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Le Benevole

By Jonathan Littell

(618)

| Paperback | 9788806194901

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Book Description

Nell'Europa travolta dalla furia nazista, l'epopea tragica ed efferata di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.<br /> <br />Nato in Alsazia d Continue

Nell'Europa travolta dalla furia nazista, l'epopea tragica ed efferata di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.<br /> <br />Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente.<br />Preciso ed efficiente, del resto, lo era stato anche negli anni del nazismo, quando fra il 1937 e il 1945 aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pur essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia. Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall'Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita. Dopo il rientro in Germania, lavora a stretto contatto con tutta la gerarchia nazionalsocialista. La guerra è ormai persa, tuttavia, e la Wehrmacht arretra su tutti i fronti. Al crepuscolo del nazismo, viene in aiuto a Max il suo bilinguismo: assumendo l'identità di un francese deportato in Germania, riesce a fuggire.<br />Trascinato dalla corrente della Storia e inseguito da fantasmi che, come le furie «benevole» dei Greci, le Eumenidi, cercano vendetta, Max Aue è parte di noi, la parte piú nera.

378 Reviews

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    un libro bello e terribile, da cui è difficile distaccarsi.

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    madama dorè said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho molti dubbi riguardo a Le Benevole... è un gran libro ma alcuni aspetti non me lo fanno ritenere a occhi chiusi un capolavoro. Sicuramente non dimenticherò mai Max Aue.

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    rien va said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La burocrazia del male

    Un romanzo notevole,maestoso,importante.Descrive con dovizia di particolari la complessa macchina che stava dietro al nazionalsocialismo tedesco e soprattutto all'organizzazione dello sterminio.E' notevole il fatto che eviti nel modo più assoluto la ...(continue)

    Un romanzo notevole,maestoso,importante.Descrive con dovizia di particolari la complessa macchina che stava dietro al nazionalsocialismo tedesco e soprattutto all'organizzazione dello sterminio.E' notevole il fatto che eviti nel modo più assoluto la solita retorica sul nazismo,la solita divisione netta tra bene e male,tra buoni e cattivi(i russi non sono stati da meno in quanto ad efferatezze),soprattutto considerando che l'autore è di origini ebree.
    Già nel prologo il protagonista si rivolge al lettore invitandolo ad immedesimarsi in lui ed a chiedersi se,trovandosi nella medesima situazione,non avrebbe agito allo stesso modo.
    E' un libro,per questo,veramente duro per chi davvero cerchi di immergersi in quell'atmosfera e consideri realmente come si sarebbe comportato.
    Inoltre il minuzioso resoconto degli intrighi,delle macchinazioni,della sfinente burocrazia della Germania nazista ci fa vedere sotto una luce diversa quello che il luogo comune considera l'ordine e l'organizzazione tedesca:in realtà di organizzato c'era ben poco,ognuno,soprattutto nelle alte sfere,pensava ai propri tornaconti ed ai propri interessi.In tale contesto lo sterminio di milioni di persone,non solo ebrei,era solo una delle tante tessere che componevano il mosaico malato della visione hitleriana.
    Una parte interessante del libro è l'approfondimento psicologico dedicato alle varie figure che si susseguono nel lungo racconto:niente è bianco e nero,ci sono una moltitudine di sfumature e,lungi dal voler giustificare qualsiasi atrocità,l'autore tenta di analizzare i motivi che portano un comune cittadino,marito,padre,uomo,a commettere azioni inimmaginabili.
    E' comunque una lettura faticosa,sia per l'impegno emotivo che comporta,sia per l'oggettiva osticità del testo,pieno di nomi,di termini in lingua tedesca o francese,di fatti che si susseguono ad un ritmo vertiginoso e non permettono al testo di fluire placido.Proprio questo aspetto non mi ha fatto apprezzare del tutto il romanzo,soprattutto tutti i termini in lingua straniera come i gradi militari,che,a mio parere.potevano benissimo essere tradotti in Italiano contribuendo a rendere più scorrevole la lettura.

