Le Docteur Faustus

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Editeur: Le Livre de Poche

4.1
(832)

Language: Français | Number of pages: 665 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , German , Spanish , Italian

Isbn-10: 2253031550 | Isbn-13: 9782253031550 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Music

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Description du livre
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    un libro sostanzialmente non riuscito. ricco di spunti magnifici e di idee ma discontinuo farraginoso prolisso e dispersivo. il parallelo poi tra la caduta del popolo tedesco nel nazismo e la parabola ...continuer

    un libro sostanzialmente non riuscito. ricco di spunti magnifici e di idee ma discontinuo farraginoso prolisso e dispersivo. il parallelo poi tra la caduta del popolo tedesco nel nazismo e la parabola del compositore che si da al demonio non sta in piedi

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  • 5

    devo dire che è stato molto bello torturarsi per 10 giorni con le quasi 600 pagine di questa lettura sfiancante e assolutamente non estiva. alla luce della titanica preponderanza di digressioni di nat ...continuer

    devo dire che è stato molto bello torturarsi per 10 giorni con le quasi 600 pagine di questa lettura sfiancante e assolutamente non estiva. alla luce della titanica preponderanza di digressioni di natura filosofica e di teoria musicale capisco perfettamente chi non riesce ad arrivare fino in fondo (c'è voluta parecchia passione e abnegazione) e d'ora in avanti sarò un tantino più sospettosa nei riguardi di coloro che affermano con leggerezza di averlo "divorato"

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    Adrian Leverkuhn è sempre grande nel rendere disuguali le cose uguali. E’ nota la sua maniera di modificare nel ritmo il tema d’una fuga già alla prima responsione, in modo che, pur conservando strett ...continuer

    Adrian Leverkuhn è sempre grande nel rendere disuguali le cose uguali. E’ nota la sua maniera di modificare nel ritmo il tema d’una fuga già alla prima responsione, in modo che, pur conservando strettamente il tema, non lo si riconosca più come ripetizione. Così avviene qui e mai con tanta profondità e grandezza come qui. Ogni parola che alluda all’idea di passaggio, al mutamento in senso mistico, dunque alla trasformazione e trasfigurazione, è da ammirare per la sua esattezza. L’orrore di prima è bensì trasportato come l’indescrivibile coro infantile su un piano del tutto diverso; vi è cambiata la strumentazione e vi è trasformato il ritmo, ma in quella musica struggente delle sfere angeliche non vi è nemmeno una nota che non si trovi in precisa corrispondenza anche nella risata infernale.
    Qui c’è tutto Adrian Leverkuhn. Questa è la musica ch’egli rappresenta, e la rispondenza, in quanto senso profondo, è calcolo elevato a mistero. Così il doloroso privilegio dell’amicizia mi ha insegnato a vedere la musica, anche se io, per la mia indole semplice, avrei forse preferito vedervi qualcosa d’altro.

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    Dopo "la Montagna incantata ", "Morte a Venezia " e soprattutto...."I Buddenbrook " ero impaziente di leggerlo....purtroppo non ce l'ho fatta. Invidio chi l'ha letto. Riproverò ancora, chissà che n ...continuer

    Dopo "la Montagna incantata ", "Morte a Venezia " e soprattutto...."I Buddenbrook " ero impaziente di leggerlo....purtroppo non ce l'ho fatta. Invidio chi l'ha letto. Riproverò ancora, chissà che non ci riesca.

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  • 3

    Rispetto agli altri libri di Thomas Mann decisamente molto più difficile da leggere anche perché la narrazione è spesso interrotta dalle considerazioni dell'autore sui tempi a lui contemporanei. Tutta ...continuer

    Rispetto agli altri libri di Thomas Mann decisamente molto più difficile da leggere anche perché la narrazione è spesso interrotta dalle considerazioni dell'autore sui tempi a lui contemporanei. Tuttavia, proprio questa contemporanea narrazione di fatti della prima e della seconda guerra, messi in relazione anche storicamente, mi ha affascinato

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    La verità è che mi sono tremendamente annoiato nel leggerlo.
    La maggior parte dei capitoli è scritto con uno stile molto pesante, riducendo il mio apprezzamento solamente a quattro - cinque capitoli. ...continuer

    La verità è che mi sono tremendamente annoiato nel leggerlo.
    La maggior parte dei capitoli è scritto con uno stile molto pesante, riducendo il mio apprezzamento solamente a quattro - cinque capitoli.

