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L'ascensione di Roberto Baggio

By Vanni Santoni, Matteo Salimbeni

(15)

| Paperback | 9788862612401

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Book Description

Chiedete a chiunque: l’Italia è un paese con trenta milioni di Baggisti. Ognuno di noi ha un ricordo di Roberto Baggio. Un ricordo che per venti anni si è intrecciato alle nostre vite. Gol dopo gol. Mondiale dopo Mondiale. E ognuno ha il suo Baggio.
L’ascensione di Roberto Baggio non è una biografi Continue

Chiedete a chiunque: l’Italia è un paese con trenta milioni di Baggisti. Ognuno di noi ha un ricordo di Roberto Baggio. Un ricordo che per venti anni si è intrecciato alle nostre vite. Gol dopo gol. Mondiale dopo Mondiale. E ognuno ha il suo Baggio.
L’ascensione di Roberto Baggio non è una biografia, non è un reportage. É un viaggio alla ricerca dell’uomo, del calciatore, dell’icona Roberto Baggio. É un romanzo che attraversa vent'anni di storia calcistica italiana per raccontare il suo più grande e discusso campione. Un’avventura che vi porterà in giro per l’Italia, seguendo le tappe della carriera del campione di Caldogno, ricostruendone il ritratto attraverso i racconti della gente comune, degli addetti ai lavori, delle maschere di ex calciatori e allenatori.

8 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Era dai tempi di Arpino e del suo azzurro tenebra che la lettera tua italiana non conosceva un romanzo sul calcio. Non e'possibile descrivere 20 anni di calcio in Italia meglio di come hanno fatto san-sal ed e' vero quella di Bagggio non e' stata una parabola ma un'ascensione vera e propria.

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    Liotru said on Dec 26, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    la bellezza assoluta

    Di stellette avrei voluto metterne tre, perché giunto a due terzi del libro continuavo a chiedermi “ok, ma verso cosa stiamo andando?”. È tutto bellissimo, perché bellissimo è Baggio. Ma allora tanto valeva scrivere una biografia, no?
    Perché la sensazione era quella di assistere ad un ritratto parti ... (continue)

    Di stellette avrei voluto metterne tre, perché giunto a due terzi del libro continuavo a chiedermi “ok, ma verso cosa stiamo andando?”. È tutto bellissimo, perché bellissimo è Baggio. Ma allora tanto valeva scrivere una biografia, no?
    Perché la sensazione era quella di assistere ad un ritratto particolarmente originale, dipinto di volta in volta da personaggi piuttosto incredibili, portati alla narrazione da un meccanismo a tratti brillante e a tratti artificioso.
    Ma la quarta stella L’ascensione di Roberto Baggio se la merita a pieno titolo, dopo l’incontro dei due narratori prima con un vescovo, un rabbino ed un lama, poi con “i giornalisti di una volta”.
    È da lì che inizia il salto di qualità: non più cronaca e nostalgia, non solo citazioni, confronti e ricordi, ma il passaggio dalla descrizione del campione totale alla ricerca dell’elemento magico, della dimensione mitica e religiosa, che culmina poi nella possessione collettiva, nella follia e nella bellezza non soltanto storica, ma universale.

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    Ionontremo88 said on Jan 12, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    (...) dietro la storia di Roberto Baggio, eterno eroe mancato, si respira un’epica che ricorda il calcio d’altri tempi, anche se di anni ne son passati pochini. Inutile dire che per come son fatto io, mi sono particolarmente innamorato delle pagine sul Brescia di Carletto Mazzone, perché in quella s ... (continue)

    (...) dietro la storia di Roberto Baggio, eterno eroe mancato, si respira un’epica che ricorda il calcio d’altri tempi, anche se di anni ne son passati pochini. Inutile dire che per come son fatto io, mi sono particolarmente innamorato delle pagine sul Brescia di Carletto Mazzone, perché in quella squadra di gregari che giravano intorno al loro condottiero, prima disonorato e poi risorto in provincia, non potevo non leggerci in controluce anche la storia d’amore tra Cristiano Lucarelli e la maglia amaranto.

