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Las cenizas de Ángela

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Publisher: RBA

4.3
(5303)

Language:Español | Number of Pages: 380 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , Italian , German , Swedish , French , Turkish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 8447315312 | Isbn-13: 9788447315314 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback , Hardcover

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    "RIPENSANDO ALLA MIA INFANZIA MI CHIEDO COME SONO RIUSCITO A SOPRAVVIVERE. NATURALMENTE E'STATA UN'INFANZIA INFELICE SENNO' NON CI SAREBBE GUSTO. MA UN'INFANZIA INFELICE IRLANDESE E'PEGGIO DI UN'INFAN ...continue

    "RIPENSANDO ALLA MIA INFANZIA MI CHIEDO COME SONO RIUSCITO A SOPRAVVIVERE. NATURALMENTE E'STATA UN'INFANZIA INFELICE SENNO' NON CI SAREBBE GUSTO. MA UN'INFANZIA INFELICE IRLANDESE E'PEGGIO DI UN'INFANZIA QUALUNQUE, E UN'INFANZIA IRLANDESE CATTOLICA E'PEGGIO ANCORA.

    Pur nella drammaticità degli eventi, il giovane Frank, vibrante di passione e di una volontà che supera l'inimmaginabile, riesce a sopravvivere quasi in una sorta di sfida al destino, e alla fine riuscirà a conseguire il sogno della sua vita.
    Una storia che si legge in un solo respiro. - voto 4 e mezzo

    said on 

  • 4

    Il bello dell'"oggetto" libro è che spesso, ma non sempre, ogni tanto, già dal retro copertina puoi farti un'idea di quello che ti aspetta. Il problema è quando quello che ti aspetta è solo quello, e ...continue

    Il bello dell'"oggetto" libro è che spesso, ma non sempre, ogni tanto, già dal retro copertina puoi farti un'idea di quello che ti aspetta. Il problema è quando quello che ti aspetta è solo quello, e poi per 377 pagine non trovi proprio nient'altro.
    Ad esempio, dietro questo libro qui, c'è scritta questa frase: "Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora".
    È un perfetto riassunto di quello che si trova nel libro, anzi, più che un riassunto. In 377 pagine infatti l'autore racchiude i suoi primi vent'anni, dalla nascita in una poverissima famiglia irlandese espatriata in America, al ritorno con i tanti fratelli nel paese dei suoi, fino alla quotidiana ricerca di un modo di sopravvivere nel pieno delle ristrettezze economiche e nell'imperante morale cattolica.
    Il problema del libro però è tutto qui. Sono pagine su pagine in cui le vicende si ripetono sempre uguali: per cinque volte vediamo così la morte di un fratello del protagonista, per decine di volte troviamo il padre a spendere tutta la paga settimanale al pub lasciando la famiglia a digiuno, per centinaia di volte sentiamo il protagonista alle prese con religione, povertà, malattie e l'eterna ricerca di un penny con cui andare al cinema. Nei vent'anni che McCourt ci racconta non c'è nessun avvicendarsi di avvenimenti, così come non c'è alcuna maturazione da parte del protagonista: il ragazzino che nelle ultime pagine si imbarca per l'America ha lo stesso spessore di quello che venti anni prima si imbarcava per l'Irlanda. Stessa innocenza, stessa ignoranza. "È la vita", mi si dirà, "non è che tutti possono avere un'infanzia movimentata alla Canetti" - giusto per citare uno che con i suoi libri autobiografici ha raggiunto un certo livello. Giustissimo, ma non vedo perché io debba leggere per 377 pagine le stesse cose e non trovare neanche un appiglio per questioni più interessanti.
    McCourt però si salva. Si salva perché è comunque ironico e auto-ironico, sa come scherzare, sa come rendere piacevole la lettura. Ecco, questo è un libro piacevole, con tutto che le vicende narrate hanno un gusto malinconico. È piacevole perché il protagonista è innocente, è ingenuo, è un perfetto perdente che cerca di guadagnarsi qualcosa, e mentre cerca di guadagnarselo non si accorge neanche che è cresciuto di vent'anni. È un libro che scorre bene nella lettura, che ti lascia anche un senso di soddisfazione quando lo chiudi. Ti dipinge la realtà delle famiglie più povere nell'Irlanda della seconda guerra mondiale, cosa voglia dire andare avanti senza neanche un penny in tasca e di quanto sia difficile arrivare a fine giornata se non hai niente a cui affidarti. Questo per 377 pagine.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più da questo libro. Tre stellette e mezzo, arrotondate a 4 nei giorni pari.

    said on 

  • 3

    Quando una lettura fa centro?

    Ecco. Mai come alla fine di questa lettura mi son chiesta cosa non ha funzionato. Quali le caratteristiche che deve avere un romanzo o una qualsivoglia lettura per colpire, per arrivare a destinazione ...continue

    Ecco. Mai come alla fine di questa lettura mi son chiesta cosa non ha funzionato. Quali le caratteristiche che deve avere un romanzo o una qualsivoglia lettura per colpire, per arrivare a destinazione.

