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Le Périple de Baldassare

By

Editeur: LGF

3.8
(307)

Language:Français | Number of pages: 506 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Catalan , Italian , Spanish , German

Isbn-10: 2253152447 | Isbn-13: 9782253152446 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Description du livre
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  • 4

    A settembre saranno tre anni che mi sono convertita alla lettura digitale, quindi ritengo di avere una certa esperienza in materia. Tra gli e-book in self publishing e quelli di casa editrice di nome - in questo caso Bompiani - l'abisso è in crescita esponenziale: però a favore dei primi! Nemmeno ...continuer

    A settembre saranno tre anni che mi sono convertita alla lettura digitale, quindi ritengo di avere una certa esperienza in materia. Tra gli e-book in self publishing e quelli di casa editrice di nome - in questo caso Bompiani - l'abisso è in crescita esponenziale: però a favore dei primi! Nemmeno se l'avessi battuto io senza rileggerlo ci sarebbero così tanti errori e refusi, a partire dalla doppia “v” che compare SEMPRE come “w”. Davvero una pessima figura nei confronti dell'autore, del cui spessore letterario non si può certo dubitare.

    Gli scrittori di estrazione mediorientale si riconoscono subito per una malinconia di fondo, che trasforma l'equazione viaggio = “divertimento e avventura”, in viaggio = “sofferenza ed esilio”.

    La trama del Periplo di Baldassarre mi aveva evocato l'immagine di un avventuriero, all'inseguimento di un misterioso testo in cui si diceva fosse rivelato “il centesimo nome di Dio”, conoscenza in grado di donare potere e fortuna al suo possessore. L'anno è il 1665, l'ultimo prima dell'avvento di quello della Bestia (per la numerologia il numero 666 corrisponde al diavolo) in cui, tanto per cambiare, si diceva che il mondo sarebbe finito.

    In realtà Baldassarre più che dallo spirito d'avventura sembra spinto dalla forza del destino che, quasi contro la sua stessa volontà, lo costringe a inseguire per mezzo mondo questo fantomatico libro che, ai suoi possessori, sembra portare solo sfortuna.

    Alla luce della biografia dell'autore, cristiano-maronita nato a Beirut e in seguito costretto a lasciare il paese a causa della guerra civile per rifugiarsi in Francia, l'atteggiamento di Baldassarre nei confronti del viaggio mi è apparso più comprensibile.

    Anche Baldassarre è un cristiano nato e cresciuto in mezzo ai mussulmani. La sua famiglia d'origine, i genovesi Embriaco, erano sbarcati in Palestina ai tempi delle crociate. Il capostipite, Gugliemo, ebbe in dono la città porto di Gibelleto (la storica Biblo, oggi J'baȉl, patrimonio mondiale UNESCO), dove la famiglia genovese governò fino al 1302. All'epoca di Baldassarre gli Embriaco hanno ormai perso ogni potere politico, limitandosi ad essere dei ricchi e rispettabili mercanti. Tuttavia, nonostante sia passato più di mezzo secolo, Baldassarre si sente comunque “uno straniero”, pur non avendo mai vissuto altrove se non a Gibelleto.

    L'argomento è stato trattato più specificatamente da Maloouf nel suo penultimo romanzo, edito sempre da Bompiani, intitolato I Disorientati.

    Il lavoro di libraio porta Baldassarre ad avere contatti con collezionisti di tutte le religioni e in particolare il fantomatico libro sul Centesimo nome di Dio è ricercato un po' da tutti. Per la teologia mussulmana i Nomi di Dio sono tanti, essendo essi la rappresentazione vocale dei suoi attributi. L'esegesi coranica ne elenca novantanove, noti ai fedeli più comuni, mentre il centesimo sarebbe segreto e accessibile solo ai mistici più illuminati. Il libro sembra apparire e scomparire nei posti più disparati. L'inseguimento porta Baldassarre a Costantinopoli, poi a Genova, ad Amsterdam, a Londra e di nuovo a Genova, che costituisce la vera chiusura del cerchio vista l'origine genovese del protagonista. Amin Maloouf è autore anche della biografia romanzata di Leone l'africano geografo ed esploratore berbero vissuto nella prima metà del Cinquecento. Non ho letto questo precedente romanzo, ma credo che il viaggio di Baldassarre ne sia in parte “debitore”.

    Lungo il percorso non mancano storie d'amore e di amicizia, ma non aspettatevi il classico Happy End.

    Mi sembra appropriata questa massima di Al Bistami:«Dio Crea gli esseri senza che loro lo sappiano e li lega alla loro fede senza che essi lo vogliano. Se Egli non li aiutasse, chi li aiuterebbe mai?».

    A proposito di Gibelleto la sontuosa abitazione a picco sulla baia che fu degli Embriaco, nel 2003 è diventata un resort chiamato Il Paradiso di Byblos, di proprietà di Roger Eddè, altro libanese cristiano-maronita, fondatore del partito nazionale libanese della pace.

    dit le 

  • 2

    L'ambientazione e la storia di questo romanzo sono interessanti e la lettura scorre piacevole ma... troppe coincidenze fortunose, troppe volte la sensazione che le cose succedano solo per far proseguire "il periplo" senza che il personaggio, quasi mai, affronti difficoltà in un viaggio che dura p ...continuer

    L'ambientazione e la storia di questo romanzo sono interessanti e la lettura scorre piacevole ma... troppe coincidenze fortunose, troppe volte la sensazione che le cose succedano solo per far proseguire "il periplo" senza che il personaggio, quasi mai, affronti difficoltà in un viaggio che dura per così tanto tempo. Alla fine ho ripensato a tutti questi "episodi" e la delusione ha avuto il sopravvento.

