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Las vírgenes suicidas

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Publisher: Anagrama

3.9
(3440)

Language:Español | Number of Pages: 232 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Portuguese , German , Italian , Swedish , Dutch , Indonesian , Slovenian , Hungarian

Isbn-10: 8433966820 | Isbn-13: 9788433966827 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Roser Berdagué ; Photographer: Vértigo ; Cover Design: Julio Vivas

Also available as: Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
En menos de un año y medio, las cinco hermanas Lisbon, adolescentes entre trece y diecisiete años, se suicidaron.

Los jovencitos del barrio habían estado siempre fascinados por esas inalcanzables jóvenes en flor, atraídos por esa casa de densa femineidad enclaustrada -la madre era una católica ferviente y moralista que no dejaba que sus hijas salieran con chicos; el padre, profesor de matemáticas dócil y benévolo, aceptaba las muy estrictas normas de su mujer-, y las primeras muertes no hicieron sino ahondar el misterio y el espesor del deseo. Los Lisbon se encerraron cada vez más en sí mismos y en el interior de la casa, y los jóvenes los espiaban desde las ventanas del vecindario, trataban de comunicarse con las hermanas pidiéndoles canciones por teléfono, contribuían al intrincado tejido de rumores, a la creación de mitologías. Veinte años después, aquellos mismos adolescentes, ya en la frontera de la mediana edad, intentan desentrañar el enigma de aquellas lolitas muertas que siguen fascinándolos.
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  • 4

    Il funerale della borghesia

    Da anni mi trascinavo (un po' come per Yates) il desiderio di leggere Eugenides, con la sensazione di amarlo già. L'ho amato,e molto, di quell'amore indefinibile dedicato più agli autori inglesi che a ...continue

    Da anni mi trascinavo (un po' come per Yates) il desiderio di leggere Eugenides, con la sensazione di amarlo già. L'ho amato,e molto, di quell'amore indefinibile dedicato più agli autori inglesi che agli americani, con la sua atmosfera avvolgente in cui però né la malinconia né la sensualità mitigano la durezza della tragedia.
    L'atmosfera ti rimane appiccicata addosso come sudore anche dopo la lettura, più della trama in sé che è molto semplice, raccontata fra il titolo e l'incipit: il resto del romanzo spiega, o forse no, il perché, con piani di lettura diversi e lasciati all'interpretazione personale della definizione del loro significato finale.
    Perché?, è la domanda con cui si inizia la lettura, ma il romanzo lascia molti interrogativi, e forse in fondo la cancrena non era tanto delle sorelle Lisbon, di cui tutti ci innamoriamo insieme ai narratori, ma di quella roccaforte di regole rigide e giardini curati che è la middle class, con i capelli dorati a nascondere l'odore di chiuso.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ho deciso di leggere "Le Vergini Suicide" dopo aver visto il bellissimo film che Sofia Coppola ha tratto da questo libro.
    Nonostante conoscessi già la storia - infatti il film è molto fedele al romanz ...continue

    Ho deciso di leggere "Le Vergini Suicide" dopo aver visto il bellissimo film che Sofia Coppola ha tratto da questo libro.
    Nonostante conoscessi già la storia - infatti il film è molto fedele al romanzo - è stato un piacere leggerlo.
    L'autore ha uno stile accattivante, con una sorta di ironia che però non è in contrasto con le drammatiche vicende delle sorelle Lisbon.
    Non gli ho dato cinque stelle perché verso la fine l'ho trovato un po' lento, ripetitivo, ma solamente qualche pagina fra la loro reclusione e il tragico finale.
    Per il resto è perfetto, lo consiglio.

    said on 

  • 4

    Una storia raccontata cinque volte

    Dopo la lettura di questo libro, mi sono sentita come ci si sente dopo un funerale, anzi cinque funerali in questo caso...amareggiata per queste morti ambigue, frustrata dell'affetto che avevo cominci ...continue

