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Last Love Parade

Di

3.8
(93)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8865762004 | Isbn-13: 9788865762004 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Music

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Descrizione del libro
Un'introduzione a questo libro ovvero: ognuno ha di questi argomenti Ho scelto la storia della musica elettronica e della cultura dance come filo ideale lungo cui disporre alcuni temi del sentire degli ultimi decenni del XX secolo e ...
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  • 2

    Il resoconto, forse romanzato, dell'adolescenza e della prima maturità di Marco, sotto il profilo della storia della cultura dance e della musica elettronica. Libro ibrido, vorrebbe essere un saggio m ...continua

    Il resoconto, forse romanzato, dell'adolescenza e della prima maturità di Marco, sotto il profilo della storia della cultura dance e della musica elettronica. Libro ibrido, vorrebbe essere un saggio ma non ne ha lo spessore né l'impianto necessario; in alcune parti vorrebbe essere una sorta di memoriale degli anni della gioventù di Marco, ma da una parte interessa poco, dall'altra è troppo frammentato e slegato. Ben scritti e godibili, tuttavia, alcuni dei frammenti della storia d'amicizia fra Marco e Leo.

    ha scritto il 

  • 2

    Anche se tratta una parte di storia del costume degli anni ’80, ossia i miei anni, non ho trovato particolarmente coinvolgente il racconto. Forse troppo lontano dal mio vissuto. Non ho vissuto per nie ...continua

    Anche se tratta una parte di storia del costume degli anni ’80, ossia i miei anni, non ho trovato particolarmente coinvolgente il racconto. Forse troppo lontano dal mio vissuto. Non ho vissuto per niente il periodo della disco music, del ritmo che accomunava, delle mode che omologavano. Sì, sono sempre stata “al di fuori”, anche dall’ecstasy che, a detta dell’autore, negli anni ’80 tutti avevano provato. Era “pura” e costava poco, non come le porcherie che spacciano adesso. Vabbè, eccheneso io? Mi sarò fatta giusto un paio di canne, ma avevo sui 20 anni e manco mi hanno sballato un pochino. Chissà cosa mi avevano dato da fumare. E sarò andata a qualche festa del Liceo in disco, ma stavo sempre in disparte. Sono sempre stata una disadattata asociale. Ecco, per dire, ora che ho 40epassa anni vado più spesso in discoteca. Sarà la crisi di mezza età. Però evito di vestirmi da "zoccola che non si rende conto che il tempo passa". E metto i tappi, perché al mio udito tengo molto. Sì, insomma, il mio compaesano Mancassola stavolta non mi ha incantato. Però in effetti ha raccontato uno scorcio di realtà che io mi ricordo benissimo, da quelli che erano i racconti dei miei compagni di scuola.

    ha scritto il 

  • 3

    esperimento riuscito a metà. approfondimento culturale o romanzo di formazione? il mix tra le due componenti non riesce come in un djset che pretenda di mischiare generi troppo diversi. si legge bene, ...continua

    esperimento riuscito a metà. approfondimento culturale o romanzo di formazione? il mix tra le due componenti non riesce come in un djset che pretenda di mischiare generi troppo diversi. si legge bene, è molto interessante, anche se forse a volte risulta un po' troppo per non iniziati nella parte musicale, dilungandosi eccessivamente. la parte biografica (?) non riesce mai ad integrarsi appieno, finendo per risultare soverchiante nella seconda parte, equilibrando la prima più storica. consigliato, comunque, soprattutto a chi non ha idea di cosa possa essere questa club culture e che non avrà mai l'occasione o il coraggio di andare ad indagare di persona..

    ha scritto il 

  • 4

    Techno

    Uno strano incrocio tra autobiografia e saggio sulla musica elettronica con un occhio particolare alla scena europea ed alla techno. Il libro non annoia mescolando con intelligenza i passaggi storici ...continua

    Uno strano incrocio tra autobiografia e saggio sulla musica elettronica con un occhio particolare alla scena europea ed alla techno. Il libro non annoia mescolando con intelligenza i passaggi storici con quelli autobiografici. Certamente questo mix potrebbe lasciare insoddisfatti chi cercava un vero e proprio saggio ma la scelta fatta ne permette una lettura più agevole senza appesantire il lettore con troppa nozionistica.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giudizio ambivalente, per quanto il libro mi sia piaciuto. Nonostante un alto tasso di coinvolgimento, mi sono sentito molto distante dalla passione dell'autore per la scena dei club/rave. E lo dic ...continua

