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Le Nebbie di Avalon

Di

Editore: Euroclub

4.2
(4161)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 544 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese

Isbn-10: A000045606 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Del 1982.
    Una riscrittura della Materia di Bretagna, a volte efficace, quando le psicologie dei personaggi emergono, a volte meno, quando sembra una fan fiction dove tutti gli elementi noti sono forza ...continua

    Del 1982.
    Una riscrittura della Materia di Bretagna, a volte efficace, quando le psicologie dei personaggi emergono, a volte meno, quando sembra una fan fiction dove tutti gli elementi noti sono forzatamente inclusi e il noto dramma finale lentamente arriva a compimento (cosa che non facilita la lettura).

    Due appunti (che potrebbero essere spoiler, ma non lo sono poi tanto):
    1- non è un romanzo femminista, visto che, tranne qualche eccezione, gli uomini sono nobili e le donne sono tutte manipolatrici e un po' sciocche (vedere come Morgana arriva alla verità alla fine, mentre i Merlino ci erano arrivati pagine e pagine prima);
    2- non è un libro di critica al Cristianesimo, visto che in realtà ne celebra il trionfio.

    Insomma, sono perplesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezzo!

    Un libro molto difficile da valutare e da recensire, ma diciamo che nel complesso mi è piaciuto.
    Ho letto diversi racconti e rivisitazioni delle leggende arturiane, ma in nessuna di esse vi era la pre ...continua

    Un libro molto difficile da valutare e da recensire, ma diciamo che nel complesso mi è piaciuto.
    Ho letto diversi racconti e rivisitazioni delle leggende arturiane, ma in nessuna di esse vi era la presentazione della religione dei druidi, il racconto delle terre di Avalon e delle sue Signore.
    Il narratore è in terza persona, ma si alterna nei vari punti di vista delle protagoniste, che vengono seguite nella loro crescita dalla nascita fino (per alcune) alla morte. L’intero romanzo finisce per riempire un arco temporale di un’ottantina d’anni.
    Di questo libro ho sicuramente apprezzato lo scontro tra cristianesimo e paganesimo, presente dalla prima all’ultima pagina e trattato in modo tutt’altro che banale. Non assistiamo ai soliti cliché attribuiti al cristianesimo nessuna delle due religioni viene definitivamente denigrata e classificata come ‘male’. Ovvio che, in base alla voce narrante, abbiamo diversi punti di vista del credo opposto, ma per bocca di alcuni saggi (primo di tutti Merlino) vengono messi ben in evidenza il buono e gli aspetti positivi che entrambe le religioni possiedono, sottolineando che in fondo non sono così lontane come alcuni dei protagonisti sembrano credere.
    Gli accenni alla religione e alle tradizioni pagane sono indubbiamente interessanti, ma avrei apprezzato una descrizione più approfondita del culto della Dea, che viene spesso accennato e che si capisce essere composto da Misteri, appresi per gradi dai propri iniziati, e che tuttavia non ci vengono bene esplicitati. In compenso è così resa benissimo la malia dell’isola di Avalon, la nebbia, la pace, il mistero, le terre fatate.
    Lo stile stesso dell’autrice è piacevole e scorrevole e i diversi punti di vista si seguono con facilità, ma veniamo alle note dolenti:
    Gli intrecci amorosi sono davvero pesanti. Il peggiore è probabilmente quello iniziale tra Igraine e Uther, ma anche Ginevra e Lancillotto non scherzano e in alcuni punti sono davvero da latte alle ginocchia. Poi ve ne sono altri che non sto a riportare per evitare spoiler ma che hanno contribuito a rendere l’intera lettura più ostica.
    In secondo luogo, ho trovato davvero difficile seguire le infinite evoluzioni di Morgana. Certo, è vero che nel libro viene raccontata tutta la sua vita, da quando è bambina a quando è vecchia, ma Morgana la Fata sembra cambiare idea sulla sua vita con l’alternarsi delle stagioni. Ella cerca di interpretare il volere della sua Dea, ma proprio seguendo quel volere finisce per contraddirsi in più occasioni, solo per poi sembrare improvvisamente illuminata da un’intuizione divina, che poi viene rivalutata come sbagliata. E questo si ripete molte volte in tutta la narrazione, al punto che non riuscivo davvero a ricordare o stabilire cosa fosse giusto che facesse e cosa no. Non so se l’effetto fosse voluto, ma a me ha creato solo confusione.
    In conclusione: un libro affascinante che fa riscoprire con occhi nuovi ciò che sappiamo delle leggende arturiane, ma che non raggiunge l’eccellenza a causa di piccoli ostacoli e rallentamenti nella trama.

    ha scritto il 

  • 3

    Se il peccato è il prezzo del legame fra noi, vita dopo vita, allora peccherò con gioia per ritornare sempre a te....