    Qui potete leggerne di più:
    http://scrittoriprecari.wordpress.com/2012/01/20/lascen…

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    Simone Ghelli said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

  • Una ballata del ricordo

    Se penso al binomio libri e calcio, la mia sfortunata mente esposta per lungo tempo alle intemperie del marketing editoriale non può fare a meno di pensare, come se fosse un riflesso pavloviano, agli autogrill. Perché è in questi templi del capitalismo ad alta velocità che più spesso ho l’occasione ... (continue)

    Se penso al binomio libri e calcio, la mia sfortunata mente esposta per lungo tempo alle intemperie del marketing editoriale non può fare a meno di pensare, come se fosse un riflesso pavloviano, agli autogrill. Perché è in questi templi del capitalismo ad alta velocità che più spesso ho l’occasione di imbattermi in libri che hanno a che fare col calcio: dalle ormai mitologiche barzellette di Totti, alle biografie dai titoli altisonanti tipo “Ibra. Lo svedese tutto pepe che viene dal ghetto e ti gonfia come una zampogna”, “Marco Materazzi. Una riflessione sulla trascendenza della violenza, che…lascia stare”, oppure ancora “Antonio Cassano. Lo scugnizzo che ti fa saltare la macchina, ma così, per gioco” e per finire l’irrinunciabile “Nicola Legrottaglie. Il soldato di dio”
    continua qui: http://franzmagazine.com/2012/02/10/una-ballata-del-ric…

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    El_Pinta said on Feb 16, 2012 | Add your feedback

  • recensito per Mangialibri

    http://mangialibri.com/node/9932 Firenze. In una bella giornata di maggio due uomini sorseggiano limonata parlottando tra loro mentre di fronte a loro alcuni ragazzini giocano a pallone nei pressi della fontana di piazza Santo Spirito. Ad un certo punto, tra gli ombrelloni dei bar, si fa strada un'i ... (continue)

    http://mangialibri.com/node/9932
    Firenze. In una bella giornata di maggio due uomini sorseggiano limonata parlottando tra loro mentre di fronte a loro alcuni ragazzini giocano a pallone nei pressi della fontana di piazza Santo Spirito. Ad un certo punto, tra gli ombrelloni dei bar, si fa strada un'inquietante figuro. Stretto nel suo completo di gabardine, sotto un cappello a larghe falde procede a passo lento verso di loro. È colui che inequivocabilmente è da tutti conosciuto come l'Editore. Quello è il suo nome semplicemente perché quello è da sempre il suo mestiere. Su di lui negli anni si sono addensate storie incredibili, dalle battute di pesca con Hemingway alle partite a scopone con Svevo e Joyce, fino addirittura a leggende di immortalità. Ora è lì davanti a loro e dopo essersi acceso una sigaretta sibila a mezza voce un semplice: “Ho un lavoro”. I due uomini balzano in piedi increduli e interrogativi. Ma lui continua. “Voglio un libro su Roberto Baggio.”, specifica con il suo accento straniero tra gli anelli di fumo della sua MS. Dopo di che gli porge un almanacco del calcio indicandogli la pagina dedicata al campione fiorentino. “Per adesso cominciate da Firenze, vi conviene. Il Franchi è qui vicino”. Continua serafico. Poi prende e se ne va. I due uomini, tra l'incredulo e il divertito, senza perdere un minuto di tempo si fiondano allora immediatamente all'Artemio Franchi in cerca di storie sul campione di Caldogno. Nell'enorme parcheggio deserto, solo un piccolo banchetto di quelli che la domenica vendono maglie, sciarpe e gadget degli idoli più in voga del momento. Davanti alla bancarella scorgono un uomo sulla quarantina intento a guardare le maglie dei campioni assieme al figlioletto. Prima che i due uomini possano aprire bocca per chiedere informazioni vengono attratti dal dialogo tra il padre e il figlio, guarda un po', proprio sul divin codino...
    Prendete due scrittori rigorosamente e sanguignamente fiorentini (Matteo Salimbeni e Vanni Santoni), una casa editrice giovane e da sempre propensa al racconto di storie attraverso filtri non convenzionali (Mattioli 1885) e uno di quei campioni della pedata più inclini all'ascetismo che al divismo (Roberto Baggio), e avrete tra le mani un libro che nel suo genere è un’assoluta perla di valore. Raccontare il mondo del pallone è storia assai difficile se non si vuol cadere nella cronaca più becera o nella banalità di una biografia più o meno autorizzata. Invece Salimbeni e Santoni, costruendo un percorso divertente e spassoso che diviene per il lettore un viaggio in giro per l'Italia alla scoperta dei luoghi frequentati dal codino più famoso e fragile d'Italia, danno vita ad un romanzo che è un malinconico e giocoso incrocio tra calcio e letteratura. Perché il Baggio che viene fuori da queste pagine attraverso i racconti di chi quel campione l'ha visto da vicino o soltanto sfiorato, è si quello del divino che regala gol incredibili da calcio d'angolo o punizioni leggere e poetiche come il fruscio d'un battito d'ali, ma anche e sopratutto quello dell'uomo che sbaglia il rigore decisivo a USA '94 o dell'antieroe capace di ritornare in provincia per mettersi al servizio di gregari e allenatori non certo milionari. Un Baggio incapace di unificare l'Italia sotto l'effige del campione santificato da tutti, quanto piuttosto capace di dividerla in perenni fazioni di pro e contro. Così fu andando via da Firenze per seguire la nemica Juventus. O alla stessa Juve sempre in competizione con l'astro nascente Del Piero. Oppure all'Inter dove fu ricordato più per le collisioni con Lippi che per le sue gesta pallonare. Perché se è esistito un calciatore lontano dal divismo questo è certamente Roberto Baggio. Uomo umile, buddista convinto, quasi un martire capace di rinascere dalle sue stesse ceneri dopo ogni caduta e capace persino di condividere per l'intera carriera il dolore di ginocchia massacrate da continui infortuni fin dalla più tenera età. Insomma il Baggio di Salimbeni e Santoni è un vero e proprio santo non solo in senso metaforico ma anche reale, grazie ai fantastici santini che troverete come icona-segnalibro all'interno del romanzo. Un imperdibile must da portare sempre con sé dentro il portafoglio, per non smettere mai di ricordare.

