Las huellas imborrables

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Publisher: Maeva

4.0
(1179)

Language: Español | Number of Pages: 528 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Swedish , Dutch , French , Catalan , English , Polish , German , Portuguese , Italian

Isbn-10: 841512029X | Isbn-13: 9788415120292 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Carmen Montes Cano

Also available as: eBook , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
El verano llega a su fin y la escritora Erica Falck vuelve al trabajo tras la baja de maternidad. Ahora le toca a su compañero, el comisario Patrik Hedström, tomarse un tiempo libre para ocuparse de la pequeña Maja. Pero el crimen no descansa nunca, ni siquiera en la tranquila ciudad de Fjällbacka, y cuando dos adolescentes descubren el cadáver de Erik Frankel, Patrik compaginará el cuidado de su hija con su interés por el asesinato de este historiador especializado en la Segunda Guerra Mundial. Mientras tanto, Erika hace un sorprendente hallazgo: los diarios de su madre Elsy, con quien tuvo una relación difícil, junto con una antigua medalla nazi. Pero lo más inquietante es que, poco antes de la muerte del historiador, Erika había ido a su casa para obtener más información sobre la medalla. ¿Es posible que su visita desencadenara los acontecimientos que condujeron a su muerte?
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  • 4

    Anche con il marito in congedo matrimoniale riesce a portare avanti le indagini per scoprire la seconda vita di sua madre....e naturalmente riesce nel suo intento....Leggo sempre volentieri i gialli d ...continue

    Anche con il marito in congedo matrimoniale riesce a portare avanti le indagini per scoprire la seconda vita di sua madre....e naturalmente riesce nel suo intento....Leggo sempre volentieri i gialli di Camilla...

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  • 2

    Parte piano ma va lontano

    Una storia che fatica un po' a decollare ma che poi ti prende.
    Sviluppi interessanti, personaggi ben disegnati. Insomma una buona prova, lontana dal classico giallo americano.
    Manca forse un po' di hu ...continue

    Una storia che fatica un po' a decollare ma che poi ti prende.
    Sviluppi interessanti, personaggi ben disegnati. Insomma una buona prova, lontana dal classico giallo americano.
    Manca forse un po' di humor che, soprattutto per alcuni personaggi, non sarebbe stato male.

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  • 4

    Aumenta la natalità in Svezia

    Fino a metà, il libro è andato avanti a spintoni e singhiozzi, ma quando ha cominciato ad ingranare davvero, è diventato interessante e intrigante.
    I risvolti della storia del 1944 ha avuto colpi di s ...continue

    Fino a metà, il libro è andato avanti a spintoni e singhiozzi, ma quando ha cominciato ad ingranare davvero, è diventato interessante e intrigante.
    I risvolti della storia del 1944 ha avuto colpi di scena che mi hanno incollato al libro.

    Finalmente Erica è tornata! Dovrebbe essere la protagonista della serie, eppure per un paio di libri è sempre e solo rimasta chiusa in casa orbitando ogni tanto attorno a Patrik come un satellite.

    Non so se la Läckberg stia passando una specie di crisi o senta il bisogno assoluto di fare il quarto o quinto figlio, ma solo in questo libro siamo già a quota quattro gravidanze. Grazie a lei il tasso di natalità svedese si impenna alle stelle... Ma, in fondo, là fa tanto freddo, un modo per scaldarsi lo dovranno pur trovare!

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  • 3

    Tra cinema e geografia - 07 feb 16

    Anche se non amo particolarmente Camilla, devo riconoscere che questa quinta prova della saga di Fjällbacka mi ha convinto di più delle precedenti. Non tanto per l’impianto giallo, che tutto sommato c ...continue

