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Le Fantôme de l'Opéra

By Gaston LeRoux

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| Others | 9783468484360

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Book Description

172 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Amiamo più la maschera o l'essenza?

    Ovviamente l'avevo già letto, quando, vent'anni fa, comprai, in trepidante attesa, uno ad uno i libri della serie Newton che usciva in edicola a poco prezzo (grande operazione pro-lettura).

    L'avevo letto e avevo visto pure il film con Lon Chaney, de ...(continue)

    Ovviamente l'avevo già letto, quando, vent'anni fa, comprai, in trepidante attesa, uno ad uno i libri della serie Newton che usciva in edicola a poco prezzo (grande operazione pro-lettura).

    L'avevo letto e avevo visto pure il film con Lon Chaney, del '25, muto, nero e oscuro, affascinante e fedele al libro.
    Poi avevo visto "Il fantasma del palcoscenico" di De Palma, rockeggiante e surreale (mitico).
    E dopo ancora avevo visto la versione di Dario Argento, ridicola e penosa.

    Ma di tutto questo avevo perso memoria.

    Fino a quando l'altra sera ho visto il più recente fim-musical di Schumacher (sìsì carino e romantico ma con vistose scempiaggini; e non ascoltate chi dice che è un capolavoro solo perché c'è il bel tenebroso a cantà: il fatto che la figura del fantasma sia stata sostituita da un bellone con una cicatricetta toglie tutto il senso all'opera) e mi sono tornate in mente tutte le emozioni di allora.

    Perché il succo sta tutto nel: anche i mostri hanno un cuore. Di conseguenza bisognerebbe definire cosa intendiamo per mostro. Ovviamente il romanzo è imperniato sulla mostruosità fisica, ovvero una bruttezza superiore alla nostra capacità di non vederla. E qui si potrebbe aprire una discussione mondiale. Essì perché la nostra capacità varia da persona a persona, da luogo a luogo, di epoca in epoca, di cultura in cultura.
    Perché è assodato che sulla mostruosità, per così dire, spirituale, tutti quanti riusciamo allegramente e sconsideratamente a passare sopra, sulla mostruosità fisica diventiamo tutti pignoli all'inverosimile.
    Mi ricordo anni fa, mentre passeggiavamo non so in quale posto, una mia amica ed io incrociammo una persona con una di quelle voglie vinaccia, enormi, che deturpano il viso e parte del corpo e lei se ne uscì candidamente dicendo: oddio è orribile, dovrebbero impedire a persone così di andare in giro in quella maniera, ad incontrarle ci si spaventa! Mo' è ovvio che una così l'abbia persa di vista dopo, ma lì per lì ho pensato solo "ma di che sta a parlà?" ehssì perché per me la persona incrociata aveva solo una voglia e nulla più, per lei la stessa persona era un mostro.
    Ora, di quella persona io non sapevo e non so nulla, magari era uno che tornato a casa tirava un cazzotto alla moglie o affogava i gatti in giardino, ma ad incrociarlo così non ci ho trovato nulla di strano né di particolare.

    Erik dunque, angelo della musica, è brutto e viene scansato, Raoul è bello e conte e quindi amabile; magari negli anni avrà pure tirato qualche schiaffazzo a Christine e chissà se allora a Christine si sarebbe accesa una lampadina con su scritta "scema" ...
    Ah i sogni!
    Del resto molte/i di noi passano buona parte della vita ad amare qualcuno/a che ci appare bello/a nell'amore e che col tempo perde la polverina magica di dosso ed appare per quel che è: una creatura insulsa.
    E allora perché non tu Christine?

    "Aveva un cuore capace di contenere il mondo intero, ma alla fine dovette accontentarsi di una caverna."

    Certo lo stile è alquanto demodé e alcuni passi fanno un po'sorridere, però però, rimane uno dei libri che hanno lasciato il segno.

    c'è qui una recensione che mi è molto simpatica: http://ilcodicedihodgkin.com/2012/04/02/il-fantasma-del…

    Dalla quarta di copertina: Sono molte, a tutt'oggi, le riduzioni cinematografiche - la più bella e la più fedele quella del 1925 con Lon Chaney, la più recente quella diretta da Joel Schumacher, trasposizione del musical di Andrew Lloyd Webber - che hanno consacrato la popolarità di questa originalissima opera scritta da Leroux nel 1911. La storia dell'amore di Erik - costretto a nascondere le sue orrende fattezze dietro una maschera - per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell'ambiente del Teatro dell'Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l'azione. Campione di tutti gli eccessi, "mostro" al pari di Frankenstein e del Conte Dracula, la educherà, s'impossesserà di lei, riuscirà a far sgorgare dal petto della sua schiava d'amore una voce sublime. Una macchina narrativa sapientissima consente a Leroux di tenere in perfetto equilibrio commedia, avventura, poliziesco e grandguignol; così che alla fine della lettura ci accorgiamo di essere stati catturati da una storia tanto carica di suggestioni quanto lineare ed emblematica.

