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Le Chuchoteur

(plp) (cc)

By Donato Carrisi

(6)

| Paperback | 9782253157205

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Book Description

1032 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    un buon triller italiano finalmente

    Buon ritmo, buon intreccio, scade un po verso la fine quando i tanti fili di una trama troppo complessa si riuniscono con un po di sforzo

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    Supergiobbe said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    全書節奏緊湊,氣氛懸疑,情節轉折收發自如,
    結尾的懸念與好萊塢的恐怖電影似成相識,是很不錯的閱讀體驗.
    本書三線並進,辦案線為主軸,書信線與受害者線穿插其中,三線最後匯流堪稱漂亮的收尾.
    作者並不特別探討"兇手"的"特殊能力",對於純粹的邪惡也不多做解釋,
    只是以物以類聚的說法帶過.
    大部分敘述著重於故事情節鋪陳,不特意深入描寫人物的心理活動,沒有沉悶冗長之感.
    以純粹的邪惡為主題,本書結局雖說合理但不免令人惆悵,沉重的感覺縈繞心頭久久不去,如果這是作者的意圖那本書可說非常成功.

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    cyy said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una legge i classici,

    e poi dei libri durissimi, e poi qualche rivista e poi decide di rubare il libro sul comodino del marito perchè ha voglia di leggere qualcosa che non le impegni né la testa né il cuore.

    Una legge tre pagine e dice, toh mi incuriosisce. Una finisce ...(continue)

    e poi dei libri durissimi, e poi qualche rivista e poi decide di rubare il libro sul comodino del marito perchè ha voglia di leggere qualcosa che non le impegni né la testa né il cuore.

    Una legge tre pagine e dice, toh mi incuriosisce. Una finisce il libro in tre giorni, servono a questo questi libri, a farti voltare le pagine, a farti passare le ore, a farti passare i pensieri.

    Eppure l'ho trovato deludente. Mi ha stancato quasi subito. Mi sono persa con le indagini. Non capivo troppo e poi quando me l'hanno spiegato l'ho trovato assurdo.

    Meglio che torni ai libri cupi.

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    Laura Gotti said on Sep 12, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Eccezionale!

    Estremamente ben scritto e ben congeniato.
    Inizialmente mi perplimeva il fatto che personaggi, casi, ambientazioni sembrassero un'accozzaglia di serie come CSI, Criminal Minds, e in genere non apprezzo al 100% che un autore italiano scriva in stile a ...(continue)

    Estremamente ben scritto e ben congeniato.
    Inizialmente mi perplimeva il fatto che personaggi, casi, ambientazioni sembrassero un'accozzaglia di serie come CSI, Criminal Minds, e in genere non apprezzo al 100% che un autore italiano scriva in stile americano (vedi Faletti in "Io uccido", libro che comunque ho amato e scrittore che adoro-e che mancherà sicuramente).
    La storia però è appassionante, mette i brividi, non ti fa staccare dalle pagine (e devo dire che non mi succedeva da un po').
    Inoltre mi è piaciuta la buona dose di aspetti che l'autore ti fa intuire prima di svelarteli (es: avevo ben presto capito che la sesta bambina era la figlia dell'agente, ma non credo sia stato tutto merito mio) e di aspetti che ti lasciano a bocca aperta.
    Bellissimissimissimo!
    Ora, dopo una pausa, non vedo l'ora di leggere gli altri libri di Donato Carrisi.

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    barby said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Bellissimo

    Letteralmente divorato di mattina pomeriggio sera e anche notte...
    Personaggi ben descritti, trama interessante e colpi di scena ben dosati.
    Certamente leggerò anche gli altri romanzi di Carrisi. CONSIGLIATO.

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    Lettore di Mondi said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Avere l'influenza il trenta di agosto.

    Allora.
    Potrei anche fare la snob ed attribuire al romanzo due claudicanti stellette, in realtà, ma erano anni che non divoravo un libro in tre orette scarse per vedere come va a finire.
    Quindi facciamo tre ed avanti con le perplessità.

    Sinc ...(continue)

    Allora.
    Potrei anche fare la snob ed attribuire al romanzo due claudicanti stellette, in realtà, ma erano anni che non divoravo un libro in tre orette scarse per vedere come va a finire.
    Quindi facciamo tre ed avanti con le perplessità.

