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Le Benevole

By Jonathan Littell, Margherita Botto (Translator)

(905)

| Paperback | 9788806194901

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Book Description

Nell'Europa travolta dalla furia nazista, l'epopea tragica ed efferata di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.<br /> <br />Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dContinue

Nell'Europa travolta dalla furia nazista, l'epopea tragica ed efferata di un ufficiale delle SS, Maximilien Aue, ci fa rivivere gli orrori della guerra dal punto di vista terribile e ripugnante dei carnefici.<br /> <br />Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente.<br />Preciso ed efficiente, del resto, lo era stato anche negli anni del nazismo, quando fra il 1937 e il 1945 aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pur essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia. Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall'Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita. Dopo il rientro in Germania, lavora a stretto contatto con tutta la gerarchia nazionalsocialista. La guerra è ormai persa, tuttavia, e la Wehrmacht arretra su tutti i fronti. Al crepuscolo del nazismo, viene in aiuto a Max il suo bilinguismo: assumendo l'identità di un francese deportato in Germania, riesce a fuggire.<br />Trascinato dalla corrente della Storia e inseguito da fantasmi che, come le furie «benevole» dei Greci, le Eumenidi, cercano vendetta, Max Aue è parte di noi, la parte piú nera.

Critics

  • Le benevole

    La trama e le recensioni di Le benevole, romanzo di Jonathan Littell edito da Einaudi. Uno dei romanzi più appassionanti e sconvolgenti mai scritti sul nazismo. Il libro che appena uscito in Francia è diventato un bestseller da 600000 copie, coronato ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 23 Nov 2010

7 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    ...tutto ciò che avete sempre dovuto sapere sul nazismo ma ancora vi ostinate a chiedere...

    E dentro c'è davvero tutto, ma proprio tutto tutto.
    Anche perché in novecento e passa pagine lo spazio abbonda, anche se l'autore ci riversa materia tanta da farlo sembrare stretto, e tanta altra potrebbe ancora aggiungerne.
    Perché qui ci deve e vuole stare tutto, tutto ciò che fa nazismo & second ... (continue)

    E dentro c'è davvero tutto, ma proprio tutto tutto.
    Anche perché in novecento e passa pagine lo spazio abbonda, anche se l'autore ci riversa materia tanta da farlo sembrare stretto, e tanta altra potrebbe ancora aggiungerne.
    Perché qui ci deve e vuole stare tutto, tutto ciò che fa nazismo & seconda guerra mondiale.
    I luoghi, i personaggi, le gesta, doverosamente cruente e infami, scioccanti e rivoltanti; al pari del punto di vista scelto, quello dell'ufficiale delle SS, punto di vista scandaloso e provocante, perché il nazismo -è così che oggi lo vogliamo- deve scandalizzare e ripugnare.
    I luoghi: la formazione in un collegio fitto di sadica severità e bullismo e preti palponi; la Francia e le sue trame prebelliche; l'avanzata in Ucraina, la discesa nel Caucaso, l'assedio di Stalingrado; la vita comune in Germania sotto la guerra e le bombe alleate; un tour lungo i più rinomati campi di concentramento e sterminio, con gli ovvî dettagli del caso, e infine l'avanzata sovietica nel Reich che crolla tra sangue, macerie e (altre) violenze inenarrabili, ma che l'autore a narrare non si risparmia affatto.
    I personaggi: sì, ci sono proprio tutti. Il caso o la necessità guidano il protagonista vis-à-vis con nomi grandi e piccoli dell'apparato nazista e circumvicino, da Heydrich a Himmler, da Eichmann a Bormann, fino ad alcune epifaniche apparizioni del Führer in persona, a una fugace comparsata del dottor Mengele, diverse citazioni dedicate persino a Céline e altri illustri filonazisti non tedeschi, e infine un omaggio in una riga, volante quanto ammiccante, a un certo Schindler.
    Non manca nessuno. Perché ci dev'essere tutto, tutto quel che dal nazismo narrato ci vogliamo e dobbiamo aspettare.
    E quindi le gesta, le teorie e le pratiche del fenomeno, nessuna esclusa: nazismo come follia, come necessità storica, come destino d'un popolo, come frutto marcio d'infanzie freudianamente traumatiche, come riflesso di perversioni sessuali di varia sorta, come burocrazia industriale produttrice di morte, e la banalità del male, e gli uomini comuni, e i volenterosi carnefici, e la diga contro il bolscevismo, e la lotta contro le orde asiatiche, e la rivincita contro le umiliazioni della Grande Guerra, e il riscatto da una crisi economica che strangolava il mondo, e l'applicazione in terra d'Europa delle tecniche coloniali che già tutti i paesi usavano altrove. Il nazismo spiegato, il nazismo inspiegabile. Il nazismo normale, il nazismo aberrante. Il nazismo giustificato, il nazismo ingiustificabile. Figlio della Storia o della Storia gran carnefice. Eccetera eccetera eccetera.