    Anche se non amo particolarmente Camilla, devo riconoscere che questa quinta prova della saga di Fjällbacka mi ha convinto di più delle precedenti. Non tanto per l’impianto giallo, che tutto sommato c’è ma non risulta centrale, quanto per la costruzione generale della storia. Che avanza su due binari lontani ma con gli stessi (o quasi) protagonisti. La vicenda attuale ed una storia che si svolge sempre lì ma dal 1943 al 1945. La scrittrice riesce a padroneggiare (discretamente, direi) le due parti narrative, riuscendo alla fine a darci una visione svedese della seconda guerra mondiale ed uno sguardo sui rapporti umani intercorrenti tra i freddi abitanti scandinavi (freddi almeno nella percezione nostra da “sudisti”). Il filone principale si avvia quando la protagonista, Erica, trova in soffitta i diari abbandonati della madre Elsy, un vestito da neonato con del sangue ed una medaglia nazista. Porta la medaglia a Erik, esperto del periodo e ricercatore di memorabilia dell’epoca e si mette a leggere i diari. Poco dopo Erik viene ucciso, ma il suo corpo verrà trovato mesi dopo: il fratello Axel, ricercatore di nazisti sfuggiti alla cattura, è in giro per l’Europa a seguire la sua caccia alla Wiesenthal, e Erik, poco prima di morire, aveva rotto con Viola, una sessantenne con cui si accompagnava. Leggendo i diari della madre, Erica scopre che durante la guerra c’era stato un profondo legame tra la madre, i due fratelli, e due altri personaggi, Frans e Britta. Si mette a cercarli, scoprendo che Britta sta scivolando nell’Alzheimer, accudita dall’innamoratissimo marito. Mentre Frans è rimasto l’uomo di destra che è sempre stato, tanto da rompere con il figlio Kjell, di simpatie democratiche. Questo sodalizio equilibrato si ruppe quando Axel viene catturato dai nazisti norvegesi e tenuto per quasi due anni in campi di concentramento, e quando alcuni mesi dopo compare Hans, un profugo norvegese che viene ospitato nell’enclave di Fjällbacka. S’intrecciano rapporti, gelosie, amori palesi, amori nascosti. Elsy s’innamora di Hans, ed alla fine della guerra fanno l’amore. Ovviamente Elsy rimane incinta. Axel viene liberato e torna a casa, scoprendo che Hans in realtà per alcuni mesi era stato il suo carceriere in Norvegia. Hans che ha fatto un percorso verso la liberazione del suo passato nazista, ma che non riesce ad esternarlo, rimane schiacciato dalla rivelazione. Ed anche ucciso dalla furia di Erik, Axel, Britta e Frans. I quattro faranno un patto di mutuo soccorso, ed Elsy avrà la vita sconvolta dal non ritorno di Hans. Darà in adozione il bambino (appunto il “bambino tedesco” del titolo, come sembra, a me che non so lo svedese, sia la traduzione di “Tyskungen”). Non ritroverà mai più il sorriso, neanche sposandosi, ed avendo le due meravigliose figlie: Erica, appunto, la nostra eroina, ed Anna (su cui tornerò tra poco). I quattro sceglieranno diverse vie per dimenticare (o anche per sopravvivere con la colpa). Erik nel ricordo, Axel nella ricerca di criminali, Frans rivendicando la sua appartenenza al nazismo, Britta buttandosi nell’amore di Herbert e nella vita familiare. Sarà la medaglia di Erica a fare da punto focale. Erik cede e vuole confessare. Britta, nella demenza, lascia trapelare qualcosa, tanto che viene uccisa. E Frans si uccide. Sapremo bene solo alla fine tutta la storia, compreso il ritrovamento da parte di Erik del bimbo di Elsy (che ovviamente ora è più grande di Erica), e del ricongiungimento familiare tra tutti i discendenti di Elsy. La capacità, questa volta in buona forma, di Camilla è anche quella di proseguire sul versante “odierno” della vicenda. Gustiamo così i rapporti tra Erica ed il marito Patrik, poliziotto in congedo parentale, com’è d’uso in Svezia, che riesce con difficoltà sia ad accudire la piccola Maja, sia ad allontanarsi dall’ambiente investigativo. Vediamo l’arrivo della bella Paula, figlia di immigrati e poliziotta, che si scopre essere sia brava sia gay, con un rapporto di forte amore con Johanna, la quale è tra l’altro incinta (anche qui, tanto di cappello alle leggi nordiche). Vediamo Bertil, il capo poliziotto, inutile come detective ma finalmente umano, innamorarsi della madre di Paula (ricambiato?) ed aiutare Johanna a partorire. Vediamo crescere la stima e le capacità del capo in seconda Martin. Vediamo crescere anche il rapporto di Anna, la sorella minore di Erica, con Dan, nonostante i problemi sia con le sue due figlie sia con la figlia adolescente di Dan. Insomma, un romanzone ben costruito, e ben maneggiato. Fa piacere, questa volta, tornare a Fjällbacka, e magari avviarsi verso una nuova puntata meno moscia delle precedenti. Notiamo infine di passaggio come in Svezia sia sempre presente il timore della recrudescenza del nazismo e delle frange estremiste (basti pensare, oltre a questo, alla saga di Stieg Larsson ed a “Il ritorno del maestro di danza” del compianto Menkell). Un’ultima chicca finale, ad un certo punto, per mostrare il suo assenso all’offerta di una ciambella alla cannella, Bertil risponde “Dolly Parton dorme supina?”. Frase poco comprensibile, se non si sapesse che Dolly Parton è una prosperosa cantante country, che ovviamente, dato il seno, non può che dormire pancia all’aria. Ah, ah, ah!
    “Il lavoro di uno storico non si conclude mai. Ci sono sempre … altri pezzi di realtà da scoprire.” (165)

