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Last Night in Twisted River

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Publisher: Knopf Canada

3.8
(218)

Language:English | Number of Pages: 576 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Dutch , Spanish , Finnish , Catalan , German , Italian , Swedish , Norwegian , French , Portuguese , Polish

Isbn-10: 0307398366 | Isbn-13: 9780307398369 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Others , Paperback , eBook , Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 0

    C’è tutto l’Irving che ho già letto, in questo romanzo.
    C’è Irving, in questo romanzo.
    Danny Angel ovvero Daniel Baciagalupo è uno scrittore, come Irving (come Garp).
    Danny come Irving ha conosciuto ...continue

    C’è tutto l’Irving che ho già letto, in questo romanzo.
    C’è Irving, in questo romanzo.
    Danny Angel ovvero Daniel Baciagalupo è uno scrittore, come Irving (come Garp).
    Danny come Irving ha conosciuto Vonnegut*, ha insegnato nella stessa scuola.
    “a colpirlo dei romanzi di Danny era il fatto che erano e al tempo stesso non erano autobiografici.”
    E’ come, non saprei definirlo diversamente, un romanzo del ritorno: entrano nelle maglie della trama temi e tracce già solcati dall’autore, si può persino riconoscere la clinica per gli aborti delle regole della casa del sidro.
    Dalla realtà alla trasfigurazione letteraria.
    Il romanzo stesso ha una struttura a riccio, con una chiusura circolare; i fatti narrati cominciano nel 1954:“Il giovane canadese, che non poteva avere più di quindici anni, aveva esitato troppo”.
    La frase di inizio è la stessa frase che Danny Angel cesella come inizio del suo ultimo libro, dopo averne percorso a ritroso tutta la trama.

    Tre uomini costituiscono l’ossatura portante del romanzo: Dominc Baciagalupo, cuoco in un insediamento di boscaioli a Twisted River e poi dovunque nel suo lungo fuggire; suo figlio Danny che diventerà scrittore famoso; il burbero Ketchum, trait d’union tra il passato e il presente.
    Le donne sembrano meteore nell’universo Irviniano, la paternità è protagonista (anche in senso lato) e la maternità (anche in senso lato) è comparsa.
    (immagino Irving come vessillo e scrittore prediletto dei padri separati non affidatari e incazzati).
    Ma anche se le donne sembrano meteore, la loro traccia persiste oltre il tempo e la loro luce si riverbera fino alla fine dei giorni: sono loro a costituire il collante e la molla che genera il caos, la tragedia interiore che spinge gli uomini ad odiarsi o a tenersi legati in modo imperituro.
    Sono loro a dare la forma ai sogni (o agli incubi).
    Nel romanzo vi sono molti temi già affrontati nelle precedenti opere di Irving, come dicevo in principio.
    Tra tutti la metaletterarietà, l’ansia da distacco (il sotto rospo), l’iperprotettività, il rispetto delle scelte, la nostalgia, la difficoltà insita nei rapporti di coppia.
    In questo romanzo più che negli altri, anche se il finale consolatorio tende al risarcimento, emerge chiara la visione del vivere come muovendosi su tronchi affidati alla corrente: il rischio è sempre presente, e anche il più esperto dei boscaioli può ferirsi (o morire) nel corso di una fluitazione.
    Perché basta un attimo di distrazione, e la formidabilità di eventi e di incontri cambiano traiettoria alla vita.
    Da una padella di ferro ad una Signora del cielo.

    Irving è sempre un gran bel narratore.

    *Nel romanzo vi sono riportate cose e frasi che Irving aveva già detto su Vonnegut.
    http://www.ew.com/article/2007/04/22/john-irving-remembers-late-kurt-vonnegut

    said on 

  • 4

    La lettura di questo libro mi ha accompagnato per quasi un mese, perché Irving è così, ti accompagna e ti tiene per mano nella vita dei suoi personaggi, ti mostra i suoi paesaggi del nord, assapori in ...continue

    La lettura di questo libro mi ha accompagnato per quasi un mese, perché Irving è così, ti accompagna e ti tiene per mano nella vita dei suoi personaggi, ti mostra i suoi paesaggi del nord, assapori in sua compagnia odori e tanfi.
    8-/10

    said on 

  • 4

    e 1/2. " A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal paradiso alla terra..."