    dit le 

  • 4

    Un libro interessante, ambientato durante l'anno 1666 quando si preannunciava l'apocalisse.
    Il libro mostra, tramite il viaggio di Baldassarre come la paura della fine era gestita da diverse culture.

    dit le 

  • 3

    C'è tutta la sapienza storica di Maalouf, ma anche un eccesso di avventure e di incredibili coincidenze che disperdono l'attenzione per mille rivoli.

    dit le 

  • 3

    Quite nice like the other books of Amin Maalouf, a dense and appasionate description of the Mediterrean World of the XVIIth Century. But the story seems sometimes a bit inconsistent.

    dit le 

  • 4

    Il viaggio come metafora della vita.
    L'amore
    La cultura

    Tantissimi i piani di lettura possibili per questo romanzo molto piacevole e molto complesso.
    Il protagonista, un mercante di libri antichi, ci racconta, come una sorta di don Chisciotte, il suo picaresco viaggio che ...continuer

    Il viaggio come metafora della vita.
    L'amore
    La cultura

    Tantissimi i piani di lettura possibili per questo romanzo molto piacevole e molto complesso.
    Il protagonista, un mercante di libri antichi, ci racconta, come una sorta di don Chisciotte, il suo picaresco viaggio che lo portera' a trovare e perdere l'amore, a trovare e perdere libri sulla fine del mondo, a cercare il luogo ove vivere finalmente sereno (per scoprire che ha girato in tondo attorno a quel luogo). Un umanita' dai mille volti. Donne, briganti, fanatici zeloti, ufficiali corrotti, burocrati, sacerdoti, santoni, locandiere, nipoti.... Un'umanita' descritta in modo vivo e fulgido.

    Bellissima opera, rovinata, ma solo in parte, da un'edizione elettronica sciatta e trascuratissima.

    Nulla che vada a rovinare le considerazioni, positive, su un romanzo che diventa inno alla vita.

    In breve: Bel romanzo, godibile e mai troppo lento ne' scontato
    Scrittura: 3(su 3). Il pregio migliore dell'opera di Maalouf e' la sua leggerezza, grazie ad una scrittura ispiratissima e sempre di altissimo livello

    Trama: 3(su 3). Tantissimi episodi, tanti personaggi indimenticabili. Tensione sempre viva, senza cadute di tono.
    Originalita': 3(su 3). Una vita descritta in ogni aspetto. E' questa l'originalita' dell'opera. La naturalezza della vita che viene narrata.
    Protagonista: 3(su 4). Per certi versi indefinibile, il protagonista, essendo io narrante, sfugge ad ogni catalogazione. Troppo personale il punto di vista scelto dall'autore. E' comunque un personaggio dalle mille sfaccettature e di grande complessita'

    Qualita' dell'edizione: NA(su 3). e-book
    Cura degli editor: 1(su 3). numerosi refusi, in certi casi ripetuti costantemente in tutto il libro. Decisamente l'aspetto peggiore dell'opera.
    Traduzione: 3(su 3). Estremamente valida.

    dit le 

  • 4

    Un romanzo avvincente e travolgente che scaraventa il lettore in un esotico e affascinante passato alla ricerca di libri rari, profezie, briganti e donne misteriose.. Ma soprattutto un libro scritto benissimo e ricco di osservazioni acute.

    dit le 

  • 4

    Povero Baldassarre, per diecimila pagine all'inseguimento di un libro e di una donna, e il libro non riuscirà a leggerlo e la donna ad averla: come sempre, ci ha pensato il destino a sistemare le cose, a ricombinare le carte, e neanche girare l'intero mondo gli è servito ad ottenere quel che vole ...continuer

    Povero Baldassarre, per diecimila pagine all'inseguimento di un libro e di una donna, e il libro non riuscirà a leggerlo e la donna ad averla: come sempre, ci ha pensato il destino a sistemare le cose, a ricombinare le carte, e neanche girare l'intero mondo gli è servito ad ottenere quel che voleva. Otterrà altro, e sarà a suo modo felice: in un altro posto da quello che pensava e sognava, con un'altra donna da quella (quelle?) che desiderava, deciso infine a perdere volontariamente quel libro che gli è precluso, che ha accanto a sé ma resta illeggibile ai suoi occhi. Ha perso su tutti i fronti, il povero Baldassarre; ha vinto, suo malgrado.

    dit le 

  • 4

    Ma che bello questo libro! E che bel viaggio ho fatto insieme al protagonista!
    L'autore ha saputo mettere insieme mistero, avventura, viaggio e un pizzico di amore facendo venir fuori una storia affascinante e misteriosa, leggiadra e nello stesso tempo intensa. Bravo!

    dit le 

  • 4

    Una buona lettura

    Avevo delle aspettative piuttosto basse e sono stato sorpreso invece da una buona lettura. L'ambientazione e il contesto storico è ben delineato senza essere troppo minuzioso.
    Il romanzo si legge secondo me come percorso: sia interno che esterno. La modalità del "diario" rende lo svolgiment ...continuer

    Avevo delle aspettative piuttosto basse e sono stato sorpreso invece da una buona lettura. L'ambientazione e il contesto storico è ben delineato senza essere troppo minuzioso.
    Il romanzo si legge secondo me come percorso: sia interno che esterno. La modalità del "diario" rende lo svolgimento semplice da seguire senza appesantire eccessivamente. Le riflessioni personali e i diversi punti di vista religiosi non sono mai troppo onerosi per il lettore.
    La componente che però mi è piaciuta di più è stata quella del viaggio: ho seguito l'itinerario su una mappa e la cosa consente di immaginare tante cose (soprattutto per luoghi che si conoscono poco).
    In qualche circostanza avrei preferito un po' più di verosimiglianza (la lettura del Centesimo Nome per esempio) ma non tutto può essere secondo le proprie volontà.

    dit le 

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