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Lamb

The Gospel according to Biff, Christ's childhood pal

By Christopher Moore

(41)

| Paperback | 9781841494524

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Book Description

The birth of Jesus has been well chronicled, as have his glorious teachings, acts, and divine sacrifice after his thirtieth birthday. But no one knows about the early life of the Son of God, the missing years - except Biff, the Messiah's best bud, wh Continue

The birth of Jesus has been well chronicled, as have his glorious teachings, acts, and divine sacrifice after his thirtieth birthday. But no one knows about the early life of the Son of God, the missing years - except Biff, the Messiah's best bud, who has been resurrected to tell the story in this divinely hilarious, yet heartfelt work 'reminiscent of Vonnegut and Douglas Adams' (Philadelphia Inquirer). Verily, the story Biff has to tell is a miraculous one, filled with remarkable journeys, magic, healings, kung fu, corpse reanimations, demons, and hot babes, Even the considerable wiles and devotion of the Saviour's pal may not be enough to divert Joshua from his tragic destiny. But there's no one who loves Josh more - except maybe 'Maggie,' Mary of Magdala - and Biff isn't about to let his extraordinary pal suffer and ascend without a fight.

642 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Después del chasco que me llevé con "El ángel más tonto del mundo", era muy reticente a volver a leerme alguna otra novela de Moore. Sin embargo, no pude resistirme a "Cordero", y si bien es cierto, que es mejor que su primera novela, tampoco mucho m ...(continue)

    Después del chasco que me llevé con "El ángel más tonto del mundo", era muy reticente a volver a leerme alguna otra novela de Moore. Sin embargo, no pude resistirme a "Cordero", y si bien es cierto, que es mejor que su primera novela, tampoco mucho más.

    En general, me ha resultado lenta y muy aburrida en ciertas partes, sobre todo en los temas en los que Jesús aprende todo el rollo de la espiritualidad, chispa divina y demás. Tiene sus momentos divertidos, sobre todo en los diálogos de Colleja, personaje que le da vida y cuerpo a la novela. De todas, la última parte es la que más se asemeja a lo que conocemos de la vida de Jesús, y quizás por eso, me ha resultado soporífera. Con todo, el final me ha parecido aceptable.

    En fin, "Cordero" es una novela rara que te puede aburrir y hacer reír a carcajadas al mismo tiempo. Y aunque no vale demasiado, te permitirá pasar el rato.

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    Reah 29 said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Maestro, tu stai camminando sull'acqua" disse Pietro.
    "Ho appena mangiato" rispose il Messia. "Bisogna aspettare un'ora prima di entrare. Potrebbero venirmi i crampi. Che c'è, nessuno di voi ha una madre?"
    Mi mancheranno Biff, Maddi e Gesù!

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    Alice G. said on Oct 6, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non capisco come molti lo considerino irresistibile... Molte le lentezze, parecchie trovate palesemente grottesche, a volte ironia scontata e greve...insomma un piacevole passatempo, ma niente di più.

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    Mingho said on Oct 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «Prendilo, Gesù. Tienilo mentre io lo picchio».

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più dolci che abbia mai letto. Se non avessi tenuto a freno la matita, sono certa che avrebbe decorato di cuoricini ogni capoverso.
    «Ma no ...(continue)

    «Prendilo, Gesù. Tienilo mentre io lo picchio».

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più dolci che abbia mai letto. Se non avessi tenuto a freno la matita, sono certa che avrebbe decorato di cuoricini ogni capoverso.
    «Ma non ti commuove il fatto di sapere chi è? Che cos’è?»
    «E a che pro? Se passassi il tempo a bearmi della luce della sua santità, come potrei prendermi cura di lui?»

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più divertenti che abbia mai letto. Ed è un tantino imbarazzante spiegare a qualcuno perché stai ridendo, quando nel titolo c’è una parola ingombrante come “vangelo”.
    «Gesù, tu sei il Figlio di Dio. Sei il Messia. Il che implica… oh, non so… che sei ebreo! E non puoi mangiare la pancetta affumicata!».
    «A Dio non importa se la mangiamo. Lo sento».
    «Giusto. E la pensa ancora allo stesso modo a proposito della fornicazione?».
    «Sì».
    «E della masturbazione?».
    «Sì».
    «E che mi dici del fatto di uccidere, di rubare, di pronunciare falsa testimonianza, di desiderare la donna d’altri, eccetera eccetera? Non ha cambiato idea in tal senso?».
    «Assolutamente no».
    «Si è ravveduto solo sulla pancetta affumicata. Interessante. Le profezie di Isaia dovrebbe dire qualcosa al riguardo, no?».
    «Viene da chiederselo, vero?».
    «Senza offesa, Gesù, ma ti serve qualcosa di più per annunciare il Regno di Dio. Non possiamo tornarcene a casa con un: “Salve, io sono il Messia e Dio voleva che mangiaste questa pancetta affumicata”».
    «Lo so, abbiamo ancora tante cose da imparare. Ma la colazione diventerà più interessante».