    Tutto ciò che fa nazismo precipita nel gorgo nero del libro, ma questo non impedisce di individuare la profonda spaccatura che del libro attraversa da cima a fondo l'anatomia.
    Da una parte galleria museale, film documentario, memoria rivisitata, cronaca asettica di ciò che fu il nazismo, di ciò che fa nazismo. Dall'altra vicenda romanzesca personale, narrazione intima e sentita, dispiegarsi di tribolazioni soggettive finemente ricamate.
    Ma la coscienza retrospettiva, annunciata con enfatica chiarezza nell'introduzione, tace presto e si dilegua, tornando a far capolino assai di rado, a pieno favore della presa diretta, che incontrastata domina la lunga cavalcata del protagonista nell'Europa in guerra. Silenzio sconcertante, considerando il peso ineludibile guadagnato dal fenomeno nazismo nella coscienza postbellica, peso sempre più crescente col passare dei decenni, che ha fatto della vicenda hitleriana un paradigma quasi metafisico.
    Davvero un ex ufficiale delle SS, scrivendo oggi novecento pagine di quei fatti che furono, si limiterebbe solo ad accennare sporadicamente al profluvio dei discorsi attuali in materia, davvero riuscirebbe a evitare il confronto continuo e ineludibile con l'odierno (stra?)parlare di nazismo, dandoci da leggere quello che, alla fine, nella sua maggior parte appare a tutti gli effetti "solo" un romanzo, per quanto di raro spessore in quanto a finitura e costruzione?

    Il più grave difetto de Le Benevole, a mio avviso, sta proprio nell'incapacità di restare fedele a uno dei proprî intenti primarî, intento certo difficile da rispettare, quello della storia personale raccontata a posteriori.
    E di difetti ne avrebbe molti altri ancora! La prolissità tecnica, a volte più adatta a un libro di Storia che non ha un romanzo storico; l'inverisimiglianza di dialoghi ideologici condotti con implausibile pulizia in città distrutte dalle bombe o al termine di sessioni di tortura; il dilagare sempre più incontrastato di un certo compiacimento nell'inscenare la progressiva degradazione scatologico-sessuale del protagonista; l'apparente predilezione per una lettura del nazismo in cui il dato storico viene ricondotto quasi integralmente a quello psicologico, se non (anche peggio) psicanalitico, con l'effimero regno hitleriano "spiegato" da un presunto infantilismo del popolo tedesco, e lo sterminazionismo antigiudaico frutto di una proiezione invidiosa delle frustrate aspirazioni germaniche contro di un popolo ebraico visto come modello ideale inammissibile e irraggiungibile, e quindi da distruggere.
    Ma un libro è un gran libro, o comunque un libro valido, non se privo di difetti, bensì perché resistente anche ai più gravi, dei suoi difetti. Lo è quando, terminata la lettura, continua a riproporsi alla mente e a imporsi come esperienza persistente, nonostante tutte le critiche che gli si possano opporre, anche fondatissime.
    Nonostante la sua irrisolta natura ibrida, Le benevole questo resta: poderosa summa di tutto ciò che l'oggi immagina e crede e sa essere nazismo; e un raffinato e provocatorio romanzo sul precipitare amaro d'una vita individuale, in fuga dalle Furie della psiche e della Storia, Furie che, forse questa volta (forse per sempre), non consentiranno a mutare nella loro forma risanatrice, a mostrare il loro volto di Benevole, quelle Benevole che, beffarde e insaziabili di Vendetta, al romanzo donano il titolo.

