Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le Alpi nel mare

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 46)

4.0
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925803 | Isbn-13: 9788845925801 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Vigliani

Genere: Fiction & Literature , Travel

Ti piace Le Alpi nel mare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In quattro schegge di prosa, una Corsica di luce e fantasmi che nessuno ha mai visto. L’ultimo vagabondaggio, mai portato a termine, di Sebald.

Ordina per
  • 0

    CASPAR DAVID FRIEDRICH

    Ci vuole davvero poco per riconoscere la scrittura di Sebald, il suo ritmo crepuscolare, la sua energica curiosità, il suo errare e divagare, quegli istanti curiosamente dilatati, di cui ci si ricorda ancora dopo anni.
    Può essere questo o quello, prima o dopo, la Corsica come in ques ...continua

    Ci vuole davvero poco per riconoscere la scrittura di Sebald, il suo ritmo crepuscolare, la sua energica curiosità, il suo errare e divagare, quegli istanti curiosamente dilatati, di cui ci si ricorda ancora dopo anni.
    Può essere questo o quello, prima o dopo, la Corsica come in questo caso, un cimitero, una spiaggia, un museo, una fotografia.

    E, sempre, instancabile, la mente di Sebald, e del lettore, vaga, perlustra, spazia, scruta, dilata.

    Sebald cammina, nuota, si siede, si arrampica, passeggia. Ci dà le spalle, ci regala il suo punto di vista.

    Sono frammenti, pubblicati postumi, incompiuti, sicuramente Sebald non li avrebbe concessi all’editore in questa veste.

    ha scritto il 

  • 4

    Nuotando nella notte.

    In una notte d'inverno, quando fuori la pioggia cade piano e i tuoni rimbombano in lontananza, ricordarsi seduta in un pomeriggio di settembre con una limonata asprissima fra le mani sui tetti di Sant'Antoninu - la costa Ovest, quella che preferisco - e trovarsi a guardare la Corsica con gli occh ...continua

    In una notte d'inverno, quando fuori la pioggia cade piano e i tuoni rimbombano in lontananza, ricordarsi seduta in un pomeriggio di settembre con una limonata asprissima fra le mani sui tetti di Sant'Antoninu - la costa Ovest, quella che preferisco - e trovarsi a guardare la Corsica con gli occhi di Sebald.
    La storia, le credenze e le usanze dell'uomo, la natura, il mare; alle spalle le Alpi, le «Dolomiti corse», quei picchi innevati anche fino a primavera inoltrata, di fronte il mare, ora azzurro, ora verde smeraldo, ora celeste trasparente e le distese di sabbia bianca, di ciottoli neri, i sassolini rossi, in un'infinità varietà di forme e colori, con lo sguardo volto all'orizzonte e all'infinito, sospesa tra cielo e mare.
    Quattro frammenti di un viaggio mai terminato estratti da un'opera non ancora tradotta nella sua interezza, «Campo Santo», che in poco più di settanta pagine, intense e dense di contenuti - contenuti che come al solito in Sebald spaziano dall'architettura alla botanica e dalla Storia alle tradizioni popolari alla Letteratura - restituiscono una Corsica che con Napoleone visse di gloria riflessa divenendo improvvisamente grande e maestosa, capace di svelarsi nelle improvvise acque cristalline e nelle baie protette ora da calanches ora da lunghi tratti desertici ma che nel contempo, per la sua natura di isola impervia e inaccessibile, è scrigno che custodisce misteri, ombre, rituali svelati e raccontati malvolentieri, foreste talmente fitte, molto spesso purtroppo distrutte nel tempo dall'uomo, da poter essere penetrate solo dagli animali selvatici, o dall'odore pungente del mirto. Oppure, alla fine, dal fuoco.
    Una terra, quella inaspettatamente aspra e impervia dell'interno, che diventa interno a pochissimi chilometri dal mare, che coincide con la mancata disposizione d'animo, mai celata dai suoi abitanti, di chiusura verso lo straniero, francese o italiano che sia, dove a ogni esplosione, anche la più piccola e sorda, può corrispondere un incendio, un gruppo di cacciatori che si sono inoltrati nel maquis, la fulcina che arriva con la falce in pugno per portare qualcuno con sé nel regno dei morti, una bomba lanciata nella notte dagli indipendentisti, oppure un sussulto dell'anima.
    Dovunque tu vada - sembra dire Sebald, mi viene in mente prendendo in prestito il titolo di un saggio di Kabat-Zinn - tu ci sei già.
    Io ci sono, e se il mio amore per la Corsica è di vecchia data e stabile nel mio cuore, quello per Sebald è in crescita costante.

