Le Théorème du perroquet

By

Editeur: Seuil

3.5
(2165)

Language: Français | Number of pages: 654 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Catalan , Spanish , Italian , Dutch , Greek , German , Portuguese

Isbn-10: 2020427850 | Isbn-13: 9782020427852 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Aimez-vous Le Théorème du perroquet ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Sorting by
  • 5

    O lo ami, o lo odi. Io l’ho amato.
    Ma è stato un innamoramento lento, graduale, avvenuto pagina dopo pagina, iniziato quando ho smesso di voler capire tutto quello che c’era scritto lasciando invece c ...continuer

    O lo ami, o lo odi. Io l’ho amato.
    Ma è stato un innamoramento lento, graduale, avvenuto pagina dopo pagina, iniziato quando ho smesso di voler capire tutto quello che c’era scritto lasciando invece che formule, congetture, teoremi, miti e storia, mi avvolgessero e mi portassero oltre.
    Ammetto che da sempre nutro una certa predilezione per la matematica, ma non esclusivamente per i numeri in sé, ma per la vastità di pensiero che essi rappresentano e offrono. E forse questo mi ha aiutata.
    Sono sempre stata convinta che la matematica racchiudesse in sé altre arti, prime fra tutte la filosofia, ma anche l’ingegno, la passione, il disegno, la musica ed ora mi rendo conto che la sua grande forza e progresso sta nella condivisione.
    Questo è un romanzo complesso che ripercorre la storia della matematica e della sua evoluzione nel corso dei secoli tenendo come traccia un giallo che potrà essere risolto dai protagonisti solo immergendosi nel mondo delle dimostrazioni così ovvie , ma alle volte così incomprensibili.
    Non credo però che l’intento dell’autore fosse quello di scrivere un trattato sulla matematica, né quello di incuriosire il lettore con una debole storia di fondo a tratti anche inverosimile.
    Credo invece che l’obiettivo fosse quello di invogliare e spronare o semplicemente ricordare ai lettori di non soffermarsi di fronte ad un problema, ma di imparare a guardarlo da tutte le angolazioni e prospettive, possibili e impossibili, razionali e irrazionali, così come hanno fatto nella storia gli illustri personaggi narrati in questo libro e, di fronte ad una sconfitta, reagire con lo spirito di questa frase che non è una citazione di un famoso matematico né quella di uno stimato filosofo, ma solo frutto del pensiero dell’autore che, ad un certo punto, dice: “… ogni dimostrazione di impossibilità libera l’avvenire …”.

    dit le 

  • 2

    Una sorta di Pennac in salsa divulgativo/scientifica. Idea non disprezzabile, risultato mediocre. Il predominio dell' alternanza narrazione/divulgazione detta il ritmo della scrittura. Così non va. ...continuer

    Una sorta di Pennac in salsa divulgativo/scientifica. Idea non disprezzabile, risultato mediocre. Il predominio dell' alternanza narrazione/divulgazione detta il ritmo della scrittura. Così non va.

    dit le 

  • 0

    Quando arrivi in fondo all'ultima pagina di un libro iniziato più di un anno prima, senza aver saltato neanche una riga, significa che... ti piaceva... solo non ti prendeva così tanto... da non riusci ...continuer

    Quando arrivi in fondo all'ultima pagina di un libro iniziato più di un anno prima, senza aver saltato neanche una riga, significa che... ti piaceva... solo non ti prendeva così tanto... da non riuscire a chiuderlo senza soffrire... come succede, a volte.

    dit le 

  • 5

    Consigliato ma...

    Ho pensato parecchio a cosa scrivere su questo romanzo che a me è piaciuto tantissimo, ma che ha i suoi difetti.
    Il primo consiglio è di non leggerlo perchè è un giallo, ma come un super ripasso di ma ...continuer

    Ho pensato parecchio a cosa scrivere su questo romanzo che a me è piaciuto tantissimo, ma che ha i suoi difetti.
    Il primo consiglio è di non leggerlo perchè è un giallo, ma come un super ripasso di matematica (infarcito di aneddoti e di stralci di biografie, ovviamente matematiche), in cui c'è un mistero nello sfondo che dovrebbe fare da motore alla curiosità matematica (e qui direi che c'è un inghippo: chi si studierebbe 2.000 anni di matematica per un omicidio???)
    Il secondo consiglio è di avere una conoscenza, anche scolastica, della matematica fino a derivate, integrali e logaritmi, dato che questo libro non li spiega, ma li menziona: un conto è se quei concetti, seppur reconditi, si sono già assimilati, diversamente non si possono capire, a mio avviso. (io ho usufruito del mio diploma di ragioniere programmatore, quindi nulla di stratosferico...)
    Il terzo consiglio è di prenderlo con calma, sono concetti che si devono depositare, che meritano di essere assimilati e non ingurgitati.
    Detto questo io lo consiglio vivamente visto che appena finito di leggere mi è dispiaciuto molto dover dire addio a quei personaggi e a quegli aneddoti!