    Un giudizio ambivalente, per quanto il libro mi sia piaciuto. Nonostante un alto tasso di coinvolgimento, mi sono sentito molto distante dalla passione dell'autore per la scena dei club/rave. E lo dico da grande fruitore di musica elettronica. Stonato poi l'apprezzamento che ne esce dell'ecstasy della prima ora, soprattutto in paragone con le droghe dei periodi successivi.
    In generale comunque una lettura interessante, in particolare nei momenti più filologici. La passione che Mancassola prova per questa scena musicale, se a volte rende tutto più vero, altre mitizza un po' troppo. Ma ci sta, visto il modo in cui è impostato il libro.

    ha scritto il 

  • 3

    (2005)

    La musica come spia del mondo.Il prodotto più leggero, e al tempo stesso rivelatore. La musica dance come sintomo di una crescente cultura di massa del piacere. Di un bisogno fisico, disperato di acce ...continua

    La musica come spia del mondo.Il prodotto più leggero, e al tempo stesso rivelatore. La musica dance come sintomo di una crescente cultura di massa del piacere. Di un bisogno fisico, disperato di accelerazione. "Last Love Parade" è un libro contaminato, insieme saggio, autobiografia e biografia altrui, un viaggio generazionale e personale. Una specie di medicina amara e assoluta. E uno straziante periplo intorno al corpo, individuale e collettivo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ok, bisogna avere almeno un minimo interesse per la musica elettronica per leggerlo...ma un po' di curiosità per qualcosa che non si conosce no? È cultura pop, che arriva a tutti, che lo vogliano o no ...continua

    Ok, bisogna avere almeno un minimo interesse per la musica elettronica per leggerlo...ma un po' di curiosità per qualcosa che non si conosce no? È cultura pop, che arriva a tutti, che lo vogliano o no, per lo meno attraverso la musica di certi spot.
    Comunque:
    storia della musica e storia personale (racconto di -una- formazione) giustamente si alternano.
    Per alcuni poetico e nostalgico, bellissimo.
    Fuori catalogo per molto tempo, appena ripubblicato in una collana diretta da Genna. Bravo.

    ha scritto il 

  • 4

    ....è l'ora di ballare....

    E’ difficile parlare di questo libro. Così, di getto, mi verrebbe da dire che è un viaggio nella musica, nello specifico dance ed elettronica, ma in fondo credo sia molto di più…..certamente un viaggi ...continua

    E’ difficile parlare di questo libro. Così, di getto, mi verrebbe da dire che è un viaggio nella musica, nello specifico dance ed elettronica, ma in fondo credo sia molto di più…..certamente un viaggio fatto di suoni ma anche di emozioni, sensazioni profonde….vibrazioni. Del corpo e della mente.

    “Ogni suono ha la sua giustificazione. Ogni suono fa qualcosa per qualcuno”.

    Verissimo. Un libro che ci chiede di essere ‘ascoltato’. Con curiosità, con stupore. Basta abbandonarsi al suo ritmo.

    “…vi abbandonate al suono. E’ un giro infinito di sintetizzatore, duro, acido, ipnotico, in qualche modo commovente, come una tensione che gira nei muscoli, ogni volta sul punto di provocare dolore. Vorresti urlare. Resti in bilico, e non sai davvero niente…..eppure sai di vibrare, e la musica è così vicina, sul punto di svelare quel che verrà. Non resta che crederle. Alzare le braccia, e iniziare a ballare.”

    Un libro che ci racconta in modo mirabile molti ricordi, dai più dolorosi e brutali….le cariche delle forze dell’ordine durante il G8 di Genova del 2001 o la tragedia di Duisburg, in Germania, nel luglio del 2010……ai più dolci ed intensi, di una grande e profonda amicizia…. “tu e Leo, uniti dal filo degli auricolari di un walkman, uno per ciascuno, come un finissimo cordone ombelicale”…. “il tuo amico, il gemello ideale, carne e sangue e fasci di nervi”…. “Poi l’aria smise di farsi cemento. Poi la coscienza riprese piano, dalla pelle del viso, grazie al fiato-brezza di Leo, e gli occhi tornarono a distinguere. Vi scambiaste un bacio che sapeva di fratello. Era il primo della vostra vita, e aveva già il chiaro sapore dell’ultimo.”