    Dopo la lettura di questo libro, mi sono sentita come ci si sente dopo un funerale, anzi cinque funerali in questo caso...amareggiata per queste morti ambigue, frustrata dell'affetto che avevo cominciato a provare per quelle ragazze, le sorelle Lisbon, ma anche ammirata per il loro coraggio suicidario, il loro essere un corpo unico, declinato più e più volte nelle varie versioni di queste ragazze; dall'appena pubere Cecilia, davvero vergine-suicida, folle ragazzina testardamente impegnata a morire che si trasforma nella mente delle sorelle in un mito da coltivare, da perpetuare, da celebrare fino alla voluttuosa Lux, incandescente adolescente la cui sensualità brucia e consuma l'amore dei ragazzi e la vita sua con uguale passione.
    La follia si insinua in quella casa, dopo il primo suicidio, quello della più giovane delle ragazze, una follia fiammeggiante, una depressione collettiva che esplode in un crescendo quasi festoso; nessun membro della famiglia conduce più una vita almeno all'apparenza normale: non dormono, non mangiano, non puliscono,non vanno più a scuola, non escono.
    Per i ragazzi della piccola città, le ragazze recluse diventano sempre più desiderabili, le pensano continuamente al punto da aver con loro familiarità e confidenza, le desiderano ardentemente, come fossero un corpo solo.
    Non c'è compatimento, non c'è razionalità, spiegazione.
    Rimaniamo sempre fuori da quella casa, a fare ipotesi su quello che succede, a seguire luci nella notte, a non vedere, a sentire le sirene dell'ambulanza che viene a più e più riprese.
    A poco a poco, attraverso la voce dei ragazzi ammaliati, scopriamo però che queste sorelle leggendarie sono in realtà tutte diverse, non belle come si vaneggia, non tutte perlomeno, ma aliene tutte, sublimate dalla loro assenza al mondo quotidiano, accomunate dal fulgore di morti insensate.
    Sono rimasta arrabbiata con l'autore: quale piacere morboso nell'attrarci più e più volte in quel suicidio cinque volte, ogni volta annunciata ed ogni volta diversa. Arrabbiata e, come i ragazzi che raccontano la storia e favoleggiano delle sorelle, ammirata dalla determinazione dell'autore nell'attrarci verso il centro oscuro e bruciante della storia.

    [Questa recensione risale al dicembre 2011, la riprendo perché mi ribello contro il fatto che anobii abbia tolto Eugenides dalle mie letture. E chissà quali e quante altre di cui non mi sono accorta e, forse, non mi accorgerò mai?]

    said on 

  • 4

    Un romanzo toccante, profondo, ma scorre piacevolmente, nonostante il tema trattato non sfocia mai nella tragedia, è solo tutto permeato da un desiderio di capire e di poter dare una spiegazione al do ...continue

    Un romanzo toccante, profondo, ma scorre piacevolmente, nonostante il tema trattato non sfocia mai nella tragedia, è solo tutto permeato da un desiderio di capire e di poter dare una spiegazione al dolore umano. Una libro che consiglio a chiunque, e un autore che devo assolutamente rincontrare.

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/18485

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  • 5

    Il caso vuole che finisca di leggere questo romanzo proprio il 16 giugno...strane coincidenze! ;)
    Anni fa vidi il film e me ne innamorai. Il libro, come sempre è ancora meglio. Sarà per il disagio di ...continue

    Il caso vuole che finisca di leggere questo romanzo proprio il 16 giugno...strane coincidenze! ;)
    Anni fa vidi il film e me ne innamorai. Il libro, come sempre è ancora meglio. Sarà per il disagio di cui diventano emblema le sorelle Lisbon, sarà per la curiosità e la passione nei narratori nei loro confronti, sarà per gli spunti di riflessione che ne conseguono e per le sensazioni che mi ha lasciato ma io questo romanzo l'ho amato. E allora, per me, tutto passa in secondo piano - il quadro ben delineato di una società che osserva ma non agisce, le teorie mediche e le riflessioni mediatiche sui suicidi - lasciando in piena luce le sorelle Lisbon, la loro inquietudine e i loro pensieri mai svelati.

