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Le Bucoliche

Di

Editore: Fògola

4.0
(330)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cesare Arici ; Illustratore o Matitista: Aristide Maillol ; Prefazione: Paul Valéry

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Home & Gardening

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Descrizione del libro
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  • 0

    Mancano le basi

    Non a Virgilio, ovviamente, ma a me! Non so quasi nulla di metrica latina, e credo sia in generale faticoso nel XXI secolo rintracciare i riferimenti nascosti nell'opera, che chiarissimi dovevano apparire a chi la lesse al momento della pubblicazione.


    Mi limiterò a dire che la decima eclog ...continua

    Non a Virgilio, ovviamente, ma a me! Non so quasi nulla di metrica latina, e credo sia in generale faticoso nel XXI secolo rintracciare i riferimenti nascosti nell'opera, che chiarissimi dovevano apparire a chi la lesse al momento della pubblicazione.

    Mi limiterò a dire che la decima ecloga è forse quella più vicina al sentire del nostro secolo, e in ogni caso è quella che più ho apprezzat; per il resto, il libretto finisce poco dopo averlo iniziato, e credo servano le giuste chiavi di lettura per apprezzarlo al meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra le opere poetiche che ho letto , ho amato di più solo la Divina Commedia e i sonetti shakespeariani ; mi esimo dal fornire una recensione critica visto che ciò esonda dalle mie conoscenze e capacità, mi limito a consigliare caldamente questo capolavoro della letteratura di tutti i tempi ad og ...continua

    Tra le opere poetiche che ho letto , ho amato di più solo la Divina Commedia e i sonetti shakespeariani ; mi esimo dal fornire una recensione critica visto che ciò esonda dalle mie conoscenze e capacità, mi limito a consigliare caldamente questo capolavoro della letteratura di tutti i tempi ad ogni vero amante della poesia, della bellezza e della gioia. Virgilio sa trasmettere un sentimento di umanità e di quanto di bello c'è nel nostro animo come pochi altri sono in grado di fare.

    ha scritto il 

  • 5

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobii italiano è nella libreria di migliaia di persone e ha 4 stelle e mezzo di valutazione, mentre i ...continua

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobii italiano è nella libreria di migliaia di persone e ha 4 stelle e mezzo di valutazione, mentre i capolavori immortali ed eccelsi della letteratura latina, e della sua filiazione diretta, la tradizione letteraria italiana, hanno a malapena 4 stelle e sono nelle librerie di poche decine di persone. Davvero credo che qualunque commento sarebbe superfluo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono alla prima lettura delle Bucoliche, che d'altronde studiai temporibus illis anche per un esame di Letteratura Latina: è invece la prima volta che le leggo in quest'edizione della BUR, che ho assai apprezzato anche per l'ottimo saggio critico di Antonio La Penna, premesso al ...continua

    Non sono alla prima lettura delle Bucoliche, che d'altronde studiai temporibus illis anche per un esame di Letteratura Latina: è invece la prima volta che le leggo in quest'edizione della BUR, che ho assai apprezzato anche per l'ottimo saggio critico di Antonio La Penna, premesso al testo, dove l'illustre latinista individua una serie di nodi tematici virgiliani e li illustra con una cura che attesta una lunga consuetudine amorosa dello studioso col poeta mantovano. Come unico appunto, segnalerei una certa sottostima, che qua e là traspare, del valore poetico di Teocrito e degli alessandrini in generale: ma gl'innamorati a volte fanno così. Su Virgilio che potrei dire? Conosco quasi a memoria parecchie di queste poesie, molti passi m'incantano e mi commuovono. Due parole, invece, sulle note, affidate (insieme con la traduzione, cui, francamente, non ho prestato attenzione alcuna) a Luca Canali. In una discussione anobiana, ebbi un mezzo litigio con altri membri del gruppo, quando una volta affermai che spesso le edizioni della BUR, pur apprezzabili per molti aspetti, a volte presentano un apparato esplicativo scandalosamente manchevole: un caso paradigmatico mi sembra che offrano proprio queste Bucoliche, dove le note, necessarie od oziose, sono misurate col contagocce, e soprattutto non segnalano neanche i più importanti loci paralleli e le scelte testuali che avrebbero meritato qualche minima considerazione filologica, tanto più se si pensa quanto affascinante benché inestricabile sia la storia della trasmissione dei testi virgiliani. Ogni bucolica è preceduta da una noterella introduttiva. In quella della Seconda leggo: "Molti ritengono che sia questa la prima ecloga in ordine di tempo. A me sembra improbabile che Virgilio esordisse con una poesia con cui è così apertamente cantato l'amore omosessuale"; guai: se ne sarebbero potuti dolere la mamma, il parroco, la prof del ginnasio e papa Ratzinger. Quando l'omofobia è interiorizzata, fa pronunziare anche sciocchezze di tal fatta; e magari Canali, o chi per lui, è pieno di amici gay... Meno male che La Penna, nell'introduzione, pone questo componimento, come la grande maggioranza dei filologi, tra i più antichi della raccolta.

