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Le Catilinarie

Di

Editore: Fabbri (I grandi classici latini e greci)

3.9
(172)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000039329 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lidia Storoni Mazzolani ; Prefazione: Salvatore Rizzo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Testo latino a fronte
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  • 3

    Lettura scolastica

    Catilina era un rivoluzionario che voleva fare la guerra per il proprio potere, certo, ma anche per assicurare maggiore equità sociale agli "uomini perduti, dimenticati non solo dal destino, ma anche dalla speranza".
    Un rivoluzionario armato è un eroe o un criminale?
    A quanto pare lo ...continua

    Catilina era un rivoluzionario che voleva fare la guerra per il proprio potere, certo, ma anche per assicurare maggiore equità sociale agli "uomini perduti, dimenticati non solo dal destino, ma anche dalla speranza".
    Un rivoluzionario armato è un eroe o un criminale?
    A quanto pare lo decide di volta in volta la storia, in base a chi vince.
    Ma se anche si può capire che Cicerone condanni così duramente un uomo che in fin dei conti aveva cercato di ammazzarlo, non si può proprio concepire che consideri GLORIOSO l'assassinio dei Gracchi, che agivano nel rispetto della legge della sua amata repubblica. Mi dispiace per le sue certamente grandi qualità di oratore, ma non posso stare dalla parte dell'oligarchia rapace e mafiosa.
    Lunga vita a Catilina!

    ha scritto il 

  • 5

    Da che parte stava?

    Di Catilina e della sua perfidia sappiamo solo il punto di vista di Cicerone. Un testo bellissimo ed una scrittura che riporta eventi e comportamenti di una attualità sconcertante. I quattro discorsi tenuti contro Catilina ci fanno capire due cose: Cicerone parla veramente bene, forse Catilina gl ...continua

    Di Catilina e della sua perfidia sappiamo solo il punto di vista di Cicerone. Un testo bellissimo ed una scrittura che riporta eventi e comportamenti di una attualità sconcertante. I quattro discorsi tenuti contro Catilina ci fanno capire due cose: Cicerone parla veramente bene, forse Catilina gli aveva soffiato la morosa perché mi pare parecchio incazzato!

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è niente da fare: Cicerone lo si odia o lo si ama. E ciò appare tanto più vero con riguardo alle quattro orazioni qui in commento, pronunziate dall'Autore al culmine del suo cursus honorum e pubblicate di lì a qualche anno.
    sì, è vero: scorrendone le pagine emerge, in sostanza, che Ci ...continua

    Non c'è niente da fare: Cicerone lo si odia o lo si ama. E ciò appare tanto più vero con riguardo alle quattro orazioni qui in commento, pronunziate dall'Autore al culmine del suo cursus honorum e pubblicate di lì a qualche anno.
    sì, è vero: scorrendone le pagine emerge, in sostanza, che Cicerone è l'eroe, il salvatore della Patria buono, retto ed integerrimo, erto a baluardo delle Libertà repubblicane, mentre Catilina, brutto e cattivo, è il coacervo di ogni possibile vizio, morale e politico, un liberticida incendiario e guerrafondaio, il cui unico scopo è sovvertire l'ordine di Roma per soddisfare la propria brama di potere. Ciò solo, dunque, varrebbe ad infirmare l'attendibilità degli assunti ciceroniani, se è vero - come è vero - che lo spartiacque fra il bene ed il male "assoluti" è il più delle volte arduo a tracciarsi. Nella lettura dell'opera, quindi, non bisogna perdere di vista due elementi: che Cicerone e Catilina erano acerrimi nemici politici e che il primo, oltre ad essere il Console in carica, era anche esponente degli Optimates, vale a dire della fazione senatoria più conservatrice e rappresentativa della nobiltà romana e dei ricchi Equites. Il tutto, quindi, va contestualizzato nell'ambito delle aspre lotte politiche che caratterizzarono i decenni di crepuscolo della Repubblica. L'Autore dell'opera, dunque, non è animato da pretese di obbiettività, semplicemente egli vuole persuadere il suo uditorio della necessità di intervenire duramente nei confronti di una congiura che, a suo avviso, rischia di distruggere lo Stato romano. Evidente, a questo punto, la necessità di essere quanto più incisivo e pirotecnico possibile - tanto nei contenuti, quanto nelle accorte scelte retoriche.
    Quel che è fuori discussione, però, è la genialità di Cicerone, come politico e come retore: il testo è scorrevole, serrato, ora anche drammatico, nella sua enfasi climatica, ad esempio nelle esposizioni delle nefaste conseguenze che si avrebbero qualora i congiurati non venissero fermati. Al di là della valutazione che si voglia dare di Cicerone come uomo e come politico (e prescindendo da eventualmente nefasti ricordi liceali che possano accompagnarvisi e condizionarla), volendo rapportare le orazioni - opportunamente contestualizzate - alle finalità da esse perseguite non potrà non concludersi che esse rappresentino una delle vette indiscusse dell'oratoria dell'antichità - e, probabilmente, di tutti i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Cedant arma togae

    Gran paraculata di Cicerone, che si descrive come il Sommo Salvatore della Patria contro quel Gran Cattivone Possessore di Tutti i Vizi di Catilina.