    Tempo fa:
    Il fantasy non è il mio genere letterario preferito, ma questo romanzo mi ha coinvolta dalla prima all’ultima pagina, anche se la scrittura non è delle migliori, forse a causa di una non per ...continua

    Tempo fa:
    Il fantasy non è il mio genere letterario preferito, ma questo romanzo mi ha coinvolta dalla prima all’ultima pagina, anche se la scrittura non è delle migliori, forse a causa di una non perfetta traduzione, e oltretutto scritto in carattere abbastanza piccolo, per cui di non facile lettura. Ho ritrovato quei personaggi e quegli intrecci che nell’infanzia mi avevano affascinato e fatto sognare e che mai ho dimenticato: Merlino che compie magie e tutto già sa di ciò che accadrà, re Artù e i suoi cavalieri e le loro prodezze in difesa del regno di Britannia, Viviane,Igraine,Morgana e Morgause, donne vere protagoniste di questo romanzo. Ma anche la contrapposizione fra la tradizione religiosa pagana, con i suoi molteplici dei e riti, e quella cristiana che si affaccia prima timidamente e poi si impone sradicando le antiche tradizioni celtiche. Per farla breve, è un romanzo pieno di intrecci, di tradimenti e alleanze, colpi di scena e avventura, ideale per uno svago e un piacevole distacco dalla realtà, leggerlo è stato un po’ come tornare bambina. Grazie ancora all’amica che me lo ha inviato.
    http://youtu.be/oIRY_nj3NOw

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei primi "malloppazzi" che ho letto nella mia vita.....unico libro del suo genere mai letto, ma mi ricordo che l'avevo divorato, scritto bene, storia avvincente...mi era piaciuto molto anche se ...continua

    Uno dei primi "malloppazzi" che ho letto nella mia vita.....unico libro del suo genere mai letto, ma mi ricordo che l'avevo divorato, scritto bene, storia avvincente...mi era piaciuto molto anche se non sono mai stata amante del genere!

    ha scritto il 

  • 4

    La grande saga di Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda.
    L'amore contrastato tra Ginevra e Lancillotto.
    La magia di Camelot.
    Tutto questo, ma non solo.
    Lo sfondo è l'eterna lotta tra cristianesimo e ...continua

    La grande saga di Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda.
    L'amore contrastato tra Ginevra e Lancillotto.
    La magia di Camelot.
    Tutto questo, ma non solo.
    Lo sfondo è l'eterna lotta tra cristianesimo e paganesimo simboleggiato da Avalon e i suoi sacri simboli, tra i quali spicca la famosa spada di Artù, Excalibur.

    ha scritto il 

  • 3

    Sì e no

    La prima metà del romanzo è molto bella, poetica e ben strutturata, mentre la seconda è assolutamente caotica e soffocante. Mi è piaciuta questa prospettiva incentrata sul "paganesimo", la storia vist ...continua

    La prima metà del romanzo è molto bella, poetica e ben strutturata, mentre la seconda è assolutamente caotica e soffocante. Mi è piaciuta questa prospettiva incentrata sul "paganesimo", la storia vista dai vinti - i quali non prevedevano affatto di essere sconfitti; ho apprezzato come l'autrice si sia sforzata di illustrare due diverse culture che inevitabilmente finiscono per collidere. Via via che procede la vicenda, però, i personaggi diventano ingestibili, incomprensibili, la narrazione si ingarbuglia e il romanzo si spegne lentamente. Penso che sia anche complice una pessima traduzione e una proliferazione intensiva di refusi, che spero siano assenti in altre edizioni.
    Peccato, perché a sprazzi è davvero interessante e coinvolgente, ma d'altra parte il ritmo discontinuo è una delle cose che mi impediscono di apprezzare appieno Marion Zimmer Bradley.

    ha scritto il 

  • 2

    3,5/10

    Una riscrittura dei miti arturiani in chiave Wicca, e uso questa parola non a caso: la Bradley soprassiede sull'accuratezza storica e sulla complessità del paganesimo all'epoca di re Artù, riducendo i ...continua

    Una riscrittura dei miti arturiani in chiave Wicca, e uso questa parola non a caso: la Bradley soprassiede sull'accuratezza storica e sulla complessità del paganesimo all'epoca di re Artù, riducendo il tutto a una religione per fricchettoni anni settanta che si sentono trp trasgressivi. I personaggi sono tutti bellissimi e bravissimi, la prosa è stucchevole, il ritmo è lento e la protagonista è Mary Sue.
    Il grosso problema di questo libro è però che l'autrice ha delle idee molto precise sul mondo, e forza la storia nello stampino delle proprie ideologie. L'oggetto principale dei suo odio sono i cristiani, per lei l'incarnazione di tutte le qualità negative dell'essere umano: la religione cristiana è ciò che fa andare a rotoli il mondo e ogni singolo cristiano è un personaggio negativo, in particolar modo c'è un bashing continuo nei confronti di Ginevra, reso ancora peggiore dal fatto che questo libro si propone come "femminista" (quanto a questo, mi limito a segnalare questa recensione: https://www.goodreads.com/review/show/316468516).

    ha scritto il 

  • 5

    Splendida versione del ciclo arturiano, che presenta varianti dalla storia originale ma che, a mia detta, non stonano affatto. Il libro è sostanzioso e passata la prima parte che vede protagonista l'a ...continua

    Splendida versione del ciclo arturiano, che presenta varianti dalla storia originale ma che, a mia detta, non stonano affatto. Il libro è sostanzioso e passata la prima parte che vede protagonista l'amore tra Igraine e Uther, si fatica un po' a leggerlo. Ciononostante è una bellissima storia, ben scritta, con atmosfere magiche e personaggi decisamente ben resi, anche dal punto di vista psicologico. Parliamoci chiaro: è un libro che piace o non piace, purtroppo è così. Io lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

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