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Las cenizas de Ángela

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Publisher: RBA

4.3
(5276)

Language:Español | Number of Pages: 380 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , Italian , German , Swedish , French , Turkish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 8447315312 | Isbn-13: 9788447315314 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback , Hardcover

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Un capolavoro

    Ho preso questo libro in prestito dalla biblioteca perchè (ahimè) non mi convinceva molto il titolo... ho pensato, "Le ceneri di Angela sarà un libro di una tristezza infinita" ma siccome non voglio f ...continue

    Ho preso questo libro in prestito dalla biblioteca perchè (ahimè) non mi convinceva molto il titolo... ho pensato, "Le ceneri di Angela sarà un libro di una tristezza infinita" ma siccome non voglio farmi mai bloccare dai pregiudizi ho deciso di iniziare la lettura.
    L'ho praticamente divorato e non solo perchè è scritto magistralmente ma perchè mi sono riconosciuta un po' nel bambino che è stato Frank.
    E' un libro che narra la vita quotidiana di una famiglia povera, è vero ci sono delle vicende tristi, altre che fanno arrabbiare, altre che portano un pizzico di amarezza ma riescono sempre a strapparti un sorriso.
    So di aver letto un buon libro quando passano le ore e non riesco a staccare gli occhi dalle pagine...ed è quello che mi è successo con "Le ceneri di Angela".
    La lezione che ho imparato da questo libro è di avere sempre il coraggio di scegliere, di decidere e di scommettere su sè stessi.

    said on 

  • 4

    Ameno. Sí, ameno aunque parezca contradictorio con el tema que trata, terrible y descorazonador a la vez. Pero el autor ha sabido mostrarnos las miserias de un niño irlandés en la época más pobre y de ...continue

    Ameno. Sí, ameno aunque parezca contradictorio con el tema que trata, terrible y descorazonador a la vez. Pero el autor ha sabido mostrarnos las miserias de un niño irlandés en la época más pobre y desgraciada de su vida, usando un lenguaje sencillo, pero muy atractivo y llenos de matices cambiantes, entre los que no excluye la ironía y el buen humor.

    said on 

  • 5

    Il libro diverte e appassiona sinceramente, ma solo perché, c’è da immaginarsi l’autore stesso divertito e appassionato durante il racconto.

    said on 

  • 5

    E' un racconto autobiografico di un’infanzia poverissima raccontata dalla voce di un bambino.E come ho riscontrato altre volte, dove a parlare è un bambino,si percepisce la semplicità del racconto mis ...continue

    E' un racconto autobiografico di un’infanzia poverissima raccontata dalla voce di un bambino.E come ho riscontrato altre volte, dove a parlare è un bambino,si percepisce la semplicità del racconto misto alla profondità dei sentimenti che solo un bambino può avere.

    said on 

  • 2

    Si legge bene e si sorride anche, ma in realtà è un’agghiacciante operazione commerciale: come edulcorare la miseria e l’orrore per tirarne fuori un best seller.

    said on 

  • 4

    Se fosse stato scritto da un italiano sarebbe stato un polpettone tipo "la Storia" della Morante a cui assomiglia nella descrizione di un'infanzia drammatica. Invece McCourt descrive quella che è un'i ...continue

    Se fosse stato scritto da un italiano sarebbe stato un polpettone tipo "la Storia" della Morante a cui assomiglia nella descrizione di un'infanzia drammatica. Invece McCourt descrive quella che è un'infanzia infarcita di tragedie con un tono leggero, spesso comico. Oltre alla propria infanzia, descrive senza indulgenza alcuna e con verve, l'Irlanda indipendente e misera degli anni 30-40, oscurata dalla pioggia, dalla birra Guinness e dalla chiesa cattolica. Molto bello.

    said on 

  • 5

    Il mondo di McCourt

    Frank McCourt è uno scrittore cui il successo ha arriso nell'autunno della vita, proprio quando non lo si cerca più, e la scrittura non è che puro lavacro esistenziale; liquida dimensione in cui intin ...continue

    Frank McCourt è uno scrittore cui il successo ha arriso nell'autunno della vita, proprio quando non lo si cerca più, e la scrittura non è che puro lavacro esistenziale; liquida dimensione in cui intingere le pagine agre del proprio vissuto. Con "Le ceneri di Angela" ha venduto (ma soprattutto commosso) oltre 20 milioni di copie (di cuori). E pensare che nasce come libello da condividere tra parenti e connazionali d'Irlanda... chi avrebbe immaginato che un onesto professore di scuole tecniche nella New York di futuri idraulici e sarti d'America avrebbe guadagnato l'altare della venerazione letteraria (premio Pulitzer nel 1997). Raccomando più che di leggerlo, di viverlo. E poi, avendolo lasciato decantare qualche tempo, immergetevi nel secondo romanzo "Che paese, l'America". Il mondo di McCourt finirà con l'abitarvi dentro. Così come la scura spumosa, il cuore degli irlandesi.

    said on 

  • 5

    Il racconto di un’infanzia povera vista e raccontata con la purezza, la semplicità e l’ironia che solo un bambino può avere.
    Un libro che mi ha fatto ridere, emozionare, commuovere. Consigliatissim ...continue

    Il racconto di un’infanzia povera vista e raccontata con la purezza, la semplicità e l’ironia che solo un bambino può avere.
    Un libro che mi ha fatto ridere, emozionare, commuovere. Consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    Al momento sto bene, ma prima o poi...

    Vi parlerò delle mie di ceneri, se la cosa interessa, perché di quelle di Angela non si sa nulla, nemmeno alla fine del libro. Angela proprio non muore, non parla mai del proprio funerale e, da cattol ...continue

    Vi parlerò delle mie di ceneri, se la cosa interessa, perché di quelle di Angela non si sa nulla, nemmeno alla fine del libro. Angela proprio non muore, non parla mai del proprio funerale e, da cattolica irlandese troppo osservante quale è, dubito che abbia mai pensato di farsi cremare. Non si capisce dove abbiano pescato questo titolo.
    È la storia raccontata in prima persona da Frank McCourt. Il fatto che questo sia anche il nome del protagonista mi fa pensare che si tratti di una autobiografia e che la storia sia vera. Se è così è incommentabile. Come si fa a commentare una vita? Che fai? Vai a sindacare le scelte che ha fatto? Le parole che ha detto? I peccati che ha commesso?
    A meno che si tratti della vita di Salvini e di pochi altri, direi che ci si deve astenere, a maggior ragione se la parte di vita raccontata è quella di un bambino irlandese cresciuto nella miseria.
    Il libro è bello? Sì, molto. Molto per la vena ironica con cui McCourt racconta e perdona tutti, dal padre che converte in Guinness ogni scellino che si ritrova in tasca, al destino che fa di Limerick una città che uccide chi non ha nulla. Bello, perché i pensieri del bambino, autore e protagonista sono divertenti, anche nei momenti più drammatici.
    E veniamo alle mie ceneri, giusto per quadrare il commento. Ho lasciato scritto che siano disperse intorno ai 2500 metri di quota in tre valloni qui dalle mie parti. Significa che per assolvere alle mie volontà ci sarà da farsi un discreto mazzo, tanto che i miei congiunti sperano di non sopravvivermi. In verità, possono fare quello che preferiscono: portarmi in montagna o buttarmi nell'orto, tirarmi su col naso o nell'aspirapolvere. Buttarmi nell'organico o nel cesso. Non sono irlandese, non sono cattolico e non me ne frega un cazzo.

    said on 

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