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L'avversario !! SCHEDA DOPPIA !!

By Emmanuel Carrere

(52)

| Hardcover

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Book Description

Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

La scheda corretta dell’edizione Einaudi anno 2002, dotata di codice ISBN, si trova qui

http://www.anobii.com/books/01c43c5d1477b3559f/

178 Reviews

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    ...quando è altro da sè

    Confermo che la scrittura di C. Non mi piace, e per questo ho mollato Limonov ma l'approccio si. È funzionale, al racconto, secco, banale quasi respingente come una soap recitata male. Tutto però dannatamente reale, come il protagonista nella sua san ...(continue)

    Confermo che la scrittura di C. Non mi piace, e per questo ho mollato Limonov ma l'approccio si. È funzionale, al racconto, secco, banale quasi respingente come una soap recitata male. Tutto però dannatamente reale, come il protagonista nella sua santificazione finale. Consigliato per codificare la banalità delle cronache giornaliere dei nostri killer da telegiornale

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    Lalara said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

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    nella vita di Jean-Claude Romand c’è una fitta rete di amori e di affetti: una moglie che conosce da sempre, due figli piccoli, i vecchi genitori devoti, amici intimi, un’amante. Quello che manca nella vita di Romand è un lavoro, una fonte di guadagn ...(continue)

    nella vita di Jean-Claude Romand c’è una fitta rete di amori e di affetti: una moglie che conosce da sempre, due figli piccoli, i vecchi genitori devoti, amici intimi, un’amante. Quello che manca nella vita di Romand è un lavoro, una fonte di guadagno. Capita a tanti, che magari il lavoro l’hanno perduto. Romand però un lavoro non l’ha mai avuto, così come non ha mai avuto una laurea, ma tutti lo conoscono come un luminare in campo scientifico, un ricercatore all’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. Nell’Avversario Emmanuel Carrère ricostruisce l’esistenza di Jean-Claude Romand che, posto alle strette dalle menzogne da lui stesso elaborate, il 9 gennaio 1993 uccide moglie e figli; elimina i propri genitori; dà fuoco alla villetta in un blando tentativo di suicidio; finisce per salvarsi e viene condannato all’ergastolo. Un’esistenza dannata che non poteva non attirare l’attenzione dello scrittore francese, bravissimo a indagare nei sentimenti altrui, nel decifrarne le scelte, soprattutto quelle estreme, apparentemente inspiegabili. Come ha fatto Romand a inventarsi un impegno studentesco che non ha mantenuto, una successiva carriera di grande prestigio, entrate economiche ingenti? Come ha fatto a non cedere mai all’impulso a confessare? Perché non si è ucciso e invece ha ucciso tutti quelli che amava? Come si sopravvive a questo peso mostruoso? Sul progetto di scrivere di Romand, Carrère ha molti ripensamenti: contatta il detenuto, accantona l’idea, vorrebbe usare la prima persona, oppure calarsi nei panni del suo amico più stretto... Alla fine opta per il proprio punto di vista, assiste al processo e va suoi luoghi abitati dall’uomo. Rievoca l’infanzia triste di Romand, dominata dalla depressione materna e dal desiderio di non pesare sui genitori; le svolte casuali (salta un esame di medicina perché lasciato dalla fidanzata, perde l’appello successivo e da allora finge di dare gli esami, mentre si limita a studiare e a frequentare la facoltà); l’abilità di truffatore (ha un’aria così seria e affidabile che parenti e amici non esitano a dargli i loro risparmi, convinti del suo talento nell’investirli, quando è in difficoltà dice di essere gravemente malato); i pasticci amorosi (si lega a un’amica divorziata, la riempie di regali, costringendosi a fare il triplo gioco). L’ultima incarnazione di Romand, non meno inquietante delle precedenti, è quella del detenuto modello, adorato dai volontari che prestano servizio in carcere. Sul pentimento di quest’uomo, sul suo credo religioso, così come sul resto delle sue imprese, Carrère non esprime giudizi, limitandosi a ricostruire i fatti e a raccogliere il parere di altri. Libro dopo libro si rafforza il mio amore per la scrittura di Carrère, per il suo particolare modo di muoversi tra realtà e immaginazione. Traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi 2013.

