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Lame di luce

Di

Editore: Piemme

3.8
(771)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838485887 | Isbn-13: 9788838485886 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. G. Castagnone

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il detective Harry Bosch ha chiuso il distintivo nel cassetto: dopo ventottoanni ha lasciato la polizia di Los Angeles. Ma la ricerca della verità è perlui un'ossessione, una febbre che gli impedisce di trovare pace. Nella suamente è ancora viva l'immagine di Angela Benton, strangolata quattro anniprima: i seni scoperti, gli occhi spalancati, le mani alzate sopra la testa,in un'implorante richiesta d'aiuto. La telefonata di Lawton Cross, poliziottoche si era occupato dell'indagine dopo di lui, è la molla che spinge Bosch adagire. La vittima lavorava come assistente di un famoso produttore diHollywood e tutti gli indizi sembrano collegare la sua morte a una rapina dadue milioni di dollari avvenuta sul set di un grande film d'azione.
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  • 4

    Ciak si gira!

    Un libro che può essere la sceneggiatura di un ottimo film. E' ambientato ad hollywood e tanto basta. Bosh si supera ora che è in pensione e il finale, per una volta, è finalmente dalla sua parte. ...continua

    Un libro che può essere la sceneggiatura di un ottimo film. E' ambientato ad hollywood e tanto basta. Bosh si supera ora che è in pensione e il finale, per una volta, è finalmente dalla sua parte. Si legge tutto d'un un fiato per cercare di mettere assieme i pezzi del puzzle. Intrigante.

    ha scritto il 

  • 4

    Harry Bosch è in pensione, non può godere più dell'autonomia e del potere che gli dà il distintivo ma nulla gli può togliere il senso di giustizia che lo ha mosso per tutta la vita,dai cunicoli ...continua

    Harry Bosch è in pensione, non può godere più dell'autonomia e del potere che gli dà il distintivo ma nulla gli può togliere il senso di giustizia che lo ha mosso per tutta la vita,dai cunicoli del Vietnam alle strade di Hollywood e quindi, facendo un tuffo in un cold case, decide di far luce su un delitto irrisolto. Scoprirà ciò che non vuol scoprire ma sarà ripagato alla fine non solo dal senso di ordine che la verità regala ma anche da una sorpresa che gli cambierà la vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro incanta ma solo fino a un certo punto

    Harry Bosch è un detective in pensione con un caso irrisolto impresso nella sua mente: l'omicidio di una donna. Ora Bosch riprende a indagare sulla scia di nuove rivelazioni e il desiderio di ...continua

    Harry Bosch è un detective in pensione con un caso irrisolto impresso nella sua mente: l'omicidio di una donna. Ora Bosch riprende a indagare sulla scia di nuove rivelazioni e il desiderio di risolvere il caso che coinvolge un furto di denaro, una agente della FBI scomparsa e una sparatoria contro due detectives. Sulle orme delle vecchie indagini, Bosch si scontrerà con FBI e interessi di stato fino a sciogliere l'intricata matassa in cui si sono ingarbugliate le vite dei diversi personaggi. Michael Connelly narra la storia dal punto di vista di Bosch con uno stile discorsivo che certamente coinvolge ma alcune volte divaga. L'intrigo è ben costruito ma ciò che alla fine sorprende non è la soluzione logica ma la soluzione fisica che vede Bosch lottare per la sua vita in un agguato mortale. Il libro incanta ma solo fino a un certo punto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il detective Harry Bosch ha lasciato la polizia di Los Angeles dopo ventotto anni. Ma la ricerca della verità è per lui un'ossessione che gli impedisce di trovare pace. Questa volta il suo incubo ...continua

    Il detective Harry Bosch ha lasciato la polizia di Los Angeles dopo ventotto anni. Ma la ricerca della verità è per lui un'ossessione che gli impedisce di trovare pace. Questa volta il suo incubo ha il volto di Angela Benton, strangolata quattro anni prima. La vittima lavorava accanto a un famoso produttore di Hollywood e a Las Vegas Bosch rischia il tutto per tutto per incastrare i colpevoli. Michael Connelly, è bravissimo a creare la giusta suspence nei suoi thriller e portare il lettore ad essere convinto di aver scoperto l'assassino, per poi vedersi quasi sempre smentire dalla soluzione finale. Questo romanzo non fa eccezione. Storia ben scritta e strutturata, un caso che viene riaperto e a poco a poco i pezzi del puzzle vanno al loro posto portando al finale inaspettato.

    ha scritto il 

  • 3

    Almost Bosch - 16 giu 13

    Appena ci si adagio sugli allori, pensando di aver capito Connelly ed il suo modo di scrivere, ed appena si inizia a leggere un nuovo romanzo, pensando di entrare in modo tranquillo nel mondo ...continua

