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L'amuleto di Samarcanda

Trilogia di Bartimeus Vol. 1

By Jonathan Stroud

(290)

| Hardcover

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Book Description

Il millenario jinn Bartimeus viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. La sua missione è tra le più difficili e pericolose: rubare il prezioso Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, mago senza scrupoli e membro de Continue

Il millenario jinn Bartimeus viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. La sua missione è tra le più difficili e pericolose: rubare il prezioso Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, mago senza scrupoli e membro del Parlamento. Ma il vero problema è che a chiamarlo è stato un ragazzetto di dodici anni, che non sembra affatto in grado di governarlo...
Jonathan Stroud crea una Londra alternativa, in cui si mescolano atmosfere dickensiane e personaggi da mille e una notte. Un mondo apparentemente molto diverso dal nostro, ma agitato dagli stessi intrighi e dalle stesse brame, prima tra tutte quella per il potere. Un potere solo apparente, poiché ottenuto grazie a forze che non vedono l'ora di ribellarsi a chi le ha assoggettate, geniale metafora delle umane ambizioni. Ricercato, ricco di suspense, sapientemente costruito e divertentissimo, L’Amuleto di Samarcanda è un capolavoro della fantasy: sovverte brillantemente le regole, presentandoci un mondo magico 'al negativo', dove gli umani – generalmente meschini, invidiosi e senza scrupoli – sono contrapposti agli spiriti ben più potenti, ingegnosi e astuti di loro.

"Stroud capovolge il tradizionale intreccio delle storie di apprendisti stregoni, dove un ragazzo cerca di eseguire da solo le magie del suo maestro. Ma il tocco davvero originale è come l’autore alterna la storia di Nathaniel con il racconto in prima persona dell’irascibile jinn... Se conoscete ragazzi tra i dieci e i tredici anni, regalate loro L’Amuleto di Samarcanda: chiederanno di avere in dono il seguito. Detto questo, io stessa non vedo l’ora di leggerlo."
Diana Wynne Jones

"Una lettura strepitosa, assolutamente inventiva, ricca di colpi di scena."
The Bookseller

"Uno dei libri più fantasiosi e originali di quest’anno."
The Sunday Times

"Il ritmo è indiavolato, la Londra alternativa è sapientemente costruita..., l’intreccio si avvince ingegnosamente attorno a un complotto. Ma ciò che fa la riuscita di questo Amuleto è l’umorismo di Bartimeus e l’irresistibile ironia dei suoi commenti. Il risultato è un romanzo potente e sapido, in cui le note a piè di pagina sono il contorno più gustoso."
Le Monde

275 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Finalmente!

    Finalmente qualcosa targato "fantasy" che valga la pena di leggere!

    Ultimamente tutti i libri del genere erano nient' altro che scopiazzature di filoni già esistenti, o insane derivazioni del vampiro sbrilluccicante.
    Demoralizzante - e disgustoso ne ...(continue)

    Finalmente qualcosa targato "fantasy" che valga la pena di leggere!

    Ultimamente tutti i libri del genere erano nient' altro che scopiazzature di filoni già esistenti, o insane derivazioni del vampiro sbrilluccicante.
    Demoralizzante - e disgustoso nel secondo caso.

    Ma con Bartimeus eccoci di nuovo a gioire del termine!
    E' una storia brillante, non si può definire altrimenti. Il mondo alla rovescia conta altri esperimenti, ma pochi così ben riusciti come questo!
    Qui la magia è negativa - tutta - i maghi sono i cattivi - pressocché tutti - ed i protagonisti sono i demoni.
    O meglio, un demone.

    Bartimeus è sagace, divertente, ironico, e quasi romantico, in un certo qual modo.
    Se ne seguono divertiti le disavventure, e percepiamo i suoi sentimenti con una chiarezza davvero immedesimante.

    La trama in sè non ha nulla di particolare, a dire il vero, perchè segue sviluppi piuttosto logici. Ma è tutto ciò che vi ruota intorno a dare al libro una vera distinzione.

