Le 120 giornate di Sodoma

Di

Editore: Guanda

3.3
(1174)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Finlandese

Isbn-10: 8860880351 | Isbn-13: 9788860880352 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Ispirato alla moda delle 'storie naturali' settecentesche, "Le 120 giornate di Sodoma" - terminato da Sade nel 1785 nel carcere della Bastiglia - è una vera e propria tassonomia delle passioni umane o, diremmo oggi, delle perversioni. In un crescendo ossessivo, con un linguaggio che si fa annotazione e a volte frammento, il romanzo segue le vicende di quattro 'libertini' e la loro paradossale sperimentazione di 'sregolatezze' rigidamente regolate, di una lussuria senza freno ma non senza ordine. È un viaggio nell'intimo del desiderio umano, in territori inconfessati e segreti, oltre le ipocrisie e le reticenze dell'educazione. Con quest'opera grandiosa e terrificante, dettata da una disperazione e da un coraggio straordinari, Sade ha segnato una tappa decisiva nel processo di conoscenza di sé dell'uomo occidentale.
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  • 2

    Lettura faticosa, portata a termine solo per l'inspiegabile simpatia che nutro per il marchese de Sade. Come al solito la cifra che caratterizza l'opera è la sovrabbondanza e l'iperbole, perché è semp ...continua

    Lettura faticosa, portata a termine solo per l'inspiegabile simpatia che nutro per il marchese de Sade. Come al solito la cifra che caratterizza l'opera è la sovrabbondanza e l'iperbole, perché è sempre tutto declinato al massimo: i corpi più belli, le dimensioni esagerate o minime, la cattiveria senza tentennamenti.
    Mancano quasi del tutto le parti più prettamente filosofiche, in cui l'autore approfondisce il suo pensiero, la razionalità e l'Illuminismo portato alle estreme conseguenze e che, per me, è l'elemento veramente interessante della sua opera. Il piacere invece c'è, viene descritto con un climax ascendente (anche piuttosto stomachevole) che culmina con la tortura e l'omicidio, ma il tutto risulta meccanico e noioso. Ciò nonostante ho provato presto la necessità di finirlo, perché la rappresentazione delle passioni, con la loro elencazione e puntuale descrizione, mi ha messo a dura prova, anche se sapevo esattamente a cosa andavo incontro.
    L'elemento piacevole, per così dire, sono gli appunti del marchese sulla struttura e sulla trama, che rendono evidente il suo modo di lavorare al romanzo.
    Sconsiglio vivamente questo libro come primo approccio al marchese de Sade. Per averne una visione compiuta è molto meglio "La filosofia nel boudoir", agile libretto completo di tutte le tematiche classiche.

    ha scritto il 

  • 2

    Il fatto che il libro sia incompiuto lo rende poco scorrevole, più un catalogo di "nefandezze" che una storia vera e propria. Se lo consideriamo come una bozza, una scaletta, potrebbe assumere una val ...continua

    Il fatto che il libro sia incompiuto lo rende poco scorrevole, più un catalogo di "nefandezze" che una storia vera e propria. Se lo consideriamo come una bozza, una scaletta, potrebbe assumere una valenza diversa.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo maestoso ma incompiuto libro di De Sade, la sua ambiziosa enciclopedia delle passioni umane, porta un sottotitolo simpatico: La scuola del libertinaggio. Non molto spaventoso, a dire il vero: c ...continua

    Questo maestoso ma incompiuto libro di De Sade, la sua ambiziosa enciclopedia delle passioni umane, porta un sottotitolo simpatico: La scuola del libertinaggio. Non molto spaventoso, a dire il vero: ci si potrebbe candidamente aspettare una lettura sfacciata farcita di aneddoti piccanti. Del resto, il nome del Divin marchese è una garanzia.
    Eppure, la dimensione erotica di questo libro è piuttosto limitata: incredibile per l'epoca e ancora oggi fonte di scandalo, certo, ma annegata dagli altri contenuti, circoscritta a "perversioni" più o meno innocue e più o meno indecenti, non è l'unica (forse neppure la principale) fonte di soddisfazione per i protagonisti delle 120 giornate.
    Recensione completa al link:
    http://caratterivaganti.blogspot.it/2015/03/le-120-giornate-di-sodoma-del-marchese.html

    ha scritto il 

  • 5

    Qual è il succo dell'esistenza, del cane-mangia-cane terribile e cieco, dell'assurdo che permea la realtà?
    E' sopraffazione, inversione, blasfemia.

    E l'uomo diventa sovrano, solo, un Unico, che non ha ...continua

    Qual è il succo dell'esistenza, del cane-mangia-cane terribile e cieco, dell'assurdo che permea la realtà?
    E' sopraffazione, inversione, blasfemia.

    E l'uomo diventa sovrano, solo, un Unico, che non ha posto al di sopra di sè nulla, e sotto di sè niente.