    dit le 

  • 2

    Storia della matematica rosa confetto

    Peccato, perché quando si sforza Guedj riesce anche a scrivere con un buon risultato: basti vedere la parte dedicata ai matematici arabi. Se avesse dedicato un capitolo a ogni fase del pensiero matema ...continuer

    Peccato, perché quando si sforza Guedj riesce anche a scrivere con un buon risultato: basti vedere la parte dedicata ai matematici arabi. Se avesse dedicato un capitolo a ogni fase del pensiero matematico con lo stesso afflato narrativo sarebbe stata una lettura più interessante... Ma così non è.

    Come McGuffin per redigere una storia della matematica, Guedj introduce un giallo insignificante, una trama insulsa che non coinvolge il lettore, ma che in compenso diventa questione di vita e di morte per una fiera di personaggi assurdi (adolescenti che fanno matematica fino a tarda notte? Pappagalli con svariati gigabyte di memoria?); fin dall'inizio la parte preponderante non è però quella narrativa, semmai una versione (parzialmente) predigerita di un qualunque manuale di storia della matematica (e per tanto così mi rileggevo Kline o Boyer), che non potendo calarsi in tecnicismi diventa via via più evanescente fino a far riemergere la trama... Peccato che questo accada ormai dopo la pagina 450, ci siamo già dimenticati quale fosse il motore della vicenda, siamo stufi della saccenza dei personaggi e dell'assurdità di quello che stiamo leggendo. Per citare altre recensioni che precedono la mia... decisamente stucchevole.
    Insomma, 2 stelle per christiana charitas

    dit le 

  • 4

    Libro godibilissimo che traccia una personale storia della matematica ricca di aneddoti e curiosità.
    La trama si basa su un "giallo" anche se manca sempre la suspense, ma essendo un artificio per il r ...continuer

    Libro godibilissimo che traccia una personale storia della matematica ricca di aneddoti e curiosità.
    La trama si basa su un "giallo" anche se manca sempre la suspense, ma essendo un artificio per il racconto è perdonabile.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    Fantascienza...

    Questa irreale e a volte stucchevole storia è, sì, una occasione per fare ripasso di matematica (e per conoscere l'aneddotica relativa alle vite di alcuni matematici famosi), ma la trama -che si svilu ...continuer

    Questa irreale e a volte stucchevole storia è, sì, una occasione per fare ripasso di matematica (e per conoscere l'aneddotica relativa alle vite di alcuni matematici famosi), ma la trama -che si sviluppa sì e no per un quinto del libro- e i personaggi sono talmente inverosimili da risultare spesso irritanti. Un matematico dilettante, losco faccendiere (!), che vive nella giungla amazzonica, che raccoglie una biblioteca, evidentemente impossibile da collezionare per chiunque, di libri di matematica, dal valore inestimabile; una libraia ragazza madre che dimostra più intuito matematico di un Einstein; due ragazzini di terza/quarta superiore dall'ironia dissacratrice, che si appassionano autonomamente -o quasi- alla matematica tanto da apprezzare dimostrazioni degne di programmi universitari, essi stessi con capacità dimostrative/logiche degne di matematici esperti; una ragazzino sordo, un pappagallo dalla memoria prodigiosa, un disabile filosofo che all'alba degli ottanta decide di appassionarsi alla matematica; dulcis in fundo un mafioso appassionato di dimostrazioni matematiche e della vita di ...Archimede di Siracusa (sic!). Durante tutto il libro si fa davvero fatica a capire l'agire dei personaggi, non si comprende cosa li spinga a risolvere quelli che chiamano "i problemi di Rue Ravignan", né quali siano veramente questi problemi. Una combriccola di persone "borderline", tanto care agli autori orientati a sinistra, che ricorda "Nascita del Superuomo" (ma, diversamente da questo "Teorema del pappagallo", quella era fantascienza dichiarata!) senza il lirismo e la profondità di Sturgeon.

    dit le 

Sorting by