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Le Bruit et la fureur

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Editeur: Gallimard

4.2
(1664)

Language:Français | Number of pages: 384 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , Italian , German , Russian , Portuguese , Catalan , Farsi , Czech , Greek , Polish

Isbn-10: 2070361624 | Isbn-13: 9782070361625 | Publish date:  | Edition Nouvelle

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    La fatica e il sudore

    Quando ho iniziato a leggere questo romanzo sapevo che si portava sulle spalle un certo carico di difficoltà, ma non immaginavo quanto fosse pesante! Non riuscivo a capire chi né che cosa stesse narra ...continuer

    Quando ho iniziato a leggere questo romanzo sapevo che si portava sulle spalle un certo carico di difficoltà, ma non immaginavo quanto fosse pesante! Non riuscivo a capire chi né che cosa stesse narrando, non avrei saputo elencare i nomi dei personaggi coinvolti, insomma ero nel bel mezzo di un piccolo dramma letterario! Quindi mi sono rivolta ad Anobii per avere dei lumi e qui in molti suggerivano di leggere per prima cosa la Postfazione di Attilio Bertolucci, suggerimento che per mia fortuna ho seguito. Da quel momento è cominciata una sorta di sfida personale: perseverare nella lettura di un libro che non di rado avrei lanciato in aria; e questo perché la bellissima postfazione di Bertolucci dà un significato alla storia narrata, più di quanto non lo faccia l'autore stesso nell'Appendice, e mette a confronto Faulkner con Hemingway - uno dei miei preferiti -, ragion per cui la mia curiosità non poteva che accendersi. Faulkner e Hemingway sono coetanei e pur avendo macinato la lezione degli scrittori europei restano irrimediabilmente americani, ma non potrebbero essere più diversi: quanto le parole del primo sono grondanti sino alla retorica tanto quelle del secondo sono nette fino alla secchezza.
    Tornando al romanzo vero e proprio, esso narra la storia dannata e decadente dei Compson, una famiglia del sud degli Stati Uniti, in un arco temporale di circa 20 anni ed è divisa in quattro parti: le prime tre narrate in prima persona dai tre fratelli Compson (Benjy, Quentin e Jason), la quarta in terza persona. Il flusso di coscienza, dunque, troneggia per gran parte del libro ed è ciò che lo rende originale, ma anche molesto per i lettori a cui non piace il genere. Di certo è ammirevole la capacità mimetica di Faulkner di narrare il filo dei pensieri dei suoi personaggi in linea con il loro carattere; è grazie ad essa se comprendiamo che Benji è "l'idiota" della famiglia: nei suoi pensieri non c'è la percezione del tempo che passa e in lui passato e presente coesistono; è grazie ad essa se respiriamo l'ossessione che pervade ogni azione di Quentin e che lo porta a suicidarsi; ed è sempre grazie ad essa se comprendiamo che Jason è l'unico individuo razionale rimasto in quella casa, ma non per questo è migliore degli altri. Insomma, al termine di questa faticaccia ho avuto la sensazione di aver ascoltato una grande lezione di stile, ma non di altrettanta umanità. Rispetto, ma non comprendo. E per chi volesse farsi un'idea generale di ciò che sta alla base della composizione di questo romanzo basteranno queste poche parole (ancora una volta) di Bertolucci: Il titolo infatti, [...], viene dal Macbeth di Shakespeare dove la vita vien definita "...racconto detto da un idiota, pieno di urlo e di furore, che non significa nulla".

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  • 5

    Leggendo Faulkner sembra che nessuno, prima o dopo di lui, abbia saputo descrivere l'umanità nella sua ferocia più disperata.

    http://startfromscratchblog.blogspot.com/2015/02/urlo-e-furore-william-fa ...continuer

    Leggendo Faulkner sembra che nessuno, prima o dopo di lui, abbia saputo descrivere l'umanità nella sua ferocia più disperata.

    http://startfromscratchblog.blogspot.com/2015/02/urlo-e-furore-william-faulkner.html

    dit le 

  • 2

    Meglio iniziare dalla postfazione!

    Dovrò essere schietto: non l'ho apprezzato. Il suo stile forzatamente troppo confusonario, una trama che si lascia solo intuire e per il resto il romanzo è composto per 300 pagine solo di dialoghi no ...continuer

