In un oscuro regno del petrolio un’archeologa scompare senza lasciare traccia. La polizia che indaga si chiede se fosse una ribelle o una donna dalla dubbia morale, in un paese nel quale nessuna donna ha mai osato abbandonare casa e marito, disobbedendo alle regole. Quando finalmente riappare lasciaContinue
In un oscuro regno del petrolio un’archeologa scompare senza lasciare traccia. La polizia che indaga si chiede se fosse una ribelle o una donna dalla dubbia morale, in un paese nel quale nessuna donna ha mai osato abbandonare casa e marito, disobbedendo alle regole. Quando finalmente riappare lascia il marito per stare con un altro uomo… Una storia d’amore intrigante e insospettabile, densa di mistero. Un’educazione sentimentale e un viaggio di autocoscienza di una donna araba in un paese autoritario. Un uomo può uscire e non tornare per sette anni e solo dopo quella data la donna può chiedere il divorzio. Mentre per una donna una sola notte è sufficiente per lanciare l’allarme e gridare allo scandalo. Nella mente della donna le immagini si confondono, in un dormiveglia angosciante che non trova mai riposo, in cui le diverse figure maschili di cui è popolato il romanzo si fondono delineando un’unica figura maschile che identifica l’uomo. Uomo, verso il quale la donna prova un continuo senso di attrazione e repulsione. Uomo da cui la donna è schiacciata come se fosse oppressa dal petrolio, un liquido nero infestante, viscoso, appiccicoso che con le sue particelle nere avvolge cose e persone, e nel cui fluido rimane incastrata, e non riesce a fuggire. Uno stile allucinato e visionario conduce il lettore in questo viaggio onirico e reale in un paese autoritario, una monarchia del petrolio che pur non essendo identificata emana dei chiari riferimenti, il petrolio in generale ci riconduce all’Arabia Saudita, il riferimento a un fiume e i continui rimandi alle statue delle divinità egizie riconducono alla terra d’origine della scrittrice. Una terra in cui la donna è sottomessa e può essere tranquillamente sostituita da una macchina tuttofare, in grado di cucinare, pulire, scrivere… la donna equiparata a strumento, funzionale, ma senza diritti né sentimenti, quindi intercambiabile. L’ambientazione potrebbe quindi essere l’Egitto come qualsiasi altro paese. Un libro denso di metafore e continue allusioni alla rappresentazione della donna… sottomessa, asservita, oppressa dall’uomo che ha cercato di negare con gli anni il valore storico della donna. L’incessante ricerca delle dee fatta dalla protagonista indica la ricerca interiore, di sé stessa, un sé che l’uomo vuole negare. È il suo corpo quello che sta cercando, non il corpo di antiche statue, il suo corpo che è sottoterra perché non è più suo in quanto percepito solo come vuoto strumento. Alcuni suoi romanzi, tra cui L’amore ai tempi del petrolio, sono stati banditi e censurati dalla massima istituzione religiosa egiziana, Al Azhar, che ne ha ordinato il ritiro da tutte le librerie egiziane.