    «Quando poi però, obbedendo a quell'istinto singolare che ci lega alla vita, feci dietro front per riguadagnare la terra, che da laggiù pareva un continente ignoto, bracciata dopo bracciata nuotavo sempre più a fatica, e non già per la sensazione di procedere contro corrente, quella corrente che mi aveva portato fin lì; no, mi sembrava piuttosto, s si può dir così per una distesa d'acqua, di risalire un pendio.»

    http://img1.fotoalbum.virgilio.it/v/www1-2/180/180773/321438/200807CorsicaSantAntonino_0140-vi.jpg

    ha scritto il 

  • 3

    4 brevissimi racconti sulla Corsica. Sembrano anche scritti con una classe non usuale; tuttavia le pagine sono troppo poche e i racconti (racconti di viaggio) sono troppo insipidi per catturare il lettore. Interessante soltanto il segmento sul rapporto con l'aldilà, che tuttavia si stempera rapid ...continua

    4 brevissimi racconti sulla Corsica. Sembrano anche scritti con una classe non usuale; tuttavia le pagine sono troppo poche e i racconti (racconti di viaggio) sono troppo insipidi per catturare il lettore. Interessante soltanto il segmento sul rapporto con l'aldilà, che tuttavia si stempera rapidamente nel nulla.
    Troppo poco per poter giudicare Sebald.

    ha scritto il 

  • 5

    Un pugno di pagine, quattro capitoli che non sono nemmeno capitoli. Schegge di prosa, in questo modo ha preferito presentarle l'editore, forse a ragione. Quanto rimane di un grande libro che poteva essere e non è stato.


    Le Alpi nel mare (Adelphi) raccoglie ciò che W.G. Sebald ha fatto in t ...continua

    Un pugno di pagine, quattro capitoli che non sono nemmeno capitoli. Schegge di prosa, in questo modo ha preferito presentarle l'editore, forse a ragione. Quanto rimane di un grande libro che poteva essere e non è stato.

    Le Alpi nel mare (Adelphi) raccoglie ciò che W.G. Sebald ha fatto in tempo a scrivere del suo ultimo vagabondaggio, in Corsica, prima che un incidente lo portasse prematuramente via. Ed è quanto basta per provare un enorme rimpianto.

    Quante cose che ci sono qui dentro. La grandezza di Napoleone vista con l'occhio dei genitori, la solitudine di un cimitero solitario, il mare e le ruvide montagne dell'interno, lampi di genio sulla Storia e sui destini di tutti noi, frasi che ti si conficcano comunque dentro, come: Mi piace moltissimo andare al cinema in città straniere - cosa che mi ha fatto rincorrere ricordi per una sera.

    Quattro schegge per disegnare un'isola di luci e ombre, di corpi pulsanti e di fantasmi, di un Mediterraneo che è Mediterraneo e che allo stesso tempo è qualcosa d'altro.

    La Corsica che per me, toscano, è a poche ore di traghetto, l'isola dall'altra parte. E che pure, mi accorgo ora, è uno dei posti più indefiniti e sfuggenti su cui mi sia mai capitato di riflettere.

