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Le Alpi nel mare

By Winfried G. Sebald

(95)

| Paperback | 9788845925801

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Book Description

In quattro schegge di prosa, una Corsica di luce e fantasmi che nessuno ha mai visto. L’ultimo vagabondaggio, mai portato a termine, di Sebald.

14 Reviews

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  • 23 people find this helpful

    CASPAR DAVID FRIEDRICH

    Ci vuole davvero poco per riconoscere la scrittura di Sebald, il suo ritmo crepuscolare, la sua energica curiosità, il suo errare e divagare, quegli istanti curiosamente dilatati, di cui ci si ricorda ancora dopo anni.
    Può essere questo o que ...(continue)

    Ci vuole davvero poco per riconoscere la scrittura di Sebald, il suo ritmo crepuscolare, la sua energica curiosità, il suo errare e divagare, quegli istanti curiosamente dilatati, di cui ci si ricorda ancora dopo anni.
    Può essere questo o quello, prima o dopo, la Corsica come in questo caso, un cimitero, una spiaggia, un museo, una fotografia.

    E, sempre, instancabile, la mente di Sebald, e del lettore, vaga, perlustra, spazia, scruta, dilata.

    Sebald cammina, nuota, si siede, si arrampica, passeggia. Ci dà le spalle, ci regala il suo punto di vista.

    Sono frammenti, pubblicati postumi, incompiuti, sicuramente Sebald non li avrebbe concessi all’editore in questa veste.

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    orsodimondo said on Nov 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stupore!

    Breve, incantevole, prezioso.

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    Pifo said on Sep 23, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    accusa e riscatto delle colpe dell'uomo attraverso... la poesia

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    Vincè said on Jul 8, 2013 | Add your feedback

  • 12 people find this helpful

    Nuotando nella notte.

    In una notte d'inverno, quando fuori la pioggia cade piano e i tuoni rimbombano in lontananza, ricordarsi seduta in un pomeriggio di settembre con una limonata asprissima fra le mani sui tetti di Sant'Antoninu - la costa Ovest, quella che preferisco ...(continue)

    In una notte d'inverno, quando fuori la pioggia cade piano e i tuoni rimbombano in lontananza, ricordarsi seduta in un pomeriggio di settembre con una limonata asprissima fra le mani sui tetti di Sant'Antoninu - la costa Ovest, quella che preferisco - e trovarsi a guardare la Corsica con gli occhi di Sebald.
    La storia, le credenze e le usanze dell'uomo, la natura, il mare; alle spalle le Alpi, le «Dolomiti corse», quei picchi innevati anche fino a primavera inoltrata, di fronte il mare, ora azzurro, ora verde smeraldo, ora celeste trasparente e le distese di sabbia bianca, di ciottoli neri, i sassolini rossi, in un'infinità varietà di forme e colori, con lo sguardo volto all'orizzonte e all'infinito, sospesa tra cielo e mare.
    Quattro frammenti di un viaggio mai terminato estratti da un'opera non ancora tradotta nella sua interezza, «Campo Santo», che in poco più di settanta pagine, intense e dense di contenuti - contenuti che come al solito in Sebald spaziano dall'architettura alla botanica e dalla Storia alle tradizioni popolari alla Letteratura - restituiscono una Corsica che con Napoleone visse di gloria riflessa divenendo improvvisamente grande e maestosa, capace di svelarsi nelle improvvise acque cristalline e nelle baie protette ora da calanches ora da lunghi tratti desertici ma che nel contempo, per la sua natura di isola impervia e inaccessibile, è scrigno che custodisce misteri, ombre, rituali svelati e raccontati malvolentieri, foreste talmente fitte, molto spesso purtroppo distrutte nel tempo dall'uomo, da poter essere penetrate solo dagli animali selvatici, o dall'odore pungente del mirto. Oppure, alla fine, dal fuoco.
    Una terra, quella inaspettatamente aspra e impervia dell'interno, che diventa interno a pochissimi chilometri dal mare, che coincide con la mancata disposizione d'animo, mai celata dai suoi abitanti, di chiusura verso lo straniero, francese o italiano che sia, dove a ogni esplosione, anche la più piccola e sorda, può corrispondere un incendio, un gruppo di cacciatori che si sono inoltrati nel maquis, la fulcina che arriva con la falce in pugno per portare qualcuno con sé nel regno dei morti, una bomba lanciata nella notte dagli indipendentisti, oppure un sussulto dell'anima.
    Dovunque tu vada - sembra dire Sebald, mi viene in mente prendendo in prestito il titolo di un saggio di Kabat-Zinn - tu ci sei già.
    Io ci sono, e se il mio amore per la Corsica è di vecchia data e stabile nel mio cuore, quello per Sebald è in crescita costante.

