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L'angelo azzurro

By Heinrich Mann

(118)

| Unbound | 9788854113930

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Book Description

Questo romanzo, insieme all'omonimo film del 1930 di Joseph von Sternberg, è diventato motivo di culto per più di una generazione. Il tirannico Raat, professore di un liceo tedesco, strenuo difensore dell'ordine costituito e delle sue ferree leggi, s Continue

Questo romanzo, insieme all'omonimo film del 1930 di Joseph von Sternberg, è diventato motivo di culto per più di una generazione. Il tirannico Raat, professore di un liceo tedesco, strenuo difensore dell'ordine costituito e delle sue ferree leggi, si scopre suddito della passione e si rovina per amore di una canzonettista incontrata in un locale infimo, "L'angelo azzurro", nome ormai indissolubilmente legato alla celeberrima interpretazione cinematografica di Marlene Dietrich. Gradualmente il professore si distacca dai valori borghesi e inscena una sorta di rivolta anarchica contro le convenzioni che dominano l'ambiente della piccola città di provincia teatro della vicenda. Nella rappresentazione di questa ribellione penosa ed esasperata sta la maestria di Mann, come anche la ragione della imperitura fortuna del romanzo. A una lettura più attenta, inoltre, "L'angelo azzurro" rivela tutte le caratteristiche di una critica politico-sociale impietosa della decadence borghese, impersonata dal rigido e rispettabile, via via sempre più grottesco, lascivo e disperato, professore di liceo.

34 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
    forse quella che sola ti può dare una lezione
    quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
    quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie

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    jonnybegood said on Apr 30, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Amore e odio si gonfiavano e ingigantivano a vicenda; Unrat aveva ormai la visione allucinante dell'umanità sconfitta e implorante pietà; della cittadina distrutta e deserta; di un mucchio d'oro e di sangue, coagulantisi nel grigio-cenere della fine di

    tutte le cose"

    Povera esistenza quella che trascorre, meglio che vien sprecata, nell'attesa del fallimento dei propri nemici (ma son poi veri nemici?). Meschina gioia quella di chi sa trarre felicità soltanto dalla rovina degli altri (che poi ...(continue)

    tutte le cose"

    Povera esistenza quella che trascorre, meglio che vien sprecata, nell'attesa del fallimento dei propri nemici (ma son poi veri nemici?). Meschina gioia quella di chi sa trarre felicità soltanto dalla rovina degli altri (che poi questi altri sappiano ripulirsi tanto in fretta da far dimenticare a tutti le scelleratezze commesse, le infamie perpetrate, diventa ulteriore, amara beffa per il povero avversario inacidito, logorato da un'ossessione che nasce nella sua mente e lì si consuma, bruciando anche lui).
    Piccola resta la vita del professor Raat (insegnante di ginnasio chiamato da tutti, con uno spregio contaminato da una punta d'affetto, Unrat, ovvero "spazzatura"), stretta tra incubi senza tregua e l'amore sbagliato, eccessivo per una ballerina di locali notturni (l'artista Rosa Fröhlich).
    Tutti i personaggi de L'angelo azzurro cadono disordinatamente e senza alcuna grazia; intorno a loro ambienti angusti (resi egregiamente dalla scenografia espressionista nel film di von Sternberg) si piegano a chiudere ogni spiraglio, a rubare alla vita le ultime molecole d'aria.
    Heinrich Mann, dal canto suo, li lascia precipitare, preparando con cura il fango nel quale finiranno per rotolarsi. Al lettore non resta che assistere alla dissoluzione di queste ombre, appassionandosi un poco ai destini di coloro che, durante la caduta, guardano in alto, a cercare le stelle (e forse non appare poi così paradossale che coloro che guardano in alto siano i giovani, ricchi, ribelli, poeti, alunni contro i quali Unrat combatte la propria ferocissima guerra).