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    Yupa said on Jan 7, 2012 about the Hardcover edition | 3 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    È un romanzo che funzionerebbe bene anche se fosse estrapolato dal suo contesto, ma è proprio l'ambientazione a renderlo potente ed epico nel suo incessante orrore che va ben oltre il "semplice" orrore della guerra.
    È sicuramente una lettura impegnativa, sia perché richiede un certo stomaco, sia per ... (continue)

    È un romanzo che funzionerebbe bene anche se fosse estrapolato dal suo contesto, ma è proprio l'ambientazione a renderlo potente ed epico nel suo incessante orrore che va ben oltre il "semplice" orrore della guerra.
    È sicuramente una lettura impegnativa, sia perché richiede un certo stomaco, sia perché si dilunga spesso per pagine e pagine su questioni collaterali (come tutta la parte dedicata alla linguistica), ma premia il lettore che non si lascia spaventare.

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    Wick said on Jul 29, 2011 | Add your feedback

  • Questo libro è l'epopea del nazismo visto però con gli occhi di un carnefice che ne è tuttavia anche vittima. Maximilian Aue è infatti un ufficiale tedesco arruolatosi per sfuggire ad una probabile condanna per omosessualità ed innamorato perdutamente della propria sorella. Attraverso le pieghe degl ... (continue)

    Questo libro è l'epopea del nazismo visto però con gli occhi di un carnefice che ne è tuttavia anche vittima. Maximilian Aue è infatti un ufficiale tedesco arruolatosi per sfuggire ad una probabile condanna per omosessualità ed innamorato perdutamente della propria sorella. Attraverso le pieghe degli ultimi anni del nazismo, descritte con crudo realismo ed un fare spesso documentaristico vediamo il nostro anti anti-eroe alle prese con la scoperta del proprio io. E' un romanzo che cerca anche di farci riflettere sulle trasformazioni di una persona a contatto suo malgrado con il male assoluto. Maximilian Aue rappresenta tutti coloro che sono loro malgrado e per diverse ragioni investiti dal male e rimanendone profondamente invischiati.

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    Malakunin said on Feb 9, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Bah... niente di che... libro lunghissimo, ho impiegato una vita per finirlo, troppi nomi, troppe sigle, trama a sprazzi surreale. Unico spunto interessante il voler sottolineare che durante la II guerra mondiale non tutti i soldati tedeschi appoggiavano le idee del fuhrer e il suo voler sterminare ... (continue)

    Bah... niente di che... libro lunghissimo, ho impiegato una vita per finirlo, troppi nomi, troppe sigle, trama a sprazzi surreale. Unico spunto interessante il voler sottolineare che durante la II guerra mondiale non tutti i soldati tedeschi appoggiavano le idee del fuhrer e il suo voler sterminare gli ebrei...

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    Mcfly said on Jan 29, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Un capolavoro.
    Questo e' un libro che ti prende e ti scaraventa con inaudita forza dentro i ricordi dell'ufficiale nazista Max Aue. Ricordi tragici, sicuramente, per il periodo raccontato, una Seconda Guerra Mondiale vissuta all'interno da un insider. Impariamo a conoscere quello che e' successo di ... (continue)

    Un capolavoro.
    Questo e' un libro che ti prende e ti scaraventa con inaudita forza dentro i ricordi dell'ufficiale nazista Max Aue. Ricordi tragici, sicuramente, per il periodo raccontato, una Seconda Guerra Mondiale vissuta all'interno da un insider. Impariamo a conoscere quello che e' successo di indicibile in quegli anni, attraverso gli occhi del gerarca nazista. Prima lo odiamo, come bisogna fare per quella gente ma poi... Impariamo a conoscerlo, impariamo anche a volergli -quasi- bene. Impariamo a guardare con occhi diversi tutte quelle persone che, in guerra, sono state "costrette" per lavoro a fare quello che non avrebbero mai voluto fare. Questo e' l'unico libro che mentre lo leggevo mi abbia fatto smettere di farlo perché le lacrime mi riempivano gli occhi. Commovente, forte come un pugno in pieno stomaco allo stesso tempo, come ho già detto: un capolavoro che merita di essere tenuto, e letto, nella propria biblioteca.

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    Alybio said on Oct 14, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

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