    Appena ci si adagio sugli allori, pensando di aver capito Connelly ed il suo modo di scrivere, ed appena si inizia a leggere un nuovo romanzo, pensando di entrare in modo tranquillo nel mondo californiano di Harry Bosch … ecco che ci ritroviamo in una dimensione diversa da quella che ci si aspettava. Mi aspettavo di tornare alla Divisione Rapine e Omicidi di Hollywood, con la squadra di Bosch, soprattutto la simpatica Kiz, e di addentrarci in un nuovo caso che avrebbe messo alla fru-sta Harry e la piramide poliziesca. Invece… cominciamo che Connelly ci comunica che Bosch si è dimesso. Fuori dalla polizia, dopo 28 anni di lotte. Fuori senza quasi salutare, tanto che i “vecchi” amici non se lo filano più. Ma Bosch ha sempre qualcosa dentro, quel senso verso la giustizia che lo aveva sorretto in tutte le traversie. E, cosa per me fondamentale, uno sviscerato amore per la musica (imperdibili le prime pagine con Art Pepper al clarinetto), tanto che si mette anche a stu-diare il sassofono. Tutto poi gli serve per tornare a pensare a quanto non è riuscito a concludere. Ed è la morte di una certa Angela Benton che gli rimane nella testa. Con tutto il contorno che non si era riuscito a “dirimere”. La Benton è assistente di produzione in uno studio di cinema. Uccisa forse per motivi sessuali. Bosch va sul set, dove assiste ad una rapina con sparatoria. Era un film thriller, ed il regista voleva soldi veri per una rapina. Ovvio che la rapina c’è davvero. Muore il responsabile della sicurezza della banca, e viene ferito l’assistente bancario. Ed i soldi spariscono. L’inchiesta sulla rapina viene affidata a due poliziotti, che dieci mesi dopo vengono falciati durante una rapina. Uno muore l’altro rimane paraplegico. Bosch comincia a studiare il caso. E subito i suoi ex cercano di bloccarlo con le buone. Va dal paraplegico, che gli fornisce informazioni a pezzi. Ma scopre che un’agente della sezione informatica, Lily Gessler, li aveva avvertiti di anomalie nei numeri di serie delle banconote rubate. Bosch cerca la Gessler, e scopre che è scomparsa, pochi giorni prima che i due poliziotti venissero falcidiati. E scopre che la Gessler era la donna di Roy Lindell (un FBI che avevamo trovato quattro storie fa, rimasto in amicizia con Bosch). Per soprammercato, una delle banconote viene rinvenuta in una valigia che un terrorista filo-arabo cerca di trafugare in Messico. D’altra parte siamo nel post-2001, ed il terrorismo ci sguazza bene. Quindi, benché non più poliziotto, e solo con una licenza da detective, ed avendo sempre tutti contro (d’altronde c’è abituato), il nostro continua ad indagare. E visto che siamo in clima di revival, prima ritrova Janis, un tempo pubblico ministero con cui aveva risolto un caso, ed ora avvocato, che lo “protegge”. Poi ritrova addirittura la mitica Eleanor, l’unica donna che lui ha amato, il suo unico proiettile (vedi la citazione sotto). Sta ancora a Las Vegas, si guadagna la vita giocando a carte, e si comporta in modo misterioso, un po’ sfuggendo, un po’ cercando Harry. Ma questa è una storia diversa, una storia d’amore che (forse) vedremo sviluppata in altre storie (questa è la nona storia di Bosch e mi risulta sia arrivato alla 18^). Invece, con tutti contro (polizia, FBI, amici, e chi più ne ha…), Bosch si spulcia tutti gli incartamenti. E trova un bandolo. Trova un filo che lega la morte della Benton, la rapina sul set, la scomparsa della Gessler, la sparatoria contro i due poliziotti. Nel solito finale un po’ troppo “catartico” tutti (o molti) nodi vengono al pettine. I cattivi trovano il fio delle loro colpe. Bosch dovrà accettare dei compromessi (in fondo, ormai è solo un detective protetto solo da un avvocato). Ma la costruzione è degna, le forze dell’ordine fanno la loro solita cattiva figura (non a caso, Connelly cita spesso anche il caso Rodney King), e Bosch prende un volo per il Nevada… In-somma, bella storia, bel ritmo, e buona l’idea di complicarci la vita. Vedremo che cosa ti inventerai d’altro, caro Connelly. “Era una donna sola, in cerca di affetto. Per me andava bene. Siamo tutti così” (75) “Avevo dato a qualcuno delle speranze che dentro di me sapevo benissimo di non poter mantene-re. Era un errore, anche se si basava su delle buone intenzioni.” (77) “Io credo nella teoria dell’unico proiettile. Ci si può innamorare molte volte, ma c’è un unico pro-iettile con inciso un nome. E se sei abbastanza fortunato da venire colpito da quell’unico proiettile, puoi star certo che la ferita non guarirà più. … Nel cuore le cose non finiscono mai.” (119)

    ha scritto il 

  • 3

    Non capisco perchè sia scritto improvvisamente in prima persona dopo otto romanzi in terza persona, non capisco perchè abbia lasciato la polizia se poi continua a fare il poliziotto, non capisco il ...continua

    Non capisco perchè sia scritto improvvisamente in prima persona dopo otto romanzi in terza persona, non capisco perchè abbia lasciato la polizia se poi continua a fare il poliziotto, non capisco il senso della trama e non capisco perchè debba sempre esserci di mezzo un agente corrotto. Però il finale è commovente.

    ha scritto il 

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