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    Mah......che dire.........non ce l'ho proprio fatta. Nulla da eccepire nei confronti dell'autore, il quale è certamente da annoverare fra le menti più eccelse del secolo scorso, questo è risaputo, son ...continuer

    Mah......che dire.........non ce l'ho proprio fatta. Nulla da eccepire nei confronti dell'autore, il quale è certamente da annoverare fra le menti più eccelse del secolo scorso, questo è risaputo, sono proprio io che... ...insomma sarà un mio limite ma ho incontrato pagine in cui non ci ho capito una beneamata......

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    Di Thomas Mann, avevo letto solo la "montagna incantata", un romanzo che avevo trovato meraviglioso e che avevo letteralmente "divorato". Ben più ostica la lettura del "Doctor Faust" in cui l'autore d ...continuer

    Di Thomas Mann, avevo letto solo la "montagna incantata", un romanzo che avevo trovato meraviglioso e che avevo letteralmente "divorato". Ben più ostica la lettura del "Doctor Faust" in cui l'autore disquisisce di complesse teorie musicali, rendendo l'opera, per chi come me non conosce la musica,di difficile lettura e a tratti anche noiosa. Protagonista del romanzo è Adrian Leverkuhn, che "vende l'anima al diavolo" in cambio di una produzione musicale sublime, unica ed irripetibile. Adrian rammenta sotto certi aspetti il Dorian Gray di Oscar Wilde, che vende al demonio la sua anima in cambio dell'eterna giovinezza. Tra tecnicismi musicali e dotti ragionamenti storici, filosofici e teologici, il racconto scivola in un'atmosfera cupa e tragica poichè la narrazione avviene durante gli anni della seconda guerra mondiale, dove la Germania, che "aveva venduto la sua anima al diavolo" dopo un'iniziale effimera ascesa, subisce il dramma della sconfitta e dell'umiliazione per una guerra perduta.
    il romanzo a mio giudizio, raggiunge l'acme della sua drammaticità, nell'ultimo capitolo. Infatti Adrian alla fine, confesserà, ai suoi amici, il suo tragico segreto.

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    Poiché disprezzo quel tipo di lettore uso a far con tanto di puntiglio l'analisi testuale del libro che non gli è piaciuto come se credesse di poter contare in questo modo su di una specie di risarcim ...continuer

    Poiché disprezzo quel tipo di lettore uso a far con tanto di puntiglio l'analisi testuale del libro che non gli è piaciuto come se credesse di poter contare in questo modo su di una specie di risarcimento dei danni, eviterò con cura di riprodurre la pur faconda minuta di cattiverie che durante la lettura non sono riuscito a impedirmi di annotare. Di questo romanzo - improvvidamente regalatomi nell'anno 2000 e da quel momento sempre guardato con peritosa ossequianza - dirò soltanto che purtroppo mi ha deluso e stancato. Altri prima di me hanno riferito dell'arditezza concettuale e dell'arcignità estetica: a me sia concesso aggiungere che il suo destino (già compiuto?) è di non esser progressivamente più letto se non in seno a programmi di studio specialistico o presso cenacoli di appassionati. Certo qui il discorso verte sull'idea di patria nel suo significato migliore, contro una filosofia della storia meschina e amara che deve conflagrare in catastrofe. La lettura è però un'impresa, e a che cosa vale se serve appena per dire "Ho fatto un'impresa"? Bellissimi i ritratti da ambientista della Monaco degli artisti, ma risultano mal coordinati con le restanti orazioni teoretiche, o quest'ultime sono in tutto avulse dalla vocazione moralistica dell'opera.

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