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    easyreader said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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    una lente di ingrandimento sui perpetratori

    Opera molto importante che non si legge tutta d'un fiato non tanto per il numero di pagine ma per la densità di eventi storici che narra nel minimo dettaglio. Quello che viene descritto magistralmente è il contesto, l'ambiente dove attecchì il nazism ...(continue)

    Opera molto importante che non si legge tutta d'un fiato non tanto per il numero di pagine ma per la densità di eventi storici che narra nel minimo dettaglio. Quello che viene descritto magistralmente è il contesto, l'ambiente dove attecchì il nazismo, dove fiorì una classe dirigente di funzionari brillanti, intellettuali e carrieristi disposti a tutto per avere successo e incarnarne l'ideologia che all'epoca era quella di Hitler. Littel ci avverte, nelle parole dell'io narrativo Max Aue, che la storia riguarda tutti noi e credo che sia fondamentalmente vero: l'uomo ha sempre potuto mettere da parte la morale, l'umanità, il senso di giustizia se condizionato da un contesto emergenziale che fa nascere un nuovo orrendo "buon senso", soprattutto se la burocrazia libera dal problema della "scelta" e incanala le persone in un tunnel di eventi visti come inevitabili. La cultura, la sensibilità, l'intelligenza non bastano a dire no, a non piegarsi alle richieste che si crede la maggiornza, il contesto ci chiede. Non è stato sempre così e molti casi lo dimostrano ma certo quando si parla di storia la massa è quella che conta: Aue è speciale nelle sue psicosi, nelle sue turbe sessuali e nel modo di manifestarle, ma lo è anche nella raffinatezza del pensiero, nell'amore per la musica e per la letteratura. C'erano anche loro a Babj Yar, a Stalingrado a Majdanek ed Auschwitz: i carnefici intellettuali.

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    Cris said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

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    E' un libro impegnativo. Parecchio. Una immedesimazione totale con un personaggio che solo la Storia e la sua tragica, orrenda conclusione ha messo dalla parte del Male. Che tenta per tutto il libro di liberarsi della propria stessa pelle, dell'amore ...(continue)

    E' un libro impegnativo. Parecchio. Una immedesimazione totale con un personaggio che solo la Storia e la sua tragica, orrenda conclusione ha messo dalla parte del Male. Che tenta per tutto il libro di liberarsi della propria stessa pelle, dell'amore impossibile per sua sorella, dell'assurdità prevaricatrice dei propri rapporti omosessuali tanto simili agli assassini di cui sarà complice, accusato, colpevole. Il nazismo è il modello fondante del mondo che viviamo adesso, sia per la violenza che per il pensiero corporativista, e la lunghissima, estenuante vicenda di questo libro lo dimostra.

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    Petrof said on Aug 14, 2014 | Add your feedback

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    Dopo oltre due mesi di lenta lettura ho finalmente finito Le Benevole di Jonathan Littell, ed è forse stata anche questa modalità frammentata e centellinata a farmi vivere questa esperienza di lettura come uno stillicidio, il che non mi ha probabilme ...(continue)

    Dopo oltre due mesi di lenta lettura ho finalmente finito Le Benevole di Jonathan Littell, ed è forse stata anche questa modalità frammentata e centellinata a farmi vivere questa esperienza di lettura come uno stillicidio, il che non mi ha probabilmente fatto apprezzare al meglio il romanzo. Certo non mi è sembrato né brutto né deludente, ma pesante sì, e non per la crudezza delle descrizioni degli orrori di guerra o delle perversioni sessuali (reali, oniriche e allucinatorie) del protagonista, non per la fredda e lucida spietatezza con cui è presentato il rigore logico nazista - anzi, interessanti proprio le continue riflessioni sullo modalità necessaria, contingente o possibile delle scelte politiche della Germania del Terzo Reich -, forse, invece, per la scarsezza di una vera e propria trama, di una storia dentro la Storia, per l'assenza della descrizione della "seconda vita" dell'ufficiale delle SS divenuto direttore di una fabbrica di merletti nel nord della Francia, che invece mi sarebbe piaciuto leggere.

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    nicce said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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