    P.S. Ciò non toglie che se una/o non vi vuole e/o non vi ama non serve a nulla fare il diavolo a quattro, o la lagna, o lo stalking, o usare la forza: mettetevi l'anima in pace! Amate in silenzio e gustatevi il vostro amore per quello che di bello ha: il sogno.

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    TapiocaMuffin said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un vero e proprio classico, pilastro di quella letteratura primigenia, di sottogenere gotico se vogliamo, che ha fornito uno degli archetipi sui quali si è basata la produzione cinematografica dei decenni successivi (il Fantasma dell'Opera è uno dei ...(continue)

    Un vero e proprio classico, pilastro di quella letteratura primigenia, di sottogenere gotico se vogliamo, che ha fornito uno degli archetipi sui quali si è basata la produzione cinematografica dei decenni successivi (il Fantasma dell'Opera è uno dei "mostri" classici del cinema).
    La prima parte è strutturata come un dramma teatrale, tanto che sembra di leggere il libretto di un'opera. Leroix parla al presente, introducendo i personaggi sulla scena, come se li vedessimo entrare sul palco. La parte finale, invece, è costruita come il racconto di uno dei personaggi ritrovato successivamente. L'intero romanzo è concepito, insomma, come la ricostruzione di eventi reali da consegnare allo spettatore/lettore con l'onestà intellettuale dell'autore/cronista.
    Le trasposizioni cinematografiche, eccezion fatta per la prima, del 1925 di Rupert Julian con Lon Cheney, non rendono giustizia al romanzo e alla figura tragica di Erik, il Fantasma, di cui addirittura arrivano ad inventarne le origini, e sono troppo interessate all'intreccio amoroso e al lato musicale. Più che thriller grandguignol, sono semplici musical romantici con una lieve venatura di mistery story.
    Un libro da avere sicuramente.

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    Jonah Hex said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

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    Mi aspettavo grandi cose da questo libro, complice la visione di numerosi film in cui il fantasma Eric viene descritto come una vittima.
    Forse non ho capito bene io, ma nel libro Eric è tutto tranne che una vittima; ho sinceramente tifato per la sua ...(continue)

    Mi aspettavo grandi cose da questo libro, complice la visione di numerosi film in cui il fantasma Eric viene descritto come una vittima.
    Forse non ho capito bene io, ma nel libro Eric è tutto tranne che una vittima; ho sinceramente tifato per la sua morte....

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    Ladylooney said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro sul tema de "La Bella e la Bestia", tra horror, magia e sentimentalismo

    Un romanzo dunque bellissimo, sentimentale e con un finale tragico in tributo del vero amore; sì, quello che va oltre all'egoismo e che rappresenta la vera componente di questo sentimento nobile ovvero un sentimento che va oltre gelosie ed egoismi in ...(continue)

    Un romanzo dunque bellissimo, sentimentale e con un finale tragico in tributo del vero amore; sì, quello che va oltre all'egoismo e che rappresenta la vera componente di questo sentimento nobile ovvero un sentimento che va oltre gelosie ed egoismi in funzione della gioia della persona amata, anche quando questa gioia non è compatibile con quanto si sognerebbe per sé stessi, persino quando la gioia altrui si trasforma in dolore proprio. In altre parole Leroux, con la sua metafora fantastica, ci parla dell'amore inteso come un donarsi all'altro e non un pretendere o un volere. Erik, cioè quello che dovrebbe essere un mostro, alla fine lo comprenderà e rinuncerà alla sua amata, andando incontro a una sofferenza così irresistibile che lo condurrà alla morte, ben consapevole però del fatto di aver fatto felice la sua amata, la quale, volente o dolente, lo porterà per sempre nel cuore. Un romanzo dunque consigliato a tutti, dagli amanti del fantastico puro, a coloro che ricercano storie dai forti contenuti romantico/sentimentali, passando per i fan del giallo. Capolavoro che non scopro certo io, ma di cui è sempre ben parlare e che lancia Leroux tra i più grandi maestri del fantastico.

    Qua la mia recensione completa: http://giurista81.blogspot.it/2014/07/recensioni-narrat…

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    Giurista81 said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

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    e ½ ! "Ci si abitua a tutto, quando si vuole bene...quando si ha buona volontà!"

    Bella storia! intrigante, terribile e commovente al tempo stesso. Ma due cosette non mi sono piaciute tanto:
    1. Come è scritto: non so se sia colpa di Leroux o del traduttore ma lo stile e la costruzione delle frasi mi ha lasciata un po' perplessa.
    2 ...(continue)

    Bella storia! intrigante, terribile e commovente al tempo stesso. Ma due cosette non mi sono piaciute tanto:
    1. Come è scritto: non so se sia colpa di Leroux o del traduttore ma lo stile e la costruzione delle frasi mi ha lasciata un po' perplessa.
    2. Il finale: ooooooo perché tutto questo buonismo? Il fantasma che si intenerisce non mi piace, avrei preferito qualche morto in più ed un finale più cruento.

    ..però può anche essere che sia strana io ;)

    Ed ora a tutto volume: https://www.youtube.com/watch?v=8VgLKXD-BoY

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    Cris [piccola iena] said on Jun 23, 2014 | 2 feedbacks

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