    Ora. Le ceneri di Angela le carte in regola le ha tutte. Buoni sentimenti, episodi esilaranti occorsi al protagonista (il romanzo è autobiografico... sarà tutto vero? Mah!), acutezza dello sguardo ingenuo ma sagace del bambino che racconta, la sua voglia di emergere, la sua voglia di uscire dalla miseria nera che più nera non si può.

    La tristezza del racconto e della condizione dei protagonisti è resa sopportabile da questo sguardo innocente e ottimista, che rivela in maniera garbata e smorzata dall'età lo stato, ai limiti dell'umana tolleranza, in cui questi uomini e donne erano rassegnati a vivere... forse meglio dire sopravvivere.

    Ma. Il tono del romanzo è monocorde. Racconta in effetti una porzione della vita del protagonista. E in quanto vita ordinaria ha dei tratti di ripetitività che appesantiscono la lettura.

    Modi di vita e condizione umana molto lontana da quella odierna, mi hanno fatto leggere con distacco le vicende di Franky e della sua famiglia. Non ha suscitato nessun vero sentimento di riconoscimento e di empatia. Solo una grande tristezza al pensiero di come, agendo senza riflettere, con solo un gesto non meditato la vita possa finire in cenere, quella stessa cenere cui Angela rivolge lo sguardo ogniqualvolta la sua condizione le diviene insopportabile.

    Una storia di riscatto sociale.
    Una storia che forse potrebbe insegnare qualcosa ai nostri figli, abituati ad avere tutto senza sforzo e quasi senza la necessità di palesare un desiderio.

    Tre stelle piene. Un buon libro che a mio giudizio sarebbe stato molto più incisivo con qualche pagina in meno.

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  • 5

    Un capolavoro

    Ho preso questo libro in prestito dalla biblioteca perchè (ahimè) non mi convinceva molto il titolo... ho pensato, "Le ceneri di Angela sarà un libro di una tristezza infinita" ma siccome non voglio f ...continue

    Ho preso questo libro in prestito dalla biblioteca perchè (ahimè) non mi convinceva molto il titolo... ho pensato, "Le ceneri di Angela sarà un libro di una tristezza infinita" ma siccome non voglio farmi mai bloccare dai pregiudizi ho deciso di iniziare la lettura.
    L'ho praticamente divorato e non solo perchè è scritto magistralmente ma perchè mi sono riconosciuta un po' nel bambino che è stato Frank.
    E' un libro che narra la vita quotidiana di una famiglia povera, è vero ci sono delle vicende tristi, altre che fanno arrabbiare, altre che portano un pizzico di amarezza ma riescono sempre a strapparti un sorriso.
    So di aver letto un buon libro quando passano le ore e non riesco a staccare gli occhi dalle pagine...ed è quello che mi è successo con "Le ceneri di Angela".
    La lezione che ho imparato da questo libro è di avere sempre il coraggio di scegliere, di decidere e di scommettere su sè stessi.

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  • 4

    Ameno. Sí, ameno aunque parezca contradictorio con el tema que trata, terrible y descorazonador a la vez. Pero el autor ha sabido mostrarnos las miserias de un niño irlandés en la época más pobre y de ...continue

    Ameno. Sí, ameno aunque parezca contradictorio con el tema que trata, terrible y descorazonador a la vez. Pero el autor ha sabido mostrarnos las miserias de un niño irlandés en la época más pobre y desgraciada de su vida, usando un lenguaje sencillo, pero muy atractivo y llenos de matices cambiantes, entre los que no excluye la ironía y el buen humor.

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  • 5

    Il libro diverte e appassiona sinceramente, ma solo perché, c’è da immaginarsi l’autore stesso divertito e appassionato durante il racconto.

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  • 5

    E' un racconto autobiografico di un’infanzia poverissima raccontata dalla voce di un bambino.E come ho riscontrato altre volte, dove a parlare è un bambino,si percepisce la semplicità del racconto mis ...continue

    E' un racconto autobiografico di un’infanzia poverissima raccontata dalla voce di un bambino.E come ho riscontrato altre volte, dove a parlare è un bambino,si percepisce la semplicità del racconto misto alla profondità dei sentimenti che solo un bambino può avere.

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  • 2

    Si legge bene e si sorride anche, ma in realtà è un’agghiacciante operazione commerciale: come edulcorare la miseria e l’orrore per tirarne fuori un best seller.

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  • 4

    Se fosse stato scritto da un italiano sarebbe stato un polpettone tipo "la Storia" della Morante a cui assomiglia nella descrizione di un'infanzia drammatica. Invece McCourt descrive quella che è un'i ...continue

    Se fosse stato scritto da un italiano sarebbe stato un polpettone tipo "la Storia" della Morante a cui assomiglia nella descrizione di un'infanzia drammatica. Invece McCourt descrive quella che è un'infanzia infarcita di tragedie con un tono leggero, spesso comico. Oltre alla propria infanzia, descrive senza indulgenza alcuna e con verve, l'Irlanda indipendente e misera degli anni 30-40, oscurata dalla pioggia, dalla birra Guinness e dalla chiesa cattolica. Molto bello.

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