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Le Diable Amoureux

By Jacques Cazotte

(0)

| eBook | 9781419229374

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  • 1 person finds this helpful

    Mi piace del racconto settecentesco il passo svelto, la strada polverosa e ricca di sorprese, il viaggio lungo e curioso, il mondo pericoloso e grande, il protagonista al tempo stesso sprovveduto, coraggioso per ignoranza ma poi anche per cuore, e a ...(continue)

    Mi piace del racconto settecentesco il passo svelto, la strada polverosa e ricca di sorprese, il viaggio lungo e curioso, il mondo pericoloso e grande, il protagonista al tempo stesso sprovveduto, coraggioso per ignoranza ma poi anche per cuore, e a rischio perpetuo di vita e anche di più. Candido fu così. Ma forse il primo, molti secoli prima, fu Lucio, e tra gli ultimi ci sono Paperino e più ancora Vilcoyote: entrambi questi ultimi sono in grado di camminare nel vuoto prima che li catturi la forza di gravità e le esperienze solo apparentemente non li educano, mentre di fatto contribuiscono ad alimentarne la mente affettuosa e non conformista.

    http://aaaaccademiaaffamatiaffannati.blogspot.it/2011/0…

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    Artemisia Comina said on Nov 17, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il volo di Icaro

    "Les Diable amoureux"

    Pare questo sia il racconto in cui, cito dall'introduzione, "per la prima volta nella letteratura, il diavolo prova sentimenti e non soltanto passioni[...]". Ma questo non significa che Belz ...(continue)

    "Les Diable amoureux"

    Pare questo sia il racconto in cui, cito dall'introduzione, "per la prima volta nella letteratura, il diavolo prova sentimenti e non soltanto passioni[...]". Ma questo non significa che Belzebù (il diavolo in questione, invocato dall'ambizioso protagonista Alvaro) ami davvero. O sì?

    Dalla prima all'ultima pagina ci si interroga proprio come il protagonista Alvaro, e si rimane combattuti tra la repulsione e il desiderio, tra la speranza e la diffidenza. Dove inizia l'amore? E dove finisce l'inganno? Si vorrebbe davvero riuscire a credere, come infine fa cedendo Alvaro, che la creatura infernale che si è incarnata nell'affascinante donna che lui chiama Biondetta mettendosi poi alla sua mercé, lo abbia fatto prima per un prepotente desiderio di insegnare proprio a lui, così smanioso di conoscenza, tutto ciò che sa al fine di elevarlo sopra gli altri uomini, e poi in un secondo momento per l'inaspettato affetto che sente nascere per la prima volta dentro di sé nei confronti dell'umano.

    E si vorrebbe davvero riuscire ad accettare che gli ambigui atteggiamenti di lei, che sostituiscono quelli virtuosi dopo lo spartiacque della dichiarazione d'amore di Alvaro a Biondetta, siano irascibili, irrazionali, egoisti, solo perché la creatura sta affrontando la sua nuova natura umana, e soprattutto una natura femminile, che fatica a gestire.

    Ma il finale non svela con chiarezza la verità: già nebuloso di per sé, risulta confuso ulteriormente dall'epilogo che spiega la pluralità dei finali scritti e i motivi della sostituzione di quello originale.

    I temi affrontati e gettati sul campo, con giocosità quasi, sono però assolutamente seri: la sete di conoscenza, incarnata da Alvaro, ha una possibile connotazione negativa? E' possibile che si debbano porre dei limiti al desiderio di conoscere e alla ricerca del sapere? A salvare Alvaro sono il ricorso alla saggezza della madre (e attraverso di lei al sacerdote) - e quindi alla tradizione - e un ritorno al rispetto delle convenzioni (con l'addio al libertinaggio e al gioco d'azzardo cui era dedito prima).