    Assolutamente affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito Last Love Parade e sono rimasta così. Con il movimento infiltrato nelle gambe e i bassi agganciati al petto.

    E il desiderio di immergermi e riemergere. Ricordi, sensazioni. Ancora e di nuovo ...continua

    Ho finito Last Love Parade e sono rimasta così. Con il movimento infiltrato nelle gambe e i bassi agganciati al petto.

    E il desiderio di immergermi e riemergere. Ricordi, sensazioni. Ancora e di nuovo.

    Ho finito Last Love Parade e sono rimasta così, con in bocca quel sapore amaro che si dissolve in un sorso d’acqua.

    Con in bocca il sapore di una scrittura secca, ritmica, spessa. Eppure dolce, melodica, leggera.

    Lucida.

    E l’impressione che ti si appiccica addosso quando qualcuno ti racconta qualcosa di suo, qualcosa però che in fondo è anche tuo. E se anche non lo fosse lo fa così bene che è come se.

    Mancassola riannoda i fili della musica elettronica, dalla dance alla gabba, passando per la trance e la minimal, dal clubbing al free party, i raver che si sovrappongono ai traveller. Il sogno del party infinito. La jungle e la drum’n'bass. Le fusioni e le eredità, [...] il divertimento come conquista sociale [...]. Dj come musicisti. Derive e derivazioni. Gli anni ’70, gli anni ’80, i ’90 e il nuovo millennio.

    E la macchina dentata della commercializzazione/mercificazione del divertimento che ingloba, normalizza, canonizza, ingabbia. Mastica e sputa.
    [...] Ogni rivoluzione assorbita sul nascere, ogni nuovo accenno (musiche, stili, droghe, idee politiche, pratiche sessuali, ogni nuova virgola nella frase del mondo) trasformato entro pochi mesi in uno special televisivo. La membrana che separa i due piani si assottiglia fino a farli coincidere, o annullarli entrambi: se non esiste controcultura, nemmeno cultura. [...]

    E se non è il denaro è la legge, ma qui il nodo da fare è doppio.

    E scioglie i nodi di un’amicizia, del volersi salvare a vicenda. Dello scoprirsi necessario all’altro e dello sperimentarne la necessità. E i silenzi colmi e poi il guardasi dormire. Cercarsi. Riconoscersi. Proteggersi. E [...] sapere se anche lui sentiva quel senso sospeso, quasi una specie di compito da assolvere, qualunque fosse il vero compito di quell’età: crescere, conoscere il proprio amico, raccogliere strategie contro il dolore che verrà. [...]

    E la ricerca di una direzione tra le infinite direzioni, [...] smettere di portarti dietro i desideri come infiniti pesi morti. [...]

    Quindici anni, vent’anni, trent’anni.

    Mancassola traccia traiettorie, elettroniche e personali, senza mai tralasciare il contesto politico, sociale, geografico. Altre traiettorie, altri fili da annodare. Altri fili da sciogliere, attraverso la musica che [...] è la spia del mondo. La musica è la schiuma di una società: il prodotto più leggero, e al tempo stesso rivelatore. [...]

    Ho finito Last Love Parade e sono rimasta così, a pensare che [...] ancora una volta non si può che ballare. [...]

    [...] Alla maniera del punk, anche la techno sarà una scossa assoluta. Anche la techno incarnerà la vertigine del contemporaneo, e una contraddizione ancora più estrema: ritmi che sembrano fatti da macchine per macchine, ballati da corpi umani. La techno è la prima musica non umanista. E anche la techno sarà consapevole. Disillusa eppure fragorosa. In certe sue frange, raggiungerà esiti nichilisti e orizzonti di puro annientamento più di qualunque canzone punk. Sarà marea senza ritorno. Eppure avrà, nel suo ritmo devastante, qualcosa di struggente. La techno è disumana, la techno è romantica. [...]

    ha scritto il 

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