    ha scritto il 

  • 3

    Per chiunque voglia farsi una buona base classica, Virgilio è uno degli autori più influenti.
    Non è una lettura da “sotto l’ombrellone” o da scampagnata o da “treno”, è un libro che va studiato e compreso, ma è molto più attuale di quanto si pensi.
    Un tuffo nel passato da assaporare con calma(mag ...continua

    Per chiunque voglia farsi una buona base classica, Virgilio è uno degli autori più influenti. Non è una lettura da “sotto l’ombrellone” o da scampagnata o da “treno”, è un libro che va studiato e compreso, ma è molto più attuale di quanto si pensi. Un tuffo nel passato da assaporare con calma(magari se si conosce il latino è meglio, così si ha modo di comprendere di più l’armoniosità e la musicalità del testo).

    ha scritto il 

  • 4

    "Paulo maiora canamus"

    Bello. Virgilio rende in maniera molto vivida la realtà bucolica nella quale il lettore si sente immerso, quasi fosse egli stesso un poeta-pastore. Il coinvolgimente che si prova nel leggere il testo è notevole, soprattutto nelle ecloghe II e X, dedicate al tema dell'amore. Notevoli anche l'eclog ...continua

    Bello. Virgilio rende in maniera molto vivida la realtà bucolica nella quale il lettore si sente immerso, quasi fosse egli stesso un poeta-pastore. Il coinvolgimente che si prova nel leggere il testo è notevole, soprattutto nelle ecloghe II e X, dedicate al tema dell'amore. Notevoli anche l'ecloga I e IV.

    ha scritto il 

  • 4

    L'unica cosa che non mi ha soddisfatto fino in fondo è stata la traduzione - ma riconosco di essere assai esigente.
    Nelle dieci egloghe di Virgilio trionfa l'amore per le scene agresti. Vivono così, in mezzo ad una natura popolata da una vasta varietà di animali, insetti, alberi e piante, pastor ...continua

    L'unica cosa che non mi ha soddisfatto fino in fondo è stata la traduzione - ma riconosco di essere assai esigente. Nelle dieci egloghe di Virgilio trionfa l'amore per le scene agresti. Vivono così, in mezzo ad una natura popolata da una vasta varietà di animali, insetti, alberi e piante, pastori e contadini che si dilettano e si sfidano in poesie che raccontano la loro vita quotidiana unita a quella di divinità e personaggi leggendari.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo libro ad alto livello divulgativo sulle origini dell'uomo in America.

    Non un libro di studio, ma una eccezionale illustrazione con sintetici commenti e molteplici grafici e disegni. Imperdibile narrazione della nascita della vita, forse oggi ancor meglio scientificamente nota, ma non più emozionante.

    ha scritto il 

  • 5

    Virgilio, Bucoliche: la storia nell'idillio

    Le "Bucoliche" sono state spesso considerate solo un'opera giovanile e minore di un autore che - con l'"Eneide" - seppe raggiungere livelli altissimi e, forse, irraggiungibili. Tuttavia l'opera ci racconta esperienze, paure e sogni profondissimi e drammaticamente umani. Il mondo idillico e perfet ...continua

    Le "Bucoliche" sono state spesso considerate solo un'opera giovanile e minore di un autore che - con l'"Eneide" - seppe raggiungere livelli altissimi e, forse, irraggiungibili. Tuttavia l'opera ci racconta esperienze, paure e sogni profondissimi e drammaticamente umani. Il mondo idillico e perfetto che viene costruito dal poeta non è nient'altro che un tentativo di risposta e rifugio dalle guerre civili, dalla dittatura sillana, dagli espropri nell'Italia del nord, dala fine della repubblica e dal dominio - assoluto e preoccupante - di Ottaviano. Melibeo si conforta dopo la confisca dei terreni; Coridone cerca di farsi forza dopo l'abbandono di Alessi; Menalca e Dameta - che esprimono diverse concezioni del mondo - sono calmati da Palemone; una nuova èra si apre; Sileno rivela il senso delle cose; Damone e Alfesibeo cantano gli amori perduti; Gallo piange Licoride. Tutto questo basta per tenere a bada la vita che incombe minacciosa e fatale? Assolutamente no: se Titiro si rallegra, Melibeo si dispera; se si canta una donna è per un rapporto ormai finito; l'età dell'oro preannuncia - inevitabilmente - anche la sua partenza; Gallo non sa come consolarsi. Quindi neppure la letteratura può nulla, il mondo idillico viene squarciato dalla storia e dal dolore. L'ecloga più bella - la IX - questo ci dice: non è possibile cantare. Bisogna vivere: "desine plura puer et quod nunc instat agamus". E - come è necessario e naturale - soffrire. Questo l'"Eneide" - in parte - lo nasconde.

    ha scritto il