    E poi, naturalmente, perdiamo qualcuno, qualcuno che credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra esistenza.
    Le storie di John Irving sono sempre costellate di incidenti, drammi e psicodrammi, d ...continue

    E poi, naturalmente, perdiamo qualcuno, qualcuno che credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra esistenza.
    Le storie di John Irving sono sempre costellate di incidenti, drammi e psicodrammi, dolore e morte. In questo libro ho ritrovato il grande scrittore americano nella sua forma migliore, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, che lo rendono unico nel panorama letterario contemporaneo. Questa storia finisce esattamente come era iniziata, dopo una serie quasi infinita di personaggi, colpi di scena, scene memorabili e diverse interruzioni nel ritmo della narrazione....
    "Aveva perduto molto di ciò che gli era più caro, ma sapeva che le storie sono meraviglie, che semplicemente non possono essere fermate..."
    http://youtu.be/YwSZvHqf9qM

    said on 

  • 5

    She bu de*

    Ho ritrovato il "mio" Irving. Quello che parla del dolore con discrezione suggerendo come poterlo affrontare o come stare accanto a chi ne vive uno senza essere invadenti e rumorosi; quello che mentre ...continue

    Ho ritrovato il "mio" Irving. Quello che parla del dolore con discrezione suggerendo come poterlo affrontare o come stare accanto a chi ne vive uno senza essere invadenti e rumorosi; quello che mentre stai leggendo ti avvisa con piccole allusioni che c'è un cambiamento, di quelli irreversibili: trovo che sia una scelta molto delicata, mi dà il tempo di prepararmi.
    Ho ritrovato il mondo fatto di incidenti, dove all'improvviso la vita può prendere una direzione diversa o si è costretti a fare delle scelte che portano a un cambiamento radicale, un po' come davanti ad un bivio. Destra o sinistra? La scelta può essere fatta con il cuore, con la testa, con la pancia. Qualsiasi sia il motivo per cui si decide di proseguire per una o l'altra strada, non si saprà mai se l'altra sarebbe stata la scelta migliore. Si continua a camminare ma spesso con passo sempre più lento e pesante, recitando un "she bu de" come un mantra, perché ogni cambiamento lascia alle spalle una perdita, di una persona o anche solo di piccole abitudini di cui si sente la mancanza nel momento in cui non hanno più senso di esistere, perché manca quel contesto in cui sono nate. Perdite che lasciano nel cuore una malinconia e un senso di vuoto che anche se sono destinati ad attenuarsi con il tempo, non spariranno mai.

    -Come stai?
    -Bene..
    -Non puoi stare bene dopo quello che ti è successo, non ancora almeno!
    -Hai ragione. Il punto è che non starò mai più "bene bene". Qualcosa è cambiato per sempre!

    Certo che si tornerà a sorridere! Ma "dietro ad un sorriso si nasconde spesso un gran dolore".

    Cadere fa parte del gioco della vita. Sono le persone -alcune, a volte- a essere il tappeto di gommapiuma che attenua il colpo. Grazie a queste persone -alcune, a volte- che si torna a sorridere.

    "Non sempre possiamo scegliere come conoscerci. A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal peradiso alla terra, allo stesso modo perdiamo qualcuno che un tempo credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra vita"

    http://www.youtube.com/watch?v=et5Z8CuHti8

    * Significa più o meno "non mi posso rassegnare", e lo si dice quando non si vuole rinunciare a qualcosa cui si tiene davvero

    said on 

  • 5

    John Irving - Ultima notte a Twisted River

    Ormai sto maturando una vera e propria dipendenza da Irving e dalla sua prosa a tratti forse quasi magica, spesso in grado di travolgerti ma anche di avvolgerti come una calda trapunta nei freddi mesi ...continue

    Ormai sto maturando una vera e propria dipendenza da Irving e dalla sua prosa a tratti forse quasi magica, spesso in grado di travolgerti ma anche di avvolgerti come una calda trapunta nei freddi mesi invernali.

    Ultima notte a Twisted River è un caleidoscopio di personaggi nel più classico stile dell'autore americano con un trama che ai più disattenti può forse risultare banale, ma che in realtà nella sua ciclicità racchiude l'essenza stessa della vita, dello scorrere delle generazioni, della morte e anche del dolore. Perché vivere vuol dire spesso soffrire e vuol dire prima o poi anche purtroppo morire.

    Come al solito Irving gestisce benissimo i salti temporali (con qualche eccezione, vedi sotto) come mi è capitato di leggere in alcuni romanzi dei miei autori preferiti (Philip Roth e Jonathan Franzen) e trovo che anche i colpi di scena siano stati dosati in maniera congrua e credibile. Ho provato insomma estrema soddisfazione ad immergermi nelle atmosfere speciali di questo scrittore ed a ritrovare quei temi a lui più cari (orsi, Vietnam, scrittori e amori), accompagnato da personaggi che forse solo lui è in grado di tratteggiare.

    Piccoli difetti sono una terza parte con forse un po' troppi salti temporali ed una quinta parte in cui l'autore si lascia andare ad un ricordo dell'11 Settembre che non trasmette quell'emotività che ci aspetterebbe da un evento del genere. Aggiungerei anche una certa visione del popolo italiano che agli americani potrà anche piacere ma che a noi "mangiaspaghetti" forse un po' fa sorridere. Ma non stiamo parlando di niente di grave.