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    alice said on Aug 1, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Il professor Raat sembrava uno di loro che alzatosi dal banco si fosse posto in cattedra"
    I suoi alunni lo chiamano "Unrat" spazzatura e hanno ragione la cosa di cui non sono abbastanza consapevoli è il motivo : riversare su di lui il disprezzo che ...(continue)

    "Il professor Raat sembrava uno di loro che alzatosi dal banco si fosse posto in cattedra"
    I suoi alunni lo chiamano "Unrat" spazzatura e hanno ragione la cosa di cui non sono abbastanza consapevoli è il motivo : riversare su di lui il disprezzo che sentono per se stessi che sono spazzatura quanto e più di lui perchè l'unica persona a cui non si può mentire e farci passare per qualcosa di diverso da quello che siamo è noi stessi.
    Ecco la spazzatura su cui le altre spazzature vogliono riversare la propria si prende la rivincita e li colpisce uno alla volta mostrandogli l'enorme quantità di spazzatura che hanno dentro gli studenti figli dei borghesotti della cittadina di provincia tedesca dell'ottocento e i loro genitori che sono la fotocopia dei loro figli con la pancetta e i capelli ingrigiti. Lo fà usando uno degli strumenti più pericolosi per gli uomini : la bellezza l'attrazione la sensualità delle donne.
    L' "Angelo azzurro" indifferente alla sua bellezza agli uomini alla vita e alla spazzatura che ha intorno.
    L'urlo finale dell'ex alunno contro Unrat l'ostinato inossidabile eterno invincibile irriducibile trascendentale tentativo dell'uomo di scaricare la propria spazzatura sugli altri mi fa pensare con banale ma inevitabile tristezza che spazzatura è il genere umano.

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    pablo71 said on Jun 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Per non perdere il suo favore, per avvicinarsela, perchè di lei aveva bisogno, perchè gli faceva paura, si esponeva più di quanto non facesse solitamente con la massa."

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    Ivana said on Apr 10, 2013 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    L'amore ai tempi del tabarin

    Un romanzo conosciuto attraverso l’omonimo lungometraggio del 1930. Il primo film sonoro del cinema tedesco in cui recitava come protagonista, l’attrice Marlene Dietrich. Uno dei pochi casi, però, dove la pellicola del grande schermo supera l’opera l ...(continue)

    Un romanzo conosciuto attraverso l’omonimo lungometraggio del 1930. Il primo film sonoro del cinema tedesco in cui recitava come protagonista, l’attrice Marlene Dietrich. Uno dei pochi casi, però, dove la pellicola del grande schermo supera l’opera letteraria. “ L’Angelo Azzurro” di Mann, infatti, non riesce a spiccare il volo né a provocare lo stesso urto celestiale di quello del regista Sternberg che diede alla luce un cult di successo planetario. I personaggi del racconto scritto, invece, sono quasi grotteschi e a tratti noiosi. Non trasmettono entusiasmi, sembrano illuminati dal chiarore artificiale di un grande riflettore senza il quale rischierebbero di essere soltanto delle ombre, dietro le tende di un teatrino. Il libro narra una storia di seduzione tra una canzonettista del tabarin e un rigido professore di liceo nel cui personaggio, lo scrittore, ci vede il simbolo del regime hitleriano e l’ipocrita borghesia del tempo. Un uomo che da tiranno si fa suddito della passione fino a rappresentare una pessima contraddizione educativa per i suoi studenti. Lei invece, Rosa, non è un nome leggendario della Belle Époque come Anna Pavlova, ma una femme-fatale che brilla come una stella senza cielo nel locale in cui si esibisce. Appare ogni sera con fiori di stoffa intorno alla gonna, le scarpe verniciate e il viso lucente di rosso, bluette e bianco perla. Il magnetismo della sua presenza scenica e la carica erotica che sprigiona si rivelano poi una trappola di perdizione per chi cade tra le sue braccia, quelle di una donna che si concede a troppi amanti, le cui parole sfumano come nuvole di cipria. Un fascino retrò che si consuma nell’ambiente di camerini e retropalco, da immaginare ascoltando una seducente greatest-hits di Marlene Dietrich.

    "Glocken lauten", Marlene Dietrich: http://www.youtube.com/watch?v=UR10K-Dm8Yg

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    IL Velo Dipinto said on Sep 28, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    traduzione bianca cetti marinoni (titolo originale: _professor unrat_)

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    rabbit said on Jul 23, 2012 | Add your feedback

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