    Romanzo non facile, è vero. E capisco chi non riesce a darne un giudizio così positivo. Io lo promuovo a pieni voti.

    said on 

  • 4

    E' il secondo libro che leggo di Eugenides e stavolta l'ho apprezzato molto di più di Middlesex, ma soltanto verso la fine. All'inizio la storia mi sembrava surreale e poco contestualizzata, cercavo u ...continue

    E' il secondo libro che leggo di Eugenides e stavolta l'ho apprezzato molto di più di Middlesex, ma soltanto verso la fine. All'inizio la storia mi sembrava surreale e poco contestualizzata, cercavo un senso logico, un movente, agli atti delle sorelle Lisbon, ma poi mi sono resa conto che l'autore ha volutamente scelto di non dare un motivo concreto ai suicidi delle ragazze, anzi ha proprio costruito il fulcro della storia intorno al malessere generico e non specificato che li ha causati e che si lega strettamente alla cerchia di vicinato dei Lisbon, diventa, alla fine, esemplificatrice di quella che sarà la decadenza della vita comunitaria di questo paese del Michigan. E' per questo che preferisco "The virgin suicides" a "Middlesex", perché mentre quest'ultimo fallisce nell'intento di rendere un messaggio di respiro epocale e collettivo, il primo libro di Eugenides ci riesce invece molto di più, soprattutto grazie alla scelta di un narratore corale che, se all'inizio può sembrare sbagliata perché troppo lontana dal punto di vista delle sorelle protagoniste, verso la fine si rivela per quella che dà senso al libro. Peccato per lo stile, che mi sembrava mediocre in "Middlesex" e continua a rimanere tale anche qui.
    Voto: 7,5

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  • 4

    Libro intenso e corposo! Capolavoro, come dicono alcuni? Non so, ho delle riserve al riguardo. Sicuramente ci sono tanti “spunti” interessanti nella vicenda che meriterebbero una riflessione. Il caso ...continue

    Libro intenso e corposo! Capolavoro, come dicono alcuni? Non so, ho delle riserve al riguardo. Sicuramente ci sono tanti “spunti” interessanti nella vicenda che meriterebbero una riflessione. Il caso delle sorelle Lisbon sembra essere il simbolo di un disagio generazionale innegabile, di ribellione ad un sistema di vita, ma è facile vederci anche una componente patologica, una forma di narcisismo portato all’estremo. La vita sonnacchiosa e voyerista di provincia, un po’ gretta ma perbenista, che si dipana tra i barbecue, la chiesa, le opere filantropiche. Tale tipo di società forse non è ancora scomparso, esiste tuttora, anche se con caratteristiche differenti, certamente una società superficiale e chiusa alle esigenze giovanili. Nel caso delle Lisbon il disagio poi è aggravato da una famiglia bigotta, intransigente e mentalmente problematica. Certo le ragazze , se è vera la premessa di cui sopra, potevano scappare, come sembra chiaro ad un certo punto, ma non l’hanno fatto. Perché? Ed è questo il vero problema che Eugenides, a mio parere, lascia insoluto. Egli, pur non scavando a fondo all’interno dei personaggi, riesce innegabilmente a focalizzare dolori che esulano dalla vita normale e nello stesso tempo un vuoto esistenziale accecante. Mancano una spiegazione valida e anche un intento educativo. Molto singolare è l’adozione di un punto di vista collettivo: quel gruppo di ragazzi che ha assistito al dramma, ne ha cercato le cause, ne ha fatto un caso, ha interagito con le sorelle senza mai capire la loro realtà, la loro verità. Rimane alla fine della lettura l’impressione di una atmosfera ansiogena, grigia, un qualcosa di squilibrato, che non ci ha portato alla verità!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ho amato questo libro.
    Riguardo lo stile, il punto di vista è quello corale dei ragazzi del quartiere (o, meglio, di coloro che ai tempi degli eventi narrati erano adolescenti) i quali, caratterizzati ...continue

    Ho amato questo libro.
    Riguardo lo stile, il punto di vista è quello corale dei ragazzi del quartiere (o, meglio, di coloro che ai tempi degli eventi narrati erano adolescenti) i quali, caratterizzati da un interesse che sfocia spesso nel voyerismo, offrono importanti indizi per contestualizzare il suicidio delle cinque sorelle Lisbon.
    Al di là dei fatti, si sviluppa un'acuta analisi delle problematiche adolescenziali, degli effetti tragici di una morale troppo restrittiva, ma anche l'incapacità di vedere per tempo i campanelli d'allarme, l'essere inermi di fronte a ciò che pareva inevitabile...

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