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    Raffaello Ferrante said on Feb 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Sulle tracce di Roberto Baggio, il Divin Codino, il Pallone d’Oro, il Coniglio bagnato, il campione “non da record, traguardi, medaglie”, ma “una cosa più bella. Più alta dei podi, più indissolubile dell’oro”. Ripercorrendo la carriera di un giocatore unico nella storia del nostro calcio, Vanni Sant ... (continue)

    Sulle tracce di Roberto Baggio, il Divin Codino, il Pallone d’Oro, il Coniglio bagnato, il campione “non da record, traguardi, medaglie”, ma “una cosa più bella. Più alta dei podi, più indissolubile dell’oro”. Ripercorrendo la carriera di un giocatore unico nella storia del nostro calcio, Vanni Santoni e Matteo Salimbeni in “L’ascensione di Roberto Baggio” ci portano all’interno di un “lunghissimo corteo di ricordi che si intreccia alla vita di una nazione e ne diventa coscienza collettiva”.

    Ed è così, davvero. Roberto Baggio, uno dei calciatori italiani più forti di tutti i tempi, porta subito alla mente ricordi che ci riguardano tutti, in un modo o nell’altro: anche se non siamo stati tifosi della Fiorentina, della Juve o del Brescia. Ricordiamo le sue prodezze, la sua andatura caracollante, i suoi gol impossibili. Ricordiamo i sui occhi piccoli, il suo sorrisetto sornione, le sue capigliature. E ricordiamo anche e soprattutto il suo rigore sbagliato a Usa ’94, che fa ancora male, come una spina sotto la pelle.

    continua su Lankelot
    http://lankelot.eu/letteratura/salimbeni-matteo-santoni…

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    Antoniobenforte said on Dec 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Libri Italiani
  • Paperback 159 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8862612400
  • ISBN-13: 9788862612401
  • Publisher: Mattioli 1885 (Experience. Frontiere)
  • Pub date: Dec 01, 2011
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