    «Quando poi però, obbedendo a quell'istinto singolare che ci lega alla vita, feci dietro front per riguadagnare la terra, che da laggiù pareva un continente ignoto, bracciata dopo bracciata nuotavo sempre più a fatica, e non già per la sensazione di procedere contro corrente, quella corrente che mi aveva portato fin lì; no, mi sembrava piuttosto, s si può dir così per una distesa d'acqua, di risalire un pendio.»

    http://img1.fotoalbum.virgilio.it/v/www1-2/180/180773/3…

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    Piperitapitta said on Feb 7, 2013 | 11 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    4 brevissimi racconti sulla Corsica. Sembrano anche scritti con una classe non usuale; tuttavia le pagine sono troppo poche e i racconti (racconti di viaggio) sono troppo insipidi per catturare il lettore. Interessante soltanto il segmento sul rappor ...(continue)

    4 brevissimi racconti sulla Corsica. Sembrano anche scritti con una classe non usuale; tuttavia le pagine sono troppo poche e i racconti (racconti di viaggio) sono troppo insipidi per catturare il lettore. Interessante soltanto il segmento sul rapporto con l'aldilà, che tuttavia si stempera rapidamente nel nulla.
    Troppo poco per poter giudicare Sebald.

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    KillDevilHill said on Jan 8, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un pugno di pagine, quattro capitoli che non sono nemmeno capitoli. Schegge di prosa, in questo modo ha preferito presentarle l'editore, forse a ragione. Quanto rimane di un grande libro che poteva essere e non è stato.

    Le Alpi nel mare (Adelphi) ra ...(continue)

    Un pugno di pagine, quattro capitoli che non sono nemmeno capitoli. Schegge di prosa, in questo modo ha preferito presentarle l'editore, forse a ragione. Quanto rimane di un grande libro che poteva essere e non è stato.

    Le Alpi nel mare (Adelphi) raccoglie ciò che W.G. Sebald ha fatto in tempo a scrivere del suo ultimo vagabondaggio, in Corsica, prima che un incidente lo portasse prematuramente via. Ed è quanto basta per provare un enorme rimpianto.

    Quante cose che ci sono qui dentro. La grandezza di Napoleone vista con l'occhio dei genitori, la solitudine di un cimitero solitario, il mare e le ruvide montagne dell'interno, lampi di genio sulla Storia e sui destini di tutti noi, frasi che ti si conficcano comunque dentro, come: Mi piace moltissimo andare al cinema in città straniere - cosa che mi ha fatto rincorrere ricordi per una sera.

    Quattro schegge per disegnare un'isola di luci e ombre, di corpi pulsanti e di fantasmi, di un Mediterraneo che è Mediterraneo e che allo stesso tempo è qualcosa d'altro.

    La Corsica che per me, toscano, è a poche ore di traghetto, l'isola dall'altra parte. E che pure, mi accorgo ora, è uno dei posti più indefiniti e sfuggenti su cui mi sia mai capitato di riflettere.

    Sebald, forse, aveva cominciato a sbozzare il suo mistero. Ci sono rimasti solo i suoi primi colpi.

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    Paolo Ciampi said on Oct 20, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (95)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 73 Pages
  • ISBN-10: 8845925803
  • ISBN-13: 9788845925801
  • Publisher: Adelphi (Biblioteca minima, 46)
  • Publish date: 2011-05-11
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