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Le Baccanti

Testo greco a fronte

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.3
(592)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 517 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817100250 | Isbn-13: 9788817100250 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Ripensare alle Baccanti significa ripensare alla cultura dell'antica Grecia.Ma quale cultura? Quella della filosofia e della letteratura o quella dellagente incolta? Euripide, intellettuale raffinato, rifiuta una visione elitariadel sapere, e crea una tragedia straordinaria, con risvolti profondamenteconflittuali rispetto alla tradizione. C'è un dio, Dioniso, che inganna evince ma senza esiti trionfalistici; c'è un antagonista, Penteo, che vienebeffato e fatto a pezzi dalla sua stessa madre: impulsi selvaggi,spettacolarità esasperata, e però anche pietà e sofferenza. L'edizione, curatada Vincenzo Di Benedetto, propone un commento sistematico, che si accompagna aun riesame critico del testo originale e a un'analisi dei moduli scenici.
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  • 5

    Per tutto questo Euripide è il “più tragico dei tragici”, ma ancor più perché ha scritto alla fine della sua vita le Baccanti, “una delle opere di più scomposta tragicità” della letteratura mondiale, l'opera di cui Racine non poté portare a termine la lettura […], ancor oggi così distu ...continua

    Per tutto questo Euripide è il “più tragico dei tragici”, ma ancor più perché ha scritto alla fine della sua vita le Baccanti, “una delle opere di più scomposta tragicità” della letteratura mondiale, l'opera di cui Racine non poté portare a termine la lettura […], ancor oggi così disturbing , così inquietante: di un'inquietudine che fa tremare.
    (Franco Rella)

    ha scritto il 

  • 5

    DIONISO:”Sei un uomo tremendo, e ti avii a cose tremende: troverai una gloria che si alzerà sino in cielo.[...]”


    Rivolgendosi a Peneo Dioniso non avrebbe potuto esprimere con parole più chiare il proseguo del dramma. C’è da ridere un re sempliciotto e conservatore che tenta di riva ...continua

    DIONISO:”Sei un uomo tremendo, e ti avii a cose tremende: troverai una gloria che si alzerà sino in cielo.[...]”

    Rivolgendosi a Peneo Dioniso non avrebbe potuto esprimere con parole più chiare il proseguo del dramma. C’è da ridere un re sempliciotto e conservatore che tenta di rivaleggiare nell’ira contro un dio. Ma quest’ultimo dovrebbe dimostrarsi più sapiente dei mortali, prevenendone le mosse e di conseguenza mitigando le proprie azioni. Euripide fu ateo proprio perciò, nel non attribuire una morale che regolasse la giustizia terrana agli esseri immortali.

    ha scritto il 

  • 5

    Compito arduo recensire un'opera classica. Ancor più se trattasi di una delle più ambigue, controverse, discusse tragedie del mondo greco. Cosa avrà mai voluto dirci Euripide? Si tratta di una critica dei culti tradizionali o dell'empio Penteo che ha osato sfidare gli dei e i padri? Come interpre ...continua

    Compito arduo recensire un'opera classica. Ancor più se trattasi di una delle più ambigue, controverse, discusse tragedie del mondo greco. Cosa avrà mai voluto dirci Euripide? Si tratta di una critica dei culti tradizionali o dell'empio Penteo che ha osato sfidare gli dei e i padri? Come interpretare le reazioni più umane del divino Dioniso? Valgono più le ragioni della famiglia o l'idea di giustizia? La posizione di Euripide sembra sfuggire ad ogni sicura interpretazione. Resta a noi prendere posizione, secondo quello che la tragedia ci suggerisce o lasciare spazio - perché no - a diverse posizioni, che pur in contraddizione e lotta tra loro, rappresentano insieme i lati più illuminati e oscuri del genere umano.

    ha scritto il 

  • 3

    La tragedia della follia, dell'illusione, della cecità e della violenza, dominata da un dio con un perenne sorriso-un sorriso che inquieta e inganna. Una lettura sconvolgente e serrata.
    Punto dolente: troppe libertà di traduzione nell'edizione Carocci, il pathos viene annacquato e i persona ...continua

    La tragedia della follia, dell'illusione, della cecità e della violenza, dominata da un dio con un perenne sorriso-un sorriso che inquieta e inganna. Una lettura sconvolgente e serrata.
    Punto dolente: troppe libertà di traduzione nell'edizione Carocci, il pathos viene annacquato e i personaggi perdono l'aura di grandiosità tipica della tragedia.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia professoressa del liceo semplificando diceva che in Eschilo gli dèi sono potenti e giusti, in Sofocle sono solo potenti ma non capiamo bene dove siano giusti mentre in Euripide sono proprio cattivi...


    (continua qua: ...continua

    ">http://cheremone.wordpress.com/2012/08/11/fare-a-pezzi-…

    La mia professoressa del liceo semplificando diceva che in Eschilo gli dèi sono potenti e giusti, in Sofocle sono solo potenti ma non capiamo bene dove siano giusti mentre in Euripide sono proprio cattivi...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2012/08/11/fare-a-pezzi-giovani-leoni-di-montagna/ )

    ha scritto il 

  • 5

    " Abbiamo bisogno di un occhio capace di vedere il passato al suo posto e con le sue precise differenze dal presente, eppure vederlo così vivo da esserci presente come il presente stesso" Thomas Stearns Eliot

    ha scritto il 

  • 4

    La tragedia più tragica mai scritta

    Un testo assolutamente moderno e contemporaneo, di una attualità sconvolgente. Ma i toni esoterici e mistici lo rendono anche criptico e molto poco decifrabile. Un classico greco. Immancabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "...quel che si attende non giunge a compimento; quel che è inatteso, invece, un dio può realizzare. Così si è concluso questo dramma"

    Sublime, incantevole, sanguinoso, tragico.
    Euripide riesce ad affascinare il lettore in un vorticare di violenza e morale.
    Mai negare una divinità, o ci rimetti la pelle!

    ha scritto il 

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