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L'amore è una budella gentile

By Aldo Busi

(76)

| Others | 9788804433309

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    Grazie all'entusiasmo di un vicino anobiano (leggi Coda) ho ripreso a leggere Busi. L'ho ritrovato come lo ricordavo: piacevole, bella scrittura, ironico, divertente, una personalità nuova, sempre nuova grazie a istrionismo e genio.
    Già dal titolo mi ...(continue)

    Grazie all'entusiasmo di un vicino anobiano (leggi Coda) ho ripreso a leggere Busi. L'ho ritrovato come lo ricordavo: piacevole, bella scrittura, ironico, divertente, una personalità nuova, sempre nuova grazie a istrionismo e genio.
    Già dal titolo mi aspettavo un colpo d'ali ( e qui vi anticipo l'aneddoto), come quello che D'Annunzio donò ad Amalia Liana Negretti Odescalchi Cambiasi in una dedica, trasformandola in LIALA.
    Dopo le varie Edma, Desirèe, Marina, Alba, Ninì, Pierina, Beba e Orca d'Oro, tutte le ragazze nel bar della sua adolescenza (ricordate con la nostalgia e la tenerezza dei tempi che furono e cambiarono), ecco che ritroviamo Aldo nel salottino di casa Cambiasi, per un'intervista alla scrittrice di quei lievi libri color rosa-pudico, gli stessi che le 'sue' ragazze leggevano al bar Fiat, prima dei loro incontri con gli avieri del campo di Ghedi, vicino Montichiari.
    Semovente vecchina, quasi imbalsamata in una poltrona, Liala accoglie Busi per quell''omooone' che non è, non riconoscendolo in effetti come il Busi-uomo che è ancora oggi, con la sua arguzia di osservatore oltre che di provocatore di anime e di animi.
    Non credo lo riconoscano nemmeno la figlia-fotocopia-lialesca dall'improbabile nome 'Primavera' e Tilla, la fedele cameriera-restauratrice di un mausoleo vivente di ricordi.
    Busi intervista Liala con rispetto certo, evidenziando comunque come gli innumerevoli suoi romanzi, dai leggiadri titoli, siano tutti la coazione a ripetere immaginaria di un'unica storia d'amore, l'ultima della donna Liala, prima che la sua personalissima elaborazione del lutto la trasformasse nel personaggio e nella scrittrice Liala.
    E qui l'arguzia, la furbizia, la dolcezza, l'intelligenza ma anche e ancora una volta la tenerezza dell'ammiccante Busi, mi lascia senza fiato e mi fa sorridere dubbiosa: davvero-davvero si sono incontrati questi due?!
    Non me lo domanderò più, ben sapendo che non solo 'l'amore', ma anche la fantasia di un bravissimo scrittore potrebbe essere 'una budella gentile'.

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    Ros69 said on Jan 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia delle lettrici rimaste a terra perché si sono troppo attardate in una gabbietta che chiamarla voliera non è che cambia granché.

    D'Annunzio ha dato un'ala a Liala e Liala nei suoi romanzi non ha dato che piume d'oca alle sue lettrici. Busi invece spenna tutti.

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    Coda said on Oct 7, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    C'era una volta....

    C'era una volta, piu' o meno nel dopoguerra, una città nella cui periferia c'era una fabbrica. Nelle adiacenze della fabbrica c'erano radi palazzi, campi incolti o coltivati e un piccolo bar. Il padrone del Bar era un attempato signore, che pazientem ...(continue)

    C'era una volta, piu' o meno nel dopoguerra, una città nella cui periferia c'era una fabbrica. Nelle adiacenze della fabbrica c'erano radi palazzi, campi incolti o coltivati e un piccolo bar. Il padrone del Bar era un attempato signore, che pazientemente serviva caffè corretti e liquori ai suoi avventori, filosofi della domenica diremmo oggi, che tutti i giorni lavoravano in fabbrica e alla sera all'uscita dal lavoro o la domenica usavano andarsi a fare 4 chiacchiere al bar. Il proprietario del bar aveva un figlio e come si usava quel tempo e delle volte avviene anche oggi, anche lui doveva dare una mano. Cosi' fu che la sua comitiva di amici del nostro protagonista prese come riferimento stabile proprio quel bar.
    Sempre nel medesimo periodo, e anche prima a dirla proprio tutta, c'era una volta una donna minuta e che sembrava quasi sul punto di spezzarsi, ma che aveva (come molte donne) una volontà ferrea e un carattere unico, che fece sognare e sospirare le donne dell'Italia intera per generazioni e generazioni formando con la sua nutrita produzione di libri una vera e propria *fabbrica del genere romantico*. Donna schiva per natura, aveva avuto un solo vero amore, che però era morto in battaglia e, nonostante fosse sposata, l'amante per lei divenne tale ossessione da ritirarsi in evidente lutto, anche davanti al marito, a vita privata (quando egli morì) e ad avere come unico contatto col mondo i propri scritti.

    Unico punto di congiunzione di queste due fiabe? Aldo Busi. Suona strano? Anche a me. Però posso dire che questa lettura non puo' mancare a nessuno. Non e' un romanzo alla Liala e nemmeno un galateo e neanche una autobiografia. C'e' un po' di tutto e un po' di nulla ma e' decisamente divertente. C'e' quella grande speranza che aleggiava nel dopoguerra di cambiamento e di nuove opportunità, ci sono i giovani di allora che, come avviene oggi, arrivano ad un punto della loro vita in cui diventano grandi. Ecco, il diventare grande in questo caso non significa divenire maggiorenni. Significa arrivare ad avere la consapevolezza che sei uno spartiacque e che volente o nolente, con amici o no tu appartieni ad una categoria in cui tu sei inserito per nascita ma della quale cui hai percezione solo quando delinei il tuo futuro. "La generazione". Appartenere ad una generazione, significa non essere antiquati e non avere le idee così stantie delle generazioni che ci precedono ed essere in ritardo e vetusti per quelle che ci seguono. Ed e' qui che questo piccolo romanzo ha il suo apice, nel "confronto generazionale".