    Al di là di questo, memorabile orazione con frasi di grandissima efficacia ("Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?" , "O temp ...continua

    Gran paraculata di Cicerone, che si descrive come il Sommo Salvatore della Patria contro quel Gran Cattivone Possessore di Tutti i Vizi di Catilina.

    Al di là di questo, memorabile orazione con frasi di grandissima efficacia ("Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?" , "O tempora! O Mores! Senatus haec intellegit, consul vidit; hic tamen vivit. Vivit?").

    ha scritto il 

  • 4

    Le Catilinarie

    Io sono sempre stata - anche grazie al ritratto di Sallustio - dalla parte di Catilina,che trovo un bellissimo ribelle molto affascinante. Cicerone nelle Catilinarie chiaramente esagera,me lo immagino sempre parlare con gesti ampi in Senato,e fuori,e un pò mi fà antipatìa per i suoi toni a volte ...continua

    Io sono sempre stata - anche grazie al ritratto di Sallustio - dalla parte di Catilina,che trovo un bellissimo ribelle molto affascinante. Cicerone nelle Catilinarie chiaramente esagera,me lo immagino sempre parlare con gesti ampi in Senato,e fuori,e un pò mi fà antipatìa per i suoi toni a volte un pò patetici.
    Ma è un oratore eccezionale,sà quando dire ciò che vuole e soprattutto sà come dirlo,e la sua prosa è ampia e comprensibile e non gli mancano mai le argomentazioni. " Non manca niente" è stato quello che ho pensato dopo aver tradotto l'opera per intero. Ogni periodo è strutturato a pennello,niente è lasciato al caso o nascosto. C'è proprio tutto.

    Nel complesso,le quattro stelle sono più che meritate per un classico latino come questo.

    ha scritto il 

  • 0

    Nulla più di questo testo fa capire come la congiura non avesse "buoni" o "cattivi". Cicerone si dimostra infatti altezzoso e arrogante e, nonostante abbia apprezzato altre sue opere filosofiche che, nonostante datate, avevano qualcosa di interessante, questo paternalismo retorico, manifestato ne ...continua

    Nulla più di questo testo fa capire come la congiura non avesse "buoni" o "cattivi". Cicerone si dimostra infatti altezzoso e arrogante e, nonostante abbia apprezzato altre sue opere filosofiche che, nonostante datate, avevano qualcosa di interessante, questo paternalismo retorico, manifestato nelle Catilinarie, è veramente snervante e annoiante e irritante. E' un vero peccato avere solo le versioni dei vincitori.

    ha scritto il 

  • 5

    <<Nella vostra memoria, Romani, vivrà il mio operato, i vostri discorsi lo ingigantiranno, le opere letterarie ne radicheranno e rafforzeranno il ricordo.>>


    La sua opera politica non è stata memorabile quanto sperava, ma qualsiasi azione sfigurerebbe di fronte alle sue parole. ...continua

    <<Nella vostra memoria, Romani, vivrà il mio operato, i vostri discorsi lo ingigantiranno, le opere letterarie ne radicheranno e rafforzeranno il ricordo.>>

    La sua opera politica non è stata memorabile quanto sperava, ma qualsiasi azione sfigurerebbe di fronte alle sue parole.
    Capolavoro dell'oratoria (insuperabile e superbo quando attacca frontalmente il suo avversario), le Catilinarie sono anche un interessantissimo documento storico. Ogni volta che lo rileggo ammiro una nuova frase, una diversa sfumatura.

    Questa edizione Mondadori lascia invece un po' a desiderare. Non ho gradito la traduzione; le note, sebbene poche e brevi, sono a fine libro (abbastanza seccante); vi sono diversi errori di stampa, cosa alquanto strana e disdicevole per una dodicesima-tredicesima ristampa, con il capolavoro di un Lucio Cesare (il console del 64) che diventa Caio Cesare (il futuro dittatore).

    ha scritto il 

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