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Le Bucoliche

Di

Editore: Fògola

4.0
(336)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cesare Arici ; Illustratore o Matitista: Aristide Maillol ; Prefazione: Paul Valéry

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Home & Gardening

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Descrizione del libro
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  • 4

    E' più che altro un problema di immedesimazione che può separarti da questi versi, non riuscire a vivere lo scenario; onestamente ho amato di più altri lavori di Virgilio; ho vissuto molto intensamen ...continua

    E' più che altro un problema di immedesimazione che può separarti da questi versi, non riuscire a vivere lo scenario; onestamente ho amato di più altri lavori di Virgilio; ho vissuto molto intensamente alcune atmosfere nell'Eneide ( la discesa nell'Averno per citarne una) che qui non ritrovo, per un limite di traduzione o di momentum. L'egloga X- Extremus Labor è molto bella, struggente

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia colta e a chiave questa delle Bucoliche, non basta leggerle una sola volta e le traduzioni in genere non aiutano. Anche questa di Canali, nonostante lo svecchiamento dle linguaggio, ha tratti ...continua

    Poesia colta e a chiave questa delle Bucoliche, non basta leggerle una sola volta e le traduzioni in genere non aiutano. Anche questa di Canali, nonostante lo svecchiamento dle linguaggio, ha tratti duri e arcaizzanti che non restituiscono la melodia del testo originale.
    Virgilio è in gara conil poeta siracusano Teocrito, raffinato scrittorre di idilli pastorali, il classico uomo colto di città che guarda la campagna come depositaria delle sue immaginazioni di cittadino raffinato. Virgilio la campagna la conosce anche per esperienza diretta e intesse quindi un gioco sottile e consapevole tra letteratura, memoria, attualità. Canta l'espropriazione dei campi del cremonese e del mantovano da parte dei soldati ricompensati con la terra dai loro condottieri e nella IX ha quella splendida e triste espressione che i canti del poeta, tra le armi, sono come la colomba al sopraggiungere dell'aquila. Non sopravvalutava affatto la sua influenza di poeta, sapeva cantare anche per sé e non solo per i suoi potenti protettori. Ma sa anche imitare Teocrito con pari raffinatezza e conoscenza del codice bubolico come nei canti amebei tra pastori (canti a botta e risposta), come sa cantare, in un 'egloga che di pastorale non ha nulla, la nascita di un misterioso bambino che, nelle fasi della sua crescita, dovrebbe segnare il rinnovamento del mondo. E nell'VIII eleva uno dei più struggenti canti di amore non ricambiato.
    Poesia studiatissima ed allegorica, appesantita dalle mile congetture già degli antichi commentatori, eppure poesia che rivela una personalità incisiva che vuole dire la sua sul mondo e già si dibatte con maturità espressiva tra politica, tradizione letteraria e vita individuale. Insomma ci sono i segni del poeta vero, che non è detto debba giungere a sintesi esaustive.

    ha scritto il 

  • 3

    Omnia fert aetas, animum quoque...

    "Tutto porta via il tempo, anche il ricordo" infatti il mio latino è evaporato da un pezzo e la traduzione fa perdere il ritmo, Nel complesso ho trovato noiosetti i canti dei - falsi- pastori , cos ...continua

    "Tutto porta via il tempo, anche il ricordo" infatti il mio latino è evaporato da un pezzo e la traduzione fa perdere il ritmo, Nel complesso ho trovato noiosetti i canti dei - falsi- pastori , così pieni di mitologia e metafore

    ha scritto il 

  • 0

    Mancano le basi

    Non a Virgilio, ovviamente, ma a me! Non so quasi nulla di metrica latina, e credo sia in generale faticoso nel XXI secolo rintracciare i riferimenti nascosti nell'opera, che chiarissimi dovevano appa ...continua

    Non a Virgilio, ovviamente, ma a me! Non so quasi nulla di metrica latina, e credo sia in generale faticoso nel XXI secolo rintracciare i riferimenti nascosti nell'opera, che chiarissimi dovevano apparire a chi la lesse al momento della pubblicazione.