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  • 4

    Il migliore

    Tra letture e scritture impegnative è quel che serve per respirare un po'; lo stile non è eccelso, i dialoghi tra i personaggi sono in genere banali; ma Camilla è una straordinaria affabulatrice.
    Il m ...continue

    Tra letture e scritture impegnative è quel che serve per respirare un po'; lo stile non è eccelso, i dialoghi tra i personaggi sono in genere banali; ma Camilla è una straordinaria affabulatrice.
    Il migliore tra i suoi che ho letto.
    "Nella soffitta di casa, Erica Falck trova alcuni diari e una medaglia dell'epoca nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue. [...]" (dalla pagina prima del frontespizio)
    "Una scrittrice bravissima a ritrarre la dimensione claustrofobica di una piccola comunità, in cui tutti sanno tutto di tutti e il poliziotto può benissimo essere amico dell'assassino." (The Times)
    "Come nessun altro, la Läckberg riesce a trasmettere ai lettori un'inquietudine molto piacevole da assaporare" (The Independent)

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  • 4

    Camilla...mi hai convinto

    Secondo libro che leggo della Lackberg....e a questo punto credo che sia ormai passione vera per questa autrice. Mi piacciono i suoi libri, mi coinvolgono i suoi racconti, mi incuriosiscono le indagin ...continue

    Secondo libro che leggo della Lackberg....e a questo punto credo che sia ormai passione vera per questa autrice. Mi piacciono i suoi libri, mi coinvolgono i suoi racconti, mi incuriosiscono le indagini della premiata ditta "Falck-Hedstrom". In questo episodio, è riuscitissimo l'avvicendamento con il periodo nazista della seconda guerra mondiale. adesso...avanti con gli altri suoi libri

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  • 5

    non c'è nulla da fare

    A volte un libro inizia in sordina e poi alla fine si rivela una grandissima storia....ed in questo caso è stato così.
    All'inizio ammetto che non mi entusiasmava molto ma alla fine devo riconoscere c ...continue

    A volte un libro inizia in sordina e poi alla fine si rivela una grandissima storia....ed in questo caso è stato così.
    All'inizio ammetto che non mi entusiasmava molto ma alla fine devo riconoscere che l'autrice ha avuto la capacità di dare un senso e un filo a tutto il discorso che non tutti sarebbero stati capaci di fare senza perdersi nel banale.

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  • 3

    Molto, molto carino e anni luce dal suo noiosissimo predecessore "L'uccello del malaugurio". L'alternanza della storia con i flashback è proprio ben fatta e coinvolge il lettore in un giallo originale ...continue

    Molto, molto carino e anni luce dal suo noiosissimo predecessore "L'uccello del malaugurio". L'alternanza della storia con i flashback è proprio ben fatta e coinvolge il lettore in un giallo originale. Insomma, a me piace questa Lackberg,

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  • 4

    Il meccanismo dei flashback è ben scritto e si incastra benissimo nella trama della storia. Mai noioso. Le parole scivolano via facendo venir voglia di scoprire quale sia la successiva. Questa sensazi ...continue

    Il meccanismo dei flashback è ben scritto e si incastra benissimo nella trama della storia. Mai noioso. Le parole scivolano via facendo venir voglia di scoprire quale sia la successiva. Questa sensazione la può dare solo un grande libro. Fino ad oggi il migliore che abbia letto della Lackberg.

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