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Le Monde de Barney

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Editeur: LGF - Livre de Poche

4.3
(9500)

Language:Français | Number of pages: 603 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish , Dutch

Isbn-10: 2253149950 | Isbn-13: 9782253149958 | Publish date: 

Translator: Bernard Cohen

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Description du livre
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  • 4

    A differenza dei libri di McIver, "La versione di Barney" non è piatto, diligente e appetitoso quanto una ricetta salutista. E "ovviamente" sprizza umorismo da tutti i pori.

    dit le 

  • 3

    Era tempo che lo volevo leggere e avevo aspettative alte. Ho fatto fatica a leggerlo perché la scrittura è molto lenta a causa degli incisi e delle citazioni. I vuoti di memoria di Barney lo rendono s ...continuer

    Era tempo che lo volevo leggere e avevo aspettative alte. Ho fatto fatica a leggerlo perché la scrittura è molto lenta a causa degli incisi e delle citazioni. I vuoti di memoria di Barney lo rendono simpatico , ma distraggono troppo. Sono arrivata alla fine perché da qualche parte in una recensione avevo letto che il finale mi avrebbe riservato una "sorpresa". Sicuramente ne è valsa la pena, ma nel complesso gli do solo 3 stelline.

    dit le 

  • 5

    Ho incrociato spesso lo sguardo di Mordecai Richler negli scaffali delle librarie, ricambiandolo sempre con grande indifferenza. Finché un giorno entro in una libreria di Milano con gli Adelphi al 50% ...continuer

    Ho incrociato spesso lo sguardo di Mordecai Richler negli scaffali delle librarie, ricambiandolo sempre con grande indifferenza. Finché un giorno entro in una libreria di Milano con gli Adelphi al 50% e lì cedo portandolo via con me. Mai avrei creduto di ritrovarmi tra le mani un'opera così eccezionale! L'ho divorato in una specie di estasi e penso proprio che "La versione di Barney" sia uno di quei libri che, prima o poi, tutti dobbiamo leggere.

    dit le 

  • 1

    Dopo più di 100 pagine di chiacchiere che potrebbero far apparire eccitanti quelle nelle sale d'aspetto dei medici di base, non avendo io io tendenze masochiste, direi di chiudere qui ogni rapporto co ...continuer

    Dopo più di 100 pagine di chiacchiere che potrebbero far apparire eccitanti quelle nelle sale d'aspetto dei medici di base, non avendo io io tendenze masochiste, direi di chiudere qui ogni rapporto con questa massa flaccida di parole non sostenute da alcuna trama. Forse nelle successive 300 pagine si celano meraviglie, ma è un dubbio che posso tranquillamente portarmi nella tomba.

    dit le 

  • 5

    Capolavoro

    Non me ne riesco più a liberare. Da quando l'ho letto, una vera folgorazione. Un po' come lo è stato Oscar Wilde durante l'adolescenza. Poi ti condiziona il tuo modo di leggere tutto il resto e la vit ...continuer

    Non me ne riesco più a liberare. Da quando l'ho letto, una vera folgorazione. Un po' come lo è stato Oscar Wilde durante l'adolescenza. Poi ti condiziona il tuo modo di leggere tutto il resto e la vita. Grande stile, grande storia, grande narratore. Un libro unico. LEGGETELO!!!!!

    dit le 

  • 0

    Barney Panofsky è un vecchio ebreo canadese che ha fatto i soldi producendo tv spazzatura. Il suo acerrimo nemico, lo scrittore Terry McIver, lo accusa, nella sua autobiografia, dell’omicidio del com ...continuer

