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Lamento di Portnoy

By Philip Roth

(150)

| Others | 9788835510284

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Book Description

Lamento di Portnoy, l'opera più famosa e più fortunata di Philip Roth, suscitòclamore e scandalo quando fu pubblicata nel 1967. Il romanzo vive ancora ogginei tratti indimenticabili del suo protagonista eponimo, Alexander Portnoy Continue

Lamento di Portnoy, l'opera più famosa e più fortunata di Philip Roth, suscitòclamore e scandalo quando fu pubblicata nel 1967. Il romanzo vive ancora ogginei tratti indimenticabili del suo protagonista eponimo, Alexander Portnoy,maratoneta del sesso vissuto come ossessione, fantasia sfrenata, principio diautocoscienza, in una mistura ambigua di sensi di colpa e inconfessabilipulsioni. E' così che Portnoy, lungo l'arduo itinerario del "lamento" reso alproprio psicanalista, realizza una convincente metafora della moderna condizione umana: problematica e grottesca, segnata da spunti di irresistibile,spudorata comicità.

481 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    “questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica” (Alexander Portnoy)

    Archetipo del protagonista di tutti i romanzi di Philip Roth, Alex Portnoy domina fin dal titolo l’intero libro, che non presenta una storia lineare nè uno sviluppo temporalmente coerente né una forma narrativamente levigata e compiaciuta: è un’invet ...(continue)

    Archetipo del protagonista di tutti i romanzi di Philip Roth, Alex Portnoy domina fin dal titolo l’intero libro, che non presenta una storia lineare nè uno sviluppo temporalmente coerente né una forma narrativamente levigata e compiaciuta: è un’invettiva, uno sfogo, una confessione davanti all’immaginiamo esterrefatto psichiatra, un vero e proprio “Lamento” che travolge ogni resistenza razionale nell’interlocutore e nel lettore.

    Nel corso della carriera di Roth ci sono opere successive ben più compiute, perfette dal punto di vista letterario, puntuali nella descrizione dei luoghi, degli ambienti e dei personaggi e nel susseguirsi degli eventi, ma in nessuna di esse l’autore ha saputo (o voluto) riversare altrettanta foga e passione, dalla prima parola all’ultima, scatenando, quando il “Lamento” piombò sulla scena letteraria americana, un putiferio nel mondo accademico, nella comunità ebraica, nella sua stessa famiglia (e probabilmente anche dentro di lui).

    E se a distanza di mezzo secolo l’effetto è ancora così integralmente vivo e pulsante, è segno (oltre che di un talento già sviluppato a 35 anni, sebbene destinato a occuparne altri 40) di quanta parte di sé Roth seppe infondere in queste pagine senza pudore, senza pietà per sé stesso e per i suoi genitori, senza remora per la religione, non solo la sua religione ebraica, ma qualunque religione, il concetto stesso di religione o di un Dio cui rivolgersi.

    Ha poco senso estrapolare dal nucleo rovente di questo libro le sue più forti componenti, il sesso naturamente, le figure della madre modello di tutte le madri ebree, invadenti, possessive, appassionate e castratrici, che percorrono il cinema, il teatro e la narrativa americana recente, del padre e degli altri componenti della famiglia, gli zii infiniti che a loro volta compaiono in varie forme nella bibliografia di Roth, le donne, connotate in modo preciso e spietato (la Scimmia, il Melone, il Tenente) oppure assunte a genere a sé stante (le shikses): ha poco senso perché tutto è mescolato in questo diluvio di sensazioni e sentimenti, che suscita commozione e rabbia, riso e malinconia, indignazione e complicità. In due parole, la vita…

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    Ubik said on Jul 21, 2014 | 2 feedbacks

  • 7 people find this helpful

    Avere più di 40 anni e non sentirli! Non io, il romanzo di Roth!!
    Leggere il lungo monologo di Alex Portnoy è stata una rivelazione ed insieme una conferma del genio narrativo di quest’uomo.
    Roth ha pubblicato nel 1969 questo romanzo assolutamente p ...(continue)

    Avere più di 40 anni e non sentirli! Non io, il romanzo di Roth!!
    Leggere il lungo monologo di Alex Portnoy è stata una rivelazione ed insieme una conferma del genio narrativo di quest’uomo.
    Roth ha pubblicato nel 1969 questo romanzo assolutamente perfetto e continua a trovare stimoli per scrivere ancora oggi, a distanza di quattro decenni, libri mai meno che eccellenti… che aspettano a dargli il Nobel per la letteratura?!

