bene come reagire quando le cose si fanno serie;
    - La formazione di Gesù, procedendo a tappe, è episodica, e quello che viene imparato non ha necessariamente un riscontro pratico alla fine;
    - Se da una parte si può percepire una crescita in Gesù, se non altro nel capire appieno il suo compito, nel trovare un messaggio da comunicare e nell'imparare a usare il sarcasmo, lo stesso non si può dire di Biff, che rimane identico spiccicato dall'inizio alla fine, senza mai per esempio dubitare di Gesù o anche solo desiderare ogni tanto di essere qualcosa di più della spalla del figlio di dio;
    - Ero convinto che la parte con Raziel avesse una funzione maggiore di quella di cornice (fa da prologo ed epilogo), pretesto (Biff viene riportato in vita nel ventunesimo secolo per scrivere la sua versione del vangelo) e siparietto (alcuni capitoli sono introdotti da momenti dal ventunesimo secolo), e invece no.

    Ho preferito l'inizio e la fine alla parte centrale. In generale non posso dirmi poi così deluso: è un libro carino, con belle gag e qualche colpo di genio. A giudicare dalla stragrande maggioranza delle recensioni, però, avrebbe potuto toccarmi molto di più.

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  • 2

    La noia mi ha travolta

    A parte qualche battuta divertente e l'originalità nel trattare l'argomento, la verità è che dopo un buon inizio mi sono annoiata a morte. Non l'ho finito, lo ammetto, mancava poco ma non ce l'ho fatt ...continue

    A parte qualche battuta divertente e l'originalità nel trattare l'argomento, la verità è che dopo un buon inizio mi sono annoiata a morte. Non l'ho finito, lo ammetto, mancava poco ma non ce l'ho fatta. Andavo avanti per inerzia e ho quindi deciso di desistere. Alla prossima, Moore.

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  • 2

    Ironico ma estenuante vangelo alternativo

    Provare ad immaginare la vita di Gesù negli anni non coperti dai vangeli ufficiali e farla raccontare dal suo ipotetico migliore amico: questo è il succo del lungo romanzo di Christopher Moore.
    Il rac ...continue

    Provare ad immaginare la vita di Gesù negli anni non coperti dai vangeli ufficiali e farla raccontare dal suo ipotetico migliore amico: questo è il succo del lungo romanzo di Christopher Moore.
    Il racconto parte, quindi, dagli anni dell'infanzia, sviluppandosi tra trovate divertenti, domande profane e libere rivisitazioni degli episodi più noti, per arrivare fino al noto epilogo (anch'esso arricchito con qualche licenza di fantasia).
    Ma se all'inizio lo stile moderno e ironico (che sfiora il limite dell'irriverenza, senza mai superarlo veramente) sembra la chiave giusta per un'interpretazione che oscilla tra satira e sostanziale rispetto, tra parodia e deferenza, la mole dell'opera stempera il piacere della lettura, che si rivela troppo presto un po' noiosa ed, in fin dei conti, faticosa.

    said on 

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