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L'artista della morte

By Alejandro Aris

(37)

| Others | 9788867020065

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Book Description

Washington, 1968. Dopo aver trascorso più di due anni nell’inferno del Vietnam, il dottor Kenneth Philbin è ormai abituato ad affrontare le atroci sofferenze dei feriti e a confrontarsi quotidianamente con l’orrore della morte. Tuttavia neanche lui p Continue

Washington, 1968. Dopo aver trascorso più di due anni nell’inferno del Vietnam, il dottor Kenneth Philbin è ormai abituato ad affrontare le atroci sofferenze dei feriti e a confrontarsi quotidianamente con l’orrore della morte. Tuttavia neanche lui può rimanere indifferente davanti a uno spettacolo così macabro e inquietante: un uomo seminudo crocifisso ai pali di sostegno di un molo. Poco sopra la testa della vittima, è stato inchiodato un foglietto con scritto «Salvador», mentre sull’acqua sottostante c’è una piccola imbarcazione. Sebbene Kenneth, in qualità di chirurgo del pronto soccorso, sia stato convocato dalla polizia solo per certificare la causa della morte, è lui il primo a capire che la scena del crimine è l’esatta riproduzione di un celebre quadro di Salvador Dalì, il Cristo di san Giovanni della Croce. E, nel giro di pochi giorni, arriva un’altra drammatica conferma: la polizia infatti trova un cadavere disposto in modo da raffigurare l’Uomo vitruviano di Leonardo. Ma è la maestria con cui il corpo è stato sezionato a mettere in allarme Kenneth: l’omicida non è ossessionato soltanto dalle opere d’arte, ma anche dal corpo umano, ed è chiaro che ha una profonda conoscenza dell’anatomia e una straordinaria abilità chirurgica. Forse l’assassino è molto più vicino di quanto Kenneth possa immaginare, ed è proprio a lui che ha lanciato la sfida…

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    Artista Impensabile

    La trama di per se è una delle solite.
    Un Buono (sempre bello, intelligente non solo nel suo campo ma con la mente aperta per tutto il resto, sempre presente nel momento del bisogno, sempre pedina all’inizio e vittima per il gran finale), un Polizio ...(continue)

    La trama di per se è una delle solite.
    Un Buono (sempre bello, intelligente non solo nel suo campo ma con la mente aperta per tutto il resto, sempre presente nel momento del bisogno, sempre pedina all’inizio e vittima per il gran finale), un Poliziotto (non sempre utile), un Aiutante o più (intelligentissimo/i ma sempre con l’idea che il Buono sia perfetto), la Bella (normalmente la sua presenza è inutile, bellissima e che non resiste al fascino del Buono, solitamente vicina in un modo o nell’altro al Cattivo) e il Cattivo (Cattivo ovviamente, con un’intelligenza particolare, disadattato per qualche motivo, sempre propenso a dare spiegazioni alla fine, con emozioni sempre di ghiaccio tranne alla fine).
    Nemmeno questa volta veniamo delusi in tal proposito!
    Dott. Ken il Buono, un Chirurgo eccellente che ha praticato in Vietnam durante la guerre e che dopo essere tornato a Washington viene assegnato ad un compito minore perché anche se è bravissimo (ovviamente) deve comunque continuare gli studi ed essendo arrivato quanto i corsi erano già iniziati, dovrà prendersi un anno sabbatico dallo studio. Il Nostro eroe però viene assegnato ad una nuova iniziativa della Polizia, che prevede il suo intervento ogni volta che ce ne sarà bisogno. Qui troviamo il Poliziotto, un personaggio abbastanza inutile che però, ci accompagnerà con la sua vitalità da cadaverillo e che sarà utile in pratica solo alla fine. Con il Buono, troviamo i due Aiutanti, il giovane Dott. Simone (Italiano, bellissimo, intelligentissimo e bravissimo con le donne) che con la sua mente pronta lo aiuta a svelare dei misteri e il padre del Buono. In contemporanea abbiamo anche la Bella, infermiera bellissima che fondamentalmente non farà nulla, tranne forse portarlo direttamente nelle grinfie dell’assassino. Per ultimo ma non meno importante, c’è il Cattivo (sempre intelligente, piacente, freddo e insospettabile) o Anatomista (come viene soprannominato dal Poliziotto) che si rivelerà quando meno uno se lo aspetti (non è vero, io l’avevo capito appena l’ho visto) e che ovviamente, da bravo paladino della malvagità, si metterà poi a spiegarci perché è arrivato a fare tutto sta carneficina.

    Dove sta il bello?

    Lo scrittore è assolutamente accurato nelle descrizioni delle varie torture e delle varie reazioni dei pazienti (questo va oltre una buona documentazione, lui SA come bisogna muoversi). L’unica pecca, che mi ha reso più difficile la lettura, è stato che per quanto l’idea possa essere strutturata bene, in pratica manca di quell’energia che ci si aspetterebbe. Non è noioso ma nemmeno esaltante.