    Barney Panofsky è un vecchio ebreo canadese che ha fatto i soldi producendo tv spazzatura. Il suo acerrimo nemico, lo scrittore Terry McIver, lo accusa, nella sua autobiografia, dell’omicidio del comune amico Boogie; Barney decide quindi di raccontare la propria versione dei fatti e scrivere a sua volta un’autobiografia, ripercorrendo una vita piena, vissuta sempre al massimo, fra droga, alcool, partite di hockey, soggiorni bohemien a Parigi. Il racconto è strutturato in tre sezioni principali, che prendono il nome delle tre mogli del protagonista: Clara, il prototipo dell’artista maledetta; la Seconda Signora Panofsky, una megera miliardaria e logorroica che non merita nemmeno di essere nominata col suo nome di battestmo; Miriam, il grande amore della vita di Barney, la madre dei suoi figli, la donna che l’età non può sciupare né l’abitudine guastare. La narrazione, comunque, non rispetta questa sequenza, ma segue il flusso dei ricordi di Barney, che peraltro soffre di un Alzheimer galoppante; le divagazioni e gli aneddoti che si affastellano uno dopo l’altro, le citazioni letterarie (molte delle quali fittizie) che fioccano a un ritmo di 3/4 riferimenti per pagina, l’uso massiccio di slang yiddish, e l’alternanza continua fra i vari piani cronologici possono rendere la lettura ostica, almeno inizialmente, ma credo che l’unico modo per arrivare in fondo sia rinunciare a incasellare gli avvenimenti in una sequenza (crono)logica convenzionale e lasciare che man mano tutto vada a posto da sé. Ricordo di aver provato una sensazione simile leggendo ‘Cent’anni di solitudine’, quando a un certo punto ho capito che non sarebbe servito a nulla tracciare l’albero cronologico della famiglia Buendìa per distinguere tra i vari Aureliano e José Arcadio.
    Un ulteriore ostacolo alla lettura potrebbe venire dalla personalità dello stesso protagonista, possibilmente uno dei più irritanti della letteratura recente: Barney è un ubriacone egocentrico, opportunista, frustrato, rancoroso, volgare, cinico, maschilista, forse persino razzista; è ossessionato dai rimorsi e dai rimpianti: il suicidio di Clara, la morte di Boogie, il fallimento del matrimonio con Miriam, il sogno mai realizzato di diventare uno scrittore, il lavoro di produttore tv che lo ha reso ricco ma che disprezza e di cui addirittura si vergogna. Innegabilmente, però, è anche intelligente, istrionico, politicamente scorretto, nel senso migliore che si possa attribuire a questo termine (sulla quarta di copertina di solito scrivono ‘irriverente’, ma me lo risparmio); soprattutto è dotato di una sensibilità spiccata per il lato grottesco e surreale della vita e delle situazioni che mette al servizio di una ironia formidabile, feroce e direi anche coraggiosa, che non risparmia nessuno (nemmeno gli adorati figli) e gli permette di esorcizzare anche i ricordi più dolorosi, la prospettiva malinconica di una vecchiaia solitaria, persino l’ossessione sempre più incalzante della malattia.
    Mi è piaciuto o no? Direi di sì, è piacevole da leggere, è scritto bene, pensato bene, funziona, probabilmente lo consiglierei, ma i personaggi e le situazioni sono davvero un po’ troppo sopra le righe per me, troppo perché possano prendermi *davvero*; mi rendo ovviamente conto che questo tratto è una conseguenza necessaria dell’ottica deformante con cui Barney percepisce e racconta quei personaggi e quelle situazioni. Del resto, la non piena attendibilità di Barney è un elemento irrinunciabile non solo della costruzione del personaggio, ma anche dell’architettura generale del romanzo ed è fondamentale per la riuscita del colpo di scena finale; le pedantissime note del curatore dell’edizione postuma delle memorie di Barney, il figlio Mike, dedito a correggere tutte le sviste e gli strafalcioni del padre, non fugano questi dubbi, ma anzi li alimentano, e rendono questo romanzo veramente pregevole se non altro sul piano ‘tecnico’. Non so se sia uno di quei libri irrinunciabili, però.

