In ogni guerra civile emerge irreparabilmente alla luce l’inconsistenza della barriera che ancora presumiamo sussistere fra sfera pubblica e dimensione privata degli uomini. Per gli abitanti di Sarajevo il fronte è alla finestra, sotto casa, a scuola o al mercato, s’interpone fra vicini di casa, fraContinue
In ogni guerra civile emerge irreparabilmente alla luce l’inconsistenza della barriera che ancora presumiamo sussistere fra sfera pubblica e dimensione privata degli uomini. Per gli abitanti di Sarajevo il fronte è alla finestra, sotto casa, a scuola o al mercato, s’interpone fra vicini di casa, fra vecchi amici o addirittura fra marito e moglie. Jergovi≈, giovane scrittore nato a Sarajevo nel 1966, ha ricostruito in tante piccole storie in prima persona e no, vere o forse talvolta solo verosimili, decine di vicende, situazioni, relazioni, cogliendole sul punto del collasso, sull’orlo del definitivo disfacimento a tributo totale di una catastrofe pubblico/privata che, in questi termini, e non solo nella forma eclatante di una minaccia bellica, riguarda ogni europeo
Miljenko Jergovic è nato a Sarajevo nel 1966 e qui ha vissuto fino al 1994. Attualmente vive a Zagabria e lavora per il settimanale Nedjeljna Dalmacija (Spalato), di cui è stato corrispondente da Sarajevo nel primo anno della guerra di Bosnia. Nello stesso periodo è stato anche redattore e conduttore di un programma televisivo culturale per la televisione di Sarajevo. Da sette anni scrive articoli e reportage politici sul rock, letteratura, fumetti e cinema per diversi giornali bosniaci e croati. Per due anni è stato redattore del programma “La terra desolata” nel primo canale della radio di Sarajevo. Nel 1990 gli è stato conferito il premio ‘Veselko Ten∫era’ (Zagabria) come miglior columnist della (ex) Jugoslavia. Autore di tre libri di poesie, è alla sua prima prova come narratore, che in Croazia gli ha fruttato il premio Ksaver Ωandor Gjalski nel 1994 e in Germania (a Osnabrück) il premio speciale Erich-Maria Remarque 1995.