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    Red Kedi (scambio solo cartacei) said on Oct 15, 2012 | Add your feedback

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    Il romanzo si legge in modo scorrevole. L'autore è un chirurgo e la storia ve lo ricorderà a ogni descrizione di interventi operatori o dell'anatomia del corpo umano. Ho apprezzato tantissimo del contesto storico in cui è ambientata la storia, la gue ...(continue)

    Il romanzo si legge in modo scorrevole. L'autore è un chirurgo e la storia ve lo ricorderà a ogni descrizione di interventi operatori o dell'anatomia del corpo umano. Ho apprezzato tantissimo del contesto storico in cui è ambientata la storia, la guerra in vietnam, la morte di Martin Luther King e la rivoluzione studentesca francese.
    Alcuni dialoghi li ho trovati poco credibili ma soprattutto mi ha deluso il finale (altrimenti avrei dato una stella in più) che ho trovato scontato sull'identificazione dell'assassino e molto poco credibile sullo svolgimento degli eventi.

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    Roberto said on Sep 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scritto in maniera scorrevole è un libro senza troppe pretese che comunque si legge con piacere. Non è molto originale visto che un paio di anni fa ho letto qualcosa di simile. In ogni caso un libro che costituisce senz'altro un buon passatempo.

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    Mbattaglia said on Jul 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    A volte capitano attrazioni strane, stravaganti, come nel caso di questo libro che mi ha subito attratta non per la copertina (bella, ma con poco materiale per fantasticarci sopra), non per il titolo (l’originale è “Los cuadros del Anatomista” che ef ...(continue)

    A volte capitano attrazioni strane, stravaganti, come nel caso di questo libro che mi ha subito attratta non per la copertina (bella, ma con poco materiale per fantasticarci sopra), non per il titolo (l’originale è “Los cuadros del Anatomista” che effettivamente svela troppo, togliendo l’effetto sorpresa), ma per l’autore. Cosa può dirmi il nome di uno scrittore spagnolo al suo primo romanzo? Niente, ma l’elemento che mi ha colpita è la sua professione. Infatti, il barcellonese Alejandro Arís è un medico chirurgo, direttore del reparto di Cardiologia di uno degli ospedali della sua città, e proprio per questo motivo mi aspettavo molto da lui. Subito la mia mente ha immaginato varie cose, storie e situazioni narrate, particolarmente descritte in ambito medico e così è stato. Nonostante tutto ciò che ho immaginato, il medical thriller L’artista della Morte è riuscito a sorprendermi oltre la mia immaginazione e sempre positivamente.
    Le mie aspettative non sono state deluse ed inoltre ho trovato più di quanto mi aspettassi. L’ambito medico è stato ottimamente sviluppato. Certo le mie conoscenze, in quel settore, sono limitate e andavo a fiducia, ma qualcosa in più mi è rimasta, oltre la componente romanzata.
    Ad avermi colpita e sorpresa è stato il periodo storico, non attuale, ma nemmeno medioevale e soprattutto non inflazionato da altri romanzi. Il primo rigo del primo capitolo riporta a margine una data, il 1° marzo 1968. Decisamente un bel periodo da approfondire con tutti i fermenti politici in atto e i mutamenti dal punto di vista sociale. Lo scrittore stesso, nella nota a fine romanzo, cita il saggio da cui ha preso spunto per rendere storicamente credibile la sua opera.
    Si alternano capitoli strettamente medici con il protagonista, il dottor Kenneth Philbin, da poco reduce da un’esperienza nella guerra del Vietnam, intorno cui ruotano i suoi amici (in primis il palermitano Claudio Simone) a quelli in cui attraverso la radio e la televisione parlano i politici del periodo e palesano gli eventi in corso, compreso l’assassinio di Martin Luther King il 4 aprile del 1968 a Memphis e quello di Bobby Kennedy a Los Angeles il 6 giugno.
    Gli eventi narrati arrivano fino al luglio del 1969 e si svolgono in America a Washington. È sorprendente come lo scrittore abbia mescolato insieme le varie componenti del suo thriller, fatto di anatomia, storia e tanta, tanta arte, ma anche suspense, sesso e vicende personali, fino ad ottenere un ottimo risultato. Una lettura che scorre piacevolmente sin da subito e si dipana attraverso un intreccio ordito ad arte e non privo di colpi di scena.
    Se il personaggio buono è il giovane, affascinante e professionalmente preparato dottor Kenneth Philbin, a fargli da antagonista è un killer che unisce conoscenze mediche a una passione spiccatamente artistica. Scoprire il messaggio nascosto dietro ogni omicidio, richiederà sapienti ricerche che il protagonista analizzerà e svelerà, rendendoci partecipi.
    Sono soddisfatta di essere arrivata alla soluzione del giallo un minuto prima di Kenneth. Forse sto diventando troppo brava o forse fa parte della tecnica dell’autore di aiutare il lettore, grazie al ragionamento, ad immedesimarsi così tanto nelle vicende narrate, da arrivare alle stesse conclusioni. Aspetto di sapere se anche per voi è stato così piacevole entrare nell’indagine contro l’artista della morte e smascherarne chi ne è l’artefice.

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    Pupottina said on Jun 14, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (37)
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    • 1 star
  • Others 352 Pages
  • ISBN-10: 8867020064
  • ISBN-13: 9788867020065
  • Publisher: Tre60
  • Publish date: 2012-05-24
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