    dit le 

  • 2

    una vita fatta di alcool

    donne esaurite e suicide

    successo letterario

    bar mitzvah

    un conglomerato fumoso, grasso e sudaticcio, che si attacca

    ma poi muore anche lui, eh ...continuer

    una vita fatta di alcool

    donne esaurite e suicide

    successo letterario

    bar mitzvah

    un conglomerato fumoso, grasso e sudaticcio, che si attacca

    ma poi muore anche lui, eh

    dit le 

  • 2

    una vita fatta di alcool

    donne esaurite e suicide

    successo letterario

    bar mitzvah

    un conglomerato fumoso, grasso e sudaticcio, che si attacca

    ma poi muore, eh ...continuer

    una vita fatta di alcool

    donne esaurite e suicide

    successo letterario

    bar mitzvah

    un conglomerato fumoso, grasso e sudaticcio, che si attacca

    ma poi muore, eh

    dit le 

  • 3

    Non l'averi mai comprato ma...

    Innanzitutto prima della recensione vorrei fare pubblicità negativa al traduttore: SONO FERMAMENTE CONVINTO CHE SIA ORA DI SMETTERE DI DAR LAVORO A TRADUTTORI CHE NON SANNO L'ITALIANO.

    MATTEO CODIGNOL ...continuer

    Innanzitutto prima della recensione vorrei fare pubblicità negativa al traduttore: SONO FERMAMENTE CONVINTO CHE SIA ORA DI SMETTERE DI DAR LAVORO A TRADUTTORI CHE NON SANNO L'ITALIANO.

    MATTEO CODIGNOLA NON SA L'ITALIANO E PIU VOLTE SCRIVE: "I PNEUMATICI" INVECE DI "GLI PNEUMATICI"

    Detto questo ho letto questo libro perché una mia conoscente mi aveva detto: "uno dei libri più belli che io abbia letto".
    Ecco direi che la mia conoscente deve aver letto ben pochi libri e non ascolterò mai più un suo consiglio.
    In ogni caso si tratta dell'autobiografia di un personaggio che si è arricchito e ha guadagnato una certa fama in Canada. Io non so niente di lui e non ho mai sopportato il culto della personalità né il culto del successo. Non mi sognerei mai di leggere una biografia di steve jobs né tantomeno questa di Barney Panofsky.
    Ormai però ero in ballo e ho continuato.
    Il risultato è che ho trovato un romanzo divertente, di facile lettura e con una bella storia d'amore. A tratti struggente, grazie al fatto che si tratta di una storia vera, e comunque non banalotto.
    Ho passato piacevoli viaggi in metropolitana leggendolo.
    Continuo a pensare che se non l'avessi letto la mia vita non sarebbe cambiata un gran che ma sono contento della compagnia che mi ha fatto.
    In conclusione non è una perdita di tempo se volete una storia che vi accompagni come un amico senza tante pretese.

    dit le 

  • 5

    Bastardo e adorabile

    A causa di un incendio in autostrada eravamo tutti li fermi a motore spento, sono scesa dall'auto mi sono trovata un posticino all'ombra "mancano poche pagine" mi sono detta e mi sono messa a leggere ...continuer

    A causa di un incendio in autostrada eravamo tutti li fermi a motore spento, sono scesa dall'auto mi sono trovata un posticino all'ombra "mancano poche pagine" mi sono detta e mi sono messa a leggere la fine di questo bellissimo libro. E sono dovuta rientrare in macchina perchè piangevo a singhiozzi. Ecco, ho chiuso così con Barney, tra le lacrime e il sorriso perchè un personaggio così incredibile smuove tutti i sentimenti. Ti fa ridere per la sua ironia graffiante, e piangere perchè è vero che è burbero, acido e chi più ne ha più ne metta ma il suo amore per Miriam, la sua devozione, è così profondo da far male. E poi è buono al di là di tutto, è una brava persona, certo bisogna saperlo prendere..... Barney, Barney, Barney, sarà veramente difficile dimenticarti.

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