"Le tue aziende non esistono, Deckard. Basta raccontare balle. So bene che la Corporation sta marcendo, minata dalla vanità che uccide il talento, dall’invidia che diventa mobbing, dall’ambizione di una dirigenza psicolabile e demente. Perché non mi parli di questo?”
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"Le tue aziende non esistono, Deckard. Basta raccontare balle. So bene che la Corporation sta marcendo, minata dalla vanità che uccide il talento, dall’invidia che diventa mobbing, dall’ambizione di una dirigenza psicolabile e demente. Perché non mi parli di questo?”
Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino. Da una parte, infatti, ogni episodio è concepito quale travestimento di una delle Città; dall’altra, i sogni, le emozioni, le visioni dei personaggi danno vita ad una storia liquida, scaturente dalla conversazione fra l’Amministratore Delegato di una Corporation e il suo Direttore del Personale, riscrittura dei dialoghi calviniani fra Marco Polo e l’Imperatore Cinese. In accordo con la riflessione sullo Humanistic Management sviluppata negli ultimi anni da Marco Minghetti (ideatore e coordinatore dell’opera, nonché autore di alcuni episodi), la struttura del volume riflette la molteplicità dei piani comunicativi: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Una scrittura mutante, che travalica le distinzioni fra scrittori e manager, fra sociologi e attori, fra filosofi ed economisti, fra musicisti e designer.