    Devo dire che sin dalle prime pagine mi ha ricordato Diana Wynne Jones, per il modo di raccontare, e per come ogni dettaglio di fantasia sia in realtà molto ben studiato e coerente.
    Sono sicura già da ora che rimarrà una delle mie letture preferite: non ho neanche finito questo, che sono corsa a procurarmi i restanti volumi della saga.
    E credetemi, non succede spesso.

    Sono già impaziente d' iniziare il secondo.

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    Bastet said on May 21, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Originale!

    Un romanzo scorrevole, leggero e originale. Finalmente una ventata di novità nel genere fantasy. Consigliato a chi è stanco dei classici clichè e dei soliti scenari! Spero che i seguenti libri della trilogia siano all'altezza...

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    Dragon said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    che dire di questo primo libro della saga, solo che l'ho amato dalla prima pagina fino all'ultima.
    se mi chiedessero quale sia il mio personaggio preferito in assoluto tra tutti i libri che abbia mai letto, la risposta sarebbe facile... è il jinn Ba ...(continue)

    che dire di questo primo libro della saga, solo che l'ho amato dalla prima pagina fino all'ultima.
    se mi chiedessero quale sia il mio personaggio preferito in assoluto tra tutti i libri che abbia mai letto, la risposta sarebbe facile... è il jinn Bartimeus! è la cosa che più mi ha spinto a proseguire la lettura; le battute divertenti e leggere, i suoi modi di fare e il suo carattere così particolare.
    è una lettura che consiglio assolutamente!

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    Lupacchiotta96 said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    dopo aver letto la saga di harry potter non e' facile confrontare questo primo episodio di un altra saga che sebbene piu corta e meno ambiziosa hai dei lati in comune . vedi la magia , e il protagonista .
    sicuramente divertente molto improntata all a ...(continue)

    dopo aver letto la saga di harry potter non e' facile confrontare questo primo episodio di un altra saga che sebbene piu corta e meno ambiziosa hai dei lati in comune . vedi la magia , e il protagonista .
    sicuramente divertente molto improntata all azione , forse troppo..questo e' il suo magior difetto secondo me' che la rende ...diciamo troppo fumettistica, ..quindi meno,,,adulta diciamo speriamo meglio i prossimi due capitoli che ho gia provveduto a prendere

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    marco said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Rospi smeraldini, vipere cornute e burropardi

    Libro ricevuto da mia figlia in dono e da me temporaneamente requisito "solo per un'occhiatina"... invece poi me lo sono letto tutto.

    I personaggi sono tanti ma la star, va da sé, è solo una: il jinn che dà il nome alla trilogia e che oscura totalme ...(continue)

    Libro ricevuto da mia figlia in dono e da me temporaneamente requisito "solo per un'occhiatina"... invece poi me lo sono letto tutto.

    I personaggi sono tanti ma la star, va da sé, è solo una: il jinn che dà il nome alla trilogia e che oscura totalmente il secondo protagonista, l'apprendista mago, purtroppo antipaticuccio perchè educato da un mago discretamente dotato di poteri ma veramente scarso di cuore e di valori.

    Meschinità, cattiveria, ambizione, tendenza al complottismo e ai giochi di potere, arroganza, servilismo verso i più potenti: le peggiori caratteristiche umane in questo libro ce le hanno i maghi, nessuno escluso, e servono ad esaltare la simpatica perfidia dell'irriverente Bartimeus.

    Bella storia, ci si tirerebbe fuori un bel film stile Harry Potter...e le note a pié di pagina di Bartimeus sono una trovata esilarante.

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    Sabri ☼ said on Apr 14, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2013/12/lamuleto…

    Questo è davvero l’anno delle riletture. Complice la ripubblicazione in edizione economica di questa serie che ho adorato (grazie ad Alaisse per avermela fatta scoprire a ...(continue)

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2013/12/lamuleto…

    Questo è davvero l’anno delle riletture. Complice la ripubblicazione in edizione economica di questa serie che ho adorato (grazie ad Alaisse per avermela fatta scoprire a suo tempo), ho deciso di comprarlo e rituffarmi nel mondo di Jonathan Stroud. È piaciuto persino a mia madre, che non ama particolarmente questo genere.

