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Le Monde d'hier

Souvenirs d'un Européen

By Stefan Zweig

(1)

| Others | 9782714429599

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69 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quantomai da riflettere a chi vive nella contemporaneità ...(continue)

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quantomai da riflettere a chi vive nella contemporaneità. Un'opera eccezionale che rivela magistralmente la veridicità del concetto di Storia quale magistra vitae.

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    Tanzen said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli Stati Uniti d' Europa un sogno che, a inizio 900, ...(continue)

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli Stati Uniti d' Europa un sogno che, a inizio 900, pareva a portata di mano e invece, ancora oggi, è ben lontano da l'avverarsi.

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    Il barone said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha suscitato nessuna simpatia sul piano umano. Certe stucc ...(continue)

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha suscitato nessuna simpatia sul piano umano. Certe stucchevolezze nel rievocare i tempi della sua giovinezza mi hanno un po' infastidita, come pure una certa aria paternalistica verso tutti coloro non appartenenti al mondo culturale ... non so, forse avrei dovuto contestualizzare di più durante la lettura, o magari sarebbe bastata una traduzione più attuale.

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    Gioia said on Aug 4, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Sembra quasi inconcepibile per la nostra generazione nata così lontana da quegli avvenimenti , che drastico cambiamento fu il passaggio dalla belle epoque al primo dopoguerra.
    Dall’ età d’ oro della sicurezza dove si sapeva quanto si doveva dare e ...(continue)

    Sembra quasi inconcepibile per la nostra generazione nata così lontana da quegli avvenimenti , che drastico cambiamento fu il passaggio dalla belle epoque al primo dopoguerra.
    Dall’ età d’ oro della sicurezza dove si sapeva quanto si doveva dare e quanto si poteva ricevere, come dice l’ autore.
    Un periodo dove il progresso in ogni campo del sapere non era mai stato così rapido come in quegli anni dall’ inizio del mondo.
    Dove il progresso sociale non era mai stato così ampio e benefico , e tutto era al servizio dell ‘uomo, dell’ uomo europeo perché si era indotti a pensare che quel presente luminoso in futuro si sarebbe iradiato dal faro Europeo a tutti gli altri continenti.
    Il valore primo era l’ esperienza, l’ età avanzata era considerata, le autorità e i governi l’ espressione migliore di ogni paese.
    Si pensava a una casa comune europea , in quel continente dove i confini si potevano attraversare senza nessun particolare controllo o documento, eppure l’ autore sa scorgere quelle forze , quelle ipocrisie, quegli interessi che porteranno al primo conflitto mondiale , e che dall’ iniziale entusiasmo lascerà macerie e una disillusione totale da parte dei giovani nella generazione e nei governi precedenti, da allora si avrà diffidenza del potere, nel prossimo, nella economia, che non sarà più basata sul risparmio e il morigerato ma sulla speculazione, perché niente è sicuro, perché quel che c’è oggi domani potrebbe scomparire .
    Anche quella generazione fu ingannata sperando che, riarmo e ideologia , fossero i pilastri per una pace armata ,ci si illuse perché non si aveva più nessuna certezza.

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    Buicio said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La triste historia de un mundo que no volverá

    "El mundo de ayer" es un vívido fresco de la sociedad europea de la primera mitad del siglo XX. Stefan Zweig, testigo de excepción de una época que, como consecuencia de los grandes acontecimientos que se sucedieron (guerras mundiales, crisis económi ...(continue)

    "El mundo de ayer" es un vívido fresco de la sociedad europea de la primera mitad del siglo XX. Stefan Zweig, testigo de excepción de una época que, como consecuencia de los grandes acontecimientos que se sucedieron (guerras mundiales, crisis económicas mundiales, auge los movimientos fascistas/comunistas...), resulta sorprendentemente desconocida en muchos aspectos. Es relevante, sin embargo, aclarar que esta obra se centra en la vida de Stefan Zweig, por lo que su descripción y análisis se limitan principalmente a Centroeuropa y, en muchos momentos, exclusivamente a Austria, de donde era originario el autor, así como a las élites culturales burguesas.
    Por otra parte, es importante aclarar que "El mundo de ayer" es un híbrido entre unas memorias y un libre de historia social y cultural. Si bien Stefan Zweig toma su vida y sus recuerdos como hilo argumental, quedan excluidos la mayor parte de los temas personales, tales como sus relaciones amorosas y familiares. En este sentido, el autor prefiere centrarse en el ámbito profesional y describir el mundo intelectual y artístico de la época.
    Por otra parte, Zweig, que, como él mismo reconoce, escribió esta obra exiliado en Brasil, sólo pudo recurrir a su memoria para reconstruir toda su vida, lo cual, es indudable, resta cierta profundidad en la descripción de algunos acontecimientos.
    Una vez hechas estas advertencias, destinadas a evitar falsas expectativas en algunos lectores, no puedo sino afirmar que "El mundo de ayer" es una gran obra literaria. Con estilo sencillo pero no por ello vulgar, Stefan Zweig pinta una rico fresco de la sociedad en la que vivió, realizando acertados análisis acerca de los cambios que se produjeron durante esas décadas. Sus comentarios resultan oportunos y sus anécdotas, en las cuales aparecen algunas de las mayores figuras de la época, adecuadas. Todo ello está cubierto con un barniz de cierta tristeza y desesperanza, como si añorase un tiempo pasado que, en su caso, fue mejor.
    En resumen, una obra muy recomendable para cualquier persona interesada en otro punto de vista sobre un periodo de gran relevancia histórica y, en general, para cualquier amante de la buena escritura.

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    zanzibar said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'affresco, personale e partecipato, della fine della grande Austria nella prima parte del secolo scorso.

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    Corrado Premuda said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

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