    Alvaro insomma, dopo la spaventosa esperienza con Belzebù, ingabbia il suo desiderio di scoperta e di elevazione, tarpandosi le ali dopo un volo che non può che essere definito "di Icaro", letteralmente e simbolicamente. Letteralmente perché, come Icaro, Alvaro esagera, oltrepassa i confini delle sue possibilità e forse delle possibilità concesse all'umanità, e precipita. Simbolicamente perché da sempre il volo di Icaro è considerato il simbolo dell'insopprimibile aspirazione dell'uomo all'alto, destinata però al fallimento.

    Sconfortante.

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    Valentina Coluccelli said on May 29, 2011 | Add your feedback

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    Sembrerebbe solo un'innocua fiaba d'altri tempi, invece...

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    Andrea said on Apr 22, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il diavolo innamorato
    Autore: Jacques Cazotte

    A cura di Isabella Mattazzi
    Manni editore- pp.gg. 116- euro 12,00- 2011

    Il diavolo innamorato è un piccolo gioiello della letteratura francese di fine settecento, che torna in una nuova veste magi ...(continue)

    Il diavolo innamorato
    Autore: Jacques Cazotte

    A cura di Isabella Mattazzi
    Manni editore- pp.gg. 116- euro 12,00- 2011

    Il diavolo innamorato è un piccolo gioiello della letteratura francese di fine settecento, che torna in una nuova veste magistralmente curata da Isabella Mattazzi, un romanzo/novella/ “piquante bagatelle” che ha avuto diverse fortune e avverse letture critiche nel corso del tempo.
    Definito per troppo tempo un’opera nera, che racchiude in sé conoscenze cabalistiche, negromantiche, aveva perso nel corso del tempo anche la sua leggerezza, il suo tono scherzoso e deliziosamente irriverente, la sua capacità sospensoria della realtà in una commistione tra meraviglia e realtà.
    Le sue alterne vicende vengono spiegate, puntualmente e senza troppa pedanteria, nell’introduzione della curatrice, che prende per mano il lettore e lo aiuta ad attraversare la pinacoteca delle versioni del libro e della vita del suo autore Jacques Cazotte.
    Una storia che comincia con il desiderio e molto probabilmente si consuma in esso, in un continuo scambio di corpi di questo sentimento capace di fratturare ogni tipo di umanità, razionalità e fantasticheria.
    Alvaro è un soldato spagnolo al servizio delle guardie del re di Napoli, un giovane spavaldo, coraggioso e decisamente avventato, che dopo una serata di chiacchiere e vino si ritrova a continuare il discorso iniziato con i suoi compagni con l’anziano soldato Soberano.
    Dopo qualche scambio di battute, quest’ultimo dà dimostrazione della veridicità delle sue parole evocando uno spiritello al suo servizio e dando inizio alla scoperta del giovane Alvaro.
    Ma il soldato spagnolo non sa contenersi, non può sopportare la pragmatica attesa che richiede l’apprensione delle antiche arti e chiede (essendo desiderio puro) di avere tutto e subito, lanciandosi in una piccola sfida che lo avrebbe visto protagonista di una sonora tirata d’orecchie al Diavolo.
    Soberano a quel punto organizza il rituale e lo lascia da solo alle prese con quello con cui un novizio non dovrebbe avere a che fare.
    Il demone evocato, si lascia però, da subito, sottomettere e si mette al servizio del nobiluomo iberico. Comincia così la storia di Biondetta, demone, essere fantastico che non smette di desiderare di compiacere il suo essere umano, in un continuo darsi al desiderio proprio e del suo freddo padrone.
    Ma la storia prende una piega imprevista e si scopre la vera natura di Biondetta e dei sentimenti che sono in gioco…

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    Alex Pietrogiacomi said on Apr 11, 2011 | Add your feedback

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    Curioso, pero esperaba algo más. Para estar escrito en el XVIII, deja mucho que desear. Una simpática historia sobre los poderes engañosos del Diablo sobre el hombre.

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    Janutberoal said on Jul 8, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mephistofele innamorato di Faust????????

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    Fedka said on Jun 7, 2010 | Add your feedback

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