    La Londra in cui è ambientato il romanzo è del tutto simile alla nostra, con la sola differenza che al governo ci sono i maghi, mentre i comuni sono ben poco considerati.
    La magia non è intesa come forza sovrannaturale presente innata negli esseri umani, che invece ne sono privi, ma risiede nel potere dei demoni, i quali vengono evocati dai maghi per poterli sfruttare nei modi più svariati. Ne esistono vari tipi, dai meno potenti come gli imp e i foliot, a quelli di medio livello come i jinn, fino alle forme più pericolose, gli afrit e i marid.
    Ovviamente, non sono molto contenti dello sfruttamento a cui sono sottoposti, perché non solo sono alla mercé del mago di turno, ma è anche una condizione dolorosa stare nel nostro mondo, dato che sono costretti a prendere una forma corporea. Proprio per questo non appena ne hanno la possibilità, non esitano a mettere in ogni modo i bastoni tra le ruote del padrone.
    E Bartimeus ha fatto di questo un'arte, una filosofia di vita, anche se non sempre gli riesce. Si rivela essere un jinn scaltro e intelligente, sebbene non fra i più potenti, il cui intento principale, a ogni convocazione, è sempre tornare il prima possibile nel suo mondo.
    Le vicende iniziano proprio quando viene evocato da Nathaniel, un apprendista mago di undici anni, che gli ordina di trafugare l’Amuleto di Samarcanda dalla casa di un importante mago, Simon Lovelace.
    Questo furto si rivela il principio di una serie di eventi, che costringono Bartimeus a cercare di salvare Nathaniel dalle sue stesse macchinazioni, non per bontà d’animo o fedeltà, ma perché la sua vita è legata a doppio filo a quella dell’apprendista.

    Il romanzo è insolito nell’impianto narrativo, in quanto vi è un’alternanza dei punti di vista di Bartimeus e Nathaniel e in particolare mentre i capitoli del demone sono in prima persona, quelli del ragazzino sono narrati in terza persona. È un espediente efficace e ben gestito.
    In questo modo abbiamo pieno accesso alla mente di Bartimeus e troviamo capitoli in cui l’ironia la fa da padrone. Non solo è lui a narrare le vicende, ma inserisce anche delle note nei punti in cui vuole fornire ulteriori commenti sarcastici spiegazioni.

    Non scattò nessun allarme magico, anche se sbattei cinque volte la testa contro un ciottolo. 1

    1Ogni volta contro un ciottolo diverso, non cinque volte di seguito contro lo stesso ciottolo. Solo per essere precisi. A volte gli esseri umani sono un po’ lenti.

    La voce di Sholto era bassa, calda e tonante; faceva pensare a un riflesso di sole su un legno scurito dal tempo, a barattoli di lucido di cera d’api e a fiasche di buon porto rosso. 6

    6 No? Oh, be’. Ha parlato il poeta che è in me, credo.

    « Il Duca di Westminster l’ha presa a un’asta per una somma considerevole. Dicono…» e si sporse verso di me, abbassando la voce, « … che l’abbia regalata alla moglie: una donna penosamente bruttina. La Cavigliera conferisce grande fascino e bellezza a chi la porta, ed è grazie a essa che Nefertiti ha sedotto il faraone naturalmente. Ma tanto, tu che cosa ne sai di queste cose?»4

    4 Fino a che punto ci si può sbagliare! Sono io che ho consegnato quella Cavigliera a Nefertiti. E vorrei sottolineare che era una bellezza anche prima di infilarsela. (Comunque questi maghi moderni si sbagliavano. La Cavigliera non aumenta la bellezza di una donna; piuttosto, costringe il marito a ubbidire a ogni suo capriccio. Mi chiesi come se la stesse passando il povero vecchio duca).