    Sinceramente, alla sottoscritta, che il ritrovamento di ognuno dei cadaveri delle cinque bambine scomparse fosse legato alla scoperta di un altro crimine - se possibile - ancora più mostruoso non è dispiaciuta e tantomeno l'ho trovata una banalità.
    A tratti però, questo sì, mi è sembrato che Carrisi volesse suscitare emozioni, tanto per citare l'autore stesso nei ringraziamenti finali, con un po' troppa faciloneria. Pedofili che si suicidano lacerandosi i polsi a morsi, famiglie intere stuprate, fatte a pezzi con una motosega e fatte sparire giù per lo scarico, FOSSE COMUNI nel giardino della villa del riccone di turno che paga i propri dipendenti per tacere sul proprio "divertimento", bambini che gettano altri bambini dalle torri...
    Va bene tutto ma forse si sta calcando un po' troppo la mano sullo schifo facile, come dire.

    L'apice del fastidio, ad ogni modo, io l'ho provato leggendo i nomi dei personaggi.
    Non si sa dove queste vicende si svolgano e già qui, a mio parere, casca un po' il palco. Ci sono i boschi, la neve, orfanotrofi in campagna e - presumibilmente - una città nella quale la Squadra che indaga sugli omicidi delle bimbe ha il suo quartier generale. Insomma, potremmo essere ovunque e da nessuna parte, cosa che a mio parere contribuisce a creare talvolta una leggera sensazione stile "ma che cosa sto leggendo?".
    Non benissimo.
    Poi mi compaiono personaggi con nomi che spaziano dal Portogallo alla Serbia passando per Francia, Inghilterra, Paesi Scandinavi e Germania. Mi manca forse un nome italiano, qualcuno l'ha trovato? Magari l'ho perso per strada.
    Dai, su, che nervo.

    Encomio speciale per La squadra.
    Siamo tutti reduci da almeno due o tre gialli in cui alla fine si scopre che colui/colei/coloro che indagano sono strettamente legati agli omicidi; a volte colui/colei/coloro che indagano sono proprio gli assassini, hanno esperienze oltremodo traumatiche alle spalle od hanno in qualche modo dato il via loro stessi ai casi da risolvere in quanto il serial killer ce l'ha fondamentalmente con loro.
    Ecco, qua c'è TUTTO questo insieme.
    Ci accorgiamo da subito di come Mila non ci stia tanto con il cervello.
    Potrei citare il celebre episodio del ritorno sul luogo del ritrovamento del secondo cadavere; chi, in totale possesso delle sue facoltà mentali, non si arrischierebbe a recarsi in un orfanotrofio abbandonato da solo, in piena notte, senza avvisare nessuno del fatto che si stia recando lì, senza una fonte di luce, col cellulare scarico e con dei colleghi cretini che non la avvisano del fatto che l'unica persona presente nel raggio di chilometri è sospettata di essere un serial killer in fieri?
    Follia pura.
    Ma se per Mila possiamo sforzarci di far derivare tutti questi comportamenti patologici dal trauma subito in passato che ha condizionato in innumerevoli modi il suo presente, come la mettiamo per gli altri?
    Sarah Rosa (un nome un programma), nella polizia da sempre, che si mette ad inseguire a fari spenti la collega con la speranza di spaventarla e farle abbandonare il caso, incapace di controllarsi nei suoi confronti quando costrette a condividere uno spazio comune e che non solo tace - per paura - sul fatto che la sesta bambina rapita sia sua figlia, cosa che avrei anche potuto accettare, ma che addirittura porta ricevitori GPS in collegi frequentati da una delle vittime e cadaveri all'interno dell'appartamento adibito a covo della squadra. Come si fa beccare, poi? Precipitandosi sul luogo nel quale per la prima volta aveva cercato di spaventare Mila subito dopo che lei, sotto ipnosi (???) avesse dichiarato di averla sentita far cadere a terra una moneta.
    Cioè, COSA?
    Ciliegina sulla torta, Goran Gavila, il criminologo e co-protagonista, che Mila scopre essersi ormai fottuto il cervello a seguito della combo "moglie che lo lascia e vuole portarsi via il figlioletto - ore e ore di registrazioni del suggeritore che ripete il verbo uccidere" subito dopo esserci finita a letto (ed essere pure rimasta incinta).
    Colpone di scena se, appunto, non ci fosse stata la scena di sesso quattro pagine prima. Si sa come va, no, in questi casi?

    Della medium che elargisce gratuitamente un identikit del Suggeritore, dei bambini settimini che pesano 500 grammi, del fatto che alla fine sembri tutto essere stato messo in moto per via di Mila non mi pronuncio nemmeno.

    Comunque, io il romanzo l'ho divorato.
    Il sequel com'è?

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    Rosalie said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

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