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L'arpa d'erba

By Truman Capote

(134)

| Paperback

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Book Description

141 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il Truman Capote che non ti aspetti

    Una storia in buona parte autobiografia che ruota attorno a una casetta su un sicomoro , sogno da sempre quasi irrealizzabile per una moltitudine di bambini (me compreso) , che inizia un po' in sordina per poi svilupparsi armoniosamente con la giusta ...(continue)

    Una storia in buona parte autobiografia che ruota attorno a una casetta su un sicomoro , sogno da sempre quasi irrealizzabile per una moltitudine di bambini (me compreso) , che inizia un po' in sordina per poi svilupparsi armoniosamente con la giusta messa in luce dei personaggi , alcuni dei quali , come sorella Ida e i suoi quindici figli , sembrano usciti dal mondo della più pura fantasia , permettendo così di scoprire una carica di umanità e di poesia che difficilmente mi sarei aspettato di ritrovare dallo stesso autore di un libro agghiacciante , dal taglio di tipo giornalistico e dal tono completamente diverso come “A sangue freddo”.
    Una lettura che ha costituito per me una vera e propria sorpresa , decisamente gradita .

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    Jimmy said on Sep 18, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    «Quando ho sentito parlare per la prima volta dell'arpa d'erba? Molto tempo prima di quell'autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro. In un autunno molto remoto, dunque; e certo fu Dolly a parlarmene, perché nessun altro avrebbe pensato a quel n ...(continue)

    «Quando ho sentito parlare per la prima volta dell'arpa d'erba? Molto tempo prima di quell'autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro. In un autunno molto remoto, dunque; e certo fu Dolly a parlarmene, perché nessun altro avrebbe pensato a quel nome: arpa d'erba. Se, uscendo dalla città, imboccate la strada della chiesa, rasenterete di lì a poco una abbagliante collina di pietre candide come ossa e di scuri fiori riarsi: è il cimitero Battista. Vi sono sepolti i membri della nostra famiglia, i Talbo, i Fenwick. Mia madre riposa accanto a mio padre e le tombe dei parenti e degli affini, venti o più, sono disposte intorno a loro come radici prone di un albero di pietra. Sotto la collina si stende un campo di alta saggina, che muta di colore ad ogni stagione; andate a vederlo in autunno, nel tardo settembre, quando diventa rosso come il tramonto mentre riflessi scarlatti simili a falò ondeggiano su di esso ed i venti dell'autunno battono sulle sue foglie secche evocando il sospiro di una musica umana, di un'arpa di voci.» A volte, mi dico, diventa necessario fermarsi e rifare il percorso della vita per immagini. A volte, non c'è una vera ragione ma il solo pensiero che il futuro sia un'eterna ripetizione del passato senza che nulla cambi può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Allora, bisogna respirare. Viaggiare dentro di sé o, al massimo, molto lontano dal mondo per depistarsi un po'. Che sia accaduto qualcosa di simile all'autore di questo libro? Un Capote adolescente, sensibile e solitario parla dalle pagine dell' Arpa d'erba aprendo il suo cuore e raccontando un episodio della sua vita: quando, orfano di madre, viene affidato a due sorelle zitelle, Verena e Dolly Talbo, in una grande casa della provincia americana fatta di esistenze scandite dal ritmo delle fattorie, delle campagne e dalle voci di periferia. Piccoli frammenti di realtà, amori e passioni, persone con le loro storie portate dal vento che risuona nell'erba come un'arpa. In queste righe ritrovo la potenza e la leggerezza narrativa di Capote il quale, sapientemente, mescola vicende familiari e descrizioni dettagliate di paesaggi legate tra loro dalla forza delle similitudini. Dolly apre la mente ed il cuore del giovane Collin iniziandolo alla vita vera senza, però, farlo smettere di sognare «se un mago volesse farmi un dono, dovrebbe darmi una bottiglia piena delle voci di quella cucina […] i crepitii del fuoco; una bottiglia colma fino all'orlo dell’aroma di burro, di zucchero, di forno.» Il tutto senza mai lasciarlo ai margini dei problemi quotidiani, degli stratagemmi, delle paure e, perfino, della morte. Straordinaria è la capacità di reinventarsi di Capote, maestro di uno stile evocativo e preciso al tempo stesso che diviene arpa di voci pronte a narrarci una storia semplice che racchiude in sé non solo quella dei protagonisti ma anche uno spaccato del sud degli Stati Uniti negli anni '50. Un' opera che non stupisce e non stravolge ma ipnotizza ed accompagna lungo quel percorso a cui ho accennato all'inizio. Chiudo gli occhi e seguo i suoni, mi abbandono alle visioni «Senti? È l’arpa d’erba, che racconta qualche storia. Conosce la storia di tutta la gente della collina, di tutta la gente che è vissuta, e quando saremo morti racconterà anche la nostra.»

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    Alessia Amato said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro con scrittura squisita, storia molto bella su molti livelli - mi chiedo: come mai non l'ho mai sentito consigliare a scuola come letture per l'estate? come mai non ne ho mai sentito parlare e l'ho trovato così, per caso?

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    Greta Rosso said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro di piacevole lettura, poco impegnativo ma coinvolgente per l'originalità della storia e la delicatezza dei sentimenti. Bellissime le pagine che si soffermano sulla descrizione della natura, che è un personaggio di rilievo in tutta la storia

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    Gn Mazzoni said on Jun 14, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    So soltanto questo: che l'amore è una catena di amore, come la natura è una catena di vita

    Come un pittore; così Capote dipinge con pennellate lievi, delicate e comunque incisive, il bosco, la casa sull'albero, il sole tra i rami, la pioggia scrosciante, i richiami degli uccelli, il sapore e la gioia della libertà. Con la stessa delicatezz ...(continue)

    Come un pittore; così Capote dipinge con pennellate lievi, delicate e comunque incisive, il bosco, la casa sull'albero, il sole tra i rami, la pioggia scrosciante, i richiami degli uccelli, il sapore e la gioia della libertà. Con la stessa delicatezza tratteggia i protagonisti Dolly, Collin, Catherine, Verena e i rapporti di fratellanza e amicizia che li lega. E di dipendenza. Uno stile intenso per un romanzo che va letto con calma per assaporarne ogni sfumatura e lasciare che i personaggi ci parlino.

    Un uomo che non sogna è come un uomo che non suda: accumula in sé riserve di veleno.

    Se un mago volesse farmi un dono, dovrebbe darmi una bottiglia piena delle voci di quella cucina.

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    CriSting said on May 4, 2014 | 3 feedbacks

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