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Lavinia

By Ursula Le Guin

(2)

| Hardcover | 9780575084582

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Book Description

' Lavinia is the daughter of the King of Latium, a victorious warrior who lovespeace; she is her father's closest companion.

22 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ufff. Lo estoy terminando por orgullo. Pero me ha decepcionado. Lo encuentro poco interesante. Y eso que supuestamente cuenta la "Iliada" de Virgilio.

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    micr2005 said on May 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Eneida contada por uno de sus personajes y donde la historia no se detiene en el final del poema sino que sigue un poco más para describirnos los antecedentes de la que sería la ciudad más importante del mundo antiguo: Roma.
    http://buscapina7.blog ...(continue)

    La Eneida contada por uno de sus personajes y donde la historia no se detiene en el final del poema sino que sigue un poco más para describirnos los antecedentes de la que sería la ciudad más importante del mundo antiguo: Roma.
    http://buscapina7.blogspot.com.es/2014/04/lavinia.html

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    Kirke said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Terribile.
    Ho impiegato due anni a finirlo. E con grande, grande fatica.

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    Bobby said on Oct 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e ar ...(continue)

    In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
    Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
    Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

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    Cavallo di Ferro Srl said on Sep 21, 2012 | Add your feedback

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    It seems odd to me that Lavinia, though receiving good reviews, does not really obtain the attention that it absolutely deserves. This is really something among Le Guin's later works.

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    yuuyh said on Jul 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi sovviene

    Devo dire che questo secondo me non è uno dei migliori libri di questa aurice, ma ammetto d'altra parte che avendo io sempre avuto una certa avversione per l'Eneide, di cui non ricordo effettivamente praticamente nulla, sono partita forse un po' prev ...(continue)

    Devo dire che questo secondo me non è uno dei migliori libri di questa aurice, ma ammetto d'altra parte che avendo io sempre avuto una certa avversione per l'Eneide, di cui non ricordo effettivamente praticamente nulla, sono partita forse un po' prevenuta.
    Bellissima mi è sembrata invece l'invenzione narrativa di questo personaggio secondario, Lavinia, che prende vita propria, racconta la sua storia riscattandosi dalla marginalità in cui il poeta l'ha confinata, mantiene per tutta la narrazione un costate rapporto dialettico con lui, un rapporto che lei stessa definisce d'amore, a cui tuttavia può anche ribellarsi di tanto in tanto, a volte perfino smentendolo. Questo costante dialogo costituisce tutta la struttura della narrazione in cui la protagonita si muove su un'ambivalenza tra la conoscenza e aderenza a un destino dato e a lei noto e la sua libertà di viverlo e interpretarlo.

    Una nota a parte però devo farla sua traduzione, premettendo che comunque non ho letto, nè proabilmente sarei in grado di farlo, il testo originale: ho trovato il linguaggio eccessivamente ampolloso. Sicuramente la Le Guin sa scrivere bene e utilizza parole anche ricercate, magari un po' "arcaiche", ma avendo letto altri suoi romanzi fanntasy devo dire che tale complessità era resa anche con l'utiizzo di un linguaggio più scorrevole. In questo caso la scorrevolezza manca del tutto e mi è sembrato che a volte si sfiorasse il ridicolo.
    Su tutto cito il verbo "sovvenire" usato a palate e talvolta in modo dubbio. Mi sono perfino andata a guardare il dizionario d'italiano, per capire se ero io ad essere ignorante o era proprio che suonava male. Ebbene, "sovvenire", nel senso di "venire in mente" è un verbo intransitivo, quindi non regge il complemento oggetto e ciò che lo segue è in genere il soggetto ("mi sovviene qualcosa" equivale a "qualcosa sovviene a me"). E' perciò che una frase come "Mi sovvenni di quei suoi occhi d'oro pallido che brillavano di luce propria" suona come un gessetto che raschia una lavagna. Poi, a parte quel "di" in eccesso e il verbo usato come riflessivo, non sarebbe sembrato abastanza poetico anche un più scorrevole "(improvvisamente) mi riaffiorarono alla mente quei suoi occhi d'oro pallido che brillavano di luce propria"?
    Tanto per dirne una, eh.

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    xiaohuoxing said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

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