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più variegati che abbia mai letto. In quale altro testo potete trovare Gesù Cristo assieme al kung fu, il Kamasutra e l’Abominevole Uomo delle Nevi?
    «È uno yeti» rispose Gaspare alle mie spalle, evidentemente destato dalla sua trance. «L’abominevole uomo delle nevi».
    «Questo è quanto succede se si fotte con una pecora!?» esclamai.
    «Non ha detto abominio» mi corresse Gesù. «Ma abominevole». Lo yeti gli leccò una guancia e lui cercò di respingerlo.

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più campati in aria che abbia mai letto. Ma l’umiltà e l’umorismo del suo autore riescono a trasformare ogni punto debole, ogni anacronismo, in una strepitosa piroetta nonsense.
    Per salvaguardare l’accuratezza storica, però, avrei dovuto omettere un interrogativo fondamentale, che sentivo di dover porre: «E se Gesù avesse conosciuto il kung fu?»

    Il Vangelo secondo Biff è senz’altro uno dei libri più intelligenti che abbia mai letto, perché riporta alla vita una materia morta da diverso tempo nel cuore di molti di noi e ce ne fa innamorare come solo la penna di uno scrittore con tutti i crismi sa fare.
    L’amore non è una cosa a cui si pensa, ma una condizione in cui si dimora.

    Per la sua dolcezza, per il suo tono scanzonato, per la sua assurdità, per la sua ricchezza e per la sua intelligenza costitutiva, Il Vangelo secondo Biff rappresenta una panacea per malumori, malanni stagionali e malattie immaginarie. Nel foglietto illustrativo non troverete alcuna controindicazione.

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    Chiara Pagliochini said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'ironia e' fantastica, sono io che sono allergica ai temi religiosi ridicoli o seri per questo ho fatto fatica a leggerlo

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    Mati said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro si pone, a mio avviso, una finalità ambiziosa e pericolosa. Tutto giocato sul filo dell'ironia e dell'intreccio fra storia religiosa e fantasia, rischia infatti in ogni momento di sfociare nella critica aperta alla chiesa e alla figura di cr ...(continue)

    Il libro si pone, a mio avviso, una finalità ambiziosa e pericolosa. Tutto giocato sul filo dell'ironia e dell'intreccio fra storia religiosa e fantasia, rischia infatti in ogni momento di sfociare nella critica aperta alla chiesa e alla figura di cristo, da un lato, e di risultare troppo debole per essere efficace, dall'altra. L'equilibrio a mio parere è stato ben mantenuto, non appaiono alla lettura evidenti forzature in alcun senso, e la storia scorre fluida e senza intoppi. La narrazione è divertente, e assolutamente encomiabile è lo stile, fortemente ironico, con cui il racconto è sviluppato, anzi proprio grazie allo stile (ricco di enfatizzazioni e sottolineature lessicali) emergono i passaggi più divertenti del libro.
    Quello che non mi convince, però, è il senso stesso di un'operazione che nonostante gli sforzi non decolla e non riesce a toccare più livelli narrativi, di certo non quelli riflessivo-seriosi che pure la materia trattata, forse, imporrebbe, restando appiattita, per la mia sensibilità, a quell'unica visione ironica "sic et simpliciter" del racconto, che non lo sviluppa e non lo amplia, ancorando tutto il gioco scrittorio alla figura del suo narratore e alla sua personale visione degli eventi raccontati. Mi sarebbe piaciuto, da questo punto di vista, un maggior coraggio da parte dell'autore. O forse sono solo io che pretendo da un libro a fine chiaramente comico qualcosa che Moore non ha ricercato, ma che per tema trattato io devo dire mi aspettavo di incontrare lungo la lettura.

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    Johnny said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

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