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L'armata perduta

By Valerio Massimo Manfredi

(2067)

| Hardcover | 9788804562108

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Book Description

Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci - dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, cont Continue

Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci - dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello Artaserse alle porte di Babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel IV secolo a.C. da Senofonte nell'Anabasi, che proprio Valerio Massimo Manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana Abira, che per amore di Xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei Diecimila. Attraverso gli occhi di Abira, le donne diventano le protagoniste della grande Storia.

224 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'Anabasi romanzata

    Un'ottima lettura grazie ad una felice rilettura in chiave romanzata del classico greco di Senefonte.
    L'autore, come sempre molto preciso e affidabile nelle ricerche storiche, aggiunge quel pizzico di romanticismo e di intrigo che rendono la rilettur ...(continue)

    Un'ottima lettura grazie ad una felice rilettura in chiave romanzata del classico greco di Senefonte.
    L'autore, come sempre molto preciso e affidabile nelle ricerche storiche, aggiunge quel pizzico di romanticismo e di intrigo che rendono la rilettura dell'epopea dei Diecimila molto godibile e avvincente.
    Consigliato!

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    Rudy Bidoggia said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    All'inizio ero un po' scettica non avendo letto ancora nulla scritto da V.M. Manfredi, ma mi sono ricreduta. Avvincente e di lettura scorrevole.

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    Moremo said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Carino, ma niente di speciale

    Nel complesso il libro è stato carino, una storia di coraggio e sacrifici, una sorta di "giallo" particolare. Tuttavia diverse cose non mi sono piaciute.
    Prima in assoluto è la narrazione in mano ad Abira, la povera ed ignorante ragazza barbara. La ...(continue)

    Nel complesso il libro è stato carino, una storia di coraggio e sacrifici, una sorta di "giallo" particolare. Tuttavia diverse cose non mi sono piaciute.
    Prima in assoluto è la narrazione in mano ad Abira, la povera ed ignorante ragazza barbara. La storia ha una struttura a scatola cinese, parte a raccontare una ragazza del villaggio che incontra Abira, che racconta le sue avventure, alcune delle quali le sono state raccontate da terzi. A questo punto credo che una narrazione in terza persona sarebbe stata più ordinata e meno introspettiva, perché diciamocelo: l'introspezione della ragazza, che in tutta la vicenda ha un ruolo marginale, è perfettamente inutile, tanto valeva far raccontare tutto ad un generale dei diecimila.
    Secondo: Abira incontra un uomo vicino al pozzo del suo villaggio e, senza avergli mai parlato, decide di fuggire con lui dopo esserglisi concessa senza troppe esitazioni. I due appartengono a due culture diverse, hanno lingue diverse, sono di una casta diversa. Insomma tutta la faccenda dell'innamoramento non sta in piedi perché non ci sono le basi per un possibile attaccamento tra i due personaggi, senza contare che Xeno, l'amore di Abira, la tratta sempre come poco più di un animale da soma.
    Terzo: tutta la trama è nel complesso parecchio ripetitiva, costellata da fuge, combattimenti, molti morti, atti eroici e impossibili, guerrieri invincibili. Ad appensantire il tutto sono le lunghe riflessioni della narratrice sulla morte, che sono almeno una decina e tutte uguali.

    Di positivo c'è il fatto che la storia mi è sembrata abbastanza avvincente, non mi sono annoiata. Altri punti di forza sono i tradimenti e le rivelazioni inaspettate, che aumentano la tensione.
    In verità mi aspettavo di più dal maestro dello Scudo di Talos e Il mio nome è Nessuno. Questo può essere perdonato se si considera il fatto che il libro è ispirato all'Anabasi, l'opera greca che riporta la stessa storia.

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    Lallimela said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che scoperta!

    Mi sono appassionata da poco ai romanzi storici e Manfredi non poteva mancare nella mia libreria. Devo confessare di averlo iniziato piuttosto titubante, non è facile che uno scrittore storico mi piaccia, più verosimile è il contrario. Manfredi è sta ...(continue)

    Mi sono appassionata da poco ai romanzi storici e Manfredi non poteva mancare nella mia libreria. Devo confessare di averlo iniziato piuttosto titubante, non è facile che uno scrittore storico mi piaccia, più verosimile è il contrario. Manfredi è stata una rivelazione. Questo romanzo mi ha appassionata pur non avendo un ritmo frenetico negli eventi, tutt'altro. La figura di Abira è forte e determinata. Mi è piaciuto molto il ruolo dell'autore che ha scritto il romanzo dal punto di vista femminile e non maschile come ci si aspetterebbe.
    Un buon inzio, direi, per scoprire quest'autore!

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    Laura Bellini said on Mar 9, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La leggenda dei mantelli rossi

    Questo romanzo storico mi ha appassionato tantissimo. Sarà che l'argomento in sè mi è sempre interessato ma non sono riuscito a non divorarlo.
    Le descrizioni, il tempo che passa, i sentimenti...
    Incredibilmente coinvolgente!

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    Emanuele De Sena said on Feb 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Alcune ragazze trovano una ragazza lapidata ma viva che racconta loro la sua storia: un giorno affascinata da un cavaliere,segue un esercito. Tutto ad un tratto i due si innamorano e così lei continua a seguire l’esercito verso una tappa sconosciuta. ...(continue)

    Alcune ragazze trovano una ragazza lapidata ma viva che racconta loro la sua storia: un giorno affascinata da un cavaliere,segue un esercito. Tutto ad un tratto i due si innamorano e così lei continua a seguire l’esercito verso una tappa sconosciuta. Dopo essere entrati per molti chilometri nell' impero assiro devono scontrarsi contro l’impero del gran re, fratello del capo della spedizione. Gli “ospiti” erano in netta minoranza ma comunque incutevano terrore grazie ai mantelli rossi: un corpo di battaglia molto disciplinato e forte. Dopo una serie di battaglie, l’esercito ospite dovette abbandonare il campo e scappare per le montagne dove perse molti uomini. Pochi, rispetto agli uomini in totale, si sono salvati. La ragazza torna dalla famiglia, che la fece lapidare perché era scappata di casa con un uomo che non aveva sposato. Non mi è piaciuto perchè parla poco della battaglia.
    Filippo D. (1 Liceo Bertolucci a.s. 2013/14)

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    Voltapagina Bertolucci said on Dec 18, 2013 | Add your feedback

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