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    volevoesserejomarch said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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    Quando la realtà supera l’immaginazione. E’ la vicenda reale di un criminale efferato, assassino, bugiardo e truffatore, che ha sterminato tutta la sua famiglia (moglie, figli, genitori, forse anche suocero) per non rivelare le sue menzogne. Il tutt ...(continue)

    Quando la realtà supera l’immaginazione. E’ la vicenda reale di un criminale efferato, assassino, bugiardo e truffatore, che ha sterminato tutta la sua famiglia (moglie, figli, genitori, forse anche suocero) per non rivelare le sue menzogne. Il tutto dopo aver condotto una vita apparentemente normale, da classico uomo ‘perbene’, non particolarmente interessante e del tutto privo di fascino. E’ pazzo? Non lo è? Carrère non risponde a queste domande e, di fatto, nemmeno se le pone. Il suo scopo è raccontare la storia di questo incredibile personaggio, seguire passo dopo passo lo sviluppo del castello di menzogne che hanno portato ineluttabilmente alla tragedia osservando con particolare turbamento l’assoluta mancanza di consapevolezza di quanti gli sono vissuti accanto senza mai accorgersi di nulla. E non si tratta di sprovveduti. Con altrettanto attonito stupore Carrère rileva l’apparente ‘innamoramento’ di quanti, dopo la sua confessione e condanna, sono stati presi nella sua rete. Il quadro è quello di una personalità ambigua, sfuggente, difficilmente classificabile. Meschino, vigliacco eppure capace di un orrore senza pari. Perfetta narrazione post-moderna: potente, perturbante, ben scritta (e ben tradotta). Il classico libro che, una volta iniziato non si può lasciare. E’ stato richiamato, anche in questo sito, il nome di Truman Capote (‘A sangue freddo), ma a me pare pertinente anche il nome di Patricia Highsmith, con le sue storie di ordinaria follia.

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    Lilli48 said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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    raro caso in cui la trasposizione cinematografica è molto meglio del libro: scritto male, malissimo.

    l'autore fallisce proprio nell'intento principale dato che lui stesso afferma di non aver voluto riscrivere i fatti di cronaca ma focalizzarsi sui m ...(continue)

    raro caso in cui la trasposizione cinematografica è molto meglio del libro: scritto male, malissimo.

    l'autore fallisce proprio nell'intento principale dato che lui stesso afferma di non aver voluto riscrivere i fatti di cronaca ma focalizzarsi sui meccanismi mentali del protagonista.

    le oziose considerazioni dell'autore e la sua mediocre vena narrativa non riescono comunque a stemperare l'orrore e la nera potenza delle nefandezze compiute da un vero mostro....guardatevi il film, Daniel Auteuil vi farà ghiacciare il sangue molto meglio di Carrere.

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    Tambay said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

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    ecco emmanuel lo segui bene bene, ha un bello stile anche lui e poi gli autori che fanno sembrare semplice quello che invece dev'essere difficile da morire li apprezzo di più. ad ogni modo la storia è di quelle che lascia davvero così: o_0, oltretutt ...(continue)

    ecco emmanuel lo segui bene bene, ha un bello stile anche lui e poi gli autori che fanno sembrare semplice quello che invece dev'essere difficile da morire li apprezzo di più. ad ogni modo la storia è di quelle che lascia davvero così: o_0, oltretutto è pure vera. che un tizio sia riuscito da solo a tenere nascosta una cosa simile e la tragedia finale..orpo ti fa dubitare di quel che pensi di sapere di chiunque anche della persona più vicina. E. tu non sei il primo di vari scrittori che mi dicono che in realtà non conosciamo niente di nessuno e mai potremo farlo.

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    Rem said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

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