    Mi limiterò a dire che la decima ecloga è forse quella più vicina al sentire del nostro secolo, e in ogni caso è quella che più ho apprezzat; per il resto, il libretto finisce poco dopo averlo iniziato, e credo servano le giuste chiavi di lettura per apprezzarlo al meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra le opere poetiche che ho letto , ho amato di più solo la Divina Commedia e i sonetti shakespeariani ; mi esimo dal fornire una recensione critica visto che ciò esonda dalle mie conoscenze e capaci ...continua

    Tra le opere poetiche che ho letto , ho amato di più solo la Divina Commedia e i sonetti shakespeariani ; mi esimo dal fornire una recensione critica visto che ciò esonda dalle mie conoscenze e capacità, mi limito a consigliare caldamente questo capolavoro della letteratura di tutti i tempi ad ogni vero amante della poesia, della bellezza e della gioia. Virgilio sa trasmettere un sentimento di umanità e di quanto di bello c'è nel nostro animo come pochi altri sono in grado di fare.

    ha scritto il 

  • 5

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobi ...continua

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobii italiano è nella libreria di migliaia di persone e ha 4 stelle e mezzo di valutazione, mentre i capolavori immortali ed eccelsi della letteratura latina, e della sua filiazione diretta, la tradizione letteraria italiana, hanno a malapena 4 stelle e sono nelle librerie di poche decine di persone.
    Davvero credo che qualunque commento sarebbe superfluo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono alla prima lettura delle Bucoliche, che d'altronde studiai temporibus illis anche per un esame di Letteratura Latina: è invece la prima volta che le leggo in quest'edizione della BUR, che ho ...continua

    Non sono alla prima lettura delle Bucoliche, che d'altronde studiai temporibus illis anche per un esame di Letteratura Latina: è invece la prima volta che le leggo in quest'edizione della BUR, che ho assai apprezzato anche per l'ottimo saggio critico di Antonio La Penna, premesso al testo, dove l'illustre latinista individua una serie di nodi tematici virgiliani e li illustra con una cura che attesta una lunga consuetudine amorosa dello studioso col poeta mantovano. Come unico appunto, segnalerei una certa sottostima, che qua e là traspare, del valore poetico di Teocrito e degli alessandrini in generale: ma gl'innamorati a volte fanno così.
    Su Virgilio che potrei dire? Conosco quasi a memoria parecchie di queste poesie, molti passi m'incantano e mi commuovono.
    Due parole, invece, sulle note, affidate (insieme con la traduzione, cui, francamente, non ho prestato attenzione alcuna) a Luca Canali. In una discussione anobiana, ebbi un mezzo litigio con altri membri del gruppo, quando una volta affermai che spesso le edizioni della BUR, pur apprezzabili per molti aspetti, a volte presentano un apparato esplicativo scandalosamente manchevole: un caso paradigmatico mi sembra che offrano proprio queste Bucoliche, dove le note, necessarie od oziose, sono misurate col contagocce, e soprattutto non segnalano neanche i più importanti loci paralleli e le scelte testuali che avrebbero meritato qualche minima considerazione filologica, tanto più se si pensa quanto affascinante benché inestricabile sia la storia della trasmissione dei testi virgiliani.
    Ogni bucolica è preceduta da una noterella introduttiva. In quella della Seconda leggo: "Molti ritengono che sia questa la prima ecloga in ordine di tempo. A me sembra improbabile che Virgilio esordisse con una poesia con cui è così apertamente cantato l'amore omosessuale"; guai: se ne sarebbero potuti dolere la mamma, il parroco, la prof del ginnasio e papa Ratzinger. Quando l'omofobia è interiorizzata, fa pronunziare anche sciocchezze di tal fatta; e magari Canali, o chi per lui, è pieno di amici gay... Meno male che La Penna, nell'introduzione, pone questo componimento, come la grande maggioranza dei filologi, tra i più antichi della raccolta.

    ha scritto il 

  • 3

    Per chiunque voglia farsi una buona base classica, Virgilio è uno degli autori più influenti.
    Non è una lettura da “sotto l’ombrellone” o da scampagnata o da “treno”, è un libro che va studiato e comp ...continua

    Per chiunque voglia farsi una buona base classica, Virgilio è uno degli autori più influenti.
    Non è una lettura da “sotto l’ombrellone” o da scampagnata o da “treno”, è un libro che va studiato e compreso, ma è molto più attuale di quanto si pensi.
    Un tuffo nel passato da assaporare con calma(magari se si conosce il latino è meglio, così si ha modo di comprendere di più l’armoniosità e la musicalità del testo).

    ha scritto il 

  • 4

    "Paulo maiora canamus"

    Bello. Virgilio rende in maniera molto vivida la realtà bucolica nella quale il lettore si sente immerso, quasi fosse egli stesso un poeta-pastore. Il coinvolgimente che si prova nel leggere il testo ...continua

    Bello. Virgilio rende in maniera molto vivida la realtà bucolica nella quale il lettore si sente immerso, quasi fosse egli stesso un poeta-pastore. Il coinvolgimente che si prova nel leggere il testo è notevole, soprattutto nelle ecloghe II e X, dedicate al tema dell'amore. Notevoli anche l'ecloga I e IV.

    ha scritto il