Luciano Bianciardi è uno degli scrittori e giornalisti italiani più influenti degli anni sessanta. Satirista d’eccezione, critico della nascente industria culturale ed esistenzialista non ortodosso, la sua opera è necessariamente narrata in prima per Continue
Luciano Bianciardi è uno degli scrittori e giornalisti italiani più influenti degli anni sessanta. Satirista d’eccezione, critico della nascente industria culturale ed esistenzialista non ortodosso, la sua opera è necessariamente narrata in prima persona. Un’opaca ombra autobiografica, che segue i passi della sua vita tormentata, dall’impegno politico-sociale giovanile passando per l’analisi del lavoro culturale fino alle ultime collaborazioni giornalistiche su temi di cultura popolare. Quella di Luciano Bianciardi è una cronaca ragionata dell’Italia com’era e come è, la potenza della riflessione senza padri né padroni, del cinismo applicato senza compiacimento, semmai con dolore (lo stesso dolore che lo renderà alcolista, prima di ucciderlo, non ancora cinquantenne). Isbn Edizioni e ExCogita consacrano questo inascoltato precursore dedicando alla sua figura un (anti)Meridiano in due volumi che raccoglie le sue opere complete, tra cui quelle, numerose, da tempo introvabili. Il primo volume contiene romanzi, saggi, racconti e diari giovanili: I Minatori della Maremma scritto con Carlo Cassola, Garibaldi, La vita agra, il Lavoro Culturale, L’integrazione, Viaggio in Barberia, Daghela avanti un passo!, Da Quarto a Torino, Aprire il fuoco, tutti i suoi racconti (pubblicati su vari giornali e in alcune raccolte) e i suoi Diari Giovanili (diari universitari e di guerra), fino ad oggi inediti. Nel secondo volume, in uscita a fine 2007, un’ampia scelta tra i suoi articoli giornalistici, pubblicati su varie testate (ABC, La Gazzetta di Livorno, Il Giorno, l’Avanti, Il Guerin Sportivo, Playmen, Le Ore, L’Unità di Torino…).