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    Mara said on Jul 15, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Malinconie ebraiche

    Il monologo ovvero il lamento, ovvero l'esistenza di Alexander Portnoy, uomo tormentato da desideri che ripugnano la coscienza e da una coscienza che ripugna i desideri. "Sbirciate attraverso l'oblò e guardateci qui, ammassati contro le paratie nelle ...(continue)

    Il monologo ovvero il lamento, ovvero l'esistenza di Alexander Portnoy, uomo tormentato da desideri che ripugnano la coscienza e da una coscienza che ripugna i desideri. "Sbirciate attraverso l'oblò e guardateci qui, ammassati contro le paratie nelle nostre cuccette, gementi e lamentosi di autocompassione, tristi figli lacrimosi di genitori ebrei, stravolti dal rollio in questo mare di colpa". Un grido autoironico e dissacrante, un inno alla libertà dell'individuo e alla libertà di pensiero, un inno alla liberazione da dogmi, preconcetti, formalismi e bigottismi:
    !«Io disprezzo gli ebrei per la loro ristrettezza mentale. Per l'ostentazione della loro rettitudine […] ma quando si tratta di pacchianeria e ostentazione, di credenze che farebbero vergognare persino un gorilla, è praticamente impossibile raggiungere i livelli dei goyim (i non ebrei n.d.r.). Che razza di rincoglioniti da quattro soldi sono costoro per adorare un tizio che, primo, non è mai esistito e, secondo, se è esistito, a giudicare da quel quadro era senza dubbio La Checca della Palestina»
    Il linguaggio volutamente forte,secco ed esplicito (tipico di roth) che ha reso celebre il libro è in qualche modo necessario: esso trasmette infatti tutta la rabbia e la frustrazione sociale del protagonista, la sua disapprovazione verso le imposizioni, e quì non manca anche una critica alla società capitalista americana, che soffoca l'individuo. Capolavoro da leggere tutto d'un fiato anche per lo stile ipnotico dello scrittore americano. Buona lettura ;)

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    Ivan Ciolli said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    monologo ironico, dissacrante, erotico - ed è solo l'inizio...

    Doveri e pulsioni di un (giovane) 33enne.
    Non ci sarebbe niente si speciale se non fosse che qui si tratta di un ebreo newyorkese: ecco l’ossimoro, il conflitto, lo scontro: la rigida educazione ebraica contro la vita newyorkese di un giovane (anche ...(continue)

    Doveri e pulsioni di un (giovane) 33enne.
    Non ci sarebbe niente si speciale se non fosse che qui si tratta di un ebreo newyorkese: ecco l’ossimoro, il conflitto, lo scontro: la rigida educazione ebraica contro la vita newyorkese di un giovane (anche di successo, con annessi e connessi) – nell’america degli ultimi anni ’60. Nevrotico, erotomane ("Seghe" e "Figomania" s’intitolano due capitoli, per capirsi), mammone e continuamente stritolato tra le proprie tradizioni ebraiche ed il vivace mondo esterno (popolato quasi interamente da ragazze goym, manco a dirlo tutte da concupire, quasi che possederle fosse l’unico modo per penetrare il loro mondo wasp, farne parte – od almeno venirne accettato, tollerato).
    Alex Portnoy tritura tutto: convenzioni, religione, affetto filiale, morale, amore, tutto.

    Per goder appieno di questo libro sono indispensabili: ironia, senso del ridicolo, sarcasmo.
    Basta? No. Meglio se si conosce un po’ di autori di matrice ebraica – ma non è fondamentale, diciamo che si apprezzano di più alcuni contrasti.
    Comunque, erotismo adolescenziale a parte, il libro introduce anche i vari contrasti culturali all’epoca presenti (ricordo, il libro esce nel 1967!) tra cui: genitori/figli, ebrei/non-ebrei, rituali (tradizione)/modernità.
    Insomma, vari piani di lettura, dal più semplice ai più complicati: ognuno scelga il suo, sono tutti godibili!
    (N.B. esser (stati) maschi adolescenti, aiuta, in effetti)

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    fortebraccio said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho adorato.

    Arguto,intelligente e irresistibilmente dissacrante.
    Capace di suscitare riflessioni amare e insopprimibili risate.

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    Silviakirsche said on Jun 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    ...avessi letto questo libro a 20 anni...

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    effebi said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

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