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L'assassino che è in me

By Jim Thompson

(511)

| Paperback | 9788834710852

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Book Description

Lou Ford è il vice sceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che è un po' noioso, un po' troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, la malattia che lo ha quasi rovinato quando er Continue

Lou Ford è il vice sceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che è un po' noioso, un po' troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, la malattia che lo ha quasi rovinato quando era giovane. E quel male è di nuovo sul punto di tornare in superficie, irrefrenabile e violento. Perché la vita non ha niente da dare agli uomini come Lou, se non brevi momenti di feroce energia sempre raggelati dall'oceano nero del destino.

118 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non di genere

    Thompson è uno scrittore, non un giallista a tutto tondo, ed è un ottimo scrittore. Ricorda Celine e Faulkner, tanto per capirci. E in questa storia, che forse giudicata nella prospettiva del poliziesco o del noir puro potrebbe deludere gli appassio ...(continue)

    Thompson è uno scrittore, non un giallista a tutto tondo, ed è un ottimo scrittore. Ricorda Celine e Faulkner, tanto per capirci. E in questa storia, che forse giudicata nella prospettiva del poliziesco o del noir puro potrebbe deludere gli appassionati del genere, il sapiente uso dell'io narrante e le descrizioni di ambiente creano situazioni stranianti di grande fascino. Soprattutto perché la patina del datato non toglie nulla alla genialità delle strutture espressive dell 'autore,

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    Umberto Stradella said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se potessi preoccuparmi sarei molto preoccupata, mi ha detto Elvira, ultimamente i pop corn ti vengono male. Mi sarei preoccupato anche io, se non avessi avuto altro a cui pensare, e l'ho detto anche a lei. A cosa pensi di più importante?, mi ha chie ...(continue)

    Se potessi preoccuparmi sarei molto preoccupata, mi ha detto Elvira, ultimamente i pop corn ti vengono male. Mi sarei preoccupato anche io, se non avessi avuto altro a cui pensare, e l'ho detto anche a lei. A cosa pensi di più importante?, mi ha chiesto. Niente, ho detto io, di più importante niente, ma ho finalmente capito il mio più grande problema. E quale sarebbe?, mi ha chiesto lei. Ho una faccia da cazzo, ho detto io, ma per lei queste sfumature non hanno senso.

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    (skate) said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Geniale. Sembra di leggere la premessa a "Dexter"

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    Rimanu66 said on May 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Freddo, tremendo, non datato

    È un giallo che oggi verrebbe più facile definire solo noir, pubblicato nel 1952, ma non particolarmente datato quanto a scrittura. Un romanzo che ho letto volentieri, senza fatica, ma con un senso di oppressione in lieve salita con l’andare delle pa ...(continue)

    È un giallo che oggi verrebbe più facile definire solo noir, pubblicato nel 1952, ma non particolarmente datato quanto a scrittura. Un romanzo che ho letto volentieri, senza fatica, ma con un senso di oppressione in lieve salita con l’andare delle pagine.
    Il protagonista, Lou Ford, è un vicesceriffo con una fidanzatina che forse sposerà e forse no e con una tendenza alla chiacchiera prolissa che stende spesso i suoi interlocutori. È solo che, a volte, Lou fa apposta a chiacchierare per mandare fuori di testa chi lo ascolta, e noi ridacchiamo con lui quando (ci) rivela che gli piace mettere la gente con le spalle al muro con le chiacchiere. Perché, in fondo, che male c’è?
    Ecco, che male ci sia affiora piano piano dal racconto di sé, dei suoi sentimenti, della sua vita: all’inizio è un giovanotto ammirevole, che cerca di mettere a tacere ogni basso istinto, ogni cattivo pensiero, e anche se non ha molta voglia di sposarsi e sta tirando in lungo con la fidanzatina, nessuno, sul momento, si sente di incolparlo di qualcosa. Perciò ci pensa lui, a lasciare che si rivelino particolari dell’infanzia e della giovinezza che cominciano a modificare il ritrattino che di lui ci siamo fatti: come se, piano piano, cominciassimo a vederlo attraverso una lente deformante, dove la realtà, alla fine, si rivela quella deformata e non quella che credevamo vera.
    E più la deformazione si fa forte, più la voce narrante, quella di Lou, appare fredda, realistica, piatta quasi, di quella piattezza di chi enuncia il corollario di un teorema già dimostrato in passato, e immodificabile. È la freddezza che sbigottisce, e lascia un senso di timore e di paura, come quando si vede un paesaggio troppo brutto per essere vero, e si desidera solo dimenticarlo. È la freddezza e la naturalezza di chi spiega una vita dall’inclinazione criminale come se elencasse un lista di impegni non rimandabili, o se spiegasse un fatto inevitabile con la scrollata di spalle di chi trova inutile qualunque tentativo di spiegazione: sono così, ci dice Lou, e si fa una risatina.
    Capita così che il protagonista sovrasti tutto il resto, e anche eventuali pecche dell’intreccio giallo vengano messe da parte mentre piano piano scendiamo “nell’assassino che è in lui”.
    Tremendo e, nonostante gli anni, leggibilissimo.

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    Annalisa [che se ne va da aNobii-Mondadori] said on Dec 27, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Cronica de un amoral

    Novela narrada en primera persona por el protagonista. El ayudante del Sheriff en un pequeño pueblo de Texas, que resulta ser un completo amoral, cínico y psicopata. Esa mezcla de personalidad le hace jugar con ventaja, al no tener limite moral algun ...(continue)

    Novela narrada en primera persona por el protagonista. El ayudante del Sheriff en un pequeño pueblo de Texas, que resulta ser un completo amoral, cínico y psicopata. Esa mezcla de personalidad le hace jugar con ventaja, al no tener limite moral alguno (lo buenos es aquello que me conviene, y lo malo es lo que no me viene bien).

    El personaje engancha, por que resulta ser bastante inteligente, y con sentido del humor. Un humor negro, pero que no deja de ser humor. Y tanto engancha, que hay ocasiones, en las que hasta el lector desea que todo le salga bien, ap esar de ese comportamiento.

    Lo recomiendo si quieres saber como piensa un psicopata.

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    Asiasabela said on Oct 24, 2013 | Add your feedback

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