    120 venti giornate di Solitudine.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho apprezzato moltissimo De Sade durante la lettura di Justine. Una raffinata spiegazione dei particolari e la lettura particolarmente scorrevole. Ho intrapreso questa lettura sperando di ritrovare i ...continua

    Ho apprezzato moltissimo De Sade durante la lettura di Justine. Una raffinata spiegazione dei particolari e la lettura particolarmente scorrevole. Ho intrapreso questa lettura sperando di ritrovare i caratteri particolari che mi avevano spinto ad apprezzare il libro precedentemente letto, invece, escludendo la prima parte del racconto, è stato un fiasco totale. Va bene la scelleratezza e la crudeltà che De Sade emana da tutti i pori, va bene il susseguirsi di episodi di inaudita violenza in crescenza, ma la scrittura schematica non l'ho proprio digerita. La prima parte del libro non ha tradito le mie aspettative, molto ben dettagliata e leggera, mentre la seconda mi ha profondamente delusa. Sembrava di leggere uno schema, una sorta di bozza. Ho pensato più e più volte di abbandonare la lettura, e per finirlo mi sono dovuta armare di uno stomaco molto forte. Continuo ad apprezzare la scrittura e le narrazioni "fuori dal comune" di De Sade e il personaggio che lui stesso è stato, ma questo libro non consiglierei proprio di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Una lettura allucinante, monotonona, ma, nonostante tutto, ipnotica.
    La più grande perversione dell' ultimo capolavoro di Sade è il tentativo di trascendere la barriera col lettore, esortandolo, con u ...continua

    Una lettura allucinante, monotonona, ma, nonostante tutto, ipnotica.
    La più grande perversione dell' ultimo capolavoro di Sade è il tentativo di trascendere la barriera col lettore, esortandolo, con un invito che è tutto un programma, a riconoscersi nelle manie dei quattro protagonisti.
    L' orrore più grande non si trova in quello che fu scritto (il testo è incompleto), ma in quello che sarebbe dovuto essere scritto, come si legge nella lunga appendice composta degli appunti del più perverso scrittore della storia. La tortura, la morte, il coito, raggiungono vette tanto esasperate da rendere più che mai il lettore cosciente di cosa sia il proprio corpo, i suoi pregi e i suoi vizi, la sua forza e le sue (mille) debolezze.
    La critica al potere tanto enfatizzata da Pasolini e Ferreri è in questo testo così ovvia da apparire più un dato di fatto che una denuncia, mentre l' estro surrealista che portò un' infinità di autori a partire da Sade per le loro opere, da Apollinaire a Ballard fino a Palaniuck, è quantomai giustificata. Quest' opera sollecita i lati oscruri della nostra mente più di un film di Jodorovsky.

    ha scritto il 

  • 1

    Violento,sanguinario,pornografico,forse il testo maledetto per eccellenza.Difficile portare a termine la lettura per il rifiuto,almeno da parte mia,di quella spirale cieca di sesso e violenza,che risu ...continua

    Violento,sanguinario,pornografico,forse il testo maledetto per eccellenza.Difficile portare a termine la lettura per il rifiuto,almeno da parte mia,di quella spirale cieca di sesso e violenza,che risulta davvero ributtante.

    ha scritto il 

  • 3

    Fioretti stronzi

    E' stata dura...ma è stata dura! Dopo la superba prefazione di Roland Barthes ogni dubbio riguardo all'affrontare una lettura del genere si è dissipato: avrei in ogni modo letto l'opera di De Sade e l ...continua

    E' stata dura...ma è stata dura! Dopo la superba prefazione di Roland Barthes ogni dubbio riguardo all'affrontare una lettura del genere si è dissipato: avrei in ogni modo letto l'opera di De Sade e l'avrei pure finita. Assolutamente indispensabile per capire film come "La grande abbuffata" di Ferreri o come "Salò e le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini e come tante altre opere che da questo punto fermo della letteratura hanno tratto ispirazione; assolutamente indispensabile per immaginarsi un'animo umano radicalmente criminale, fuori da ogni schema aristotelico col quale ogni singola narrazione umana è composta dall'antica Grecia a oggi. Se ci ponessimo la domanda: era proprio necessaria quest'opera? la risposta sarebbe "Sì, essenziale". Se mi ponessi la domanda: rifaresti il fioretto di leggerlo e finirlo? la risposta sarebbe "Neanche pagata!". Però dai, certi libri "bisogna" leggerli per sentirsi un po' più della media!

    ha scritto il 

  • 2

    E' stata dura, ma sono riuscito a finirlo

    Me l'avevano consigliato alle superiori ed ero molto curioso di leggerlo. L'introduzione di Roland Barthes è molto apprezzabile e ti cala nella vicenda del libro. Ho fatto tanta fatica ad andare avant ...continua

    Me l'avevano consigliato alle superiori ed ero molto curioso di leggerlo. L'introduzione di Roland Barthes è molto apprezzabile e ti cala nella vicenda del libro. Ho fatto tanta fatica ad andare avanti, soprattutto per le immagine crude che evocava, più che per il linguaggio. Ho apprezzato però alcune stilettate sparse qua e là su morale, religione, buon costume, ... Mi ha colpito molto la figura del Vescovo, già dalla presentazione.
    Non è semplice da leggere, ci vuole una buona dose di pelo sullo stomaco e pazienza

    ha scritto il