Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Rechercher Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le Dahlia noir

By

Editeur: Rivages

4.1
(2704)

Language:Français | Number of pages: 488 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , German , Italian , Portuguese

Isbn-10: 2869303912 | Isbn-13: 9782869303911 | Publish date: 

Translator: Freddy Michalski

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Aimez-vous Le Dahlia noir ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Sorting by
  • 5

    Pugili, Poliziotti, Pupe & Puttane

    Ero in debito con qualcuno del commento a questo libro.
    Beh, non posso scriverlo, mi dispiace.
    Devo andare a lavarmi le mani, o le dita appiccicose di sangue imbratteranno tutta la tastiera.

    P.S.: voi ...continuer

    Ero in debito con qualcuno del commento a questo libro.
    Beh, non posso scriverlo, mi dispiace.
    Devo andare a lavarmi le mani, o le dita appiccicose di sangue imbratteranno tutta la tastiera.

    P.S.: voi leggetelo. magari mettetevi i guanti, ma leggetelo.

    dit le 

  • 3

    Dalia nera - il fumetto

    Qualcosa non mi ha convinto fino in fondo, i disegni belli, ma un po' statici, i dialoghi "noir" a volte non erano chiarissimi. insomma bello, ma non eccezionale.

    dit le 

  • 5

    All'inizio non mi prendeva, poi con la morte della Dalia Nera la storia decolla ed è stata una pagina dopo l'altra. La narrazione in prima persona non è la mia preferita ma è senza dubbio un romanzo o ...continuer

    All'inizio non mi prendeva, poi con la morte della Dalia Nera la storia decolla ed è stata una pagina dopo l'altra. La narrazione in prima persona non è la mia preferita ma è senza dubbio un romanzo ottimo.
    Bello anche il film ma niente a che vedere con questo libro.

    dit le 

  • 5

    Riletto dopo 23 anni dalla prima lettura (ce ne è stata un'altra in mezzo) soprattutto nel tentativo di cercare riscontri a Perfidia, Dalia Nera rimane un punto di riferimento per la ridefinizione del ...continuer

    Riletto dopo 23 anni dalla prima lettura (ce ne è stata un'altra in mezzo) soprattutto nel tentativo di cercare riscontri a Perfidia, Dalia Nera rimane un punto di riferimento per la ridefinizione del romanzo criminale americano.
    Dallo stile non ancora maturo, come poi sarà poi per Ellroy nei romanzi successivi, attesta però la nuova modalità di intrecciare realtà e finzione e scoperchiare l'olografia americana degli anni '40 e poi '50.
    Tralascio la funzione catartica che questo romanzo ha avuto per l'allampanato Ellroy (altro punto centrale di questa rappresentazione narrativa) e proseguo verso Il Grande Nulla.

    dit le 

  • 4

    Riprendo a leggere Ellroy dopo dieci anni. Credevo di “aver chiuso” con lui dopo un paio di libri che non ho amato: - I miei luoghi oscuri- e un altro che mi fu talmente inviso da averne dimenticato ...continuer

    Riprendo a leggere Ellroy dopo dieci anni. Credevo di “aver chiuso” con lui dopo un paio di libri che non ho amato: - I miei luoghi oscuri- e un altro che mi fu talmente inviso da averne dimenticato il titolo.
    A testimoniare quanto sia importante la fase di vita che attraversa il lettore, senza scomodare la sua maturità intellettuale o formazione, oggi mi trovo di parere totalmente mutato leggendo Dalia Nera.
    Mi inchino di fronte allo stile di Ellroy e alla storia che mi ha catturata fin dalle prime pagine.
    La storia, è noto, parte da un fatto di cronaca vera avvenuto nel ’47 a Los Angeles. Una attricetta 22enne, Elizabeth Short, viene trovata cadavere su un prato a Los Angeles: il corpo orribilmente mutilato, eviscerato e segato in due all’altezza del bacino. Il caso non fu mai risolto.
    Undici anni dopo, nel ’58, la madre di Ellroy, Geneva Hilliker Ellroy, viene misteriosamente uccisa con una corda e una calza e abbandonata in un altro angolo della città degli angeli . Il caso non fu mai risolto.
    Nell’87, quaranta anni dopo il caso della Dalia e trentanove dall’omicidio della madre, Ellroy affronta i casi unificandoli e risolvendoli, seppure virtualmente, in un finale liberatorio.
    Per fare questo si documenta con una minuzia di fatti e ricerche maniacali e ne viene fuori questo capolavoro dalla scrittura.
    Il noir è morto, dice lui, il noir è il cinema, e lui ci dà un romanzo cinematografico, scritto col sangue, dove i dialoghi si alternano all’azione in un mix metanfetaminico.
    I buoni sono cattivi, i cattivi sono pessimi e Ellroy non fa sconti, nessuno si salva, la corruzione, l’avidità, la perversione e il tradimento sono ovunque, l’atmosfera è pesante e appiccicosa e quasi si avverte la necessità di lavarsi leggendo.
    Il demone dominante è Hollywood, anzi, Hollywoodland e non a caso le ultime quattro lettere vengono abbattute, sulla famosa collina, durante lo svolgimento della storia. Hollywood è un “non luogo”, un ventre putrido che accoglie le speranze, il più delle volte, per vomitarle, qualche volta, come nel caso della Dalia, all’anagrafe Elizabeth Short, per illuderle, corromperle, assassinarle e deturparle orribilmente.
    Le vittime sono gli unici personaggi per cui Ellroy abbia un moto di compassione, Elizabeth Short: la Dalia Nera, Laurie Blanchard: la sorellina rapita a nove anni e mai ritrovata del detective Lee Blanchard e infine lei: Geneva Hilliker Ellroy, la madre dell’autore, mai nominata nel romanzo ma presente in ogni pagina.
    “Madre: ventinove anni dopo, queste pagine d’addio in lettere di sangue. Ora ti metto da parte, mio ubriacone, mia guida, mio primo guardiano perduto, per amarti e per contemplarti in futuro.” Anne Sexton
    “Cherchèz la femme.”
    Dalia Nera, di James Ellroy

    dit le 

  • 5

    Veramente un noir di altissimo livello.Una storia torbida e drammatica arricchita forse da troppi personaggi,ma ciò non toglie niente al fascino della narrazione.

    dit le 

  • 3

    Storia torbida con una morbosità fatta di violenza e sesso. Storia così intricata di menzogne sovrapposte da non raccapezzarsi. Nomi che si somigliano tutti come i volti dei personaggi. Il disegno pul ...continuer

    Storia torbida con una morbosità fatta di violenza e sesso. Storia così intricata di menzogne sovrapposte da non raccapezzarsi. Nomi che si somigliano tutti come i volti dei personaggi. Il disegno pulito invece, specie degli ambienti, degli abiti, delle auto, particolarmente bello. Gli inchiostri insieme al segno danno una solidità e volume al tutto davvero notevole. Il lettering così fitto a volte rende faticoso seguire il filo del racconto.

    dit le 

Sorting by