    Le donne del famoso gruppo del baretto, hanno tutte letto Liala e come molte donne dell'epoca sognano di sposarsi con un uomo che le mantenga e che con loro crei un mondo chiamato famiglia. L'amore lo puoi trovare o no, ma non e' una questione di volontà ma solo di fortuna. E' come trovare un ago in un pagliaio. Sia per una donna, figuriamoci nel dopoguerra per un uomo gay. E comunque il tempo scorre e dal dopoguerra ci ritroviamo negli anni '80. Busi non fa piu' il barista, ma il giornalista. E' quello irriverente, quello strano, che dice cose fin troppo dirette. Ma vuole, e anche fortemente, conoscere e intervistare la famosa donnina tanto fragile quanto forte e alla fine riesce ad essere ricevuto da Liala. La seconda parte di questo libro e' proprio dedicata a questo, l'intervista che rappresenta il confronto di due generazioni fra loro distanti, 50 anni, che si confrontano con i modi e linguaggi che appartengono alla loro quotidianità. Quella di Liala, legata ai suoi libri e quella di Busi legata all'irriverenza. Ne esce fuori un dialogo serrato e divertentissimo fatto di chiacchiere da salotto, parole volutamente non comprese e risatine o civettuoli stupori. Per Busi significa scoprire la donna che ha fatto sospirare, e ancora lo fa, tante donne e in particolare le sue amiche e per Liala invece e' un ottimo diversivo nei pomeriggi di una vita che ha volutamente chiuso fuori il suo mondo.

    Quello che troverete in questo libretto ristampato da poco da Mondadori e' proprio questo e nulla più. Sono quelle storie che ti prendono perché non hanno la pretesa di essere più di quel che sono ma che al contempo sanno che rimarranno lì nel tempo. E se mai, dopo aver letto questo libro, vi capiterà di sentire dire"L'amore e' una budella gentile", anche se il vostro incontro con questo piccolo cameo e' lontano nel tempo, potreste trovarvi comunque a sorridere.
    Che dire di più, io l'ho adorato!

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    colette72 said on Mar 17, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    ma perché!

    "Se le donne si decidessero una volta per sempre a porre tutte indistinamente le loro energie nell'amore civile, allora anche l'amore intimo e intrinseco degli uomini sarebbe costretto a cambiare: in meglio. Sarebbe un altro tipo di sogno, a occhi ap ...(continue)

    "Se le donne si decidessero una volta per sempre a porre tutte indistinamente le loro energie nell'amore civile, allora anche l'amore intimo e intrinseco degli uomini sarebbe costretto a cambiare: in meglio. Sarebbe un altro tipo di sogno, a occhi aperti ma coi piedi per terra, forse addirittura più bello e più gambe all'aria - meno irrelato. Ma nessuno vuole sognarlo. Ma perché? Ma perché!"

    aldo busi descrive le donne con una semplicità disarmante, ancora una volta. con gli occhi di liala, scrittrice commercialissima per donne conservatrici (ma perché!). due spiriti ottocenteschi, busi e liala: ma mille volte meglio loro - e allora capisci perché l'isola dei famosi - che gli scrittorucoli (odierni?) che vivono - questi sì - d'immagine: di rendita.

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    marcomc said on Apr 27, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Strano libro, diviso in due parti nettamente distinte. Nel primi si rievoca un periodo della vita dell'autore (non giurerei sulla storicità della storia, ma l'ambientazione è assolutamente verosimile).
    La seconda parte è un'intervista a Liala.
    Filo ...(continue)

    Strano libro, diviso in due parti nettamente distinte. Nel primi si rievoca un periodo della vita dell'autore (non giurerei sulla storicità della storia, ma l'ambientazione è assolutamente verosimile).
    La seconda parte è un'intervista a Liala.
    Filo conduttore: gli aviatori.

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    Gioagn said on Mar 24, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    aldo e amalia

    Aldo Busi, un giornalista alto alto e gay gay, un omaccione dal cuore istericamente femminile insomma, incontra Amalia Negretti Odescalchi, anzi Liala, una vecchina magra magra e con i capelli di neve.
    Liala, checchè se ne dica, è stata una pers ...(continue)

    Aldo Busi, un giornalista alto alto e gay gay, un omaccione dal cuore istericamente femminile insomma, incontra Amalia Negretti Odescalchi, anzi Liala, una vecchina magra magra e con i capelli di neve.
    Liala, checchè se ne dica, è stata una persona affascinante. Con una vita affascinante (vissuta per metà tra storie che non esistevano). E Busi, quando non la maltratta, è davvero uno spasso.
    In questo libriccino sono raccolti con tanta ironia e disincato tutti quegli stereotipi che le donne hanno amato e amano nei romanzi rosa, di cui Liala e la più grande rappresentatrice italiana.
    Attenzione: disprezzare ciò che non si conosce per sentito dire porta all'ignoranza. I delatori di Liala dovrebbero ricordarselo...

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    Giulia said on Jun 29, 2009 | 1 feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8804433302
  • ISBN-13: 9788804433309
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 1997-01-01
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