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Le Chuchoteur

(plp) (cc)

By Donato Carrisi

(6)

| Paperback | 9782253157205

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Book Description

1027 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Avere l'influenza il trenta di agosto.

    Allora.
    Potrei anche fare la snob ed attribuire al romanzo due claudicanti stellette, in realtà, ma erano anni che non divoravo un libro in tre orette scarse per vedere come va a finire.
    Quindi facciamo tre ed avanti con le perplessità.

    Sinc ...(continue)

    Allora.
    Potrei anche fare la snob ed attribuire al romanzo due claudicanti stellette, in realtà, ma erano anni che non divoravo un libro in tre orette scarse per vedere come va a finire.
    Quindi facciamo tre ed avanti con le perplessità.

    Sinceramente, alla sottoscritta, che il ritrovamento di ognuno dei cadaveri delle cinque bambine scomparse fosse legato alla scoperta di un altro crimine - se possibile - ancora più mostruoso non è dispiaciuta e tantomeno l'ho trovata una banalità.
    A tratti però, questo sì, mi è sembrato che Carrisi volesse suscitare emozioni, tanto per citare l'autore stesso nei ringraziamenti finali, con un po' troppa faciloneria. Pedofili che si suicidano lacerandosi i polsi a morsi, famiglie intere stuprate, fatte a pezzi con una motosega e fatte sparire giù per lo scarico, FOSSE COMUNI nel giardino della villa del riccone di turno che paga i propri dipendenti per tacere sul proprio "divertimento", bambini che gettano altri bambini dalle torri...
    Va bene tutto ma forse si sta calcando un po' troppo la mano sullo schifo facile, come dire.

    L'apice del fastidio, ad ogni modo, io l'ho provato leggendo i nomi dei personaggi.
    Non si sa dove queste vicende si svolgano e già qui, a mio parere, casca un po' il palco. Ci sono i boschi, la neve, orfanotrofi in campagna e - presumibilmente - una città nella quale la Squadra che indaga sugli omicidi delle bimbe ha il suo quartier generale. Insomma, potremmo essere ovunque e da nessuna parte, cosa che a mio parere contribuisce a creare talvolta una leggera sensazione stile "ma che cosa sto leggendo?".
    Non benissimo.
    Poi mi compaiono personaggi con nomi che spaziano dal Portogallo alla Serbia passando per Francia, Inghilterra, Paesi Scandinavi e Germania. Mi manca forse un nome italiano, qualcuno l'ha trovato? Magari l'ho perso per strada.
    Dai, su, che nervo.

    Encomio speciale per La squadra.
    Siamo tutti reduci da almeno due o tre gialli in cui alla fine si scopre che colui/colei/coloro che indagano sono strettamente legati agli omicidi; a volte colui/colei/coloro che indagano sono proprio gli assassini, hanno esperienze oltremodo traumatiche alle spalle od hanno in qualche modo dato il via loro stessi ai casi da risolvere in quanto il serial killer ce l'ha fondamentalmente con loro.
    Ecco, qua c'è TUTTO questo insieme.
    Ci accorgiamo da subito di come Mila non ci stia tanto con il cervello.
    Potrei citare il celebre episodio del ritorno sul luogo del ritrovamento del secondo cadavere; chi, in totale possesso delle sue facoltà mentali, non si arrischierebbe a recarsi in un orfanotrofio abbandonato da solo, in piena notte, senza avvisare nessuno del fatto che si stia recando lì, senza una fonte di luce, col cellulare scarico e con dei colleghi cretini che non la avvisano del fatto che l'unica persona presente nel raggio di chilometri è sospettata di essere un serial killer in fieri?
    Follia pura.
    Ma se per Mila possiamo sforzarci di far derivare tutti questi comportamenti patologici dal trauma subito in passato che ha condizionato in innumerevoli modi il suo presente, come la mettiamo per gli altri?
    Sarah Rosa (un nome un programma), nella polizia da sempre, che si mette ad inseguire a fari spenti la collega con la speranza di spaventarla e farle abbandonare il caso, incapace di controllarsi nei suoi confronti quando costrette a condividere uno spazio comune e che non solo tace - per paura - sul fatto che la sesta bambina rapita sia sua figlia, cosa che avrei anche potuto accettare, ma che addirittura porta ricevitori GPS in collegi frequentati da una delle vittime e cadaveri all'interno dell'appartamento adibito a covo della squadra. Come si fa beccare, poi? Precipitandosi sul luogo nel quale per la prima volta aveva cercato di spaventare Mila subito dopo che lei, sotto ipnosi (???) avesse dichiarato di averla sentita far cadere a terra una moneta.
    Cioè, COSA?
    Ciliegina sulla torta, Goran Gavila, il criminologo e co-protagonista, che Mila scopre essersi ormai fottuto il cervello a seguito della combo "moglie che lo lascia e vuole portarsi via il figlioletto - ore e ore di registrazioni del suggeritore che ripete il verbo uccidere" subito dopo esserci finita a letto (ed essere pure rimasta incinta).
    Colpone di scena se, appunto, non ci fosse stata la scena di sesso quattro pagine prima. Si sa come va, no, in questi casi?

    Della medium che elargisce gratuitamente un identikit del Suggeritore, dei bambini settimini che pesano 500 grammi, del fatto che alla fine sembri tutto essere stato messo in moto per via di Mila non mi pronuncio nemmeno.

    Comunque, io il romanzo l'ho divorato.
    Il sequel com'è?

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    Rosalie said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Un libro che mi è stato consigliato a gran voce e che non ha deluso le aspettative. Bellissimo emozionante divorato in 2 giorni, ti incolla alle pagine e ti tiene prigioniero. Ho amato molto la protagonista detective Mila forse perché in alcuni aspet ...(continue)

    Un libro che mi è stato consigliato a gran voce e che non ha deluso le aspettative. Bellissimo emozionante divorato in 2 giorni, ti incolla alle pagine e ti tiene prigioniero. Ho amato molto la protagonista detective Mila forse perché in alcuni aspetti mi assomiglia. L' unica nota dolente è stata la fine di Goran, ci sono rimasta malissimo. Però bello bello bello, consigliatissimo.

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    Giulia Bett said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Buonissimo esordio di Donato Carrisi, con buona suspense, buona descrizione dei personaggi e molti colpi di scena (forse troppi). Cupo e un pò angosciante, forse un pò troppo. Piccoli difetti: il titolo del libro che forse svela un pò troppo e il fat ...(continue)

    Buonissimo esordio di Donato Carrisi, con buona suspense, buona descrizione dei personaggi e molti colpi di scena (forse troppi). Cupo e un pò angosciante, forse un pò troppo. Piccoli difetti: il titolo del libro che forse svela un pò troppo e il fatto di essere il primo di una possibile serie (e anche questo rischia di svelare qualcosina). Anche la mancanza di ambientazione (nel senso che non viene detto dove sono ambientate le vicende) non mi è troppo piaciuta anche se potrebbe avere senso (proprio per indicare che potrebbe accadere ovunque). Mi è piaciuto molto il personaggio di Mila.

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    Chrissnow said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

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    Troppo

    Troppo di tutto. Troppe morti, troppi colpevoli, troppi problemi, troppo horror. No, proprio non mi é piaciuto.

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    mafalda0250 said on Aug 14, 2014 | Add your feedback

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