    Forse Le regole dalla casa del sidro, Hotel New Hampshire e Preghiera per un amico sono un pelino superiori rispetto a questo romanzo (hanno quasi un'aura di epicità che li ammanta) però mi sento di porre comunque Ultima notte a Twisted River nell'olimpo di Irving. Non mi stancherò mai di dirlo: leggete questo autore! (ed un grazie infinito a Daniela, lei sa perché...)

    said on 

  • 5

    Twisted River, aprile 1954. Le ultime nevi si stanno sciogliendo, il fiume gelido e gonfio di acqua trasporta a valle un ammasso di tronchi in movimento e il corpo ormai senza vita di un giovane canad ...continue

    Twisted River, aprile 1954. Le ultime nevi si stanno sciogliendo, il fiume gelido e gonfio di acqua trasporta a valle un ammasso di tronchi in movimento e il corpo ormai senza vita di un giovane canadese troppo inesperto e troppo lento per governare la fluitazione. Dalla sponda del fiume Dominic Baciagalupo, detto Cookie, e suo figlio Daniel osservano impotenti il tentativo di salvataggio del ragazzo.

    continua a leggere su

    http://www.mangialibri.com/node/14374

    said on 

  • 3

    Non mi ha convinta

    Sinceramente mi aspettavo di più dallo scrittore di "Le regole della casa del sidro", film che ho visto qualche anno fa e che mi era piaciuto molto. Non mi ha convinta l'uso dei flashback: si fa un pa ...continue

    Sinceramente mi aspettavo di più dallo scrittore di "Le regole della casa del sidro", film che ho visto qualche anno fa e che mi era piaciuto molto. Non mi ha convinta l'uso dei flashback: si fa un passo avanti e due indietro nella maggior parte del libro; questo, a lungo andare, appesantisce troppo la lettura, affatica e confonde il lettore. Alla fine il protagonista, che diventa anche l'autore, spiega che inizia a scrivere dall'ultimo capitolo, a ritroso: ecco il perché dello stile un po' confusionario. Non mi ha convinta neanche l'episodio fondamentale, che scatena poi tutte le conseguenze della storia: la padellata in testa. Possibile mai che un ragazzino dodicenne riesca ad ammazzare sul colpo una donna grande e grossa, solo con un colpo di padella sulla tempia...? E poi, perché dover per forza fuggire, visto che il cadavere era già stato sistemato (...perché non avrebbe potuto scrivere il libro?)? Francamente ha un po' del grottesco. Poco convincente anche la maggior parte delle figure femminili: androgine, giunoniche, forzute; sembrerebbe che l'autore abbia un bisogno psicologico di simili figure. E poi troppe parentesi, in un libro ben scritto non dovrebbero proprio essercene. Unico motivo per cui ho dato 3 stelle e non 2 è per il concetto di base che la violenza può diventare inarrestabile e le ambientazioni sono abbastanza ben descritte. Comunque un malloppone tutto sommato piuttosto noioso; la parte politica e dell'attacco alle Torri Gemelle poi, decisamente da eliminare: è inutile e sembrerebbe aggiunto apposta per poter dire la sua. Insomma, non mi sentirei di consigliarlo a un vero amico.

    said on 

  • 2

    Perchè non ho iniziato la conoscenza di Irving con "Le regole della casa del sidro"? Questo polpettone di oltre 700 pagine è sfiancante. Tutto ruota intorno ad una padella da cucina usata come arma, " ...continue

    Perchè non ho iniziato la conoscenza di Irving con "Le regole della casa del sidro"? Questo polpettone di oltre 700 pagine è sfiancante. Tutto ruota intorno ad una padella da cucina usata come arma, "tutto" per modo di dire perchè forse farei meglio a dire "niente", dato che gli avvenimenti stanno a zero. Oltretutto, come se il tedio della storia non bastasse, l'autore ha pensato bene di farcirla con una serie infinita di salti temporali, tanto numerosi quanto irritanti. Sono inutili e confondono. Non ho letto altro di questo autore, se non fosse che ho sentito parlare così bene della Casa del Sidro terminerei così il mio incontro con Irving...

    said on 

  • 4

    Le storie di Irving non si leggono, si vivono, raccontarle è impossibile.
    In questo libro tutto inizia con una padella di ferro, ottima anche come arma da difesa e una fuga che durerà per tutta la vit ...continue

    Le storie di Irving non si leggono, si vivono, raccontarle è impossibile.
    In questo libro tutto inizia con una padella di ferro, ottima anche come arma da difesa e una fuga che durerà per tutta la vita, perchè è ..."un mondo di incidenti".
    Una trama strampalata, a volte mi son smarrita in... troppe pagine, perchè tra un "do-si-do", un "Cristo Costipato!", una "Signora dei Cieli" che atterra dentro un porcile e una "Mustang blu senza nessuno al volante" è facile perdere il filo, alla fine però, tutto ha un senso.
    "A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal paradiso alla terra, allo stesso modo in cui perdiamo qualcuno che un tempo credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra vita."
    ... magico Irving.

    said on 

  • 1

    Hacía años que no leía a este escritor del que nunca he terminado decepcionada, pero con este último la sorpresa ha sido inesperadamente decepcionante.

    said on 

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