    Dovrò essere schietto: non l'ho apprezzato. Il suo stile forzatamente troppo confusonario, una trama che si lascia solo intuire e per il resto il romanzo è composto per 300 pagine solo di dialoghi noiosi. Mi ero approcciato a Faulkner con l'entusiasmo e l'ossequio di chi si approccia a uno scrittore decantato come tra i migliori del 900 e lo stesso Nobel lo sancisce. Eppure sono rimasto deluso. Perché non si tratta banalmente di un libro difficile da leggere, come potrebbe essere per il grado intellettuale un libro di Eco o per la sontuosa impalcatura la Recherche proustiana: L'urlo e il furore è semplicemente un groviglio scuro di confusione (lo stesso Bertolucci, nella post-fazione, parla di confusione). Penso che certamente una storia torbida come quella dei Compson necessitava assolutamente di uno stile altrettanto torbido, e le stesse tecniche adottate come l'alternarsi dei corsivi per i pensieri e i deliri di Quentin oppure il flusso di coscienza, non sono essi il problema di una mancanza di comprensione dell'opera, anzi, sono interessanti e a tratti geniali. Ma a queste scelte tecniche, allo stile torbido, era necessario affiancare elementi di luce, di concretezza, di chiarezza. In assenza di essi, lo scrittore abbandona il lettore in un labirinto di rovi. La sensazione che il lettore di conseguenza ha è la delusione amara di essere stato ingannato dall'autore, che l'autore non abbia avuto alcuna pietà per lui e che forse se ne sta lì a sogghignare, beandosi dei rovi con cui ha forgiato il romanzo.
    Terminato di leggere, la sensazione che provavo era rammarico: per tutto il romanzo ho continuato a nutrire ingenuamente la speranza di vedere una luce in fondo a quel tunnel in cui ero entrato a pagina 1. Ma nessun barlume è mai apparso. Delusione di non potersi beare di un capolavoro, ovvero come tale immaginavamo il libro al momento dell'acquisto.
    Ora, chi sono io per smontare l'immagine di uno scrittore tanto acclamato come Faulkner? Del resto lo sperimentalismo non è affatto il mio genere, avrei dovuto saperlo; e poi questo è solo il primo libro di Faulkner che leggo. Eppure il dubbio mi rimane: che la sua vittoria del Nobel al termine della guerra non sia una scelta politica? Dal 46 al 54, (con le eccezioni del pacifista Hesse e del padrone di casa Lagerkvist) a vincere il Nobel sono solo francesi e soprattutto inglesi e americani, vale a dire i vincitori della guerra, i liberatori dell'Europa dai dispotismi fascisti. Addirittura nel 53 fu lo stesso Churchill a vincerlo, scelta che definirla non politica sarebbe quasi impossibile.
    Ad ogni modo, leggerò, magari più in là, qualcos'altro di Faulkner, per capire se possano essere vere e giuste oppure no le mie idee d'oggi.

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  • 5

    Bellissimo

    Questo libro è un labirinto. Meravigliosamente intricato e soffocante, a tratti di ampio respiro. Diviso in 4 lunghi capitoli narrati da 4 autori differenti, i miei preferiti sono stati i primi due, l ...continuer

    Questo libro è un labirinto. Meravigliosamente intricato e soffocante, a tratti di ampio respiro. Diviso in 4 lunghi capitoli narrati da 4 autori differenti, i miei preferiti sono stati i primi due, l'ultimo quello di più scorrevole lettura. Un libro da non abbandonare e da leggere assolutamente. A fine lettura sentirete molto probabilmente nostalgia della famiglia Compson, come sta succedendo a me ancora dopo due settimane.

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  • 0

    Lettura condivisa a tappe...

    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato ...continuer

    Lettura condivisa a tappe...

    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato Inganno di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché quello che prendeva gi faceva parecchio male o, in alternativa, che gli servisse farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero, ma... Una volta capiti chi erano i figli, i genitori, i narratori e fatti i dovuti collegamenti, la lettura ha cominciato a scorrere come un fiume in piena, che però si è un tantino arenata al secondo capitolo, riprendendo poi, fortunatamente, il suo corso. Geniale! Bello! Un libro che, a prescindere dal fatto che sia pesante come una parmigiana mangiata a mezzanotte (tanto per citare la Allevi della Gazzola), ogni lettore dovrebbe leggere!

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  • 5

    Ho finito di leggere il libro un po' di tempo fa e trovo la forma di narrazione utilizzata (flusso di coscienza) molto interessante e stimolante. Inizialmente la lettura risulta complessa e confusiona ...continuer

    Ho finito di leggere il libro un po' di tempo fa e trovo la forma di narrazione utilizzata (flusso di coscienza) molto interessante e stimolante. Inizialmente la lettura risulta complessa e confusionaria ma una volta entrati nel flusso non vorresti uscirne più. Decisamente da leggere.

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  • 4

    Il vituperio, la molestia, l'infamia, il fastidio, dai numeri di telefono nei cessi pubblici al doxing, per esempio, tanto per dirne una recente. [il mio capo e' stata doxata]. L'italiano e' una troia ...continuer

    Il vituperio, la molestia, l'infamia, il fastidio, dai numeri di telefono nei cessi pubblici al doxing, per esempio, tanto per dirne una recente. [il mio capo e' stata doxata]. L'italiano e' una troia, l'idea mi affascina. L'italiano e' veramente una lingua epica risolve anche il paradosso, il paradosso dice: la vera epica se ne fotte. L'italiano ha risolto il paradosso l'italiano e' una troia epica, se ne fotte apre le gambe a tutti, con una lingua del genere come si fa a non crescere tutti un po' troie?

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