    Queste note sono spesso alquanto divertenti, come avete potuto osservare, e alcune danno anche ulteriori informazioni sull’universo di Stroud; è in una di queste ad esempio viene spiegata la varietà di demoni esistenti.

    Quelli di Bartimeus sono chiaramente capitoli di parte, in cui il personaggio non esita a esprimere opinioni e sentenze. E questo non fa che renderlo più coinvolgente (e simpatico, per me). Ammetto di essere stata completamente affascinata dal jinn combina guai, per il quale il coraggio è una virtù sopravvalutata e contraria all’istinto di autoconservazione. Molto meglio trovare un piano geniale per sfuggire ai problemi senza combattere e senza danni, con l’ausilio di una parlantina sferzante. Non è tanto un jinn di forza bruta, quanto più d’intelletto.

    I capitoli di Nathaniel si presentano, invece, caratterizzati da un distacco che solo un narratore esterno può dare. Eppure non per questo viene meno la personalità del personaggio. Non esplode dirompente come nel caso di Bartimeus, ma seguiamo lo sviluppo di Nathaniel, la sua crescita e comprendiamo i meccanismi che lo portano ad agire.
    Proprio in questa alternanza lo stile si mostra molto versatile, passando da toni ironici a toni più seri e distaccati. È scorrevole e per nulla ridondante, offre descrizioni particolareggiate ma mai pesanti.

    Sebbene ritenga che il cuore di tutti i romanzi della serie sia Bartimeus (e no, non lo dico solo perché ne sono infatuata), anche Nathaniel è un punto forte del romanzo. Non è il classico protagonista, che impara la magia e matura diventando l’eroe. Non ci sono eroi e cavalieri senza macchia.
    Infatti, nessuno dei due protagonisti è un personaggio positivo.
    Bartimeus, in quanto jinn, ha una vena di malvagità neanche tanto sottile, mentre Nathaniel è un ragazzo orgoglioso, egoista e ambizioso, figlio della società in cui è cresciuto. Disprezza i comuni e, in buona parte, anche i maghi. Vuole il potere e fa tutto ciò che ritiene necessario per ottenerlo, con quali risultati lascio decidere a voi.
    Nathaniel mostrerà di avere ancora una coscienza e un senso di giustizia quasi integri, ma sono chiari anche i limiti imposti dal suo carattere e dall’educazione ricevuta. Il ragazzino conosce molto bene le meschinità della società dei maghi, quel circolo vizioso di adulazione e pugnalate alle spalle. La ricerca del potere è ciò che muove gli animi e non c’è posto per nient’altro.
    Pur sapendolo, Nathaniel è del tutto deciso a entrare a far parte dell’unico mondo che ha sempre conosciuto e a cui anela fin da piccolo.
    È anche questa la bellezza del romanzo. Mettere in scena i difetti dell’essere umano, gli istinti e i desideri meno nobili, e in certi casi rendendoli quasi comici a causa dei commenti di Bartimeus.

    Il rapporto tra il jinn e Nathaniel è divertente: sono il padrone e un servitore recalcitrante, che aiuta il mago solamente per aver salva la vita, ma che gli darebbe volentieri una bella una spinta per buttarlo sotto un autobus. D’altra parte non è che Nathaniel sia più felice di trovare ai suoi ordini Bartimeus, che il più delle volte lo insulta e ritiene sia suo dovere esprimere la propria opinione senza peli sulla lingua, e con estrema costanza.

    Il romanzo è del tutto autoconclusivo, ma se vi piacerà anche solo la metà di quanto l’ho amato io, non potrete fermarvi. Se non altro per vedere cos’altro ha in serbo Bartimeus.
    Questa quadrilogia è un must read per chi ama il fantasy, l’originalità, l’ironia e i personaggi irriverenti.

    Così partii, mollando dietro di me un odore pungente di zolfo. Tanto per lasciare un ricordino.

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    Labellaeilcavaliere said on Jan 5, 2014 | Add your feedback

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