    Sebald, forse, aveva cominciato a sbozzare il suo mistero. Ci sono rimasti solo i suoi primi colpi.

    ha scritto il 

  • 4

    ….tentavo di immaginarmi come sarebbe stato abitare in una di quelle fortezze di pietra, senz’altra occupazione sino alla fine della vita se non lo studio del tempo: del tempo passato e di quello che passa.
    E’ l’ultimo scritto di Sebald, pubblicato in ordine di tempo, e conferma la g ...continua

    ….tentavo di immaginarmi come sarebbe stato abitare in una di quelle fortezze di pietra, senz’altra occupazione sino alla fine della vita se non lo studio del tempo: del tempo passato e di quello che passa.
    E’ l’ultimo scritto di Sebald, pubblicato in ordine di tempo, e conferma la grandezza di questo scrittore, prematuramente scomparso nel 2001 quando pareva destinato a importanti traguardi nella letteratura mondiale. Si tratta di quattro brevi prose – “Breve escursione ad Ajaccio”, “Campo Santo”, “Le Alpi nel mare”, “La cour de l’ancienne école” – ispirate da un vagabondaggio geografico e culturale in Corsica. E’ un libriccino di una settantina di pagine, come sempre ricche di spunti da approfondire a parte. Prendiamo ad esempio lo scritto denominato “Campo Santo”. Sebald inizia da una passeggiata e da una nuotata – mi lanciai a nuoto verso il mare aperto; con incredibile facilità giunsi al largo, anzi così al largo che meditai di lasciarmi semplicemente trascinare lontano fin dentro la sera, fin dentro la notte – per volgere poi lo sguardo verso terra e ritornare tra le case e i giardini, costeggiando i muri, attratto dal cimitero di Piana che riflette in tutte le sue gradazioni la gerarchia sociale improntata alla diseguale ripartizione delle ricchezze terrene. Prosegue quindi con una disamina quasi antropologica della storia delle sepolture nell’isola, anche con riferimenti a riti e leggende.
    In linea di massima i rituali funebri in Corsica erano molto elaborati e avevano un carattere di intensa drammaticità…..c’erano altresì spiriti solitari, i quali si aggiravano senza requie con propositi di vendetta, facevano la posta al viandante sul ciglio della strada, sbucavano all’improvviso da dietro una roccia o venivano allo scoperto nei vicoli del borgo…..
    Infine Sebald ci riporta alla realtà dei giorni nostri e alle sepolture nelle grandi megalopoli di trenta milioni di abitanti e si chiede dove vanno a finire i morti di Lagos, San Paolo, il Cairo, Città del Messico…Di certo pochissimi nella frescura di una tomba.
    Nello scritto “Le Alpi nel mare” Sebald disserta invece dapprima sulla scomparsa delle foreste con alberi giganteschi di cui un tempo la Corsica era totalmente ricoperta e poi sul rito della caccia, dopo che casualmente gli era venuto tra le mani un volumetto di Flaubert con “La leggenda di San Giuliano”, cacciatore sanguinario e instancabile prima di pentirsi. Infine volge nuovamente lo sguardo al mare e lo fissa su uno yacht bianco. Per circa un’ora l’imbarcazione restò ferma nell’oscurità, sempre illuminata, come se il comandante attendesse il permesso di entrare in quel porto nascosto dietro i calanchi. Poi, quando le stelle già spuntavano oltre i monti, invertì la rotta e, lentamente come era arrivata, l’imbarcazione si allontanò.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccola prova di autore, che trasmette la medesima naturalezza e gravità delle opere più articolate. Forte e straziante il breve pezzo sul cimitero di Piana. Verrebbe da dire, solo per fans: ma chi non è – o non potrebbe essere - un fans di Sebald?

    ha scritto il 

  • 5

    per chi conosce la Corsica e non finirebbe mai di parlarne leggerne...per chi non la conosce un meraviglioso stimolo a partire, in qualsiasi stagione. E tanti, tanti spunti di buona vita

    ha scritto il